Archive del 2017

Follia 2/ 2 – Italia: insegnante di religione manda foto osé e viene spostato in….

insegnante di religione pedofilo lavora in oratorio

25 anni. “Gentile, sempre disponibile, molto amichevole” Pure troppo. Eco come viene descritto in un articolo del Corriere della sera sezione locale, un insegnante di religione bresciano. Uscito dal Seminario di Brescia (  http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/01/viaggio-nel-seminario-dove-i-vicerettori-commettono-abusi-sessuali/34976/   ).
Il prof, giovane e gentile, leggiamo che era ritenuto “figo”. Portava i suoi alunni a guidare (parliamo sempre di minorenni). Pare fumasse droga leggera con loro e ultimo ma non ultimo mandasse per tutta la notte messaggi. Con foto osé. Entrando poi nell’intimità degli stessi. E se qualcuno si opponeva ecco che i toni cambiavano. Facendo nascere negli stessi, quei sensi di colpa spesso difficili da sradicare, quando si parla di vittime di abusi. Per fortuna uno di loro ha parlato e nel cuore della notte ha svegliato i genitori, capendo che si era andati oltre. Troppo oltre. Ora in Procura si sta indagando (forse, dico forse, è per questo che il suo nome non compare?). Il ragazzo che ha esposto i fatti e avuto il coraggio di denunciare è vittima di bullismo “hai rovinato la vita a una così gentile professore”, mentre il gentile professore, indagato e non colpevole certo, ma comunque indagato di quanto avete letto sopra (agli atti tutti i messaggi mandati al ragazzo che per fortuna li ha salvati e non cancellati), secondo voi dove è stato spostato? In un ospizio? A fare un lavoro socialmente utile, in ospedale, con gli adulti? Ok ok, ci seguite da così tanto tempo che lo sapete: ovvio, l’hanno spostato in oratorio. Lì da qualche parte nella provincia bresciana. Un plauso alla coerenza. E massima solidarietà a chi ha il coraggio di denunciare simili soggetti.

Follia 1/ 2 – Serial killer di bambini fa volontariato in una scuola!

serial killer di bambini volontaria a scuola
Meno male. No dico, meno male.
Io che ho sempre guardato all’estero, dicendo “ma vedete come sono avanti? Vedete come tutelano i bambini? Solo noi poveri italioti, e blablabla e blablabla perché quando i treni arrivavano puntuali e blablabla”….. Meno male che invece arrivano notizie così. Le quali hanno il merito di riconciliarmi con il mio paese. Detestarlo di meno. E capire quindi che, come si dice in gergo, se tutto il mondo è paese quindi il nostro non è un MONDO per bambini.
Canada. Montreal per l’esattezza. La tizia che vedete in foto è una psicopatica serial killer. Di quelli veri, che di solito vediamo solo nei film ma che esistono, eccome se esistono.
Lei in passato ha rapito, abusato ed ucciso diverse bambine , catturate all’uscita da scuola. Complice, il di lei marito. Oggi dopo aver scontato la pena (12 anni per lei mentre lui è ancora dentro) viene paparazzata nella sua nuova attività. Volontaria in una “scuola privata cattolica”.
Grazie Canada. Grazie Mondo. Bimbi, appena è pronta l’arca vi portiamo su Marte, o pure oltre se serve.
– dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi
a cura di Blog Staff.

Zia pedofila condannata a quasi 6 anni.

Esiste una pedofilia al femminile? Sì. Ve lo diciamo da anni. Esiste. Numericamente lontana anni luce da quella maschile, “qualitativamente” superiore. Poiché quando è la mamma a farti del male…. Però non se ne parla, o se ne parla pochissimo e grazie anche a questo spesso non ottiene la giusta considerazione da parte di chi se ne dovrebbe occupare. Salvo alcune eccezioni. L’ultima arriva da La Spezia. Una donna di 67 anni e stata condannata a quasi 6 anni di reclusione per abusi sulla nipotina. La quale dopo essere stata ritenuta credibile ed in grado di testimoniare, ha confermato quanto aveva detto in lacrime ai genitori. I baci, le “carezze” e quant’altro la zia l’aveva obbligata a subire. La pedofilia non conosce età, sesso, credo religioso, posizione sociale. E’ un fenomeno che può toccare tutti, in entrambi i sensi. Quello delle vittime. E quello dei carnefici.

Conferenza Solo Amore.

verona 2017

Conferenza sul Cyberbullismo

vertova 25 maggio

Di demoni…..

DI DEMONI …

Sabato avremo a Prometeo il nuovo gruppo di auto aiuto, forse la  nostra risposta più “potente” contro tanto male. Il nostro “progetto” migliore. Cresciuto nel tempo. Modificatosi nel tempo. Migliorato nel tempo. E soprattutto che con quel tempo ha intrapreso una lotta agguerrita: per non sprecarne altro, da sacrificare in favore  del  dolore. Mentre preparo il nostro piano di lavoro e scorro l’elenco delle amiche e degli amici che onoreranno la nostra sede con la loro presenza, ritrovo la storia di quella bambina, abusata per anni e mai creduta. O meglio, una volta sì, possiamo dire che  le credettero. Credettero a quel male…e chiamarono un esorcista…..era piccola…ma credetemi, se lo ricorda ancora molto bene…

  • dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

A cura di Blog Staff.

St. Francis Borgia (1510-72) Helping a Dying Impenitent, 1795 (oil on canvas)

St. Francis Borgia (1510-72) Helping a Dying Impenitent, 1795 (oil on canvas)

Ripasso. Bestiario della follia.

Credo ogni tanto serva un ripasso. E mentre sistemo alcuni appunti per il mio prossimo libro, condivido con voi un po’ del bestiario che ho qua. Ricordate solo una cosa. Che dietro ad ogni frase c’è un mondo di dolore ed orrore. Spesso impunito. E che l’unica arma oggi che abbiamo, è gridarlo forte, ogni giorno. Perché diventi così assordante da farlo finire…per implosione…. E lasciamo  il garantismo, il finto buonismo, a chi non ha idea di quanto enorme sia quel male.

  1. Mi ha puntato un coltello alla gola e poi…. Bastava vedere com’era vestita per capire che era lei a volerlo. E poi il coltello era un gioco, mica facevo per davvero.
  2. Ma se è lei che voleva le mie coccole, mica si ribellava” Per la cronaca, non posso riportare le parole di lei, dato che era la nipote…di mesi 4…e non parliamo ovviamente di coccole.
  3. Dovresti provarlo. Altro che massaggio, chiamarlo così è riduttivo. Se solo ci penso….. E poi lì mica è come da noi, a 10 anni quelle sono già donne fatte e finite. In Thailandia quelle “donne lì” difficilmente raggiungono la maggiore età. Spesso muoiono prima. Per abusi, violenze, droga, AIDS.
  4. Mi segue. Ovunque io vada, me lo trovo lì. A qualsiasi ora. Non so più cosa fare. Ho paura. E lui non dà segno di smettere. Seguirla? Io?? No adesso uno non è più nemmeno libero di andare a fare la spesa dove vuole? (…) E comunque lei mica mi manda via. Io lo so che è ancora innamorata di me. Ma se non matura mica posso rimettermi con lei….

    bestiario pedofilia

 

Evento – Conferenza a Roma. Venerdì 19 maggio presso la prestigiosa sede del Ceis.

roma 19 maggio

Non vergognatevi di ciò che vi è capitato!

Robusto-o-antifragile-perchè-conviene-essere-resilienti
Capita. Ad un certo punto capita che, ripulite (quasi) totalmente dell’abuso subito, finalmente arriva la persona giusta. Tornate a fidarvi, ad aprire le porte del  <3 e finalmente lo vedete. Ma…ecco puntuale quel ma, che vi lascia nuovamente con le spalle al muro: “Ma, come faccio a dirgli quello che ho vissuto? Come faccio a dirgli che ho un ex violento ed oggi stalker? Che mio padre mi abusava? Che per mio fratello o mio nonno ero un gioco sessuale? Come faccio a….ma soprattutto, poi cosa penserà di me? Sìì, cono no, mica sono tutti come Max Frassi, quello scapperà a gambe levate…”. Mamma mia, quante volte queste frasi me le avete dette. L’ultima 15 minuti fa. E, perdonate l’ego a mille, quante volte invece (sempre!) avevo ragione io. Perché poi avete trovato le parole per dirlo, partendo da un presupposto base: NON c’è nulla di che vergognarsi. Non si vergogna chi abusa, dovreste farlo voi? Gliel’avete detto e se lui era davvero quello giusto, ha capito. Dando magari anche un senso a certi comportamenti ancora da riaggiustare. Prendendovi per mano, abbracciandovi, amandovi con una nuova tenerezza. Libera da ogni preconcetto. Figlia del solo amore che esista: quello pulito. Forza, non c’è più tempo da perdere nel dolore. Non siate vittime per sempre!
#soloamore

Il cuore di un pedofilo.

IL CUORE DEL PEDOFILO.

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Ieri sera mentre rientravo  a casa mi telefona un’amica. Il figlio è stato abusato dal migliore  amico di famiglia, che avrebbe dovuto occuparsi di lui quando i genitori erano al lavoro  e che invece ha “approfittato” dello stesso. L’abusante, messo alle strette, ha confessato. Non prima  di aver fatto passare il bimbo per non attendibile (“quello lì mica capisce come tutti gli altri”, riferendosi con grande classe, alla disabilità dello stesso). Ora, la moglie del pedofilo chiede alla mamma del bimbo di “non rovinarli, di non denunciarlo, che lo faranno curare”. E consegna così alla mamma dell’unica vittima, un gigantesco senso di colpa: “se denunci, sei tu che rovini”. Aggiungendo poi un tocco finale: “è malato di cuore, ha già avuto tre infarti, non vorrai che…”. Ora la donna è doppiamente sotto shock. Qua dico a voi quello che ho detto a lei. Ovvero, di impacchettare tutti i sensi di colpa e mandarli all’unico legittimo proprietario. Chi abusa deve mettersi in testa che potrebbe anche essere scoperto. E la propria facciata cadere. Tutto quello che accade, quindi, è conseguenza SOLO dell’abuso attuato, Non di chi si oppone a quell’abuso. Aggiungo infine, che quando abusano, quando si abbassano i pantaloni davanti ad un bambino, l’infarto NON ce l’hanno mai. MAI: ce l’hanno solo quando l’autorità giudiziaria bussa alla loro porta… Infartati a comando. E poi c’è chi li chiama ancora malati….

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

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