Archivio di novembre 2012

Pedofilia sette e satanismo: se ne parla a Bergamo.

Continua il corso di formazione permanente per membri delle forze dell’ordine che riunisce esponenti di plizia, carabinieri e finanza provenienti da tutta Italia, nella sede della Associazione Prometeo Onlus alle porte di Bergamo. Dopo la conferenza tenuta da adulti che in tenera età hanno subito abusi e quella fatta da membri della storica polizia inglese di Scotland Yard, stavolta il tema toccato saranno le sette esoteriche, il modo in cui adescano le vittime e le plagiano, ma anche il lato più oscuro del fenomeno, legato al satanismo e ai rapporti tra gli occultisti e la pedofilia. Interverranno esperti e testimoni diretti del fenomeno. Inoltre in anteprima vedrà presentato il libro-ricerca “Inchiesta sul Satanismo in Umbria” della giornalista Elena Testi, testo unico nel suo genere non essendo mai stata pubblicata fino a oggi una simile ricerca in Italia. Nel libro, per esempio, si evidenzia il modo in cui le nuove sette e le sette sataniche adescano giovani in internet. La conferenza si terrà nella giornata di sabato 1 dicembre ed è aperta alle sole forze dell’ordine iscritte. Per info.: http://www.associazioneprometeo.org/

fonte: Il Giornale di Bergamo

La sorella del pedofilo – Esclusivo blog pedofilia!

La sorella del pedofilo. Esclusivo Blog.

In tanti mi chiedete, ma come fai a riconoscere tra una folla un pedofilo o i suoi familiari?
Lo so, serve esperienza (e io ce l’ho quindicinale) ma anche approfonditi studi (idem, e poi non si smette mai di imparare…nè di studiare).
Senza queste doti non avrei mai individuato il soggetto ritratto nella foto (che ho fatto di nascosto). Sorella di un pedofilo venuta per creare problemi ad una manifestazione di Prometeo e andata via con la coda tra le gambe, tra gli sguardi schifati di una folla, dalla parte dei bambini non certo del suo familiare.

Nota: Si fa per ridere, ovviamente , poiché una risata li seppellirà. Ogni riferimento a fatti persone o animali in via di estinzione è puramente casuale.

Pedofilia 10 –Abusanti sotto zero. Abbiamo restituito dignità ai bambini e ad un paese.

A breve torniamo sull’argomento. Raccontandovi tante altre cose e facendo un appello. Intanto godiamoci il momento. Quello che trovate qua è l’esito di una serata che ha visto forse noi della Prometeo fare la più bella conferenza dell’anno (siamo a quota 232 dal 9 gennaio 2012), risconto che la gente ci ha dato e ci sta dando dato che da ieri mattina il telefono continua a suonare…grazie abitanti di Sorisole, per aver capito e deciso di far arrivare il vostro supporto alle vittime della pedofilia!

http://www.giornaledibergamo.com/cronaca/28-novembre-2012/tutto-esaurito-per-la-serata-antipedofilia-4407.html

Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui:

“Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui, nel massimo della fiducia e della stima possibile, tutto ciò ha veramente dell’incredibile.”

La gente è stanca. Tanto. Stanca ed indignata. Di chi abusa e di chi protegge gli abusanti.
Palosco, paese in provincia di Bergamo, alcuni mesi fa viene arrestato in flagranza di reato un maestro, Aristide Mazza. Noto e stimato. Maestro per almeno due generazioni. Carriera spazzata via da quel filmato, registrato in diretta dalle forze dell’ordine, che l’hanno arrestato in flagranza di reato, mentre compiva l’ultimo abuso….
Anche l’ abbiamo, almeno all’inizio, assistito alle “solite” reazioni: l’incredulità in primis (umana e normale), l’ostruzionismo poi (anormale e complice).
Oggi che il “maestro” ha ottenuto i domiciliari, un comitato di ben 200 persone ha manifestato la propria rabbia e la propria indignazione, scrivendo una lunga lettera apparsa sul Giornale di Treviglio, lettera che riportiamo anche noi in seguito alle molteplici richieste. La riportiamo e la condividiamo in toto. Bravi, bell’esempio! Davvero!
“Egregio Direttore,
Noi genitori della scuola elementare e media di Palosco scriviamo questa lettera per discutere e commentare apertamente un fatto di cronaca che recentemente ha coinvolto i nostri figli.
Era la mattina del 18 aprile scorso quando all’improvviso ci arrivò la notizia che il maestro A. M. era stato arrestato on l’accusa di violenza e abuso sui minori e colto in flagrante. Per diversi di noi niente fu più come prima.
Giorno dopo giorno venivano alla luce particolari sempre più raccapriccianti riguardo al comportamento tenuto dal maestro con i nostri figli. (…) Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui, nel massimo della fiducia e della stima possibile, tutto ciò ha veramente dell’incredibile.
Noi genitori di Palosco abbiamo deciso di scrivere queste righe perché il silenzio che è calato in questi ultimi mesi, su questa sconcertante vicenda, non fa assolutamente onore ai nostri figli.
Perché ci sono stati bambini che hanno dovuto affrontare delle udienze e hanno avuto il coraggio di raccontare tutta la verità per quanto amara, vergognosa e dolorosa potesse essere.
Dolorosa anche per noi genitori, nell’assistere dietro a un vetro i propri figli, sentirli rispondere alle continue domande di un giudice e ascoltare ciò che di più terribile e amaro non avremmo mai potuto sentire (…)
…questi eroi, piccoli e indifesi, non hanno deluso, anzi hanno dato il meglio di sé, hanno mostrato tutto il loro coraggio e hanno superato il timore di essere giudicati loro stessi colpevoli di questo imperdonabile reato.
Hanno vinto la vergogna, mettendosi di nuovo a nudo, parlando della loro intimità di fronte a degli estranei. E l’hanno fatto nel migliore dei modi.
Credete questa esperienza per loro è stata una grande liberazione.
Solo assistendo alle testimonianze rilasciate in Procura, abbiamo potuto comprendere fino a dove quest’uomo si è spinto. Egli ha calpestato ogni loro diritto, senza scrupoli, prendendosi gioco di loro e della loro innocenza, approfittando della sua carica professionale all’interno di un edificio che fino’ora era stato il più sicuro al mondo : la scuola.
Diversi di noi si sentono in colpa per non aver capito ciò che accadeva ai propri figli (…)”
La lunga lettera (peraltro meravigliosa…tutti dovrebbero leggerla..per capire cosa si prova!) continua con al rabbia, per i domiciliari concessi al maestro e termina con una sorta di appello:
“…dietro questa decisione del giudice non c’è solo la nostra rabbia, ma c’è una grande e amarissima ingiustizia. Nella speranza ch qualcosa possa veramente cambiare ci appelliamo ai giudici e alle massime autorità competenti, affinché sia resa giustizia e quest’uomo torni in carcere per espiare la giusta pena…i diritti dei bambini dovrebbero indiscutibilmente essere una priorità incalpestabile”.

Yara Gambirasio…due anni dopo <3


…sono due anni oggi….accade che un fiore viene strappato dal nostro mondo….e poi gettato, in mezzo al fango…chi ti ha offeso è libero, di abusare….noi prigionieri, condannati all’ergastolo di un dolore che non è vero che il tempo assopisce, tutt’altro…la distanza non aiuta….speriamo che almeno tu oggi sia serena, libera, felice……pare sia così,, quando si mettono le ali e si vola….ciao Yara Gambirasio, inossidabile nei nostri  cuori …sempre presente, nel nostro impegno quotidiano!

Legalizziamo pedofilia, cannibalismo e infibulazione.

Tempo fa in uno dei nostri corsi per le forze dell’ordine un operatore di Scotland Yard segnalò quanto in Inghilterra accadeva in situazioni di abuso/maltrattamento da parte di cittadini stranieri, provenienti in particolar modo dall’Est Europa o dall’Africa.
Sottolineando come la legislazione inglese fosse molto chiara: “quello che culturalmente può essere accettato in società che non tutelano i diritti delle donne e dei bambini (leggasi matrimoni di bimbe all’età di 11 anni e via dicendo) da noi è assolutamente fuorilegge”.
Mi è venuto in mente questo passo in seguito all’assoluzione in primo grado dell’albanese che a Reggio Emilia fu arrestato dopo la Procura parlò di immagini assolutamente chiare, inerenti quelli che parevano essere rapporto orali tra il padre ed il proprio figlioletto. Bimbo che fu addirittura portato in piazza, davanti tutti, per manifestare a favore della scarcerazione del padre medesimo.
Oggi riporto anche un passaggio dalla Gazzetta di Reggio, dove parla a sentenza avvenuta, la Procura. Non prima  di chiedere anche qua, quanto manca affinché sia legalizzata l’infibulazione…o, per assurdo, il cannibalismo….
“(…)  Ma se per la procura quelle immagini erano la prova di un abuso vero e proprio, di una violenza sessuale; per la difesa quei gesti dovevano essere interpretati invece come un gesto d’affetto di un padre nei confronti del figlio. Alla luce anche delle differenti usanze, è stato ripetuto in questo mesi, all’interno della comunità albanese.
LA PROCURA. «Leggeremo le motivazioni e valuteremo se fare appello, ma dalla lettura del dispositivo che sostiene che “il fatto non costituisce reato” rilevo che il fatto storico è stato ritenuto sussistente, in genere si usa questa formula quando è l’elemento psicologico a essere mancante o carente» è la prima reazione del procuratore capo, Giorgio Grandinetti. «Ci tengo a dire – aggiunge – che questo procedimento non è stato mai trattato né con leggerezza né con pregiudizio, ma è il frutto di ponderazione e approfondimento in tutte le sue fasi. E si è arrivato al dibattimento non attraverso una via breve, ma attraverso un impianto accusatorio serio e solido, validato due volte in fase di indagini preliminari dal gip che lo hanno sempre giudicato adeguato. Ora, prendiamo atto di quanto avvenuto».
«Va detto – sottolinea il magistrato – che viviamo un momento storico complesso, per quanto riguarda i reati culturalmente orientati. I rapporti sociali sono complessi. Noi non siamo organismi politici, ma siamo vincolati alla legislazione positiva. Abbiamo agito in scienza e coscienza, senza trascurare nulla».
«La dottoressa Pantani ha lavorato in stretto collegamento con me, ho condiviso le sue scelte, non per niente ero presente in aula in rappresentanza dell’ufficio del pubblico ministro» ha concludo il procuratore capo.
A fianco della dottoressa Pantani, al momento della lettura della sentenza, erano presenti oltre a Grandinetti anche tutti gli altri pm della procura reggiana.”

Arrestato cappellano per abusi. Una breve riflessione.

In tanti ci avete scritto, indignati, per l’arresto del cappellano del carcere di San Vittore, Alberto Barin (non lo chiamiamo don avendo abusato!), arrestato grazie anche al lavoro di intercettazioni che oramai, grazie a certi casi noti tristemente finiti con gli abusanti in libertà, non mancano più nelle indagini per questi reati.
Il cappellano, “noto e stimatissimo”, in cambio di favori sessuali ricattava giovani carcerati. Sesso in cambio di ore d’aria e quant’altro.
La prima domanda che mi viene è: ma deve essere un cappellano a stabilire quante ore d’aria può fare un detenuto?
La seconda invece è una osservazione. Positiva. Che mi ha suggerito ieri una nota giornalista, mia cara amica, durante una telefonata. Queste le sue parole: “ti rendi conto che anche solo fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe mai creduto alle parole di un detenuto, tantomeno se nord africano? Oggi invece non solo gli hanno creduto, ma le indagini partite da quella parole hanno dato questo risultato”.
Gli abusi di Barin pare andassero avanti da anni. Doloroso vedere come i territori di caccia dei predatori sessuali, siano così ramificati da toccare davvero ogni zona. Senza alcun limite morale…D’altronde non sarebbero ciò che sono…

Arrestata per pedofilia e satanismo, abusava del figlio di 10 anni

Arrestata per pedofilia e satanismo, abusava del figlio di 10 anni

Scoperta  da agenti della polizia postale, grazie all’accesso ad un database con materiale pedopornografico. Avrebbe anche usato croci per seviziare il figlio di 10 anni

Il fermo sarebbe stato eseguito il mese scorso, ma la notizia è trapelata soltanto ora per non compromettere le indagini. Una quarantenne catanese, è stata arrestata, per avere abusato sessualmente del figlio di 10 anni travestita da suora. Il provvedimento è stato eseguito dalla polizia postale di Catania nell’ambito di un’operazione antipedofilia e antisatanismo. Nei confronti dell’indagata è stata emessa dal Gip un’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della procura della Repubblica, che ipotizza il reato di abusi sessuali su minorenni e produzione di materiale pedopornografico.   FONTE : LEGGO.

Assolto l’uomo che baciava il figlio sui genitali. Il Pm aveva chiesto 9 anni.

Assolto l’uomo che baciava il figlio sui genitali. Il Pm aveva chiesto 9 anni.

REGGIO. Il pubblico ministero aveva chiesto per loro due una condanna a 9 anni di carcere. Nove anni per violenza sessuale nei confronti del figlio. Ma il giudice ha alla fine assolto l’operaio albanese che due anni fa era stato arrestato perché filmato mentre baciava i genitori del figlio che all’epoca dei fatti aveva cinque anni. “Nel gesto del padre – ha sempre sostenuto la difesa dell’uomo – non c’è mai stato nulla di morboso: quella di baciare sui genitali i figli è infatti una usanza di certe zone dell’Albania”, Una tesi che alla fine ha convinto il giudice che ha assolto i due genitori del bimbo. Bimbo che nel frattempo, assieme alla sorella maggiore, è tornato in Albania. FONTE LA GAZZETTA DI REGGIO

Fece prostituire una bambina. Condannata. È la madre.

Chi sta da questa parte della tastiera di cose così purtroppo ne ha viste tante, tantissime.
Eppure l’indignazione e lo stupore ogni volta si rinnovano, con forse addirittura maggiore intensità.
Associare il ruolo di madre a quello di predatrice è forse la cosa più difficile. Eppure malgrado il pensiero e la ragione si rifiutino di anche solo ipotizzare tale accostamento, ecco i fatti che ci portano su terreni che irreali non lo sono affatto, tutt’altro.
Una madre, che madre non è, è stata finalmente condannata in via definitiva e sconterà ben…..7 anni di carcere.
I fatti emergono nell’estate del 2005. Alla sezione anticrimine del commissariato di Polizia di Bassano (capitanata allora dal sostituto commissario Mario Brunello e dal vicequestore Alessandro Campagnolo), arriva la segnalazione da parte dei servizi sociali inerenti una ragazzina non ancora 15enne che ha spesso marinato la scuola, non ha amicizie e pare viva segregata in casa, vittima delle umiliazioni e delle vessazioni da parte della madre, una donna originaria di Lamezia Terme, con un passato legato al mondo della prostituzione.
L’indagine, molto complessa e condotta magistralmente, si avvale anche di intercettazioni. Che permettono alla Polizia di scoprire che la ragazzina non solo è abusata maltrattata in famiglia ma viene venduta ai soliti “insospettabili” (sei subito individuati e denunciati!). La madre ha inoltre creato un book fotografico, per “cercare nuovi clienti”.
La piccola viene liberata con un vero e proprio blitz. La Polizia irrompe sulla scena del crimine mentre un imprenditore la sta abusando. L’uomo, 46 anni, aveva appena portato la moglie coi figli al mare…..

La ragazzina fu subito affidata ad una casa famiglia ed oggi ci confermano sta tornando alla vita. Mentre per la predatrice finalmente si aprono le porte del carcere.

 

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