Archivio di settembre 2015

Il cretino del giorno. Maschio all’anagrafe.

Il cretino del giorno. Maschio all’anagrafe.

damon wayans the jerck of all the jercks

Se non fosse che parliamo di donne drogate per essere stuprate prenderemmo le sue dichiarazioni come le classiche frasi che un ubriacone dice al bar tra simili, dopo aver commentato sulla Gazzetta dello Sport l’esito di un derby. Gravi, ma ripeto, riconducibili a cervelletti anonimi e sterilizzati con l’alcool. Maschi all’anagrafe. Qua però parliamo di un comico famosissimo (negli Usa) le cui dichiarazioni vanno su stampa e tv. Attore comico (in Italia lo si ricorda nella sit-com della Disney “Tutto in famiglia”) dove interpretava la parte di un padre di famiglia, Damon Waynes durante uno spettacolo ha difeso a spada tratta Bill Cosby, papà Robinson, accusato di abusi su decine di donne che attirava nel suo camerino o con la scusa di fare dei provini, drogava e stuprava. Il tutto nell’arco di 25 anni. Queste le frasi: “alcune di loro erano instuprabili” ha detto il “comico”, alludendo all’aspetto di alcune delle vittime (aspetto reso pubblico dato che sono uscite allo scoperto) ed applicando la logica machista per cui certi uomini vanno solo con donne bellissime e quindi se le stesse non rientrano nei canoni standardizzati di una finta bellezza esteriore, ergo non rendono inventati tali abusi. Ma come se non bastasse, parlando del fatto che solo oggi dopo decenni alcune di loro hanno trovato il coraggio di denunciare ecco il secondo exploit del povero idiota: “il pene di Bill sarà stato talmente grande da provocarvi un’amnesia in tutti questi anni”. Ogni giorno decine di donne subiscono abusi. Molte, addirittura, la morte. La lotta culturale parte anche da episodi così. Che vanno impediti o se accadono censurati e bloccati. Cosa che mi auguro capiti a sto stronzo. Che vivendo di pubblico, mi auguro abbia da oggi in poi solo sedie vuote. Come il suo cervello e il suo cuore.

Donne che odiano donne. E maschi che abusano. Anche con le parole.

Donne che odiano donne. E maschi che abusano. Anche con le parole.
Filippo Roncato accusato di stupro

La storia è quella di sempre. Una ragazzina (anni 15) va in discoteca. Lì, un uomo di 20 anni (vedi foto pubblicata su tutti i giornali: adoro il Veneto per questo), il cui nome (sempre dai giornali) apprendiamo essere Filippo Roncato, 20 anni, di Loreggia, che in quella discoteca lavora come Pr, la porta in un luogo appartato dove trattenendola con la forza (la ragazza ha dei segni sulle braccia, certificati dal Pronto Soccorso)  la violenta.
Apriti cielo: uomini, ma soprattutto donne, comari idiote e sicuramente malate, purtroppo madri che hanno sicuramente generato gli stupratori di domani , la ri-abusano su Facebook:
“«Spero ti stuprino veramente così sai cosa vuol dire! Incolpare un ragazzo così perché fa comodo! Rovinare la faccia a lui e alla sua famiglia». Ed ancora: «Ci vorrebbe un bell’immigrato che le facesse capire cosa significhi uno stupro».
A tacere solo l’imputato, attualmente ai domiciliari e con tanto di braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti. Che sui social network ovviamente non ha perso tempo a difendersi con le solite quattro scuse che tutti conosciamo, ma davanti al Gup ha fatto scena muta.
Perché si sa, un conto è sentirsi leoni dietro ad un monitor, un conto è esserlo nella vita, dove anziché leoni appunto si è c…….

p.s. ovviamente all’unica vera vittima, la ragazza ed alla sua famiglia tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio.

Fonte: Mattino di Padova: http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/09/17/news/il-ventenne-sotto-accusa-non-parla-davanti-al-giudice-1.12108357

Sabato prossimo, nuovo incontro coordinamento nazionale vittime pedofilia.

In una nuova location, ancora più bella, con nuovi amici, riaprte il gruppo di auto aiuto con uan due giorni: sabato 19 e domenica 20 settembre 2015.Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi, un post al riguardo,
a cura di Blog Staff.

associazione Prometeo gruppo auto aiuto pedofilia

Al lavoro per la due giorni cerco dei vecchi appunti in archivio e spuntano, unite, due testimonianze: un messaggio ed una foto. Il messaggio dice “ho tentato più volte il suicidio, se ci fossi riuscita c@@@o quante cose belle avrei perso…”. La foto invece me la inviò lo stesso giorno una madre. Da tempo, mi scrisse, leggeva il mio blog. Da tempo lottava (da sola, come di fatto quasi tutte le madri) contro un sistema abusante. La foto è quella della sua bimba, una ragazza di 19 anni, vestita in modo sobrio. Gli occhi spenti. Anche se il volto finge un minimo di sicurezza e serenità davanti all’obbiettivo, regalando però per l’appunto un finto sorriso. Quella ragazza non l’ho mai incontrata, mentre la prima sì. Quella della foto non fece a tempo. Anche lei tentò il suicidio. Ma ci riuscì. Sabato e domenica ci aspetta, come già sapete, il coordinamento nazionale vittime pedofilia. Anche stavolta saremo in tanti. E sappiamo forse solo noi quanto dolore affronteremo. Ma sappiamo anche quanto ne sconfiggeremo. E non ci importa se chi di dovere non farà nulla. Ce l’abbiamo sempre fatta da soli. Perché se ce la fa un bambino da solo a sopravvivere, figuriamoci cosa possono fare centinaia di adulti tutti insieme. La ragazza del messaggio sarà presente, prova vivente che non servono solo le belle parole, ma fatti concreti. Quanto alla ragazza della foto, lavoreremo tanto e ancora meglio, soprattutto per lei…

Sgominata gang di pedofili sadici: abusavano di neonati.

gang di pedofili sadiciSGOMINATA RETE DI PEDOFILI SADICI. ABUSAVANO DI NEONATI.

A grande richiesta riattiviamo il blog, penalizzato dalla nostra presenza sui social network. La prima notizia arriva dalla Gran Bretagna. Quelli che vedete nella foto formano una ”gang di pericolosissimi pedofili”, pedofili sadici, che “amavano” torturare oltre che abusare bambini anche molto piccoli (tra questi parecchi i neonati, prassi questa non nuova e che denunciamo da tempo). Il Giudice che li ha condannanti ha parlato di “atti di terrificante depravazione”. Oltre ad abusarli e torturarli giravano video con le proprie vittime, sempre ovviamente di natura pedofila per il vasto mercato della pedopornografia infantile. <<Gli atti commessi alla banda riflettono i comportamenti “più depravati e grossolanamente deviati che si possano immaginare”, ha affermato il giudice motivando la sentenza. Roba da “turbare qualunque persona decente” e di fronte a cui “ci si sente fisicamente male”. “Si tratta del peggior gruppo di pedofili che abbia mai investigato”, ha fatto eco alla BBC Ian Glover, il funzionario di polizia che ha diretto l’indagine.>>

 

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