Archivio di gennaio 2015

Dalla pagina Facebook:
lettera di una vittima del maestro di karate pedofilo

Giornata della memoria…70 anni e , forse, non abbiamo imparato nulla…o comunque di certo abbiamo imparato poco…in un mondo che non protegge i propri figli o addirittura li arma non abbiamo imparato nulla…resta l’amore come unico vero antidoto…da dare in primis a chi hai accanto…in un cultura del contagio, che possa davvero riscaldare i cuori, riaccenderli e farli diventare l’unica vera soluzione, ad un mondo che ci piace sempre meno….
70 anni dopo, e sembra ieri…NO. Non vi dimentichiamo.

Pedofilo recidivo arrestato al centro commerciale di Pisogne

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi:

un pedofilo di 42 anni, sposato e senza figli, residente a Endine Gaiano (Bg) ma di cui non sappiamo il nome (qualcuno ce lo dice?),  alcuni mesi fa è stato arrestato perché preso in flagranza di reato mentre palpeggiava dei bimbi in un centro commerciale (Adamello – Rogno provincia di Bergamo). Ora terminati i domiciliari l’hanno nuovamente arrestato perchè riapparso in un nuovo centro commerciale nell’ara giochi dei bimbi (centro commerciale Pisogne – provincia di Brescia). ora la bestia predatrice tornerà ai domiciliari e questo suo comportamento sarà una aggravante di quanto fatto. ma la domanda che nasce spontanea è: come lo si ferma uno così?

Blog Staff.

Caro Nonno che abusavi di me…riposa in pace…

Riceviamo e pubblichiamo:
stop pedofilia

Caro nonno
Sono tua nipote…   Maria  ricordi?
Mah… Forse no o forse sì.
È passato tanto tempo.
Avevo 17 anni quando sei morto e ora ne ho quasi 55 .
Fa te… quanto tempo.
Quanto tempo.
Eppure, neppure in così tanto tempo sono riuscita a dimenticare.
Strano.
Neppure.
In così.
Tanto.
Tempo.
È andata sempre in peggio nonno.
Mi violentavi che avevo 2/3 anni.
Piccina ero. Non capivo.
Non ti racconto quello che mi facevi perché suppongo tu lo ricorda.
E già. Dai su… non si dimenticano certe cose.
Cose orribili, inimmaginabili.
Cosa ti posso dire: che sei stato un vecchio porco schifoso bastardo maledetto farabutto assassino?
Che mi hai rubato la vita?
Cosa ti posso dire. .. che anche a te era stato fatto questo e che quindi
Dovevi ripeterti?
Non sapevi che mi stavi portando via la vita?
Che non faceva differenza che tu sparassi, oppure no?
Sappilo ora: Il risultato era lo stesso. Viva Morta.
Vivere per me è come tirare un carro senza ruote.
E la so io tutta la fatica.
Tutta la fatica per tirare avanti, per di più senza capire.
Già, la mia mente per proteggermi ha rimosso.
Solo ora mi vomita addosso immagini indicibili.
Nemmeno questa possibilità.  Nemmeno la possibilità di raccontare.
Vomito Immagini e male.
Male di quello forte.
Profondo.
Più profondo del profondo dell’anima. Un male eterno, senza tempo.
Ci affogo certi giorni in questo male.
La mia vita, come quella di tutti, avrebbe avuto già le sue salite… non ne avevo bisogno, nonno.
Vorrei trovarti una giustificazione valida… te ne ho trovate tante sappilo.
Malato forse. Ritardato. Eppure, non ricordo tu lo fossi.
Ignorante sicuramente Sì.
L’ ho nascosto bene questo male.  Non si vedeva.
Sempre sorridente.
Va tutto bene.
Lo conoscevo solo io.
Ma chi era più attento se ne accorgeva.
Si accorgeva che qualcosa non andava.
Bastava un abbraccio che le mie braccia di botto cadevano lungo i fianchi. Il fastidio era indescrivibile.
Il non riuscire a sentire e ad amare per bene miei figli come avrei sicuramente fatto.
A dar loro il giusto affetto.
Paura anche solo di abbracciarli.
E qua mi fermo, perché se dovessi fare l’elenco di dove s’insinuano i tentacoli di questa piovra, sarebbe interminabile.

Chi mi ridà tutto questo.
Nessuno.
Peccato! Posso dire.
Potevo volare invece posso solo saltellare come una gallina.

E così ora mi ritrovo qua a cercare disperatamente di non cedere.
Che poi spesso mi domando che significa. Ho già ceduto.
Non mi sento male quando dico  questo.  È la realtà e va accettata.
Potrei raccontarti le cose belle che ho avuto e che mi hanno impedito di morire del tutto.
Pensa… ironia della sorte il regalo più grande e bello me lo hai fatto proprio tu. Tuo figlio.
Mio padre. Un papà di quelli con la P   maiuscola. Capace di voler bene e di un bene di prima qualità. Mani scure rovinate, callose, che mi stringevano le spalle forte sorridendo. Sì sorridevano pure le mani.
Forza, sento quando ci penso.
Molta forza.
Mi hai dato il veleno, ma anche l’ antidoto.

Ora, nonno, riposa in pace.
Riposa del sonno eterno.
Incurante di me, come sei sempre stato.
Non farai più male a nessuno e questo già mi rassicura.
Io continuerò a cercare pace come fosse acqua.
Pace dentro l’anima.
Me la auguro più di ogni
altra cosa e credo di meritarla
Almeno un po’……

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