Archivio di luglio 2016

Sentenza ridicola a Cagliari

Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella casa, impegnati sul posto in un’altra operazione ma attratti dalle grida di un bimbo, non avrebbero mai pensato di trovarsi davanti ad uno scenario simile. Escrementi e sporcizia ovunque. Cibo contenuto in ciotole lorde. Un ciuccio da condividere col cane di casa. Ed un bimbo, il bimbo dei pianti, costretto a vivere in un degrado sociale e umano raccapricciante. Il “padre” del bimbo è stato arrestato e pochi giorni fa, finalmente, in quel di Cagliari è arrivata la sentenza. Volete sapere a quanto è stato condannato? Per non aver accudito quel bambino, ma al contrario averlo “abusato”? Per l’incuria e le botte, i tagli sul braccino del piccolo, etc. etc. Sicuri di volerlo sapere? Due anni……

Malgrado tutto quello che avete letto, il molto di più che non è uscito e i gravi precedenti di abusi sullo stesso bimbo, la cui madre, è assente, in quanto …morta suicida….

Consigli….

Scusate, ma dopo che vedo in giro molti commenti, anche da persone che pensavo sapessero usare la testa, arrivo a questa conclusione dando un suggerimento utile per le varie Procure d’Italia:

basta a processi lunghi anni. Basta indagini incredibili, test del dna a migliaia di persone, notti spese sulle carte e sulla strada per gli uomini e le donne delle forze dell’ordine (pagate sempre meno di chi si trastulla tutto il giorno commentando il loro lavoro sui sociali network o nei – per loro – remunerativi salotti televisivi), Basta. La soluzione c’è. E si chiama Facebook. Mettete qua come in un match le due parti in causa e a furore di Likes arrivate alla conclusione nel giro di poche ore. E smettiamola di dare ragione a Umberto Eco o a chi parla di aberrante ignoranza culturale da parte di molti utenti del web. L’analfabetismo di cui sono afflitti è una bufala, sì un po’ come quelle che condividono in massa, ma sempre bufala è. Perché se fate attenzione, sono tutti espertissimi di tutto: un giorno capi di stato l’altro  giocatori di calcio (quando l’unica palla che toccano è la loro), un giorno esperti dell’antiterrorismo e l’altro abili criminologi, che a Quantico se li sognano).

Quindi da oggi invito chi mi segue a sottoscrivere la petizione “chiudiamo i tribunali, la legge passi da Feisbuk”. Se lo fate Il Grande Puffo, Orson Welles e Feisbuk medesima doneranno una lattina di Coca Cola ai poveri malati oncologici dell’Antartide, per contrastare col gas della lattina le scie chimiche degli alieni provenienti da Atlantide. #ètuttovero #chiudiamoitribunaliapriamofeisbuk

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi
A cura di Blog Staff.

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