Archivio di febbraio 2013

Lettera aperta al proprio compagno, vittima da piccolo di abusi.

Non sono solo parole le mie. Sono testimonianze di ciò che voi ogni giorno, onorandomi, mi donate: testimonianze concrete, di vita. Rinascita. Coraggio. Resilienza. Futuro. Siete davvero un grande esempio.
Quella che segue è una lettera meravigliosa, dedicata da una donna al proprio compagno, che da piccolo è stato vittima di abusi. Dimostra che il bene vince davvero sul male, che nessun dolore è eterno, che ci si può (deve) aprire all’amore. E vincere.
Parole più belle non le poteva scrivere. E le rigiro a voi tutti augurandovi di avere già o di trovare presto, qualcuno che vi prenda la mano e decida di fare un po’ di strada con voi.

<< Mio caro amico, compagno, uomo, amante, futuro marito, ci ho pensato tanto se scrivere queste parole, se scriverle qui.
Ma poi ho pensato che forse, se riuscirò a farlo con la delicatezza che mi hai insegnato, potremo dare un messaggio di speranza a qualcuno.

Tu sei uno di quegli angeli innocenti a cui un giorno un mostro ha cercato di spezzare le ali.
Eri un bambino bellissimo.
Quando guardo le tue foto da bambino vorrei attraversare lo spazio e il tempo per fermarlo, proteggerti, abbracciarti. Non posso farlo ma posso abbracciarti ora. Quando in silenzio, la notte, dopo un incubo, una lacrima scende e non ci sono parole.  Per spiegare che nonostante tu sia diventato un uomo forte, coraggioso, intelligente, certe volte l’ombra torna a sporcare i pensieri. L’ombra del mostro che quel giorno si è portato via la spensieratezza, l’infanzia… troppo presto bambino mio! Mi viene in mente la foto di te che sorridi su un’altalena mentre tuo padre la spinge, e poi le foto spente di uno sguardo come ferito.

Il mostro che ti ha ferito, usandoti per il suo schifoso, raccapricciante, perverso, malato piacere, ti ha tolto molte cose in un solo momento: la fiducia nei grandi, l’infanzia, la possibilità di capire, di raccontare. E, come spesso accade, tu, piccolino, ti sei fatto carico non solo del tuo dolore, ma anche di prevenire quello degli altri, proteggendo la tua famiglia da un dolore che pensavi troppo grande per loro. Figuriamoci per te!
Sono contenta tu abbia trovato sulla tua strada persone che hanno saputo aiutarti, raccogliere un po’ del tuo dolore. Sono contenta tu sia l’uomo che amo. Che tu sia andato avanti, abbia deciso di viverla questa vita e scoprire le cose belle che ha in riserbo per te. Io per te ci sarò sempre. Tu sei l’esempio che è possibile non darla vinta a questi mostri che si prendono tutto. Lui di te non riuscirà mai a prendersi la forza, la pulizia del tuo animo, l’amore.
Io prendo te… la tua forza ma anche le tue ferite, con me, su me, dentro me, per sempre.
Ci sarà anche per voi, se scegliete di andare avanti, ne sono certa, qualcuno che vi amerà in modo pulito e sincero.
Un abbraccio >>
Grace

Carilio Ghilardi. Sentenza rimandata.

Ultim’ora.
Il processo (con sentenza) al catechista di Sorisole (Bg) Carilio Ghilardi è stato rimandato causa malattia del Giudice……
Fossi nell’imputato mi preoccuperei ed arrabbierei. Tanto.

Visto che ci tengono sotto stretta sorveglianza, riportiamo questo articolo molto interessante e ben documentato sulla pedofilia tra i Testimoni di Geova:

Visto che ci leggono spesso, riportiamo questo articolo molto interessante e ben documentato sulla pedofilia tra i Testimoni di Geova:

http://favisonlus.wordpress.com/2013/02/26/i-testimoni-di-geova-nel-racconto-di-barbara-anderson/

Venerdì prossimo sentenza per il caso del catechista pedofilo.

Si terrà venerdì 01 marzo p.v. a Bergamo la sentenza (con rito abbreviato) per il caso del catechista pedofilo Carilio Ghilardi.
Sentenza prevista per il primo pomeriggio e inizio processo alle ore 10,50.
Il nostro abbraccio alle vittime, soprattutto a quelle coraggiose. E a chi ha creduto i propri figli, difendendoli contro una società ostile, anzi peggio, una società complice.
Inutile dire che terremo il processo sotto stretta osservazione.

Nota: la foto non è certo un’istigazione…né una speranza…ma rappresenta la fine dei pedofili, che una volta che sono stati smascherati, anzi, sbugiardati, cessano di avere un futuro.
Siamo contro la pena di morte. Anche se si parla di pedofili. Perchè vederli privati della loro facciata e della loro libertà, e sognare che marciscano in carcere, ci appaga di più!

Vallo della Lucania: processo d’appello fissato per la suora pedofila.

Vallo della Lucania. Fissato l’appello per la suora pedofila.

RICEVIAMO E RIPORTIAMO:

Vallo della Lucania, ricomincia il ‘gioco del lupo cattivo’: al via processo d’appello per suor Soledad

Articolo di Lucia Cariello per il Giornale del Cilento.

Ricomincia in corte d’appello il processo sui presunti abusi perpetrati ai dinni di minori dell’istituto religioso di Santa Teresa di Vallo della Lucania. Sul Banco degli imputati suor Soledad al secolo Carmen Soledad Bazan Verde, peruviana accusata di abusi sessuali ai danni di oltre 30 bambini dell’istituto di Vallo della Lucania. L’avvio del processo d’appello è fissato per il prossimo 2 luglio presso il tribunale di Vallo. Parliamo di una vicenda umana e giudiziaria che scosse profondamente le coscienze. Nel merito furono ascoltati circa 200 testimoni che avrebbero confermato abusi di ogni genere ai danni dei piccoli da parte di suor soledad.

Ma facciamo un passo insietro: chi è suor Soledad? Giunta nel 2001 in Italia dal Sudamerica, Soledad, all’anagrafe Carmen Soledad Bazan Verde, è una giovane novizia peruviana che aspirava ad entrare nell’ordine di Santa Teresa del Bambin Gesù e, nello stesso tempo, faceva la maestra in un asilo gestito dalla sua congregazione a Vallo della Lucania. Il dramma reca una data precisa: 17 giugno 2006, Soledad viene arrestata a Roma per evitare una sua fuga all’estero ma la vicenda in realtà ha inizio alcuni mesi prima quando la madre di una piccola di 4 anni che frequenta l’asilo gestito dalle suore di Santa Teresa di Vallo, insospettita dagli strani comportamenti della bambina, denuncia possibili abusi sessuali. Rita Del Gaudio, madre di una piccola dell’istituto di Vallo, alle telecamere di Mattino Cinque, racconta: “M’ero accorta, già prima che mia figlia ci raccontasse, che c’era qualche problema. Aveva gli incubi, mi aggrediva, urlava senza motivo, non mangiava più. Diventava frenetica quando le chiedevamo dell’asilo, una volta voleva sbattere la testa contro il muro”. Scattano, dunque, le indagini nell’istituto e il 21 giugno il giudice decide di interrogare la suora nel corso di indagini preliminari. Vengono sentiti poi, in sede di incidente probatorio, i bambini e per evitare un trauma il tribunale viene trasformato in asilo. La prima: «Suor Soledad ci portava al bagno dove ci faceva giocare al lupo. Una volta mi ha anche fatto male il mio ditino. Il gioco del lupo non mi piaceva perché era brutto. Non voglio raccontare cosa mi faceva. Se suor Soledad torna a scuola io non ci voglio più andare.» La seconda: «Suor Soledad è cattiva e dà botte ai bambini. Li picchia sul… Ci accompagna in bagno e mi tocca…con il dito (la bambina, scrivono i consulenti nel verbale, fa segno con la mano destra passandosi la mano sulle parti intime). Poi ci fa giocare al lupo mangia frutta che ci mangia.» La terza: «Vado all’asilo. La mia suora si chiama Agnese. Poi c’è anche suor Soledad che è molto cattiva. Lei mi faceva fare un gioco molto brutto perchè mi toccava e mi faceva il solletichino (la bambina fa il segno con la mano sinistra passandosela sulle parti intime). Suor Soledad ci faceva fare anche il gioco del lupo e mi diceva che doveva essere un segreto.». La quarta: «Vado all’asilo da suor Agnese. Poi c’è anche suor Soledad che mi accompagna in bagno per fare la pipì. Lei quando andiamo al bagno mi fa male… (il bambino utilizzando una bambola fa vedere che infila il dito indice e passa la mano sui genitali). Lei mi faceva fare un gioco molto brutto che chiamata il gioco del mostro-femmina che consisteva nel nascondersi e quando lo trovavo mi faceva scappare nel salone delle feste o nel bagno da solo. Nel salone delle feste o nel bagno, quando eravamo da soli, mi toccava… Suor Agnese, invece, è brava e non mi fa mai male.»
Adesso si apre un nuovo capitolo con l’avvio del processo d’appello. Ricordiamo che la sentenza di primo grado ha stabilito 8 anni di reclusione per la novizia peruviana, 16 mesi due suore, suor Romana e suor Agnese, per favoreggiamento personale. Assolto, invece, il muratore con formula dubitativa e assoluzione piena per il fotografo, anch’essi coinvolti nella vicenda. Inoltre, su 21 persone costituite parte civile solo a 10 è stato riconosciuto un risarcimento dei danni dal tribunale con una provvisionale di 10.000 euro anche per quanto riguarda le spese legali.

Pedofilo latitante da un anno. Ma riparte la ricerca.

E’ passato (volato direi) già un anno dalla condanna definitiva di Giovanni Bocchio, pedofilo. L’uomo (chiedo scusa agli uomini) che per poter raggiungere l’orgasmo doveva procurarsi una bambina…di pochi anni.
Qua trovate la sua storia: http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/giovanni-bocchio
Dalla condanna definitiva il pedofilo è scappato. Chi dice all’estero, spaziando dal Portogallo al Brasile, chi lo vuole in Italia.
In qualsiasi caso, malgrado i sorrisi di circostanza e le battutine degli amici (che se si scoprisse un domani – e lo si scoprirà – sapere dove lui stia si beccheranno una bella denuncia per aver nascosto un fuggitivo, poi vedi come ridono) vive da recluso. Come un topo di fogna, un vampiro che appena vede il primo raggio di luce deve rintanarsi.
E intanto il tempo passa e più passa più quando uscirà dal carcere (perchè ci finirà) uscirà orizzontale. Ciao Bocchio a te e ai tuoi amici che ci leggono il nostro saluto. Chissà come deve essere brutto dover scappare di continuo, nascondersi, aver paura di chiamare a casa, non poter vedere i propri cari ogni giorno ma solo di tanto in tanto e di sfuggita, sapersi intercettati e intercettabili.
Pensa come stai soffrendo, sapendo che passi gli ultimi decenni della tua esistenza, dovendoti nascondere. Una vita sprecata, per finire nel cassonetto dell’indifferenziata, che tristezza, che amarezza…
E’ proprio dura la vita del latitante, soprattutto se è solo un vile pedofilo e non c’è spiaggia tropicale, o italiana, che ti possa consolare…specialment eora che le ricerche sono ripartite… Toc toc…

Che fine ha fatto Pinuccio La Monica?

Che fine ha fatto Pino La Monica?

Ve lo chiedete in tanti.
Che fine ha fatto Pino La Monica, l’educ-attore condannato in primo grado dal Tribunale di Reggio Emilia, a 9 anni e 9 mesi per abusi su 9 bambini e detenzione di materiale pedopornografico ritenuto “estremo” dagli inquirenti.
Dov’è finito l’educ-attore che grazie ai suoi corsi entrava in contatto con bambine a cui far fare il giochino della formichina, facendosi mettere le mani in tasca, o facendo dare baci a suddetta formichina, “dall’odore di pesce marcio” come ci disse una bimba sua vittima?
Bhè lui è, ovviamente, libero. Anche di organizzare altri corsi con altri bambini se lo volesse.
Ma intanto arriva, in via ufficiosissima, una buona notizia. Che vi diamo in anteprima assoluta.
Pare che il 2013 vedrà finalmente l’arrivo del processo di appello, a cui seguirà entro l’anno successivo la Cassazione.
Visto il pesante peso probatorio che ha portato lo ricordiamo ad una condanna di quasi 10 anni, è ipotizzabile contare su una conferma della condanna (con sconto magari dei solti due anni di rito) e della successiva carcerazione di Pinuccio. Otto o nove anni di carcere sono poco per simili reati, ma un’eternità per chi li deve fare.
Il giusto quindi, visto il dolore arrecato col proprio comportamento pedofilo.

Fuori Mahony dalla Chiesa!!!!!!!!!

Si parla tanto in questi giorni di questo soggetto, il cui comportamento complice ha permesso che centinaia di abusi accadessero, a danni di moltissime vittime (129 per l’esattezza e per questo il suo successore Monsignor Gòmez, della diocesi di Los Angeles lo ha sollevato da ogni incarico pubblico).
Alcune di queste oggi morte suicida, o con seri problemi di alcolismo, tossicodipendenza, depressione, disturbi alimentari.
Nei prossimi giorni potrebbe venire a Roma, partecipare all’elezione del prossimo Papa e addirittura, essendo presente, poter essere a sua volta votato e diventare lui stesso (anche se questa possibilità è remota, ma teoricamente possibile) il prossimo Papa.
In realtà io credo che soggetti così dovrebbero essere fatti ritirare dalla vita pubblica. Poiché i loro errori (aggravati dal ruolo che ricoprivano) sono stati di una gravità assoluta.
Il problema quindi non è più che il signor Mahony venga o meno a Roma, quel problema anzi non andrebbe affatto posto. Ma l’unico quesito da porre è: quanto ancora dobbiamo aspettare prima che sia ridotto allo stato laicale, dato che nella chiesa lui non ci deve stare?

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/conclave_mahony/notizie/253002.shtml

Pedofilia a Ballarò. Un orrore senza fine.

Torna sotto agli orrori delle cronache pedofile lo storico quartiere palermitano di Ballarò.
Me ne occupai già nel mio libro nero della pedofilia quando parlai della rete di pedofili che lì operava e dell’impegno di due sacerdoti meravigliosi (ed infatti poi spostati…già, loro furono spostati), uno dei quali, Don Baldassarre Meli venne spesso alle conferenze di Prometeo per denunciare quanto accadeva.
Oggi se ne riparla poiché è arrivata la sentenza di condanna a 9 anni e 9 mesi per violenza sessuale su minore, verso i genitori di 3 bimbi che insieme ad altri 5 (per un totale quindi di 8 vittime accertate) venivano portati in una casa dove dovevano avere rapporti sessuali completi con un gruppo di  adulti. I bimbi all’epoca dei fati avevano un’età inferiore ad anni 10.
Pm dell’inchiesta la dott.ssa Alessia Sinatra, punta di forza della Procura di Palermo per il contrasto di questi reati.
Una precedente tranche dell’inchiesta aveva portato alla condanna di altre due donne (madre e nonna di altri bimbi coinvolti!).
Come sempre accade in simili situazioni con abusi di gruppo, le violenze erano “mascherate” da gioco.
Oggi i bimbi sono stati dati tutto in affido. A loro l’augurio di una pronta guarigione, che avverrà solo se riceveranno il giusto amore e potranno fare gli unici giochi che la loro età merita di poter fare.

Lettera di Fiore alla madre – parte 2 / 2

La lettera di Andrea alla madre.

Tutte queste cose hanno continuato … a volte la  lasciava in pace, li faceva dei regali, e la bambina pensava che è cosi che lui la ama…ogni tanto. Però altre volte li faceva fare di tutto…la toccava dappertutto, e la metteva baciarlo fino laggiù, (…) ..se la faceva allora lui gli regalava il cioccolato o qualsiasi altra cosa … ma solo se la faceva finché usciva quel liquido che a lei non piaceva…che sapeva di sporco…come lui, che odorava sempre. Passarono gli anni, e la nostra principessa non diceva nulla, diventava sempre più silenziosa, imparava mascherare tutto, nascondersi sempre, provava di fuggire sempre…mamma e papà trattavano il mago nero come un amico…Una volta, il mago e andato oltre, che dopo averla fatta fare le solite cose gli ha chiesto di stendersi in letto e lui gli ha infilato le ditta dentro…gli diceva che è un nuovo gioco…anche se a lei non piacevano più questi tipi di giochi… Quando ha iniziato la scuola, perché nella mia storia le principesse vanno anche a scuola, ha trovato un po’ di pace…Evitava andare da lui, preferiva stare davanti al palazzo e inventarsi mille giochi tutta da sola…perché non aveva amichette…cominciava ad ingrassarsi e i bambini erano cattivi…dicevano che è strana, che è brutta. In uno di questi giorni, il giorno che non se lo scorderà mai, tornata da scuola mamma gli aveva detto che doveva stare con lui fino a quando lei tornava a casa dal lavoro … era di nuovo strano, non voleva più fare quei giochi, non li piacevano, ma lui non mollava facilmente. La distesa al letto, ed ha iniziato a toccarla laggiù…la principessa piangeva perché li faceva male…ma lui continuava, e lei voleva correre, ma sapeva che non poteva. Lui ha continuato con il “gioco”…ed è entrato in lei…che dolore per la piccola principessa, voleva vomitare dal dolore, aveva l’impressione che l’ha tagliata in due mentre lui si muoveva. Quando ha finito, ridendo ha detto che era molto fiero di lei… Quando mamma è tornata la bimba era sfinita, e il mostro gli ha detto che hanno giocato tutta la giornata…Si che aveva giocato, e come…solo che non quei tipo di giochi che pensava la mamma. In quel giorno la bimba non ha detto niente, ma il secondo giorno, mentre mamma cucinava e il mostro era da loro a bere il caffè ha detto a mamma che lei non vuole più andare da lui…Ma lui ha cominciato a dire che è una bugiarda, che in realtà il giorno prima è stata molto cattiva, non l’ha ascoltato, che è una ragazza dispettosa…è invece di essere lui quello punito è stata lei… Da quel giorno, la bambina ha cercato solo un altra volta di dire alla sua madre che non vuole più vedere il loro amico…ma quella volta il brutto stregone l’ha minacciata che se continua, prenderà anche la sua sorella…e lei non ha mai più detto niente.

Le grida  di aiuto sono state inghiottite con il cibo…aveva trovato “un amico” che non la tradiva, non gli faceva del male. Almeno era cosi che credeva. Rubava di nascosto il cibo e mangiava sempre… quando puoi i suoi genitori si son separati, mangiava ancora di più…perché il stregone li diceva sempre che è per colpa sua, perché è una ragazzina cattiva, odiosa… è puoi li diceva ancora che anche se dico qualcosa la mamma regina e il papà re non la amavano più.  E lei piangeva, perché lei amava il Re e la Regina. La prima parte della nostra storia finisce cosi, con il giorno in cui la principessa è andata al tribunale, e un signore in nero gli ha detto che lei cominciando da quel momento dovrà andare a stare solo con la mamma Regina.

La Regina mamma ha trovato una nuova casa, lontana da quel quartiere e sembrava che la principessa lentamente riprende a vivere.. solo che un altro mostro entrava ora nella sua vita. Un mostro silenzioso chela faceva ingrassare, che la tormentava giorno dopo giorno . Sono passati i anni, anni felici per la principessa, perché anche se ha nascosto sempre tutto il mostro rimaneva, nei suoi incubi, aveva paura di incontrarlo…di sentirlo… Finché dopo tanti anni, lei ha deciso di lasciare il reame e di fuggire lontana…lontana da quel reame che li ha fatto tanto del male…aveva fatto tutto quello che credeva che è nel suo dovere…aveva finito la scuola ed era stata brava…aveva fatto l’università, aveva aiutato la sua sorella però in tutto questo tempo aveva raggiunto anche un peso massimo, pesava 142 kg e faticava vivere ed era molto triste…voleva morire…aveva provato per tante volte di mollare tutto…non li piaceva la sua vita, non più. Non aveva più voglia di essere sempre forte, con il cuore rotto, aveva solo voglia di piangere e di lasciarsi andare, prendere la sua faccia tra le mani e lentamente singhiozzare. Voleva essere amata ma nessuno non la amava veramente…almeno era cosi che lei credeva…non credeva più nel amore. E voleva fuggire…fuggire di tutti quei pensieri…anche se lentamente ha capito che no…non ritornano, perchè non vanno mai via…son sempre lì, acquattati nella penombra dei suoi pensieri…in attesa. Invano ha lottato con tutto il suo essere impiegando fino all’ultima goccia di energia per tenerli lontano da se…per ignorarli. E’ una lotta impara, senza speranza…quei ricordi sono sempre lì con lei, intrappolandola e risucchiandoli lentamente ed inesorabilmente come sabbie mobili, perché quasi tutti i giorni la salutano… Comincia a lavorare per altri due Re, più anziani, che per miracolo la fanno ritornare a vivere, trova i suoi angeli e da li tutto cambia…

Finisco qua la mia favola, la storia della nostra principessa continua fino oggi…è la Bianca Neve con i occhi grandi come i migdali, con le ciglia lunghe, che oggi è bella, bella da morire, che oggi dopo un intervento bariatrico, dopo aver tirato fuori tutte i fantasmi che giacevano nel suo cuore, dopo aver imparato che deve cominciare a rispettarsi, a guardarsi nello specchio sorridendo, a capire che lei, dopo tutta la sofferenza che ha vissuto NON è COLPEVOLE di niente… ti dico che quella principessa SONO IO. Si, Sono IO…quella che per troppo tempo si è aggrappata a cose sbagliate…a quell’unica idea di realtà che per me era vita e verità. Lo resa immodificabile, ma quando non realizzavo una mia aspettativa, un desiderio o un sogno, mi demoralizzavo e mi spezzavo. Non accettavo questa mia realtà, ero impreparata, non avevo valutato altri progetti, non la volevo e la rifiutavo …… e così la depressione mi affliggeva sempre . E’ In quel momento che stavo assaporando la vera realtà: non tutto ci è dato nella vita, non tutto è come vogliamo e la nostra realtà non è poi così reale come la crediamo. Sai cosa ho fatto? Ho riprogettato la mia vita, riscrivendola e imparando a modificarla ed adeguarla man mano che percorrevo la mia vera strada; Non voglio più permettere che tutta questa sofferenza mi rovini la vita e mi affligga.

E sono RIUSCITA…DA SOLA! E ne vado fiera, mamma…Adesso sto bene…ho trovato la felicità, sofferta ma è MIA…e rimarrà mia per sempre. E in più ho trovato anche l’amore…quel amore che ha alla base la sofferenza, ma che mi vede COME SONO…PURA, BELLA. La felicità è una scelta, e cerco di farla tutti i giorni. Ci sono momenti in cui non riesco. Proprio come te, anche io ho avuto una vita difficile, in modi diversi, ma comunque difficile. Ma la piccola Bianca Neve, adesso vive finalmente il suo Amore è il suo happily ever after.

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