Archivio di marzo 2014

LOTTA ALLA PEDOFILIA VS CHIUSURA POLIZIA POSTALE

Riceviamo e diffondiamo:
LOTTA ALLA PEDOFILIA VS CHIUSURA POLIZIA POSTALE

TU DA CHE PARTE STAI?

 

– COMUNICATO STAMPA  –

           

Assistiamo nuovamente increduli e allibiti all’ennesimo attacco alla sicurezza pubblica dei cittadini portato avanti attraverso una perseverante ed aberrante gestione della stessa, approssimativa,  priva di ogni logica e programmazione, fortemente caratterizzata da una pseudo razionalizzazione delle risorse ed improntata meramente su criteri di economicià a scapito esclusivo del servizio che si dovrebbe fornire:  la SICUREZZA al cittadino.

Nello specifico andiamo a denunciare un’azione, ormai reiterata negli anni in modo quasi molesto, che, sotto il nome di riorganizzazione e/o razionalizzazione delle risorse, tra i vari obiettivi mira a CANCELLARE di fatto la Polizia Postale e delle Comunicazioni, ovvero la Specialità della Polizia di Stato preposta a fronteggiare in primis la criminalità informatica, ed in particolare la lotta alla pedofilia on line (pedopornografia – adescamento on line, sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile, ecc.) il Cyber bullismo, il cyber stalking (molestie, diffamazioni, furti d’identità digitale, ecc.) ed anche la contraffazione dei mezzi di pagamento e il phishing (accessi abusivi a conti correnti, clonazioni e indebito utilizzo di carte di credito), le truffe nel commercio elettronico e  tutti quei reati tipici che con l’avvento dello sviluppo della tecnologia e dei sistemi di comunicazione, stanno crescendo in modo esponenziale manifestando purtroppo sempre più di sovente tragiche conseguenze.-

E’ palesemente anacronistico e contraddittorio che a fronte di un costante evolversi degli strumenti di comunicazione, lo sviluppo dell’informatica e di Internet, che di fatto ha creato un mondo parallelo virtuale attraverso cui compiere reati reali e non virtuali, anzichè rinforzare gli organici già carenti degli Uffici della Polizia Postale e delle Comunicazioni, (veri e propri laboratori in costante evoluzione), si è invece assistito all’ennesima scellerata proposta di chiusura dei suddetti Uffici, vanificando e distruggendo anni di formazione, esperienze e professionalità, disperdendo il personale che ha acquisito nel settore una specifica  capacità di ascolto, analisi e immediata risposta.-

Lo scellerato progetto di chiusura e quindi smantellamento della Polizia Postale e delle Comunicazioni, avverrebbe nonostante che quest’ultima, negli anni, abbia acquisito un ruolo internazionalmente riconosciuto, diventando  un qualificato  interlocutore con l’Autorità Giudiziaria e un costante punto fisso di riferimento per la Cittadinanza e per la Società Civile, per quanto riguarda la prevenzione e il contrasto di tali reati affiancando, all’attività propria di Polizia Giudiziaria, un’attività informativa di prevenzione anche  attraverso incontri scolastici, con ragazzi delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado e con i genitori degli stessi, sempre più richiesti a gran voce dai dirigenti scolastici su tutto il territorio.

Chiusura? Nonostante proprio la presenza capillare sul territorio, attraverso una ramificazione provinciale, sia risultata essere il modello vincente nella prevenzione e nel contrasto di tali fenomeni criminali e socialmente pericolosi in modo particolare per l’incolumità dei nostri fanciulli, con la consapevolezza che abbandonare tale modello significa segnare il passo nei confronti di una criminalità “occulta” e integrata e ramificata all’interno dello stesso tessuto sociale.-

A fronte di ciò i fautori di questo mortificante ed ottuso progetto replicano manifestando false rassicurazioni:

  • asserendo che i 26 Uffici restanti      operativi (20 nei capoluoghi di ragione e 6 provinciali concentrati per lo      più nelle regioni del sud) sarebbero  in grado di fronteggiare ciò che gli      attuali 100 Uffici (con copertura provinciale del territorio) riescono a      sostenere con gran fatica e con grandi sacrifici da parte del personale;
  • dichiarando che il personale      recuperato dagli Uffici chiusi verrà reimpiegato nelle Questure con le      stesse mansioni (palese contraddizione che creerebbe nuovi sprechi e      disservizi per il cittadino);
  • affermando il tutto millantando      fantasmagorici risparmi in termini economici lontani da ogni seria realtà,      senza alcun progetto di fondo, ne programmazione!

Le bugie hanno le gambe corte e ciò che a noi preme oggi non è la polemica, bensì  la tutela della sicurezza, diritto inalienabile soprattutto quella   dei nostri figli, purtroppo spesso inermi ed esposti a pericoli di cui non ne hanno alcuna percezione.-

Rivolgiamo dunque il nostro invito alle Autorità provinciali di Pubblica Sicurezza, alla Società Civile, alle Associazioni, ai Partiti, ai Sindacati, ai Politici e a chiunque ne abbia la sensibilità, di far proprio questo appello e di rilanciarlo al Governo e al Ministro dell’Interno per impedire una volta per tutte questo scempio, e per  preservare il mantenimento della struttura provinciale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, auspicando ad una sua maggiore riqualificazione attraverso l’individuazione di più specifiche competenze nell’attività info investigativa che la stessa è chiamata a compiere, nonchè al ripianamento degli organici oggi afflitti da gravi e croniche carenze.-

E tu da che parte stai?

SIULP          SAP          SILP per la CGIL          UGL Polizia         COISP         CONSAP        

   

Grande partecipazione alla conferenza di Prometeo a Brescia

articolo massimiliano frassi

La storia di Luca. Bimbo adottato ma poi riportato in orfanotrofio, perchè gay…

Premessa. Volevo scrivere qualcosa al riguardo ma non ce l’ho fatta e lascio a chi ha fatto emerge e la storia il compito di raccontarvela. A seguire troverete il suo articolo e il link al suo sito.
Qua dico solo una cosa a “Luca”.
Spero un giorno di incontrarti, conoscerti, stringerti la mano. Ti confermerò che sarai un adulto fantastico. Che troverai chi guardandoti nel cuore vedrà quella bellezza che altri non hanno saputo vedere. Qualcuno che ti farà conoscere il vero amore. Sia un genitore vero, sia un amico sincero, sia un compagno pulito.
E se avrò dei figli vorrei fossero come te. Con quella tua marcata sensibilità, che di “diverso” ha solo il fatto che non renderti come quei quattro bulli accattoni che tutti nella vita abbiamo incontrato almeno una volta. Poi tanto loro si perdono per strada. C’è chi affonda in una siringa, chi si schianta in una curva troppo forte per la sua velocità, chi mette incinta a 18 anni la propria “morosa” ed a 20 ha già due denunce di stalking. Mentre i diversi come te, hanno successo…e amore. Tanto tantissimo te ne auguriamo. Tanto tantissimo ne avrai. Intanto ti chiediamo scusa per chi non saprà farlo….

“Solo e discriminato dagli amici e dai genitori. Questa è la triste storia di un ragazzo di 14 anni raccontata nel blog di di Marida Lombardo Pijola su Il Messaggero” : (link all’articolo http://www.ilmessaggero.it/blog/marida_lombardo_pijola/io_non_lo_voglio_un_figlio_bulleggiato_e_gay_storia_di_luca_scaricato_in_un_orfanotrofio/0-37-3294.shtml)

coordinamento vittime pedofilia

 

“Io non lo voglio, un figlio bulleggiato e gay”. Storia di   Luca, scaricato in un orfanotrofio

Luca – chiamiamolo così, sebbene il suo nome non sia questo – ha 14 anni, ed è davvero un gran bel ragazzino. Ha gli occhi e i capelli di velluto scuro, un sorriso larghissimo, lo sguardo liquoroso da cerbiatto, una passione smodata per la pizza ai wurstel, un’inclinazione omosessuale, e tutto il dolore che può contenere il cuore di un essere umano. Luca ha subito l’omofobia e il bullismo più feroce. Dai suoi coetanei? Certo, ovviamente, come sempre, ma non solo. Magari, dovrei dire. Luca l’omofobia e il bullismo li ha subiti, in modo obliquo, persino dai suoi stessi genitori affidatari. E per due volte, dai suoi genitori, ha subito l’abbandono.

Due padri e due madri, in due differenti momenti della sua vita brevissima, lo hanno scaricato come un cagnolino di cui il padrone non vuol prendersi più cura perché sporca dà fastidio e abbaia e dà un sacco da fare e sono impicci.. uno di quei cosi pelosi tenerissimi che vengono ritratti con lo sguardo smarrito sotto il fumetto “non abbandonatemi” nelle campagne di sensibilizzazione contro certe sciaguratezze degli umani.

Anche Luca è stato abbandonato per sciaguratezza, non ai bordi di un’autostrada, per fortuna no. Entrambe le volte, è stato abbandonato in una di quelle strutture che chiamano case famiglia, anche se con la casa e la famiglia c’entrano pochissimo, e c’entrano invece con certi orfanotrofi dickensiani, e sono dei non-luoghi che in fondo assomigliano un poco alle autostrade, perché anche lì gli adulti sfrecciano lanciando sguardi liquidi e fugaci, e sono educatori assistenti insegnanti, chissà chi, e a volte ce la mettono tutta, e a volte meno, ma in ogni caso non sono né madri né padri né nessuno, e a sera se ne vanno a casa loro, e sono sagome che svaporano nel nulla lasciando quasi niente di ciò che serve a un bambino per essere un bambino, nemmeno un bacio, nemmeno una carezza, nemmeno un sussurro d’amore nelle orecchie, nemmeno una fiaba, una filastrocca, una canzone.

Luca ha vissuto così sin da piccolissimo, quando è stato sottratto ai suoi genitori biologici, al clou di una di quelle storie disgraziate che possono trasformare la vita di un bambino nel buco nero di una quotidiana dannazione. Nel tempo successivo, Lucia e Nicola (nomi inventati pure questi), due brave persone sui quaranta, hanno voluto con ostinazione che Luca diventasse figlio loro. Hanno deciso che doveva assolutamente essere lui, così dolce timido carino, a colmare quel loro grande vuoto per non aver potuto avere figli naturali. Lucia e Nicola, purtroppo, hanno saputo dissimulare bene il loro non aver compreso affatto come dovrebbe funzionare esattamente in modo capovolto, in questi casi: erano loro, a dover colmare i vuoti di Luca, non l’opposto. Eppure, a chi doveva giudicare, sono sembrati adatti a diventare i suoi nuovi genitori. Capita a tutti, talvolta, di sbagliare.

E poi la nuova casa, la nuova vita, in un piccolo centro non lontano da una grande metropoli italiana…. E poi la nuova scuola.. e lui così dolce e timido e insicuro.. e lui confuso, ancora ferito nel profondo, preso a cercare il suo equilibrio, la sua identità sessuale.. e lui che anche nei gesti, nel modi, nel parlare, dimostra la sua disforia. E i compagni che cominciano a perseguitarlo a sbeffeggiarlo… e a casa non riesce ad esternare la sua disperazione, se non con il linguaggio della rabbia, l’unico conosciuto da chi non sa come si chiede aiuto, perché, suo malgrado, non conosce le istruzioni dell’amore. Lucia e Nicola lo hanno riportato in casa famiglia tempo dopo, e lo hanno restituito al mittente, come si fa con una merce difettata. “Ci crea troppi problemi, non riusciamo a gestirlo, a scuola i compagni non lo accettano, tutti ci dicono ma chi ve lo fa fare?”.

Già, chi glielo fa fare, a un genitore, di fare il genitore? Che te ne fai, di un figlio che funziona male, di un figlio inceppato, complicato? Di un figlio che ti fa far brutta figura? Di un figlio che poi, alla fine, magari è persino omosessuale? E’ andata più o meno così, anche se tutti i dettagli di questa triste storia sono diversi da quelli reali, per la necessità di rendere Luca e i suoi mancati genitori non riconoscibili.

E adesso io sogno, caro Luca, che nella solitudine della tua non-casa non-famiglia qualcuno ti aiuti a governare il tuo incommensurabile dolore. Sogno cose talmente semplici e banali, caro Luca, che quasi mi vergogno a dire “sogno”. Sogno nient’altro che diritti, nient’altro che amore. Sogno dei genitori capaci di accoglierti, di amarti, di proteggerti, di aiutarti a crescere, a riconoscere e accettare ogni singola e comunque splendida sfumatura della tua personalità. Sogno due genitori che siano genitori, tutto qui.

E sogno che l’omofobia un bel giorno smetta di cadere come una mannaia sulla serenità delle persone, e che nulla del genere possa accadere più a nessun bambino, a nessun giovane, a nessun adulto, mai. Sogno che il mondo non sia questo, che sia molto diverso da così. Sogno che tu, mio caro Luca, sia stato solo molto, molto sfortunato. E che il destino possa risarcirti. E che tu riesca a dimenticare e a perdonare. E che tu possa affrancarti dal tuo fumetto con dentro un urlo muto, “non abbandonatemi”. Le fanno anche per i bambini, quel tipo di campagne? Non lo so.

 

Nota mia: pensavo fosse un caso isolato. Dolorosissimo sì ma unico. Invece ho scoperto che non è così. Che sono tanti, tantissimi i bambini presi in adozione (dopo lunghissime trafile) e poi riportati. Vuoti a rendere….

La Mussolini, la coerenza e i mariti pedofili…

mussolini e marito pedofilo
Mi sono astenuto nei giorni scorsi dal commentare la vicenda capitata ad Alessandra Mussolini..volevo vedere la pasionaria della politica italiana come si sarebbe comportata…e ieri, lo ammetto, avevo scritto un articolo (oggi cestinato) che ne elogiava la coerenza…consideravo infatti una vittima lei stessa, donna che come tante purtroppo si era ritrovata il pedofilo in famiglia, ma che come poche aveva avuto l’intelligenza di sbatterlo subito fuori casa, salvo scoprire oggi  in pausa pranzo leggendo il giornale che ieri la coppia si è ricongiunta per andare a messa ; quindi il marito è stato sbattuto sì fuori dalla finestra ma per rientrare dalla sagrestia…e capisco ancora una volta che l’unico a sbagliare qua sono io..che non devo mai abbassare la guardia perché quando lo faccio appunto sbaglio. Alla Mussolini è scappata l’occasione della sua vita. Quella di trasformare nella sua battaglia il proprio vissuto. Avrebbe potuto davvero, e non solo con inutili slogan, difendere donne e bambini maltrattati. Invece (salvo prossime smentite) ha preferito ritinteggiare la facciata….che peccato..e che schifo….

Condannato anche in appello il maestro pedofilo!

Pena confermata. 10 anni al maestro pedofilo.

Aristide Mazza

Non sono servite (non è più tempo….) le manifestazioni di piazza, le raccolte firme e tutto il solito campionario/bestiario. Le immagini inequivocabili che si sono presentate ai carabinieri (i quali ricordiamo lo arrestarono in flagranza di reato!) sono servite per ottenere giustizia.
Ed il secondo grado ha riconfermato in toto la condanna di Aristide Mazza ex maestro delle scuole elementari di Palosco (Bergamo). Ora speriamo arrivi in fretta al cassazione e poi si spalancheranno le uniche porte adatte per questi soggetti: quelle del carcere. Lì almeno non ci so bambini….non come nell’oratorio dove faceva il volontario in attesa del processo…
aristide mazza maestro pedofilo

Due nuove conferenze di Prometeo

cojnferenza sulla pedofilia a Bresciaconferenza pedofilia per insegnanti

Un regalo ai pedofili. La chiusura della Postale

Invitiamo tutti a continuare (già lo fate in tantissimi via Facebook e Twitter) la campagna informativa contro lo smantellamento della Polizia Postale, che apre sempre più certo…non arrendiamoci…proviamole tutte…prima che sia troppo tardi…!

“lo smantellamento della Polizia postale è un regalo ai pedofili. Smantellare le sezioni significa bloccare tutte le indagini in corso, lasciare impunti pedofili e stalker, e ingolfare uffici già ingolfati di loro, che nella migliore delle ipotesi si occuperanno tra non prima di due anni delle indagini iniziate oggi. Siamo un paese che quando si parla di tutela  dell’infanzia violata non ha nulla a che invidiare a certe realtà del tristemente detto terzo mondo”
dr. Massimiliano Frassi,
presidente Associazione nazionale vittime pedofilia Prometeo

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe