Archivio di novembre 2014

Anche per il secondo grado Pino La Monica è pedofilo.

Anche la Corte d’appello di Bologna pochi minuti fa ha confermato la sentenza di condanna a Pino La Monica, l’educ-attore pedofilo. Dopo una attesa lunghissima, finalmente si è arrivati al secondo grado. Un abbraccio alle famiglie coinvolte e un generoso….saluto ai sostenitori (ma esistono ancora) del Pinuccio.
Chissà quali corsi farà ora…..
A breve torniamo sul tema….Buon week end a tutti.
Blog Staff

 

pino la monica 2

Pino La Monica: finalmente l’appello.

Pino La Monica 2011
Dopo una lunghisisma attesa finalmente è stato fissato il processo di appello a Pino La Monica. In bocca al lupo per domani ai genitori e alla uniche vere vittime: le bambine!

pino la monica a processo

Cocco in partenza x il Budimex

Ciao a tutti, mi presento. Sono un coccodrillo e mi chiamo Cocco. Animale fiero e forte.
Per questo  sto x fare un viaggio, perché sono un coccodrillo speciale.
Maria ha deciso di adottarmi. Maria ha 4 anni e mezzo e ha un male che i medici dicono essere incurabile. Sinceramente io non so cosa voglia dire incurabile, so solo che non è una bella cosa. Ma so anche che sono un coccodrillo, di quelli veri, forte. E nessuno può sconfiggermi, quindi tra qualche giorno prenderò l’a…ereo e andrò a Bucarest. Da Maria. E vivrò sempre con lei. Mi aspetta un compito importante e credetemi, ne sono fiero, anzi me ne vanto. Se penso che un mio collega coccodrillo è finito su una polo lillà, capite che io me la posso pure tirare.
Ora vi saluto e ringrazio Max di avermi tolto dal Disney Store…che noia…non ce la facevo più a stare lì con tutte quelle canzoncine melense e quell’atmosfera dove tutti sono felici, quando in realtà dentro muoiono…io voglio stare dove c’è la vita vera…si anche le lacrime incontrerò, e non sarà una passeggiata.
Ma avete bene capito quanto AMORE riceverò?
Ecco se perdessi una simile opportunità, declassatemi a coccodrillo da borsetta…. Ciaoooo

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi
Blog Staff.

bambin del budimex prometeo

Allarme pedofilia nel mondo sportivo! Segnalateci i vostri casi!

Allarme pedofilia nel mondo dello Sport. Segnalateci i casi!

maestro di karate pedofilo

Senza voler fare del facile cinismo, la prima cosa che ci viene in mente è che pare la scoperta dell’acqua calda. Interviene pure la Gazzetta dello Sport che lancia l’allarme e dedica ben due pagine al preoccupante fenomeno.
Ovvio, come diciamo da sempre, che il pedofilo non lo troverete certo in un centro anziani. Forse meno ovvio pensare che in un ambiente (apparentemente) sano come quello dello sport si annidi invece un predatore di bambini.
Ma le cronache degli ultimi anni invece ci hanno permesso di vedere che il settore dello sport giovanile (qualsiasi sia la disciplina) annida al suo interno tantissimi soggetti mossi da intenzioni tutt’altro che educative e “sportive” appunto. Soggetti, ricordiamo, spesso protetti dagli organi direttivi di suddette discipline sportive, che con la scusa di non “volere scandali” diventano complici di pedofili!
Ultima in ordine di tempo la notizia del coach di calcio di una squadra milanese (lui sessantenne, nessun precedente penale, sposato e con prole, insomma il “solito” insospettabile) e prima ancora ricordiamo tutti i casi di pedofili nel mondo del karaté (vedasi questo caso che nel 2015 approderà in cassazione: http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/maestro-di-karate-pedofilo  ) , della pallavolo, del pattinaggio artistico, piuttosto che del tiro con l’arco  (a proposito…grazie comitato ….. urge però un contatto diretto! Garantiamo privacy).
Per questo lanciamo un appello:
segnalateci casi (già conclusi o appena avviati o da avviare) di cui siete a conoscenza di gravi forme di maltrattamento o abuso sessuale nel mondo dello sport.

Noi terremo nei giorni a venire l’argomento monitorato con articoli, video e quant’altro. Grazie!
Per contatti: Tel. & Fax: 0364/880593 oppure prometeobergamo@yahoo.it

Massimiliano Frassi

 

Conselice: bimbi costretti a mangiare il vomito!

Conselice: bimbi costretti a mangiare il vomito.
maltrattamenti asilo di conselice

Leggiamo sui giornali che entra nel vivo il processo alle “maestre” dell’asilo Mazzanti di Conselice.
Ho avuto l’onore di conoscere alcuni dei bimbi vittime di questi soggetti e non posso che ribadire la grandezza d’animo, ma soprattutto al forza. Perché quando vieni a sapere che al tuo bambino di ¾ anni, che pensavi sereno all’asilo, “veniva fatto mangiare il proprio vomito”, che se “veniva preso di mira era (per lui) la fine”, che i piccoli venivano picchiati, strattonati, chiusi nel buio nello sgabuzzino delle pulizie solo perchè chiamavano la mamma, bhè non posso che elogiarli. Non fosse altro che per la pazienza. Nell’aver consegnato alla Giustizia italiana la loro rabbia. Senza essersi messi al livello di queste luride malavitose. Sarebbe stato troppo facile farsi giustizia da soli. Ma la vostra pulizia d’animo vi ha impedito di farlo. E oggi che avete restituito il sorriso ai vostri figli, voi e solo voi avete vinto.

Grazie per l’esempio che siete!

p.s. un plauso speciale agli uomini dell’arma dei carabinieri della locale stazione. Loro sanno il perché. Io pure…
Massimiliano Frassi

 

Nota: Due maestre sono già state condannate in abbreviato a tre anni e due mesi e a un anno e otto mesi: si tratta della coordinatrice Monica Medri, 52 anni, e dell’ ausiliaria Aba Nigro, 45. L’educatrice 45enne Michela Brunetti ha invece patteggiato un anno e otto mesi all’inizio del processo entrato nel vivo nella mattinata di mercoledì, 12 novembre, e che vede ora come unica imputata una quarta maestra, la 59enne Alba Alberti, educatrice referente per il Comune di Conselice e tirata in ballo non per i maltrattamenti ma per favoreggiamento perché pur sapendo avrebbe ostinatamente taciuto. La donna è difesa dagli avvocati Giacomo Foschini e Antonio Penserino. In parte civile figurano i genitori di sei bimbi e il Comune conselicese con l’avvocato Alessandro Melchionda.

Una 34enne ausiliaria dell’asilo originaria di Mugnano (Napoli) ma residente nel Ravennate ha riferito di «episodi ripetuti» nell’ambito dei quali se «un bambino veniva preso di mira, per lui era la fine: se non voleva stare seduto, veniva alzato e sbattuto». In particolare «se un bimbo era tranquillo, veniva lasciato perdere. Se invece piagnucolava, veniva massacrato». E poi c’erano «tirate per i capelli e qualche ceffone, magari di nascosto per non lasciare segni». A suo dire, la referente del Comune ora imputata, descritta come una educatrice molto brava, era stata avvisata «senza giri di parole», di quanto accadeva là dentro. Ma la donna, assieme alla quale lei in quel periodo lavorava in coppia, le faceva notare che «i bambini della nostra sezione stanno bene», e che «quelle», cioè le maestre poi condannate, «sono pazze, lasciale stare». Secondo la teste – riporta sempre Ansa.it – l’ispiratrice di tutto era la Medri verso la quale le altre nutrivano una specie di timore-sudditanza: tanto che quando per un periodo fu in malattia, «l’asilo sembrava rinato». Un clima insostenibile, tanto che «abitavo a 3 km dall’asilo, ma era diventato un incubo andare al lavoro».

I maltrattamenti ai bimbi dell’asilo sono emersi netti anche nelle parole di una seconda maestra, un’educatrice 42enne ravennate che ha preferito farsi trasferire piuttosto che rimanere là dentro. «Ho visto bimbi offesi, percossi, isolati in stanze buie. Ogni giorno». Ha poi raccontato davanti al giudice Corrado Schiaretti e al Pm Stefano Stargiotti di «una bimba inappetente che rigurgitava il cibo. E allora la Medri la obbligava, aprendole le mandibole, a mangiare quanto rigurgitato mettendole in bocca il cibo a forza. La bimba vomitava e lei insisteva». In un caso «un bimbo fu costretto a mangiare il cibo rigurgitato». La referente comunale, anche secondo lei sapeva di quella situazione: «Non so se su episodi specifici, ma su offese e strattonamenti certamente sì». Nonostante ciò, diceva che «non è un problema suo, che non ci poteva fare nulla». Fonte: Ravenna.it  13.11.2014

 

Ciao piccola: lettera di una donna abusata, a sé stessa!

“Martina” era una bella e serena bambina. Poi un giorno l’orco delle favole, l’uomo nero, prese vita e forma. E le rubò con la forza il sorriso.
Questa la sua lettera oggi. Dopo anni di battaglie. Contro sé stessa in primis. Anni in cui il suo corpo ha sofferto, è dimagrito (troppo!), ha sfiorato il vento della morte. Ma anche anni di battaglie vinte. Di traguardi raggiunti. E di una vita che è lì, ad un passo. E per poterla riabbracciare forte, oggi serve fare i conti col passato. E per questo, eccola scrivere una lettera. A sé stessa bambina. Lettera che condivido con voi.

Massimiliano Frassi

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Ciao piccola,
mi trovo qua, di fronte a te, ma dall’altra parte, in un mondo dove non so se credere a ciò che vedo, che sento, che tocco e che odoro. In un posto dove è facile trovare angoli per restare nascosta e osservare ciò che succede, ma nello stesso tempo pieno di catene, filo spinato, fantasmi e strane figure che trovi ovunque ti giri, ti seguono, non ti mollano mai, come se ti stanno incollati, usando la paura, lo spavento, lo scherno, gli incubi e appunto con catene o altro ti legano a loro facendoti un male terribile, da toglierti il respiro, la forza di pensare e di capire. Spesso ti fanno male e soprattutto mi ritrovo a farmi male per poter scappare via, ma sono più forti loro, mi strangolano. Accidenti devo, bisogna venire via da questo posto, bisogna saltare in quel luogo dove, così mi viene detto, che esistono posti, mondi, spazi sia belli che brutti, ma, dicono sempre, che in questi luoghi puoi essere sempre al sicuro sia col bello che col cattivo tempo, dicono anche, che puoi essere te stessa e fare o dire quello che vuoi, che pensi e sei libera di non fare ciò che una persona non ha voglia di fare. Attenta piccola, ti posso e ti devo dire che io in questo mondo non ci sono ancora o forse non riesco a restare, ascolto, capisco, condivido tutto, ma non riesco farlo mio. Penso che siano cose giuste, perfette, meritevoli ma che vanno bene per tutti gli altri che mi stanno attorno e non per me, non me lo merito, non è giusto non è possibile. Un’altra cosa da questo mondo dicono che ti devo aiutare, ma cavoli come faccio? Tu sei li oltre quella cortina di fuoco, di lame taglienti che ti perforano il pensiero, il respiro.

Uffa, cavoli fai qualcosa anche tu, apri gli occhi, muoviti, spostati, respira esci da quel torpore, da quella melma schifosa, viscida e puzzolente che hai addosso, appiccicata, meglio ne sei composta.
Scusami lo so che hai la bocca tappata, mani e piedi bloccati, tenuti fermi con la forza. So che non ti è permesso di muoverti, di fare rumore, di urlare e a te non resta che sparire. Sparire con quella parte di te che tutti chiamano anima, pensiero. Lo so quanto è difficile sopportare quel respiro, quella voce che ti dice un sacco di cose, spesso sembrano molto dolci, tenere per poi farti sentire un male cane, dolori lancinanti dove non sai come fare per non sentirli. Non ti è permesso di urlare, non devi farti sentire da nessuno, se poi servisse farti sentire, nessuno ti ascolta o si accorge che tu esisti sei al mondo, che tu ci sei, che anche tu respiri, senti e odori. Lo so che non sopporti quel tocco, quel calore, quel sudore, quel viscido che ti trovi addosso, ma porca vacca esci da quel torpore, scuotiti, rompi quella crosta che hai e allungati verso di me e prova, magari questa volta, non so, insieme ci facciamo male una volta per tutte e poi basta, magari riusciamo a catapultarci in quel mondo, in quel posto che ti dicevo e che in molti dicono “tu sei tu”, puoi parlare, sentire, percepire e giudicare con semplicità e sincerità. Dicono che qui non esiste quel filo spinato dove tu ti fai male, non serve, è anche vero che ci possono essere momenti brutti, spiacevoli, ma puoi dire ciò che provi e che senti. Però accidenti esci da quel torpore, svegliati, apri gli occhi, reagisci non non riesco ad avvicinarmi a te, posso solo allungarmi un po’, ma tu svegliati, datti una mossa e urla, urla,urla.
Scusami piccola se non riesco a starti vicina, a svegliarti con dolcezza, a prenderti in braccio e portarti via da li, sto cercando di liberare le mie mani, ma i nodi delle catene  sono stretti e i miei movimenti sono difficili. Ti ripeto svegliati, urla, grida e io lo farò con te, magari in due ci ascoltano e ci credono. Ciao piccola vorrei dirti a presto e spero di vederti presto, ma per favore svegliati, esci da quel torpore e poi da quel putridume in cui ti trovi, che sei. Un giorno riuscirai  e riusciremo a lavarcelo via, disinfettarci ed uscire allo scoperto.

Ciao ciao

“Martina”

Pedofilia in internet: un video da vedere. Con chi chattano i nostri figli?

Dall’altra parte.

pericolo in internet per chat e facebook

Una campagna inglese dice “ma tu sai con chi i tuoi figli hanno chattato in rete ieri sera?”. Questo video, duro e diretto, è un’ottima risposta…unico dato: l’età della ragazza, che supponiamo per ovvi motivi, non si auna bambina – come dovrebbe invece essere nella realtà….-  . Da guardare, digerire, meditare:

https://www.youtube.com/watch?v=y8xi8RNxEQw

 

Condividete,
Blog Staff

 

Il N.I.T. di Siracusa: un prestigio tutto italiano nella lotta alla pedofilia

Il N.I.T. di Siracusa: un grande esempio nella lotta alla pedofilia.

Ed a proposito di pedofilia online, riportiamo un’intervista al comandante dr. Domenico Di Sommma, responsabile del N.I.T. di Siracusa, esperienza importantissima in Italia nel contrasto al lato oscuro della rete.

 

http://www.siracusanews.it/node/53166

A cura di Blog Staff.

Vivere dopo l’abuso. L’importanza di un sorriso

Dal profilo Facebook di Massimiliano Frassi, al termine del raduno nazionale vittime pedofilia tenutosi ieri a Bergamo:
gruppo auto aiuto vittime pedofilia prometeo
“fine di un’altra lunga impegnativa giornata….quanto dolore…ma quanta forza…e che coraggio avete!!!!! chiudo la giornata con unafrase, detta da un’amica speciale, che coi suoi tempi sta tornando meravigliosamente alla vita…è una frase la sua che me ne ricorda un’altra, cantata anni fa da Renato Zero “se qualcuno sorride tu non tradirlo: MAI!”…la mia amica dice (più o meno così): “ho capito l’importanza del sorriso di chi ci sta accanto…di quanto faccia male perderlo…di quanto valga una volta che l’abbiamo ottenuto e abbiamo imparato a tenercelo stretto”…e allora, un consiglio: andate dalla persona che amate e sorridetele…ora…domani…sempre! nessun dolore deve vincere sulla vita, altrimenti che vita è? “

Non cessano gli abusi sui disabili. Apriamo gli occhi!

child abuse and handicap

Gli abusi a danno di disabili, non ci stancheremo mai di gridarlo, sono tantissimi. E forse il 99% di questi restano impunti. Causa l’incapacità delle vittime di chiedere aiuto e la cecità del mondo adulto che non può permettersi di pensare che “ad un bimbo handicappato vengano fatte quelle cose lì”.
Invece vengono fatte. A volte proprio perché handicappato.
In provincia di Salerno è stato arrestato l’ennesimo predatore di bambini. Anni 40. Incensurato. Accusato di aver adescato ed abusato una minorenne disabile.
Spesso ricordiamolo le vittime sono anche donne adulte, ma con un’età mentale pari a quella di un bambino di pochi anni. Letteralmente comprate con una caramella, un gioco, un regalino.

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