Archivio di marzo 2016

Violenza sulle donne. Dati 1975 dati 2016.

Violenza sulle donne. La Questura di Brescia diffonde dei dati. “Solo l’8 % delle donne vittima di violenza denuncia i gravi maltrattamenti subiti. Ed i reati sono in aumento.  Ed ancora: “il 31% delle donne tra i 16 ed i 70 anni subisce violenze fisiche e psicologiche, sempre più spesso anche davanti ai propri figli”. A questo aggiungiamo i casi di stalking, anch’essi in costante aumento. Fatti da ominidi incapaci di accettare la fine di una relazione. Questi i dati: a margini dei quali una veloce osservazione. Quanto si investe su centri anti violenza, che con operatori e strutture adeguate, accolgano quella donna che ha bisogno (anche) di uscire da quelle mura intrise di violenza? Chiedetelo ai vostri amministratori locali, ai politici che andrete a votare, chiedetelo e fateci sapere la loro risposta…

p.s.: La violenza sulle donne è per l’Onu, quella attualmente più diffusa al mondo”. Sapete di quand’è questa frase? Del 1975………..stop-violence-against-women

Ha quasi 90 anni. E’ Pedofilo. Ottiene i domiciliari e torna ad abusare.

pedofilo 80enne e recidivo

pedofilo 80enne e recidivo

Quest’uomo si chiama Antonio Cocchiaro, classe 1928. Sta scontando a Pescara 14 anni per abusi su ragazzini che si offriva di aiutare e invece adescava per abusarli. L’ha fatto per tutta la sua vita dato che diverse sono le denunce contro di lui. L’ultima l’ha raggiunto in carcere ed è riferita a quando ottenne i domiciliari per motivi di salute. Stava a casa, 3 anni fa (all’età di 85 anni) e anziché meditare sui crimini commessi pagò per pochi spiccioli l’affitto di un bambino. A lui venduto dal padre, a sua volta pedofilo…..(perché tra di loro si conoscono, difendono, proteggono). Cosa ce ne facciamo di uno così? Che senso ha tenere in vita gente così? Scusate la rabbia, ma oggi me lo chiedo. E lo chiedo a voi tutti. Questa storia dimostra ancora una volta una cosa che da sempre la scienza ha dimostrato e cioè che:
TUTTI i pedofili sono RECIDIVI.
Cosa questa che pure noi vi diciamo da tempo. E per questo motivo,  vanno tenuti A VITA, LONTANO DA NOI. A Vita!
Se vogliamo salvare i nostri figli!

La festa del papà.

 

libro di Massimiliano Frassi Perchè nessuno mi crede
Si avvicina una festa che per i “nostri” bimbi, vittima di abusi in famiglia, è un vero e proprio incubo: la festa del papà. Non ho mai riflettuto su questa cosa, così semplice in effetti, fino a quando non ho incrociato la mia vita con Stella e la sua mamma. La loro storia, la storia di questa bimba che a scuola di fare un lavoretto per il suo papà “proprio non ne voleva sapere” dato che lo stesso la abusava dall’età di sei anni, mi ha fatto vedere il tutto con un’ottica diversa. Ecco perché non mi indigno se in alcune scuole (e non certo per favorire le coppie gay, come chi vuole speculare, ha scritto) tale festa viene ridimensionata, o in parte modificata. Anzi. Lo trovo corretto. Per tutti i “nostri” bambini. Ma anche “solo” per quei bimbi che il papà l’hanno perso.
Se solo imparassimo a guardare negli occhi della sofferenza, forse certe dinamiche ci sarebbero più chiare ed agiremmo tutti con maggiore sensibilità.

Dalla pagina Facebook.
A cura di Blog staff.

 

Fine dell’innocenza.

Servizi sempre più incompetenti. A misura di adulto. E (quasi) MAI di bambino. E di conseguenza, bimbi adottati e poi restituiti. Manco l’adozione fosse un noleggio…Bimbi abusati e costretti a frequentare il genitore abusante (ed a perdonarlo: “suvvia, non vorrai tenergli il broncio per tutta la vita…tu non hai mai fatto una brutta cosa?”). Bimbi costretti a marciare per giorni, nel fango e nella fame. Sotto un cielo spento e dei Governi ciechi.

Potrei continuare per ore con un elenco sempre più lungo. Che decreta la fine del’innocenza. E dell’infanzia. Alla faccia dei diritti e di tutte quelle carte che in quanto tali, non valgono nulla.

Ecco. Forse è il caso di ripartire da qua. Da queste ceneri. Per rinascere. E rifondare il concetto di infanzia. E della sua tutela.

A suggello di quanto detto, prendetevi un minuto e guardate questo video di Bansky. Geniale. Che decreta, appunto, la fine dell’innocenza. E mostra immagini (in parte) reali, come reale è l’audio dei terroristi dell’Isis che inneggiano un Dio di cui l’uomo oggi (talebano o cattolico) si impossessa solo per diffondere odio e non amore.

p.s.: alla fine il video dimostra che ancora una volta saranno i bambini, a insegnarci la via….

– dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.
A cura di Blog Staff.

Solidarietà ai bambini di Vallo

solidarietà ai bambini di Vallo

solidarietà ai bambini di Vallo

Vallo della Lucania: assolti tutti nel processo d’appello.

Ancora una volta, grazie ad indagini fatte male, i bambini non ottengono giustizia. Speriamo che questi articoli, li si debba leggere solo su fatti passati e che oggi, chi fa le indagini, abbia imparato dagli errori dei propri predecessori:

Pedofilia all’asilo, assoluzione per tutti

Per le vicende di Vallo della Lucania la Corte d’Appello di Salerno ha cancellato la condanna a suor Soledad e ai presunti complici: «I fatti non sussistono» di Clemy De Maio
suora condannata a 8 anni per abusi suor soledad vallo della lucania

SALERNO. «Il fatto non sussiste». La Corte d’appello di Salerno ha cancellato con un colpo di spugna la sentenza di primo grado sui presunti abusi sessuali nell’asilo “Paolo VI” di Vallo della Lucania, pronunciando l’assoluzione non solo per il muratore Aniello La Bruna e il fotografo Antonio Rinaldi (che già il Tribunale cilentano aveva giudicato innocenti) ma pure per Suor Soledad, che era stata condannata a 8 anni con l’accusa di pedofilia, e per le consorelle Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola, a cui erano stati inflitti 16 mesi per favoreggiamento perché secondo il Tribunale sapevano delle violenze e avevano taciuto. Non solo. La Corte presieduta da Claudio Tringali ha anche condannato al pagamento delle spese processuali le famiglie che avevano impugnato l’assoluzione di Rinaldi e La Bruna. «Il mio cliente era stato dipinto come un mostro, questa sentenza gli rende giustizia» ha commentato l’avvocato Franco Maldonato che difendeva il muratore, mentre padri e madri che si erano costituiti parte civile aspettano il deposito delle motivazioni (tra novanta giorni) per proporre ricorso in Cassazione.

Tutto inizia nove anni fa, quando trenta genitori si rivolgono alla Procura di Vallo di Lucania per denunciare gli abusi sessuali di cui sarebbero stati vittima i figli, bambini che all’epoca avevano tra i 3 e i 5 anni. Le indagini vengono seguite dal procuratore Alfredo Greco; si dispongono perizie, sopralluoghi, a Vallo arrivano i Ris di Parma e criminologi di fama nazionale. Un’inchiesta che la sentenza di ieri marchia come una gigantesca bolla di sapone, dopo che lo stesso procuratore generale Maddalena Russo (chiamata a sostenere in udienza le ragioni dell’accusa) ha chiesto l’assoluzione per insussistenza dei fatti spiegando che neanche su suor Soledad è stata raggiunta «la prova certa» e censurando in maniera pesantissima tanto la conduzione delle indagini quanto la sentenza del tribunale di primo grado. Un j’accuse concluso con una chiosa inquietante: il sospetto che qualcosa di terribile in quell’asilo sia davvero accaduto, ma che la concentrazione delle indagini sull’ipotesi degli abusi sessuali abbia impedito di perseguire le ipotesi di maltrattamenti e lesioni rivelate da lividi sulle gambette, arrossamenti dei genitali, racconti di sporcizia e infezioni seriali. «La Procura ha seguito una pista investigativa a senso unico» ha affermato il pg, spiegando che nella fase di appello le imputazioni alternative che potevano essere rilevate dagli inquirenti non sono più contestabili. La sentenza di primo grado l’ha definita «frettolosa, di una superficialità estrema» una sentenza che «se fosse stata impugnata per saltum in Cassazione non avrebbe retto, per tutti i princìpi che sono stati disattesi». Ma il procedimento sarebbe stato viziato sin dall’inizio: «Nasce male come impostazione, è stato mal condotto nel dibattimento ed è mal definito» ha accusato, puntando l’indice tra l’altro su un «vergognoso incidente probatorio con le bambole che si tenne alla Fiera».

Quanto di questa reprimenda sia stato condiviso dai giudici lo si saprà con il deposito delle motivazioni. Di certo c’è che dopo nove anni dall’inizio dell’inchiesta e più di quattro dalla sentenza di primo grado, la Corte d’appello ribalta le decisioni del Tribunale e cancella le condanne. Nel frattempo la principale imputata, Carmen Soledad Bazan Verde, ha smesso panni da suora e ha lasciato l’Italia tornando in Perù. Di lei si sono perse le tracce, ma forse qualcuno troverà il modo di avvisarla che per lo Stato italiano non è più colpevole.

ARTICOLO TRATTO DA: ILGIORNALE DI SALERNO. LINK: http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2016/03/12/news/pedofilia-all-asilo-assoluzione-per-tutti-1.13108755?refresh_ce

 

Abusi su bimbo autistico. Un arresto a Roma. Vogliamo sapere chi è?!

abusi e handicapLo gridiamo da anni. Ma, rispetto ad altri temi (chiesa e pedofilia, su tutti)oggi finalmente “accolti” dall’opinione pubblica) su questo ancora dobbiamo lavorare. E denunciare. Gridando forse più forte di prima. Parlo del tema “ABUSI A DANNO DI DISABILI” (bimbi, ma anche adulti con gravi infermità fisiche o mentali). A Roma (finalmente) un altro pedofilo travestito da educatore è stato arrestato. Avrebbe dovuto accudire un bimbo autistico, invece lo abusava. Spesso a scuola.,Nei bagni della stessa. Senza che nessuno vedesse, capisse, sentisse. A quando una sentenza che denuncia come colpevoli tutti quelli che voltano la faccia dall’altra parte? Possibile che nessuno senta un bimbo gridare o lo veda piangere? Che nessuno in quei momenti entri in bagno? Questa triste vicenda me ne ricorda un’altra. Che abbiamo seguito da vicino e che ricorderete. Quella di Materi. Faceva la stessa cosa ed era in contatto con una rete mondiale di predatori di bambini disabili. Oggi sconta 16 ani di carcere. Speriamo capiti lo stesso al predatore di Roma. Del quale vorremmo nome  e generalità, per fare eventualmente emergere, altri possibili casi.

Dalla pagina Facebook.
A cura di Blog Staff.

Don Lù è tornato libero. La vittima “seduttiva”, forse non ancora.

Due post. Due versioni. Decidete voi quale la migliore. O la più reale….

don luciano massaferro siamo con te

 

CINICO BLOG. Post 1/1 Guardo delle foto. Bambini con i fucili in mano ed in alcuni casi, cinture di esplosivo, legate ben strette. Vere macchine da guerra. Altre foto. Bambini in marcia. So dove vogliono arrivare. Fingono di stare male camminando nel fango, ma poi occuperanno i nostri  posti asilo. Magari esigendo di mangiare gratis alle nostre mense. Ed un domani, avranno le nostre donne e il nostro lavoro. Leggo poi di adulti che da altri bambini sono stati “sedotti”. Scopro che ci sono bimbe di 4 anni che girano per casa in mutande (mutande capite?) e che fanno arrapare il povero nonno, fino ad allora casto ed innocente. Si tranne che per qualche scappatella con le minorenni sui marciapiedi, ma quelle sì sa mica sono bambine, ma nulla di più…e se lo fa la colpa è della donna che ha vicino, che non ci sta più, forse dovrà tornare a ricordarle, con la cinghia, chi comanda in quella casa: una volta funzionava… Leggo di altri bimbe più grandicelle che seducono il proprio Parroco, il quale anziché accompagnarle al rito della prima comunione , le accompagna sotto alle lenzuola. Ovviamente non volendo, ma da loro spinto con la forza. Don Luciano Massaferro è uno di loro. Un prete pedofilo. Doveva scontare quasi 8 anni di carcere per abusi su una bimba (messa al rogo, metaforicamente ma non tanto, dai parrocchiani) ma tra sconti di pena e domiciliari in carcere, c’è stato solo 3 anni. Alla sua uscita dal carcere, la sorella, da sempre sua sostenitrice, “ha bofonchiato che è stato ingenuo a dare confidenza a tutti, un prete una suora devono stare attenti, quante volte gliel’ho ripetuto di essere meno esuberante?” (fonte Il secolo XIX), sottolineando quindi ancora una volta quanto pericolosi siano questi mostriciattoli minorenni. Quindi lancio una proposta. Questi abomini mica li possiamo sopprimere (già vedo i titoloni: infanticidiooooo!), né sinceramente possiamo scappare da loro. Poiché troveranno sempre un letto in cui infilarci. Allora, se ce li troviamo davanti. Se davvero ci seducono, freghiamoli. Apriamo la finestra, e buttiamoci dal balcone. O ancora meglio, applicando ciò che il Vangelo ci ha insegnato, leghiamoci una pietra al collo e buttiamoci in fondo al mare. Sperando che fino a lì, non ci raggiungano.

Don Luciano Massaferro primo grado

Post 2/2:

Esce dal carcere Don Luciano Masaferro, prete pedofilo. Doveva scontare quasi 8 anni di carcere per abusi su una bimba ma tra sconti di pena e domiciliari in carcere, c’è stato solo 3 anni. Alla sua uscita dal carcere, la sorella, da sempre sua sostenitrice, “ha bofonchiato che è stato ingenuo a dare confidenza a tutti, un prete una suora devono stare attenti, quante volte gliel’ho ripetuto di essere meno esuberante?” (fonte Il secolo XIX), sottolineando quindi ancora una volta il concetto che lei e i suoi colleghi di parrocchia hanno portato avanti: i bambini seducono gli adulti. E poi, li incastrano in qualche modo. La seduzione del bambino è il fondamento di qualsiasi logica pedofilia. Da anni mostriamo i danni fatti dal comitato a favore di Don Lù (così lo chiamano, manco fosse l’ultima delle pornostar: Lù e Mandingo. Prossimamente su You Porn…brividi). Le fiaccolate, il sito internet, le offese alla bambina abusata. E la necessaria fuga della famiglia di quella bimba, da un posto per loro pericoloso ed infetto. Oggi scopriamo che il Vaticano, probabilmente, non rimuoverà Don Lù . Il processo canonico sta per terminare e secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano si potrebbe arrivare alla assoluzione, con Don Lù reintegrato. Come sacerdote. Rabbrividendo non vorremmo pensare che ancora una volta, la tanto sbandierata “pulizia” all’interno della parte malata della Chiesa, coinvolga ancora una volta le vittime e NON i carnefici.

8 Marzo 2016: Esce oggi “Osso di menta”. La storia di Flipper e di come l’Amore vince. Sempre!

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“Osso di menta” Il libro dedicato a Flipper.

 

Ciao a tutti Amici, oggi finalmente dopo tante attese ed un’anteprima fantastica (di cui abbiamo abbondantemente parlato) esce il mio libro dedicato a Flipper. Forse il libro che più di tutti mi appartiene e che più di tutti oggi appartiene a voi, che con grande forza mi avete spronato a realizzarlo. Conferenza dopo conferenza, giorno dopo giorno. “Obbligandomi” prima a scriverlo ma poi, soprattutto, a separarmene. Perché c’è stato un momento, e lo sapete, che la scrittura latitava ed il tempo della pubblicazione si allontanava sempre più. Pubblicarlo era in qualche modo accettare che la storia di Flipper fosse un qualcosa non più di presente ma di passato. Pubblicarlo significava sapere che poi appunto quei ricordi, intimi e personali, non sarebbero più stati tali, né solamente miei. Ma alla fine di tutto:  ha vinto l’amore. Di chi in questi anni mi ha sempre chiesto di Flipperino. Ma soprattutto si è magicamente (avverbio migliore non c’è) identificato in lui. Nella sua storia di cucciolo abusato. Nella sua rinascita. In una nuova vita. A sua misura. Bella e confortevole. Quella che tutti si meriterebbero, ma che chi subisce abusi pensa impossibile per sé. Impossibile e non meritabile.  Invece Flipperino era lì ogni giorno a strappare loro un sorriso e ricordare che davvero nessun dolore è per sempre e la rinascita aspettava davvero tutti. “Usare” la sua figura, umanizzata, e la sua storia, tristemente vera, per raggiungere i vostri cuori, soprattutto quelli ammaccati, per riabilitarli, credo sia stato un atto a dir poco geniale (e perdonerete se a dirlo sono io stesso, con questa botta di autoreferenzialità). Ho sempre scelto le strade più difficili, ma che poi si sono rivelate quelle giuste. Avrei potuto prendermi un agente, andare più spesso in Tv e scrivere altre 20 volte “I Bambini delle fogne di Bucarest” o “Il libro nero della pedofilia”. Sarei più ricco in banca. Meno nel cuore. Ogni volta invece c’è stato un cambio di registro. E ogni volta, in qualche modo, vi ho stupito. E voi avete stupito me: seguendomi. Fedelmente. Sempre. Con la giusta dose di affetto e obbiettività. E chi cercava altro, scambiando imi per una  foto da autografare, alla fine si eliminava, naturalmente. All’inizio di questo lavoro mi sono chiesto se fosse il caso di “espormi così”, di “mostrare senza difese, quella parte di me così intima”. Poi il pudore ha lasciato il posto alle pagine, che come sempre, sono nate così, seguendo l’istinto e non i piani di lavoro studiati a tavolino. Perché il cuore non vuole programmazioni e io, noi, è sotto il segno del cuore che ci muoviamo. E quello che è nato, oggi, mi inorgoglisce più di ogni altro mio lavoro. Che ripeto mi avete chiesto: voi. Stimolato: voi. Nutrito: voi. Le bimbe incontrate a Firenze con una letterina per Flipper. La bimba che mi arrivò grazie a lui e tornata alla vita, oggi è mamma meravigliosa. Il bimbo che aspettava le sue foto per portarle a scuola e dire che lui era suo amico, alla faccia dei bulli che gli rinnovavano il male conosciuto in giovanissima età e che amici così non ne avevano. Le mamme di un reparto di oncologia che mi chiedevano di aiutarle a far capire ai loro figli che Flipper non c’era più, dopo che per mesi le sue storie avevano colorato i loro giorni tutti uguali. Le conferenze in giro per la penisola, che finivano TUTTE con: “ma il libro su Flipper quando esce?” Ed allora, ancora una volta ho rinunciato ad un po’ di me, per donarlo agli altri. E tutta la gioia ed i messaggi che mi stanno arrivando per questo libro sono forse, per la prima volta, gli unici complimenti che mi tengo stretti. Se poi questo è appunto servito anche per togliermi il mantello e fare vedere che sotto c’è un uomo e non Superman, allora è ancora più giusto avere scritto un libro così. Che peraltro è Prometeo al 100%. Coerente con tutto quanto ho scritto fino ad oggi. Perché accoglie il dolore (devastante. poiché “pari alla perdita del figlio che non avevo”, mi disse una amica terapeuta) e lo trasforma: dimostrando che si può rinascere. E che per tutti c’è una seconda occasione che sa di vita. E che se presa al volo è davvero vincente. La storia di un grande amore, che diventa messaggio di speranza. Un libro che anche i bambini possono leggere e che si conclude con una favola scritta apposta per loro,  pensando esclusivamente a loro. Un libro che vi commuoverà e divertirà. E’ stato bello (anche se non sempre facile) scriverlo e oggi, confesso, è bello passarlo a voi. Custoditelo con cura. E fatene buon uso. Flipper se lo merita.
Vostro,
Massimiliano Frassi
Bergamo, 8 Marzo 2016

massimiliano frassi

“Osso di menta” edizioni Wordmage, 2016 – euro 10,00 (tutti i proventi alla Prometeo). Per ordinarlo e riceverlo con dedica contattateci seguendo questo link: http://www.associazioneprometeo.org/cms/shop Fate un selfie col libro e voi stessi. O il vostro cucciolo di  casa e postatelo su Facebook. I più spiritosi, commoventi, belli, a nostro giudizio, saranno premiati con un gadget. #flipperthedog

Nuovo libro di Massimiliano Frassi

baNNER FACEBOOK FLIPPERCOMUNICATO STAMPA

 

 

La storia di un buffo cagnolino per parlare di bullismo e violenza.

Domani a Bergamo la presentazione di “Osso di menta”

il nuovo libro di Massimiliano Frassi.

 

 

La storia di un cucciolo umiliato e maltrattato diventa un esempio di riscossa e rinascita per le vittime di violenza nel nuovo libro di Massimiliano Frassi dal titolo Osso di menta.

Pubblicato dalla casa editrice palermitana Wordmage Edizioni, il libro uscirà ufficialmente martedì 8 marzo, ma sarà presentato in anteprima domani, sabato 5 marzo alle ore 17 presso il ristorante Antica Perosa dello Starhotels – Cristallo Palace di Bergamo, in via Betty Ambiveri, 35.

Osso di menta è una favola dei nostri tempi che attraverso il racconto delle avventure di Flipper, buffo cagnolino con i dentini sporgenti, vuole lanciare un messaggio contro il bullismo: «Spero possa servire a tutti quei bambini presi di mira da bulli perché considerati “diversi” – afferma l’autore – Flipper vuole dire loro che pure lui è diverso, ma l’essere diverso, negro, brutto, frocio, ciccione che sia, gli ha permesso di raccontare la sua storia, di stare sulla copertina di un libro e di essere amato dalla gente».

Massimiliano Frassi, presidente dell’associazione Prometeo che si occupa da anni di lotta alla pedofilia, con questa nuova opera si rivolge anche alle vittime di violenza per dimostrare che dopo un grande dolore si può rinascere, com’è successo a Flipper, Cenerentola a 4 zampe che da una vita di stracci è finita tra le braccia del principe azzurro.

In linea con i racconti dal titolo Solo Amore, pubblicati lo scorso anno sempre dalla Wordmage Edizioni, anche Osso di menta parla d’amore, quello che lega l’uomo al suo amico a quattro zampe e che ha unito lo stesso autore al piccolo Flipper, scomparso la scorsa estate: «Un amore senza preconcetti – afferma Frassi – vero, diretto, pulito, cui non importa se sei bello, brutto, alto, piccolo, magro, grasso, nero, giallo, blu, etero, gay, polentone o terrone, se hai la luna storta o sprizzi gioia, è un amore che vive nell’attesa di vederti, di poterti stare vicino anche dormendo».

Il libro può essere acquistato durante gli eventi di presentazione, attraverso il sito dell’associazione Prometeo www.associazioneprometeo.org, il sito della casa editrice http://edizioni.wordmage.it, e richiedendolo in libreria.

La vendita del libro sostiene le attività del centro d’ascolto vittime pedofilia dell’associazione Prometeo e altre iniziative sociali consultabili sul sito della casa editrice.

a cura di Ufficio stampa Wordmage.

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