Archivio di settembre 2012

Finalmente in libreria il nuovo libro di Massimiliano Frassi “Perchè nessuno mi crede?!”

Esce oggi “Perché nessuno mi crede?! Storia di Stella” di Massimiliano Frassi Edizioni La Zisa, Pagine 112, Euro 9,90 ISBN: 978-88-6684-018-3 (http://www.lazisa.it/frassi_perche.html)

Con sguardo attento e delicato, ma soprattutto con passione e partecipazione, l’autore, da anni impegnato attivamente nella lotta alla pedofilia, ci racconta un percorso esemplare di tante vicende di abuso sui bambini: l’“orco” che si nasconde proprio fra le persone più vicine, l’incredulità generale, la deriva emotiva che inevitabilmente travolge le piccole vittime, segnandone la crescita e la difficile maturazione. Protagonista di questa storia dell’orrore è una bambina colpita a tradimento, e poi una ragazza, una donna che ha smarrito il filo dell’esistenza e non riuscirà a ritrovarlo. Inascoltate restano le sue richieste d’aiuto, fino a convincerla di essere lei stessa causa del suo male. Questo libro è un invito ad ascoltare i bambini, quando tentano di dirci cosa realmente gli stia capitando, per aprire uno spiraglio al futuro, perché «nessun dolore è per sempre».

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Per acquistare la tua copia autografata dall’autore:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=6&ip=163&iv=163&im=164

“Perchè nessuno mi crede?!” – FINALMENTE ARRIVA…

Domani…il grande giorno è arrivato…il mio piccolo passa direttamente all’università della vita…niente asilo nè elementari medie superiori, porta con sè un bagaglio tale che potrebbe salire in cattedra…ma l’umiltà, sua dote principale, glielo impedisce. e con al discrezione che merita siaffaccerà a quelle coscienze che vorranno lasciarsi toccare. cambiare. in meglio. domani è il grande giorno e quelle pagine non saranno più mie. solo mie. ma tracceranno la strada su cui vi potrò incontrare…buon viaggio….

Domani duplice appuntamento di Prometeo.

Domani duplice appuntamento per la Prometeo.

Bergamo. Riparte il corso di formazione permanente per le forze dell’ordine con un incontro sulla pedofilia in internet e le tecniche investigative, che vedrà la presenza di operatori di Scotland Yard Londra e poi la presentazione del mio nuovo libro.
Sempre e solo dalla parte dei bambini!

Il silenzio non favorisce gli innocenti.

Il silenzio non favorisce gli innocenti.
Tante le vostre mail che negli ultimi mesi ci hanno segnalato una cosa: il silenzio che è calato a Bergamo su due casi di cronaca eclatanti. Di cui pure noi spesso ci siamo occupati. Il caso del maestro di Palosco, Aristide Mazza (qua trovate i vecchi post: http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/aristide-mazza-maestro-pedofilo ) arrestato in flagranza di reato mentre abusava un bambino e quello del catechista di Sorrisole, Carilio Ghilardi, pure lui “bloccato” grazie alle intercettazioni degli uomini dell’arma. Il primo vi diciamo essere ancora in carcere mentre il secondo già da questa estate ha ottenuto i domiciliari presso la brava sorella, che lo accudisce e lo protegge da quei cattivoni che dicono le brutte cose. Vogliamo pensare che il silenzio sia dettato dal fatto che il processo non è ancora partito e probabilmente i filoni di indagine per appurare possibili ulteriori abusi siano ancora aperti e non da “altro”, come accaduto per il medico di base pedofilo sempre di Bergamo.  Da parte nostra ci impegniamo a segnalarvi tutto quanto accadrà e soprattutto a seguire il processo. Poiché il silenzio sui casi di pedofilia non solo non favorisce gli innocenti, ma garantisce a chi abusa quell’immunità che per anni si è guadagnato sul campo: abusando impunemente.

Età: 90 anni. Segni particolari: abusante. Di bimba disabile.

Età: 90anni. Segni particolari: abusante. Di bimba disabile.

 

Ennesima folle storia di abusi a danno di disabili, tema che questo blog ha molto a cuore.
Stavolta arriva da Milano. Di lui sappiamo solo essere un 90enne che vive col figlio in un appartamento di via Litta Modiglioni e che a marzo in un parco cittadino ha avvicinato un gruppo di ragazzine disabili abusandone una, in presenza di un’altra amichetta anche lei disabile. L’uomo si è poi defilato ma è stato riconosciuto dalla bimba stessa poiché nei giorni successivi se ne stava tranquillo nuovamente ai giardinetti.
Vista l’età del pedofilo, 90anni, età che non gli ha impedito di abusare, non farà un giorno  di carcere ma starà ai domiciliari.

“Avete una vita da vivere” Storia di Giulia che ce l’ha fatta. Parte 2/2

“Avete una vita da vivere” Storia di Giulia che ce l’ha fatta. Parte 2/2
 LA VOSTRA VOCE. Segno del nostro impegno. Parte 2 “Avete una vita da vivere e mollate i fantasmi”
Una delle più “belle”, dolorose e significative testimonianze mai ricevute. E la dimostrazione che nessun dolore è per sempre!
La prima parte l’abbiamo messa ieri.


Mia madre continuava a dirmi che gli dovevo chiedere scusa, alla fine andai a vivere da mia nonna, cambiando l’Università, in un’altra città. L’estate mi venne un’emorragia, credevo fosse il flusso doloroso, come al solito. Il mio ragazzo mi costrinse di andare a farmi visitare e andai, dovevo andare in Inghilterra. Entrai in ospedale, convinta di star bene, e , invece, mi scoppiò un ovaio, con una bella peritonite. Il medico mi chiese chi fosse stato, se il mio ragazzo fosse sano, e che l’infezione era di anni prima.
Mi sentii sporca. Pi la terapia, mi ripresi dall’infezione, mi caddero una parte dei capelli. Mia madre, che mi aveva accolto di nuovo a casa, mi diede un pezzo di carta. Sopra c’erano scritte delle frasi sconnesse, con una  scrittura infantile. Era una poesia, dove il mio patrigno mi diceva che gli dispiaceva e che lui era il mio uomo ombra e che quella era la vita. Non tornò a casa, mia madre fu di parola, e dopo un anno riandai via, mia madre non mi capiva. Ripresi l’Università, studiavo uscivo con le amiche, avevo il gruppo, tutto perfetto. Poi la notte piangevo, per ore, da sola.
Piangevo per gli incubi, piangevo perché mia avevano detto che con solo un ovaio era difficile avere figli….
Ora ho circa 40 anni, un bellissimo bambino, e ho mollato dopo 3 mesi uno marito mostro come il mio patrigno. Ho fatto la pace con mia madre, perchè mi sono ritrovata nel suo ruolo, raggirata dalla prima fase dolce e seduttiva del mio ex, esattamente come aveva fatto il mio patrigno con lei. Vivo da sola, non mi fido molto. Gli incubi sono quasi del tutto scomparsi e prendo con filosofia le mie fobie. Non voglio più essere una modella, non corro più per ore, ne’ mi massacro con diete folli.
Prendo la vita come viene, ma ho capito che vivere nel passato distrugge il presente, che è la cosa più bella da vivere, perché è tuo.
Non ho scelto io la famiglia dove sono nata, ne’ il mio patrigno. La sua lettera la gettai nel bagno di un bar, dopo averla fatta leggere a mia zia, perché era soltanto merda e questo meritava.
A 33 anni suonati dissi tutto a mia madre, che ebbe un primo rifiuto, ma poi capiì che era tutto vero.
Io non so perché una Croce così pesante, ma so che sono forte e che posso aiutare non solo me stessa, ma che ho aiutato e aiuterò tante persone. Quante lacrime condivise assieme, ma anche quanti sorrisi!
Qualsiasi cosa abba distrutto la vostra infanzia ricordatevi che la vita è un dono prezioso e che ogni giorno va vissuto con amore ed entusiasmo, perché è la VOSTRA, non quella che decidono gli altri per voi. E se qualcuno non vi ha amato, non è colpa vostra, ma di quei poveracci-e.Se avete una passione, sia che judo, dipingere, suonare la chitarra cucinare, scrivere, leggere, creare un sito web, giocare a pallone, danzare, vivete,VIVETE, fatela con amore e non chiudetevi come ricci. Perché nel mondo ci sono anche persone fragili e psicotiche come il mio patrigno, ma anche tante persone fantastiche, compresi voi.
E vi ripeto quello che mi ha insegnato una ragazza in Francia, di guardarmi allo specchio, negli occhi, e dirmi: -Toi, tu est une merveille aux yeux de Dieu.(Tu, tu sei una meraviglia agli occhi di Dio!) Ricordo che prendevo l’Eucarestia in bocca, calma, ma poi pensavo alla Madonna e scappavo correndo nel chiostro, perché odio farmi vedere piangere e debole, io sono quella forte, che non crolla mai. Piangevo, perché pensavo a Maria, e i pezzi di ghiaccio che erano conficcati nel mio cuore si scioglievano come la neve a sole, faceva male, ma mis entivo finalmente viva. Ho capito che se ci sono dei momenti che occorre piangere, per liberarsi dal dolore, chi non piange, non sa nemmeno gioire. Io sono un essere umano, e sono una donna, non un robot, l’essere perfetto che volevo far vedere a tutti, quasi a scusarmi di quello che era successo, dandomi ancora la colpa
E dedico quello che ho scritto a tutti gli amici-che che hanno condiviso con me.
Non importa se ho passato tante ore a piangere pregando, di fronte il Santissimo, chiedendogli perché, Lui me le ha asciugate tutte.
Ciao e forza, avete una vita da vivere, mollate i fantasmi che non ci sono più!

“Avete una vita da vivere” Storia di Giulia che ce l’ha fatta. Parte 1/2

“Avete una vita da vivere” Storia di Giulia che ce l’ha fatta. Parte 1/2

 

LA VOSTRA VOCE. Segno del nostro impegno.

Parte 1 “Avete una vita da vivere”

Una delle più “belle”, dolorose e significative testimonianze mai ricevute. E la dimostrazione che nessun dolore è per sempre!

 

“Ho letto le storie on-line, non ho visto i volti di chi scriveva, ma ho sentito che erano vere, perché ho riconosciuto il dolore e deciso di parlare del mio dolore.
Ero una bambina forte e vivace, intelligente, con un papà che adorava, una mamma dolce e un fratellino. Passavo ore a disegnare, correvo, cantavo, la casa risuonava della mia vocina, tanto da meritarmi il soprannome radio-giulia.
A 8 anni è iniziato il mio inferno, mio padre è andato via di casa senza darmi spiegazioni, mia nonna mi ha raccontato che apri il suo baule preferito e che lo trovai vuoto, gettando un urlo che non aveva nulla di umano, e che poi non parlavo più.
Mia mamma soffriva, piangeva e non mangiava. Sembrava che qualcuno avesse rubato la mia mamma e che me ne avesse data un’altra, non era più lei. Mi parlava dei suoi problemi, parlava, parlava, poi prendeva le foto del suo matrimonio e piangeva. Comincia a diventare silenziosa e a rinchiudermi nello studio e nelle letture. A 10 anni arrivò il compagno di mia madre, pranzava con noi. Era un po’ più giovane di mia madre e pazzo. Fumava e beveva, ricordo il suo fiato puzzolente, le unghie gialle di nicotine, la faccia butterata e lo schifo che mi faceva. Era stupido e ignorante, ma non poteva ribellarmi. A pranzo parlava con la faccia paonazza per l’alcool per ore e io scappavo in cucina a lavare i piatti. Avevo imparato ad occuparmi del mio fratellino e facevo di tutto per fare contenta mia madre. Non ricordo quando, ma cominciarono gli abusi su di me e su mio fratello, carezze alle mani, sotto lo sguardo ebete di mia madre. UN bel giorno che mia madre era uscita e ci aveva lasciato in sua custodia, mi stuprò. Non riesco a ricordare tutto, nonostante da adulta abbia fatto anni di analisi, pregato, lavorato su me stessa. Ricordo solo fino a unc erto punto, che sono sul lettone con lui, che mi gira la testa perché mi ha fatto bere del vino, che c’è anche mio fratello e che ho una strana sensazione di pericolo, mentre mi accarezza la testa, poi il nulla. Ma le fobie restano…paura di essere strangolata, paura del buio, incubi, paura dell’ascensore, e problemi ad avere rapporti con il mio primo fidanzato, che terminavano sempre con un pianto e con lui che mi abbracciava
Giulia, chi è il bastardo, dimmelo che lo ammazzo!
Ora sono cresciuta, si cresce presto con il dolore, l’ho accettato e ho trovato una grande forza nella fede nel buon Dio.
A 12 anni ho cercato mio padre, quello vero, e mi sono confidata, solo delle botte, però.
Mio padre mi portò in una palestra di arti marziali, indossai perplessa il kimono. Ero la preferita del maestro, un poliziotto, che mi diceva di non abbassare mai lo sguardo. Man mano imparai, per fare judo bisogna essere flessibili e forti, era massacrante, ma continuavo a non vedere il maestro o i miei avversari, ma il mio patrigno, e divenni abbastanza brava.
Poi tornavo a casa e continuava la follia, mia madre succube, e me e mio fratello maltrattati e umiliati. Ci diceva che non valevamo nulla, che se non fosse stato per lui saremmo stati una puttana e un frocetto. Ricordo lo sguardo terrorizzato di mia madre mentre le rompeva un naso con un solo schiaffo, impedendole di visitare mio nonno moribondo. Mia madre non reagiva mai, era debole. Quando provavo a ribellarmi mi diceva che ero cattiva, che poverino aveva tanti problemi, che ci voleva bene. Poi mi aprii a mia zia, e mi disse che mi lei mi voleva bene, anche mia nonna. Un bel giorno il mio patrigno cominciò a parlare male del mio ragazzo, che secondo lui mi voleva solo scopare. Mi ero confidata con mia madre, ma lei mi aveva tradita, raccontando tutto a lui. Era troppo, non e potevo più. MI alzai in piedi, e gli misi le mani al collo, fu una reazione istintuale. MI aveva appena detto che mi uccideva, e io lo tenevo per il collo, scuotendolo. Ero il mio primo atto di persona, sentivo uscire tutto l’odio. Gli risposi, fissandolo negli occhi, che se voleva uccidermi, avrei venduto cara la pelle. Vidi per la prima volta la paura nei suoi occhi. MI disse tossendo, massaggiandosi il collo, che l’avrei pagata, che sarebbe tornato. Ma imboccò l’uscio di casa e non tornò più.

CONTINUA – DOMANI LA SECONDA PARTE

Editrice La Zisa contro la pedofilia e dalla parte dei bambini.

La Zisa contro la pedofilia e dalla parte dei bambini.
Continua l’impegno della nota casa editrice La Zisa di Palermo, nel dar voce a chi voce non ha con una serie di pubblicazioni molto importanti. Insieme al mio nuovo libro “Perché nessuno mi crede” in uscita entro fine mese, arriva a giorni anche il libro di Nicolò Angileri, già autore di “Angeli e Orchi”, nonché operatore della Squadra Mobile della Polizia di Stato in forze a Palermo. Questa la scheda libro. Su un fatto che ben conosciamo, tr ai piàù drammatici tra quelli accaduti nel nostro paese e per questo presto caduto nel dimenticatoio…..Fino ad oggi. Buona lettura. Romanzando un’agghiacciante vicenda di cronaca realmente accaduta a Palermo alcuni anni fa – una sordida storia di sfruttamento di minori e di film pedopornografici, Nicolò Angileri tratteggia il ritratto di un quartiere e delle figure che vi si muovono, alcune con ferocia, altre con rassegnazione, i bambini spesso con l’innocenza violata da adulti insensibili a tutto tranne che al richiamo del denaro. Per tutti, nel quartiere, i buoni come i cattivi, vige un tabù: non si fanno denunce alla polizia, non si è spioni. Il ricordo delle passate sofferenze e la consapevolezza che solo parlandone le potrà superare riusciranno a convincere uno dei piccoli abusati a raccontare tutto. Sullo sfondo, nel romanzo, si muovono personaggi indimenticabili delle battaglie civili di quegli anni contro la mafia, la delinquenza, l’ignoranza, come don Pino, padre Puglisi, che fu sempre al fianco degli oppressi e alla ribellione alle regole dell’omertà dedicò la vita. Il libro: Nicolò Angileri, “Destini che nessuno sa”, Romanzo, Pagine 160, Euro 14,00, Edizioni la Zisa (ISBN: 978-88-6684-026-8) Le Edizioni La Zisa aderiscono ad Addipizzo e tutti i volumi sono certificati “Pizzo free”.

I documenti che certificano gli abusi da parte degli Scout

Ne ho accennato l’altro ieri. Ora riporto il link al sito del Times, con tutti i documenti e le foto, che certificano gli abusi coperti dagli Scout negli Usa.

http://documents.latimes.com/boy-scouts-paper-trail-of-abuse-documents/

 

Vergogna. Rito di iniziazione per bambini: prete si fa leccare….

VERGOGNA.

Per forza noi ai loro occhi siamo scomodi……

http://www.leggilo.net/73402/prete-si-fa-leccare-la-panna-sulle-ginocchia-per-rito-di-iniziazione-video.html

 p.s non volevo pubblicare questa foto, perché non mi piace mostrare le vittime in questo modo. Ma tutti i giornali del mondo la stanno riprendendo e la motivazione è che ”solo così la gente può capire”…quindi, a malincuore, lo faccio pure io, riportando il link da dove l’ho presa….

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