Archivio di Novembre 2012

Un’altra vittima delle pedofilia morta suicida. Grazie ad una suora pedofila.

Un’altra vittima delle pedofilia morta suicida. Grazie ad una suora pedofila.
Come già sapete nel mio ultimo libro “Perchè nessuno mi crede ?! La storia di Stella” ho toccato uno degli ultimi grandi tabù, di questa distratta quanto complice società: la morte, per suicidio, delle vittime della pedofilia. Essere entrato in quella storia, aver conosciuto “Stella” ha fatto in modo che al leggere notizie come quella che sto per riportare, rivivessi tutta una gamma di emozioni, contrastanti tra loro. Un mix ingestibile di commozione e rabbia, sfiducia e indignazione, vergogna (verso questo paese) e necessità di fare forse ancora di più. Busto Arsizio. Diversi anni fa in un oratorio una Suora (possiamo chiamarla ex suora, dato che nel momento in cui si abusa si diventa ex padri, ex maestri ex catechisti ex preti?) adesca una bimba fragile e sensibile. E con violenza la obbliga ad anni di abusi e persecuzioni degne del peggiore degli stalker. E così, quasi 15 anni dopo quei primi approcci e quelle ripetute interminabili violenze la ragazzina ha deciso che l’unico modo che avesse per fuggire era cercare uno spazio…altrove….togliendosi la vita. La criminale pedofila stalker assassina invece è stata messa ai domiciliari, in una struttura protetta. Poverina, magari è malata lei…..e si sa le Spa delle strutture protette fanno miracoli….

I bambini abusati diventano abusanti? Risponde una vittima.

La comunità scientifica l’ha dimostrato da tempo: i bambini abusati NON diventano adulti abusanti. Eppure i salottologi (espressione da me coniata per indicare chi occupa abusivamente e quotidianamente i salotti televisivi) continuano a ripeterlo…forse per dare un alibi ai propri “assistiti”….o forse per quell’ignoranza emotiva di cui molto di loro sono irreversibilmente affetti. Quella che vi regalo è una delle lettere più belle che in 15 io abbia mai ricevuto. Mi spiace solo non pubblicare (per mai scelta) la foto che l’ha accompagnata. Una mamma dagli occhi dolcissimi stringe a sé una bimba serena. Perché mata e protetta. Anche questa è la differenza tra voi e “loro”, a dimostrazione che “nessun dolore è per sempre”.

Ciao Massimiliano, non so se ti ricordi di me, ti ho scritto la mia storia di abusi qualche anno fa e l’hai pubblicata sul tuo blog. Volevo dirti che ho passato tutta la vita a credere alle persone che dicevano che i bimbi abusati sarebbero a loro volta, cresciuti, diventati dei pedofili. Sentivo dire che non eravamo adatti ad essere genitori, che non potevamo toccare nulla senza distruggere tutto. Questo mi ha spinto a decidere di non farmi una famiglia, a stare da sola… mi sono sentita una spazzatura della società… Poi ho incontrato un uomo stupendo che mi ha riempito d’amore e mi ha ridato speranza. Oggi mia figlia compie 5 mesi e guardandola capisco che sono la madre migliore del mondo, che non le farò mai del male..e che in realtà non c’è alcun mostro in me.. Ti scrivo queste cose perchè, tu che hai voce, devi dare speranza a tutte le persone che hanno subito degli abusi. Grazie per la tua attenzione. Un abbraccio. “Stella”

Handicap e abusi: parla la bimba abusata dal branco. “Le cose brutte me le facevano loro”.

Come sapete il tema “handicap e abusi” è un tema che a noi di Prometeo sta molto a cuore. La storia che vi riporto parte qua: http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-fidanzato-di-mia-sorella-lei-11-anni-e-lui-63.html Oggi finalmente si è tenuto l’incidente probatorio della bimba gravemente disabile , passata da un pedofilo all’altro come un oggetto. Da usare, per sollazzarsi, e riportare a casa una volta soddisfatti. “Tanto è mongola come si può credere a ciò che dice?” disse a noi, per un caso simile, un parroco qualche tempo fa. Invece i “mongoli” sanno bene la differenza tra ciò che è bene e ciò che è male. Sanno quando esseri troppo disumani per chiamarli uomini, ma normali anzi normalissimi, fanno del male. E la piccola, che oggi ha 14 anni, ha iniziato il suo lungo doloroso difficile racconto proprio così: “sì, le conosco queste persone, ci siamo incontrati ai giardini, ma anche a casa loro. Sì, mi facevano le cose brutte”. L’incidente probatorio per lei è stata una vittoria. Da sola ha superato una montagna e dire che la stimiamo, per il suo esempio di coraggio e di forza, non rende a sufficienza l’idea. Ora si aspetta il processo. Gli imputati, che devono rispondere di violenza sessuale ricordiamo sono: Luciano Finotti, anni 63 (del paese di Inverno, arrestato a luglio); Berengario Borromeo, anni 74 già condannato per la stessa accusa a 7 anni di reclusione, anche lui di Inverno; Sebastiano Margarine, anni 46, fruttivendolo di Santa Cristina e Rocco Belviso, anni 79 di Albuzzano. Un altro imputato Angelo Cremascoli, guardia giurata riccone al rito abbreviato. Leggete i nomi, ma soprattutto el età e chiedetevi, come abbiamo fatto noi, cosa possa avere provato una bambina in mano a questo mondo ed in un paese il cui nome, Inverno, forse dovrebbe vedere mutata almeno una lettera e diventare Inferno…..

Dall’Italia a Londra per abusare della nipotina.

Un nonno pedofilo. Che sale da Vicenza a Londra, ospite del figlio, e là abusa della nipotina.
La quale a scuola, grazie alla sensibilità di una insegnante che la sprona a parlare, a rivelare quel segreto cattivo che evidentemente la fa stare male, racconta tutto. E da Scotland Yard parte la segnalazione alla Polizia italiana, facendo spiccare un mandato di cattura europeo da un paese che per questi reati dà pure l’ergastolo.
Per la cronaca, il nonno pedofilo ha 80 anni!

Pena aumentata in appello per papà pedofilo.

In appello la pena aumenta di due anni per papà pedofilo.
Solitamente accade il contrario, l’appello di solito diminuisce di almeno un paio d’anni la pena. Stavolta invece è accaduto l’esatto contrario. E non possiamo che felicitarci del fatto, specialmente perchè è nato dopo che la vittima è stata nuovamente sentita dal Giudice.
Ma andiamo in ordine. Una bimba subisce abusi dal proprio papà nel periodo 2004-2005 quando la piccola aveva 10 e 11 anni.
Nel 2011 inprimo grado l’uomo viene condannato dal Tribunale di Sanremo a 7 anni e mezzo di reclusione. Ora la Corte d’appello di Genova, dopo che ha chiesto e ottenuto di risentire la vittima, ha innalzato la pena. E l’uomo dovrà scontare ben 9 anni di carcere.
Un bel precedente visto che di solito accade appunto il contrario.
 

Le bugie dei pedofili.

Le bugie dei pedofili.

Chi legge questo blog da tempo conosce, forse a memoria, tutta una serie di episodi a dir poco “fantasiosi”, “meravigliosamente fantasiosi”, se non fosse che appunto ogni volta sono legati a situazioni di abusi sui minori. Gli episodi di cui parlo sono legati alle scuse adottate da pedofili, spesso arrestati in flagranza di reato. Scuse come quella di un pedofilo americano che non ricordo con quante foto pedopornografiche nel pc, disse che le aveva scaricate accidentalmente in gatto giocherellando col mouse. Ecco credo che in quel lungo elenco fantasioso, si possa inserire quel rappresentante di una grossa azienda di Trento arrestato dalla Postale per divulgazione di materiale pedopornografico. Davanti al Giudice, che diciamolo subito non ha esitato a convalidare l’arresto, il 40enne celibe di Trento ha dichiarato che lui scambiava solo immagini pornografiche, non cercava foto di bimbi e non poteva sapere di averle perché quando riceveva le foto le scambiava senza nemmeno aprirle….

E’ giusto andarsene da un paese che difende un abusante?

Ho lanciato qualche giorno fa su Facebook un quesito, che riporto:
“Figuratevi un caso di pedofilia. E’ giusto secondo voi che una famiglia debba lasciare il posto dove vive, se l’intera comunità è scesa in piazza a favore dell’abusante che ha “disturbato” l’innocenza della loro bambina?”.
Tantissime in pubblico e soprattutto in privato (con toni più “coloriti” se così si può dire) le risposte.  Ne estrapolo alcune a caso dato che davvero sono tutte splendide:

1- istintivamente anche io direi di andarmene..l’istinto di proteggere mio figlio mi porterebbe ad allontanarlo da tutto ciò che lo ha ferito…penso però a cosa potrebbe significare per lui staccarsi da tutto, anche da ciò che ama, dagli amici che ha sicuramente..temo che sarebbe una punizione che non merita..piuttosto faccio di tutto (davvero!) per rovinare la vita all’abusante..è lui che deve trovare impossibile continuare a vivere lì!

2- non sarebbe giusto, ma io lo farei, pur di tener lontano mio figlio da quello schifo…

3 No!!!!!!!!!!!!!! fAREI VERGOGNARE OGNI GIORNO ABUSANTE E COMPLICI…….IL VERO SCHIFO è LORO…..!!!!!!!!!!!!!

4- è ovvio che non è giusto, ma se è l’unico modo x ricominciare,,,,,,anche se è un po’ come dargliela vinta così…

5 – giusto ASSOLUTAMENTE NO. Probabilmente quasi indispensabile se l’ambiente ostile nuoce alla bambina

6- …..il bambino in primo piano e la sua stabilita’ emotiva, poi eventuali scelte.

7- l’assurdo è il fatto che la comunità sia scesa in piazza a favore della persona sbagliata. Mentre è comprensibile che una famiglia faccia una scelta così dolorosa e complessa visti gli eventi. L’uomo è fabbile e ha fallito nuovamente. Un abbraccio alla famiglia.

8- Credo che succeda solo in Italia!!

9- posso dire che per placare il dolore, allontanarsi è l’unica soluzione…….dolorosa anch’essa perchè ti porta a dover ricostruire tutto,ma anche a rinascere con la tua cicatrice, senza dover vedere continuamente cose o persone che te la fanno sanguinare ogni volta

10- Assolutamente no per me sarebbe come una sconfitta dare voce al male ma mi chiedo questa gente a favore dell abusante hanno figli questi? Oltre il danno la beffa sarebbe dare ulteriori traumi al bambino staccarlo dal suo habitat :((

Questo invece il mio pensiero. Credo già ben definito dalla foto che ho scelto.
Premetto che 15 anni fa avrei risposto esattamene l’opposto a chi mi avesse posto questo interrogativo. Ma le cose sono cambiate e col senno di poi sono giunto a questa mia personale risposta:
immaginatevi che nel vostro paese, nel posto dove magari da sempre vivete, sia esplosa un’azienda e l’incendio abbia rilasciato nell’aria fumi tossici che sono poi andati ad inquinare appunto l’ambiente a voi circostante…….oppure immaginatevi che ci sia stata una frana. Una parte della montagna si è staccata di netto, spazzando via tutto quanto ritrovava sul suo cammino. Ed un’altra parte resta lassù…in bilico…mentre geologi ed esperti vari dicono che  “sì in effetti un giorno potrebbe ristaccarsi”…ma non si sa come, quando….
La domanda è: restereste lì? Io no.
E rispondo quindi al quesito: se il paese insorge a difesa di un pedofilo, andarsene non è una fuga. È regalare al paese una grave perdita (quella della vostra presenza), ma per voi è una necessaria ricerca di uno spazio pulito, dove rinascere. Dove andare in piazza, in edicola, al supermercato senza dover sostenere lo sguardo della sorella di un pedofilo, o dei suoi amichetti complici ideologicamente e non solo. E ribadisco, non è una fuga e non starebbe certo a voi andarvene, ma al paese cacciare la mela putrida. Ma se ciò non avviene allora sì, via da lì…non fosse altro per verificare che già nel paese vicino sarete accolti, benvoluti e protetti. E con voi i vostri figli!
Nota: ovviamente la cosa non è sempre fattibile, nè immediata. Applicate allora quella che in Prometeo una nostra amica ha ribattezzato la teoria dell’indifferenza: “qualsiasi cosa sentiate o vediate per voi NON esiste, soprattutto se in qualche modo vi nuoce. L’indifferenza verso di loro sarà la vostra arma più grande!”.

 

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