Archivio di aprile 2013

Tele Clusone Gli altri siamo noi – speciale Prometeo

http://www.youtube.com/watch?v=sij5tXIz7dg

 

Madre condannata. Ha coperto gli abusi.

Mamme. Il dono più grande. La presenza più vera e sincera nella nostra vita.
Purtroppo chi transita da queste parti sa che non sempre va così. Che a volte pure l’anagrafe si inceppa, assegnandoci il genitore “sbagliato”. Non certo per ”colpa nostra” ma perchè è così che, purtroppo, va.
A Miliano una “madre” è stata condannata per non aver impedito che la figlia venisse abusata dal compagno. Compagno che sul cellulare teneva un video degli abusi a danno della bimba medesima e che la donna aveva visto. Senza fare nulla.
Un giusto precedente. Perché chi non interviene sapendo cosa sta accadendo, ha la stessa valenza di chi abusa.
Mamme. Il dono più grande. O il danno più grande. Anche se il rapporto è di 90 a 10, non c’è alcuna via di mezzo….O grande amore, o grande dolore.

Stop ai Commenti.

Stop ai Commenti…almeno per un po’…

Si avvisa la gentile clientela che i commenti sono stati disattivati. Sostenitori di preti pedofili in primis e testimoni di Geova, sono pregati di non perdere tempo a mandare commenti che finiscono dritti dritti nel cestino.

Hanno abusato un bimbo autistico, non vogliono stare in carcere. Cinico blog.

Già, avranno pensato: oggi non ci sta nessuno in carcere, soprattutto se ha abusato di un bambino, perché ci dobbiamo stare noi?!
Giusto ieri su tutti i giornali si leggeva la notizia che una delle ragazze delle Bestie di Satana ha chiesto la grazia per rifarsi una vita, ora loro che poi alla fine diciamolo, cos’hanno fatto di grave a parte pestare ed umiliare un bambino AUTISTICO a loro affidato, mica dovranno restare in carcere, suvvia….
Guardate a Palosco (provincia di Bergamo) un maestro arrestato in flagranza di reato mentre aveva i pantaloni abbassati davanti al bambino sua vittima da tempo, ora se ne sta a fare il bibliotecario in un oratorio, perché loro se ne devono stare dentro, chi sono, le figlie della serva?
Suvvia…un po’ di giustizia…..
Ecco. Fine delirio. Ora rientro in me, ma quanto sopra riportato, urticante spero nel leggerlo quanto nello scriverlo, è secondo me quanto può essere passato nella testa delle due docenti, di cui abbiamo ampiamente parlato nei giorni scorsi Mariapia Molena Piron ed Oriana Antonella Montesin, arrestate pure loro grazie alle intercettazioni ambientali che le mostrano nell’atto di picchiare ed umiliare un bimbo autistico. Oggi le donne sono già stanche distare in carcere e chiedono di poter uscire.
E magari già di tornare a scuola, come l’altra indagata la bidella Luciana Scottà, 61, di Albettone che essendo a piede libero resta salda al posto di lavoro: inutile dire quanto la sua presenza a scuola renda al momento impossibile il rientro del piccolo tra i suoi compagni.
Che strano paese il nostro. Non siamo più in grado di offrire ai nostri figli degli spazi puliti e sicuri.

Le foto delle donne che hanno maltrattato il bambino autistico.

Le foto delle donne che hanno maltrattato il bambino autistico.

Ecco le foto delle due donne arrestate nei giorni scorsi per gli abusi a danni di un bimbo autistico a loro affidato a scuola.
Le ha rese pubbliche il Corriere del Veneto.

Iniziamo con Mariapia Piron:

E proseguiamo con:
Oriana Montesin:

Non trovate che si assomiglino?

Non provate ad arginare il dolore!

Davanti al dolore commettiamo un errore…umanissimo e comprensibile, ma pur sempre un errore…proviamo a costruire pareti che ce lo tengano distante, illudendoci che lui se ne va…invece da quelle pareti sembra trarne ancora più forza…e dato che non molla, fa se possibile ancora più male….
Lasciamolo entrare allora…che ci investa pure…quando non avrà più nulla da fare se ne andrà e noi, feriti ma vivi, sapremo come ripartire….
Fidatevi, è così….

La prof che picchiava il bimbo autistico era referente per l’anti bullismo e alla vittima diceva……

Se non fosse che parliamo di un atto di violenze su di un bimbo autistico sembrerebbe un barzelletta di grana grossa.
Una delle professoresse arrestate a Barbarano (Vi) alcuni giorni fa e di cui qua abbiamo dato notizia, ree di aver picchiato un bimbo autistico a loro affidato, professoressa (= insegnante di sostegno) il cui campionario di elogi potevamo anticipare noi (“Brava, professionale, stimata, blablabla”) era nella scuola la referente del progetto anti bullismo.
E’ solo l’ultima, forse la più folcloristica rispetto al resto, delle indicazioni che trapelano.
Poiché la vicenda ha ancora dei lato oscuri e pare che gli uomini dell’Arma stiano lavorando per capire se ci sono altri soggetti, che abbiano fatto del male al bambino.
Ma andiamo in ordine.
Barbarano, tranquillo (ma mica tanto) paese alle porte di Vicenza, sulla riviera berica. Settimana scorsa due donne vengono arrestate, dopo un lungo e brillante lavoro investigativo, grazie anche alle intercettazioni ambientali che le “incastrano”, immortalando le violenze da loro compiute a danno di un bambino autistico frequentante la scuola media dove le due operano, una come professoressa l’altra come operatrice dell’ Ulss.
Sconvolgenti alcune frasi diffuse nei giorni scorsi dagli inquirenti e da loro registrate:
una delle donne dice all’altra “l’ho picchiato per bene, se vedi dei segni sono stata io” e ancora “sei un porco maiale…devi stare coi maiali…sei una puttana di porco…dovresti vivere coi maiali”.
Le due donne, di cui ricordiamo i nomi MARIAPIA PIRON, anni 59 di San Giovanni in Monte di Mossano e ORIANA MONTESIN, 54 anni di Barbarano, sono per fortuna in carcere. Insieme a loro è stata denunciata pure una bidella,  LUCIANA SCOTTA, anni 61, ripresa dai carabinieri mentre pure lei dà schiaffi al bimbo.
I Carabinieri per giorni e giorni hanno registrato, ripreso, ascoltato e visto insulti e violenze e solo quando il quadro probatorio è stato così pesante sono potuti intervenire, per dare (aggiungo io) a quel bimbo la voce che altrimenti non avrebbe avuto, ma dovendolo sacrificare per alcuni giorni in più…..
Nei filmati c’è un bimbo “mite…che non parla perché non può..ma che capisce…capisce tutto”, un bimbo cosparso di detersivo perchè ha starnutito, picchiato con un bastone di legno o con un lungo righello  o con una forbice rovesciata, picchiato sul collo o sulle orecchie.
Solo davanti alle immagini, inequivocabili, la professoressa Piron ha ammesso le violenze, mentre la coraggiosa operatrice Montesin, coerente fino all’ultimo si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Il padre del ragazzino ha dichiarato ai giornali: “mi sono sentito preso in giro…il mio bambino tornava a casa con dei lividi, anche nelle parti intime, io correvo a scuola a chiedere spiegazioni e mi dicevano che se le era fate da solo, magari cadendo dalla sedia. Ma come si può trattare così un giovane inerme?”.
E’ la domanda a cui forse non verrà mai data risposta….a meno che non si riesca una volta per tutte ad accettare che il male esiste, opera e ha la faccia (tosta) di persone per bene,
magari formate a difendere i nostri figli dai bulli…

Riflessioni a caldo sulla condanna del catechista pedofilo (parte 1).

Sono quindici anni che frequento le aule dei Tribunali di mezza Italia, accompagnando i bambini abusati ed i loro familiari.
Ho scoperto un’umanità circondata da assenze ingiustificate ed assillata da presenze ostili.
Il caso del catechista pedofilo bergamasco, Carilio Ghilardi, è solo l’ultimo in ordine di tempo. Unico eppure così uguale a decine di altri, da Torino a Palermo.
Perché davanti ad un bambino abusato è troppo difficile inchinarsi per dargli la mano e farlo rialzare, molto più facile è schierarsi lancia in resta a favore di chi per gelosia ha provato, inutilmente, a togliere a quel bambino la felicità che la sua età porta automaticamente con sé.
Il pedofilo è un ladro di anime. Si nutre di quelle dei nostri figli, proprio perché forse, più pure, non ancora contaminate dall’ipocrisia e dalla cattiveria di cui questa società è ubriaca.
Ma se il suo è un furto che inutilmente cercherà di reiterare, poiché lui resterà a vita quello che è, ovvero un predatore di bambini.
Chi invece cambierà, in meglio, è chi quegli abusi ha subito.
Poiché dal dolore ricevuto nascono una sensibilità ed una forza non comune.
Auguro ai figli feriti di Sorisole di poter spendere, da adulti, quella forza appunto e quella sensibilità, in un posto che sia onorato di averli come cittadini, degno di ospitarli sulle panche della propria chiesa e impegnato a proteggere altri bambini da altri pedofili e dalla loro corte di misere prefiche.

Carilio Ghilardi: CONDANNATO! E’ pedofilo!

Il catechista Carilio Ghilardi è stato condannato stamani dal Tribunale di Bergamo con rito abbreviato a tre anni e 4 mesi .

A breve nostro commento.

http://www.giornaledibergamo.com/cronaca/12-aprile-2013/catechista-pedofilo-3-anni-e-4-mesi-a-carilio-6335.html

 

Carilio Ghilardi, catechista accusato di abusi, processo in dirittura finale.

Si terrà venerdì 12 aprile alle ore 10,00 presso il nuovo Tribunale di Bergamo, l’udienza conclusiva del processo al catechista Carilio Ghilardi.
Massima solidarietà ancora una volta alle vittime che hanno dovuto affrontare da sole un percorso lungo e doloroso, con un intera comunità contro.

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe