Archivio di aprile 2014

Chiudiamo la Polizia Postale e indagini così ce le scordiamo per sempre!

pedofilo arrestato dalla Polizia Postale

Aveva addirittura un binocolo puntato verso la scuola elementare. E spesso proprio fuori dalla scuola era stato visto, mentre chiedeva ai bambini di abbassarsi i pantaloni per poterli fotografare.

La Polizia Postale (sì proprio quella che vogliono smantellare!!!) l’ha arrestato in flagranza di reato. Grazie alla bravura degli agenti (che sono formati per fare queste cose…non per andare a fare altro!), è stato preso proprio mentre stava scaricando immagini pedopornografiche…da aggiungere alla personale raccolta di

Oggi l’uomo, di 71 anni, originario di Lecce ma residente da anni a  Pilastro di Langhirano, in provincia di Parma, è in carcere (per quanto?). Ma quanti come lui la faranno franca se si smantella la Polizia Postale?

Nota: sempre nei giorni scorsi si è conclusa un’indagine che ha portato la Postale a fare perquisizioni a Bergamo, e provincia, Messina, Napoli, Teramo, Modena, Roma, Bologna, Cagliari, Venezia, Modena, Prato, Grosseto, Pisa, Milano, Brescia, Genova, Torino, Trieste. Tre gli arrestati finiti dritti in carcere e 25 gli indagati a piede libero. Solo in un pc di uno degli arrestati c’erano 20mila immagini di bimbi abusati! E le foto che tutti questi predatori di bambini avevano erano di minori di anni 10, con sevizie e torture.
Dalla parte dei bambini, sempre.

Il senso della nostra Pasqua: la rinascita dopo l’abuso (da parte dei genitori!).

Ho pensato in questi giorni a cosa scrivere in occasione della Pasqua…pensavo ad un articolo che si collegasse alla rinascita, dopo la “morte”…poi arrivi tu, con tutto il coraggio che hai, la forza, la dignità! E lì ho capito:  tu sei la mia Pasqua, la nostra Pasqua…sei la luce dopo l’oblio, sei la vita dopo la morte, sei la conferma che nessun dolore è per sempre. Certo non è facile, ma si può rinascere…tu l’hai fatto..tu sei la mia Pasqua. Tu sei la NOSTRA Pasqua. Grazie. Di esistere!
sopravvivere all'abuso

Caro Massimiliano ti racconto la mia storia come se fosse una favola perché per me e più facile così. Ti prego pubblica questa storia affinché altre persone possano trovare il coraggio e la forza di raccontare la propria .
<<C’era una volta una bambina piccola aveva circa sette anni , mentre giocava nel lettone di mamma e papà all’improvviso qualcuno con la scusa di giocare con lei incomincia a toccarla nelle sue piccole parti intime dicendole che se le piaceva lui avrebbe continuato . Questo qualcuno ahimè era il padre che insisteva nel gioco proponendole (essendo la bambina di spalle) di girarsi verso di lui perché il gioco poteva continuare . L’unica persona che avrebbe potuto far smettere quel gioco era la madre che però si limitava solo a dire “ dai lasciala stare !” . Questo è solo l’inizio del gioco che a volte è stato più pesante , quando la bambina si trovava con la madre nel letto cosi per caso , chissà ? questo la bambina non lo ricorda . Ad un certo punto arriva il padre orco che si butta addosso a sua moglie per fare sesso davanti a lei a quel povero cucciolo indifeso che non capiva cosa stesse accadendo. Ad un certo punto accade qualcosa di veramente terribile la peggiore cosa che possa accadere ad una bambina di 7 anni : la piccola con la mano ,non sa come sia stato possibile, tocca l’organo lurido dell’orco il quale tutto contento si rivolge all’orchessa e dice “ guarda mi ha toccato !”Quello è stato il momento più brutto per quella bambina perché ha provato una tale vergogna che è rimasta impietrita e con la testa bassa sul petto talmente premuta che non riusciva a respirare . Nonostante tutto questo dolore lei è scivolata giù dal letto sempre con la testa china rimanendo sul pavimento fino a quando la “madre “ la prende in braccio e la porta in un’altra stanza dicendole che tanto non era successo niente di grave perché quello era suo padre . Questa bambina si trovava spesso nel lettone ma non riusciva a capire perché i suoi genitori facessero sesso davanti a lei . La povera piccola riusciva solo a girarsi di spalle , di fronte a lei c’era una porta da cui voleva tanto scappare ma non ce la faceva perché il suo corpo era paralizzato ,si arrabbiava ma non scappava. L’ultimo episodio è successo quando la bambina ormai signorina aveva 12 anni si svegliò e vide la mano del suo orco padre sul suo piccolo seno e fu li che lei riuscì finalmente a scappare . Questi sono i ricordi di una bambina offesa e abusata da entrambi i genitori (entrambi perché la madre non solo non l’ha difesa ma anzi godeva insieme all’orco). Ci sono altri particolari che la bambina non riesce a raccontare per adesso, poi chissà… La piccola poi è cresciuta e ha trovato il vero Amore della sua vita ,l’ha sposato e ha avuto due figli meravigliosi. M. >>

Lucignolo e Terra. Speciali Pedofilia

Due speciali andati in onda nei giorni scorsi, contenenti interviste al sottoscritto e ad alcuni sopravvissuti agli abusi intervistati presso la nostra sede:

Lucignolo:

http://www.video.mediaset.it/video/lucignolo/clip/452786/pedofilia-nella-chiesa.html

 

Terra:
http://www.video.mediaset.it/video/terra/full/453168/predatori-14-aprile.html

 

Se il prete è stato abusato se ne deve andare, se è abusante deve restare!

endenna preste lascia la vesteC’è una notizia che rischia di scomparire dentro le (a tratti ipocrite) cronache locali, non avendo invece la visibilità nazionale che necessita, non fosse altro per la gravità che porta con sé.
Da sempre siamo abituati a questo: un sacerdote viene coinvolto in vicende legate alla pedofilia (in quanto abusante) e subito a suo favore si erge una levata di scudi, finalizzata a tutelarlo, proteggerlo, riabilitarlo e magari farlo riapparire tempo dopo, biancochepiùbiancononsipuò, nel nuovo posto liberatori per lui: in oratorio.
Oggi però in provincia di Bergamo (Endenna) un sacerdote, don Alessandro è costretto a lasciare la propria veste, “spretarsi”, tornare allo stato laicale..perchè abusante? Macchè, se così fosse sarebbe al suo posto. Lascia perché “ha subito abusi in seminario” e il vescovo a cui ha chiesto un supporto “non l’ha accolto”, come umanamente e cristianamente avrebbe dovuto fare. Anzi sul giornale della Diocesi si è scritto che questo sacerdote deve pure “chiedere scusa”…
Dubito che questa notizia sia arrivata a papa Francesco, lo dubito seriamente. Ma urge invece che gli arrivi…perché non può finire così…perché anche se la scelta di Don Alessandro è irreversibile probabilmente, non è accettabile che un adulto che ha subito abusi debba lasciare il suo ruolo (riconosciuto da tantissimi fedeli!) di parroco stimato ed al servizio della comunità. Per colpa di chi in quella comunità non si fa gli stessi problemi a lasciare i predatori di bambini travestiti da preti….
pedofilia e chiesa blog frassi

Predatori come Don Desio. Di lui si sapevano tante cose…tantissime..ma non è bastato. E si è dovuti arrivare all’ennesima inchiesta, quella che lo ha portato 48 ore fa ad essere arrestato con un’ordinanza che parla chiaro: “è una persona con una spiccata spregiudicatezza e una totale assenza di freni inibitori”, che l’hanno portato, pare, ad aver abusato diversi minori. Questo sì nella Chiesa continua a stare….Capite che forse è ora di cambiare il corso degli eventi?

Certificato anti-pedofili? La solita barzelletta all’italiana.

certificato antipedofilia

Il certificato “antipedofilia” è il solito pasticcio all’italiana. Un’iniziativa che ha un suo merito (quello di impedire l’assunzione di persone condannate CON SENTENZA DEFINITIVA!) in posti che le mettano nuovamente a contatto con le proprie vittime (i bambini), ma che esclude chi ha anche “solo” due condanne ad esempio (ed è in attesa della cassazione), chi è già stato assunto (quindi non vale “a ritroso”) o ben definite figure professionali che con i bimbi ci stanno (tutti i volontari delle associazioni, catechisti,  baby sitter, allenatori, e via dicendo).
Insomma, una buona intenzione trasformata in una enorme….fuoco di paglia. Che avrà il merito solo di far ingolfare le segreterie dei vari tribunali che dovranno rilasciare suddetto certificato.

p.s.: nel caso vi serva, evitate la coda e cominciate a stamparvi il modulo dal sito del ministero: www.giustizia.it .

Ridere per non piangere. Il caso Mussolini.

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Prete lascia la veste: fui abusato in seminario, ma la Chiesa mi rifiuta!

C’è una Chiesa nuova, che esige pulizia. Un Santo Padre “nuovo” eppure così “vecchio” dato che i suoi valori attingono alle radici del cristianesimo stesso. Ma c’è anche uno zoccolo duro che di cambiare non ne vuol sentire proprio…che protegge i pedofili quando non è abusante…che non rispetta i bambini, nemmeno se quegli stessi bambini hanno, una volta adulti, preso i voti….

A questo coraggioso uomo, l’augurio di ritrovare quella perduta serenità e l’invito a non mollare. La Chiesa ha bisogno di lui!

chiesa e pedofilia

“FUI MOLESTATO IN SEMINARIO, LASCIO LA VESTE.”

La Messa sembrava finita, invece no. Mancava ancora un ultimo gesto, poche parole da leggere su un foglio. Un macigno che pesava sul cuore del sacerdote da 30 anni. Don Alessandro Raccagni ha allontanato i chierichetti e poi ha letto quel foglio, e ogni parola era come una fucilata al cuore di chi stava ascoltando. Parole che parlavano di molestie subite in seminario, di una ferita che sanguina da una vita e, ancora, di un silenzio che doveva essere spezzato. Don Alessandro ha lasciato la sua parrocchia di Endenna e anche il sacerdozio, lasciando dietro di sé molti dispiaceri, tanti dubbi e una comunità «orfana» che chiede verità. Don Alessandro, 44 anni, parroco di Endenna dal 4 ottobre 2011, aveva finora tenuto dentro di sé il dramma e l’angoscia. Lo straziante ricordo delle molestie che dice di avere subito nel Seminario di Città Alta a metà degli anni Ottanta, un periodo in cui il giovane Alessandro era ancora minorenne (a quell’epoca il rettore del seminario era monsignor Roberto Amadei). Da allora ha trovato il coraggio di raccontarlo a uno psicologo che lo segue da otto anni e al padre Guido, che gli è stato vicino negli ultimi difficili mesi. Il prete indicato come responsabile degli abusi si sarebbe ritirato in pensione in un quartiere alla periferia di Bergamo, senza che nessuno gli abbia mai chiesto conto di ciò che avrebbe fatto.

È stato lo stesso don Alessandro, nei mesi scorsi, a decidere di scendere a Bergamo più volte e a parlare del problema con i vertici della Curia, manifestando anche la sua intenzione di lasciare l’abito sacerdotale se non avesse avuto le risposte che voleva. Risposte che evidentemente non sono arrivate, visto che alle 18 di sabato 15 marzo don Alessandro è salito all’altare per celebrare la Messa con quel foglietto in tasca. In uno dei banchi sedeva il padre, venuto da Cividino per dargli sostegno nel momento più difficile della sua vita. La grande chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, che ospita anche una teca con il cranio di San Barnaba, era piena. Al termine della funzione il parroco ha chiesto ai chierichetti di andare in sacrestia a cambiarsi, poi ha estratto il foglio e ha cominciato a leggere.

«Sembrava che stesse parlando in termini generali, di vicende che succedono nella Chiesa e nel mondo», ricorda Daniela Ravanelli, che era seduta in uno dei primi banchi. Il parroco ha raccontato di ferite che ci si porta dietro e da cui non si riesce a guarire, di ragazzi che vengono abusati da persone di cui hanno fiducia, e di un seminarista che ha subito molestie senza che i responsabili siano stati puniti. E poi ha annunciato la sua intenzione di lasciare il sacerdozio. «Appena abbiamo capito che parlava di se stesso è calato il gelo, siamo rimasti tutti in silenzio», racconta ancora la donna. La stessa scena si è ripetuta il giorno dopo alla Messa delle 11. A chi gli chiedeva chiarimenti, il parroco avrebbe spiegato di non aver voluto parlare della vicenda finora per non dare un dolore alla madre, e di essersi deciso solo dopo la morte della donna, lo scorso 8 dicembre. Poi don Alessandro ha raccolto le sue cose e si è trasferito a casa del padre, a Cividino.

Quella stessa domenica la Curia ha nominato un amministratore parrocchiale (si tratta di don Cesare Micheletti, prevosto di Brembilla e a capo del Vicariato di Brembilla-Zogno) che si occuperà di gestire gli affari di quella che con i suoi 1.200 abitanti è la seconda parrocchia di Zogno fino alla nomina del nuovo parroco, prevista per settembre-ottobre. Dopo
qualche giorno di sgomento, la comunità di Endenna ha reagito. Il Consiglio parrocchiale ha convocato una riunione alla quale hanno partecipato in tantissimi e alla fine è stato deciso di scrivere a Bergamo. «Non alla Curia, ma proprio al vescovo in persona – specifica uno dei responsabili -. È stato deciso di lasciare partire un parroco, e noi vogliamo capire perché. Così come vogliamo anche capire, ascoltando entrambe le versioni dei fatti, quale sia la verità». In 300 hanno firmato una lettera che è stata affissa sotto il porticato della chiesa parrocchiale. Gli abitanti di Endenna vogliono sapere che cosa di preciso la Curia e il vescovo stesso abbiano intenzione di fare per accertare le responsabilità dei fatti. Per questo il diretto interessato (che al telefono dice di essere ormai solo «Alessandro») non vuole parlare dell’accaduto: «Non vorrei con le mie parole pregiudicare il lavoro che i parrocchiani stanno facendo in questi giorni».

Commento asciutto da parte della Curia: «Non abbiamo ricevuto la lettera che don Alessandro ha letto in chiesa, se la riceveremo risponderemo – dice il segretario generale don Giulio Dellavite -. Ma per il momento non commentiamo la vicenda. Dovremo procedere a opportune verifiche e valutazioni».

Fonte: http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/14_aprile_02/fui-molestato-seminario-lascio-parrocchia-sacerdozio-8ea5f740-ba2b-11e3-9050-e3afdc8ffa42.shtml

NOTA: dovevamo solo avere pazienza. Perché tutto quello che abbiamo per anni denunciato e scoperchiato oggi si è dimostrato vero, anzi forse addirittura più grande di quanto preventivato!

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