Archivio di febbraio 2014

Vogliono smantellare la Polizia Postale!!!!! E i pedofili, esultano!!!!!!

massimiliano frassi chiudono la polzia postale

Il nostro primo appello è di oramai due anni fa. Ed ottenne una risposta precisa da parte dell’allora Ministro Cancellieri. (http://www.massimilianofrassi.it/blog/appello_ministro_cancellieri_smantellamento_polizia_postale.html)
Ma passati i due anni l’emergenza è ritornata. Ed i pedofili (insieme a molti altri delinquenti, stalker e cyberbulli in primis) stanno per ricevere un generoso regalo:
la Polizia Postale rischia nuovamente di essere smantellata.

E sembra che ben 90 sezioni saranno cancellate.

Con fascicoli che verranno impacchettati e mandati ai pochi uffici che non verranno chiusi e che si ritroveranno così ancora più intasati di lavoro.

Ci sono Procure al collasso. Realtà come Napoli dove un fascicolo viene spesso aperto due anni dopo la denuncia (pensate per i minori che INGIUSTIZIA!). Figuriamoci se chi lavora viene fatto tacere, quali saranno  tempi.

Urge una risposta dal mondo politico. E che non ci dicano che il tutto viene fatto per “risparmiare” poiché oramai sappiamo non essere quello il motivo. Se serve fare dei tagli si può davvero andare a guardare altrove. Ma non a una Polizia spesso invidiata anche da quella estera.

Yara Gambirasio….a tre anni dalla scomparsa…

yara gambirasio un abbraccio ai genitori

tre anni fa oggi veniva ritrovato il corpicino di yara…e ancora una volta ingiustizia fu fatta…noi la ricordiamo così, e facciamo nostro il verso di questa canzone che dice “se non lo fa nessuno, ti chiedo scusa io, per quelli che hanno un nome e una faccia, li puoi chiamare uomini…” ciao piccola…
http://www.youtube.com/watch?v=fnzwkcy5cds

Capo di Ponte: condannata la maestra Antonella Capozzo!

Ennesimo processo terminato. Ennesime forche caudine da sopportare e attraversare. Per i carnefici? Macchè, per le vittime.
Bambini (e genitori) oltraggiati, dai soliti idioti. Complici nel nome del “li conosco bene non sono delinquenti”.
E’ stata condannata, dopo un lungo processo (lungo anche per i costanti rinvii….)  la maestra di Capo di Ponte, nota località sede degli storici graffiti rupestri, Antonella Capozzo.
Irrisoria la pena (un anno a fronte dei 4 richiesti dall’accusa e 8mila euro di risarcimento danni), ma fondamentale per chiedere scusa a quei bimbi, nel nome del popolo italiano.
Questo l’articolo che abbiamo ricevuto stamani con preghiera di pubblicazione, in questo blog sempre più a vostra disposizione:

antonella capozzo maestra maltrattante

“Finalmente giustizia è stata fatta , soprattutto per i nostri bambini. Ci sono voluti 2 anni e non è sempre stato facile. Ci riferiamo alle brutte chiacchiere che sono state messe in giro su questi bambini e gli odiosi commenti su noi genitori.  Noi abbiamo agito solo per il bene dei nostri bambini. Purtroppo in questo mondo, sempre più spesso, gli ultimi ad essere difesi,  sono proprio i bambini, ma fortunatamente il giudice ha valutato in base alle prove, i video dei Carabinieri e non sulle tante chiacchiere fatte.  Il sistema scolastico se vuole essere il numero uno, deve togliere le mele marce. Quando si lavora a contatto con bambini, ci vuole umanità e non violenza. Fare l’insegnante non vuol dire solo, seguire il programma. Pensiamo e siamo convinti che soprattutto i primi anni della primaria, proprio perché i bambini hanno la loro prima esperienza con il mondo della scuola, un’insegnante debba trasmettere curiosità per la materia, catturare l’attenzione e invogliarli a sapere. Una vera maestra sa far assaggiare al bambino  tutte le materie in modo da scoprirne le doti e stimolarlo alla ricerca, solo così potrà far nascere passioni e interessi . Ricordiamo che avevano 7-8 anni (…) Tutti siamo andati a scuola e solo quando si incontrano maestri  o professori  che ti danno fiducia, amore, stima, che ti dicono “dai che ce la fai” allora vien la voglia di  impegnarsi e la fiducia in se stessi. Se noi emarginiamo o facciamo sentire sbagliati questi piccoli, come possono ricevere il messaggio positivo e fargli sentire che c’è chi crede in loro. Per questo motivo le mele marce vanno tolte, da tutta Italia, non si può giocare con la vita dei bambini ed il loro futuro. Infine, a tutte quelle persone che ci hanno domandato se non avevamo vergogna a rovinare la vita ad una così brava maestra. Pensiamo che la vergogna debba avercela lei, è lei solo la responsabile dei suoi guai, dal momento che ha scelto di agire così con i bambini , si prenda la responsabilità dei suoi gesti, nessuno l’ha obbligata, perché è tempo e ora che se la prenda questa responsabilità. Ma così vale per tutte quelle persone che sono coinvolte in maltrattamenti su minori. Vergogna. Poi l’ignoranza più totale è pensare che, se sono stati picchiati è perché sono delinquenti, vorrei vedere se fosse accaduto ai figli i queste persone. Guai toccare un cane però! I nostri figli sono meno di un cane?
Perchè è tanto difficile da parte di alcuni adulti, amare anche i figli degli altri?
Vorremmo ringraziare tutti i Carabinieri di Capo di Ponte , in particolare il maresciallo Schiattarella, un grazie anche all’avvocato Agosti e all’associazione Prometeo che ci è stata vicina, grazie Max e un grosso bacio a tutte le persone che si sono interessate ai nostri piccoli. “
I genitori di Capo di Ponte .

Giustizia per Teresa Buonocore!

Ricevo e riporto:

Ciao Massimiliano, puoi riportare questo articolo. Giustizia è fatta e presto ti faremo avere altre notizie a te MOLTO utili. Non smettere mai, le vittime sono tutte con te:

“Ergastolo-bis per Enrico Perillo, ritentuto il carnefice di Teresa Buonocore, la mamma-coraggio di Portici, assassinata nel settembre del 2010 all’interno dell’area aeroportuale di Napoli. Teresa fu ammazzata perché si era costituita parte civile al processo per abusi sessuali nei confronti di una delle due figlie nel quale era imputato proprio Perillo, poi condannato. I giudici della Corte d’assise di Appello di Napoli hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Antonio Iervolino, cui si erano associati i difensori di parte civile: Elena Coccia per il Comune di Portici, Francesco Cristiani per la sorella, le figlie e la madre della vittima, Mario Ruberto per l’Ordine degli avvocati (Perillo infatti e’ stato condannato anche per l’attentato incendiario allo studio dell’avvocato Maurizio Capozzo, ex difensore della Buonocore) e Giuseppe Dardo per il Comune di Napoli. I difensori di Perillo, Nicolas Balzano e Lucio Caccavale, hanno annunciato che ricorreranno per Cassazione. Il 22 maggio scorso la Corte d’assise d’appello di Napoli ha confermato la condanna rispettivamente a 18 e 21 anni di carcere nei confronti di Giuseppe Avolio e Alberto Amendola, riconosciuti esecutori materiali del delitto.”

Ultim’ora: arrestato Maurizo Centini per pedopornografia.

Un centinaio di video di bimbi tra i due e i 5 anni da lui scaricati e dove sta? Ovviamente ai domiciliari…non se ne può più di sto schifo….
centini arrestato per immagini pedopornografiche

Da Il Mattino Online:

MASSA – Lo scrittore Maurizio Centini, 64 anni, è stato arrestato ieri. È accusato di aver scaricato, sul personal computer di casa, un centinaio di video con abusi sessuali e sevizie ai danni di minori, anche bambini e bambine tra i 2 e i 5 anni. Oggi l’arresto è stato convalidato dal magistrato e Centini si trova ora agli arresti domiciari nella casa di Massa. L’indagine che ha portato all’arresto di Centini fa parte di un’ampia inchiesta condotta nel nord Italia.

Ad operare sono state le sezione reati di polizia telematica e postale delle squadre mobili delle questure di Massa e di Parma. È stata la polizia postale di Parma a segnalare che Centini aveva scaricato numerosi file sul pc da un sito illegale di pedopornografia. La perquisizione degli agenti della postale ha portato alla scoperta del materiale raccapricciante.

Nato il 12 agosto 1949 a Montalcino (Siena), Massimo Centini ha iniziato l’attività giornalistica nel 1980 ed è diventato professionista nel 1991 a Massa Carrara. Ha collaborato con molte testate nazionali e locali. Si è dedicato anche alla narrativa, scrivendo racconti di vario genere e anche libri soprattutto gialli.

Satanismo e pedofilia. Ne parliamo a Bergamo con Scotland Yard.

“Il contrasto alle sette sataniche : modalità investigative e di intervento” è il titolo del prossimo incontro organizzato  sabato 22 febbraio  dall’Associazione Prometeo Onlus di Bergamo, da anni in primo piano nella lotta alla pedofila. La Prometeo ha attivato da circa tre anni un progetto autofinanziato  di “corso di formazione permanente per le forze dell’ordine”: più di mille gli agenti di polizia, carabinieri, finanza che fino ad oggi sono intervenuti nella sede di Gorle per fare formazione.  L’appuntamento di sabato inizierà alle 10 nella sede di Gorle, dove interverranno gli specialisti inglesi di Scotland Yard, con cui Prometeo collabora da anni e di cui ha ben due membri nel proprio comitato scientifico. Gli esperti della polizia inglese analizzeranno anche alcuni casi da loro seguiti, focalizzando l’attenzione in particolar modo sui legami tra la pedofila, i minori scomparsi ed i riti satanici.

L’incontro successivo si terrà a fine marzo e avrà nuovamente ospiti gli agenti di Scotland Yard, questa volta dell’unità crimini contro i minori, per parlare di un altro tema particolare: “come interrogare i minori di anni 5 presunte vittime di abusi”. Durante l’incontro di sabato verrà presentato anche il nuovo sito della Prometeo, aggiornato nella grafica e nei contenuti e da oggi on-line: www.associazioneprometeo.org

Ma il percorso di formazione continua anche per quanto riguarda la nostra provincia, dove da anni è incorso la più massiccia campagna informativa sul tema della pedofilia. Venerdì sera, alle ore 20,30 presso la sala consiliare del comune di Villa d’Almè ci sarà una conferenza dal titolo “Pedofilia: conoscerla per combatterla”, relatore Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo.

 

link: http://www.giornaledibergamo.com/cronaca/19-febbraio-2014/prometeo-riparte-da-pedofilia-e-satanismo-9629.html

 

Chiesa e pedofilia

chiesa e pedofilia

Il prete è pedofilo. Il Papa lo scomunica. La Curia lo difende.

Di Don Casale ridotto allo stato laicale dal Santo Padre, prima ancora della sentenza della cassazione, abbiamo già parlato. Ospitando il grido accorato delle vittime che nessuno ascoltava (ascolta?) e poi i vari articoli inerenti il caso. Dopo la scomunica purtroppo sono prevalsi i messaggi di solidarietà verso il pedofilo. Anche da parte dei vertici della chiesa medesima, che ha così manifestatamente dimostrato di non accettare le disposizioni di un papa che sta davvero lavorando per togliere quel marcio che ha allontanato pe ranni al gente dalle chiese, ma soprattutto da Dio…. Di complici così, ottusi e conniventi purtroppo è ancora pieno il mondo e il lavoro di pulizia è tanto..tantissimo…poi però fortunatamente si leggono anche lettere così. E capisci che le cose stanno cambiando. Lentamente, perché ci vuole Fede, Amore e Coraggio, ma stanno cambiando…
catechista pedofilo

Ho letto… ma mi sarebbe piaciuto leggere…
Autore: Don Roberto
Ho letto e riletto con molta attenzione il commento di mons. Angelo Riva, Vicario episcopale per la cultura, alla notizia della dimissione dallo stato clericale comminata dal Papa a Marco Mangiacasale. Ho letto quanto scritto e ho apprezzato molto l’invito alla misericordia verso il peccatore e la certezza che “tutti coloro che in vario modo hanno patito scandalo e ferita da questa dolorosa vicenda – a cominciare dalle vittime e dalle loro famiglie, così duramente colpite nei loro affetti più intimi – possono riprendere, faticosamente, ma con speranza, il cammino che ci porta ad essere più umani”. Ho letto la solenne affermazione “la Chiesa di Como sa di volergli (a Marco Mangiacasale ndr) bene, e di dovergli porgere, dopo l’aceto aspro della giustizia, il balsamo della misericordia”. Ma mi sarebbe piaciuto leggere anche che la Chiesa di Como sa di voler bene alle ragazze abusate da Marco Mangiacasale, le guarda con la tenerezza e il dolore di una mamma colpita nei suoi affetti più cari, nei suoi tesori più preziosi, si preoccupa con sollecitudine di loro, si china con trepidazione sulle loro ferite, fa suo il loro dolore. Mi sarebbe piaciuto leggere che la Chiesa di Como sa di voler bene alle famiglie di queste ragazze, famiglie che non sono entità astratte, ma sono persone, mamme, papà, fratelli e sorelle, nonni; persone che hanno sofferto e che continuano a soffrire, anche fisicamente, che si portano dentro un dolore non capito, sottovalutato, a volte (e mi duole dirlo) sbeffeggiato e ridicolizzato. Comunque sempre sminuito. Famiglie che hanno avuto la “colpa” di aver creduto nel prete, nell’amico a cui affidare le proprie figlie, a cui aprire le porte della propria casa e del proprio cuore. Avrei voluto leggere che la Chiesa di Como sa di voler bene alla Parrocchia di San Giuliano, che non è un’entità astratta, ma sono persone, bambini, giovani, adulti, anziani, che hanno sofferto e che soffrono tanto, che combattono per mantenere salda la propria fede, così duramente messa alla prova, che non hanno mai avuto il conforto di una parola, di una vicinanza concreta; una Parrocchia che, dalle parole di certi monsignori, è stata e viene ancora scossa e scandalizzata, perché, grazie a Dio, è una Parrocchia che rimane capace di scandalizzarsi e sa chiamare il male con il suo nome, senza strani giri di parole e frasi sibilline, dando alle persone il peso e la statura morale che hanno, al di là del ruolo ecclesiale che ricoprono. Avrei voluto leggere… ma non ho potuto, perché tutto questo non c’era, nel commento di mons. Riva apparso sul sito ufficiale della Diocesi di Como. Il pensiero (cattivo, lo ammetto) che mi è venuto è che tutto questo non c’è nel commento perché non c’è nel cuore. Mi permetto, alla fine, qualche considerazione. Innanzitutto sull’identità della ”Chiesa di Como”. Non so a quale parte della Chiesa di Como si riferisca mons. Riva, forse a quella che frequenta lui, quella dei passi felpati nei sacri palazzi, passi prudenti per non disturbare il potente di turno; forse a quella di coloro (preti, religiosi/e, laici) che pensano che bisogna coprire, nascondere, tacere, che ritengono che lo scandalo non sono gli abusi sessuali di un sacerdote su cinque ragazzine ma l’averli portati alla luce, quella di quegli appartenenti al clero (e mi vergogno per loro) che sostengono che “in fondo, che cosa ha fatto? Ha dato una “paspatina” a qualche ragazza” oppure che ”l’hanno condannato per due messaggini”; forse a quella dei deliranti messaggi di sostegno al reo ormai confesso sul suo profilo Facebook (a proposito: don Ferdinando Di Noto, fondatore di METER, ha informato i genitori delle ragazze abusate che il suddetto profilo è ancora presente e contiene molte foto di ragazzi/e di San Giuliano. E’ mai possibile?); forse a quella dei comunicati stampa pieni di belle parole che nascondono l’assenza di gesti e, forse, persino di sentimenti. Assicuro a mons. Riva che c’è anche un’altra Chiesa di Como. Non sta nelle alte sfere, prega e soffre per Marco Mangiacasale, sa benissimo che un prete (come chiunque altro) fa del bene e fa del male, ma sa chiamare le cose con il suo nome. C’è una Chiesa di Como che si mette in riverente ascolto del Papa, che non lo giudica uno sprovveduto e che comincia a pensare che se ha preso un provvedimento così drastico, in un tempo così breve, con una certa procedura pur avendone a disposizione altre, qualche motivo deve averlo avuto e non sta solo nella gravità dei reati commessi. Questa Chiesa di Como è fatta di persone normali, di mamme, papà e nonni che hanno a cuore i loro figli, i loro nipoti, i loro preti e le loro Parrocchie, persone che hanno un sentire antico e sapiente, che rifugge inorridito davanti alle arzigogolate acrobazie dialettiche dei teologi moralisti ed è ben capace di distinguere il bene dal male, senza bisogno di dotte lezioni, persone che hanno a cuore la Chiesa! C’è una Chiesa di Como che non fa comunicati stampa, ma sa essere vicina e solidale concretamente, con un sorriso, un abbraccio, una telefonata e che riesce ad essere piena di amorevole tenerezza non solo verso i peccatori, ma anche verso le loro vittime. C’è una Chiesa di Como che non ha paura della verità: è fatta di preti e di suore e di frati e di laici, di uomini e di donne che la vorrebbero vedere, questa Chiesa, bella e con qualche ruga in meno. Anche questa, caro mons. Riva, è Chiesa di Como. Aggiungo, da povero prete “badilante”, un consiglio. Quando la propria presenza crea disagio e imbarazzo la persona intelligente si tira da parte. Le dimissioni le può dare anche un Vicario Episcopale, tanto più se occupa quel posto da oltre dieci anni. Auguro a tutta la Chiesa di Como tempi migliori! P.S. In questi due anni sono stato in silenzio, contando di fare le mie considerazioni solo dopo la sentenza della Cassazione. Adesso, però, tacere mi sarebbe sembrato vile, poco caritatevole e contrario al Vangelo. Quanto ho scritto lo dovevo alle cinque ragazze, alle loro famiglie, alla Comunità di San Giuliano, che il Signore mi ha affidato. Lo dovevo a tutti gli adolescenti e le adolescenti che si affacciano alla vita, con tutte le loro paure e le loro fragilità e hanno diritto di trovare adulti attenti, rispettosi, amorevoli e forti e non sfruttatori e manipolatori. Lo dovevo a tutti quei davvero bravi preti che sgobbano e sudano nelle nostre Parrocchie per annunciare con limpidezza e coerenza il Vangelo e si ritrovano infangati dalle nefandezze di pochi. Lo dovevo alla mia coscienza: un ulteriore silenzio sarebbe diventato complicità. Lo dovevo, forse, a tutta la Chiesa di Como. Link: http://www.parrocchiasangiulianocomo.it/2014/02/15/ho-letto-ma-mi-sarebbe-piaciuto-leggere/

Prete pedofilo di Como ridotto allo stato laicale da Papa Francesco

don marco mangiacasale

La notizia la sapevamo già da parecchi giorni ma (inspiegabilmente) ci era stato chiesto di non diffonderla. Oggi però che ne dà notizia pure la Repubblica, la evidenziamo anche noi.
Don Marco Mangiacasale, già parroco di Como condannato nei primi due gradi del processo penale a 3 anni, 5 mesi e 20 giorni di carcere per abusi sessuali su 4 ragazze minorenni è stato ridotto allo stato laicale dal Vaticano. È il primo caso nel nostro paese sotto il pontificato di Francesco.
Da oggi quindi non più Don, bensì sig. Mangiacasale. Poiché chiunque offenda un bambino non sporca non solo lui, ma anche la veste che indegnamente ha indossato ed il ruolo che ha ricoperto.

Bergamo: condannato il catechista pedofilo anche in secondo grado

pedofilo catechista Sorisole Carilio Ghilardi

Ultim’ora.

Condannato anche in appello Carilio Ghilardi, il catechista pedofilo. Il Tribunale di Brescia ha riconfermato in toto la pena inflitta in primo grado a 3 anni e 4 mesi.
Ora il pedofilo ricorrerà quasi sicuramente in Cassazione, ma poi il finale della storia sarà uno solo: CARCERE!

I nostri più sentiti complimenti all’avvocato Stefano Paganelli, sempre più voce e difesa dell’infanzia violata.

 

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe