Archivio di maggio 2017

Conferenza Solo Amore.

verona 2017

Conferenza sul Cyberbullismo

vertova 25 maggio

Di demoni…..

DI DEMONI …

Sabato avremo a Prometeo il nuovo gruppo di auto aiuto, forse la  nostra risposta più “potente” contro tanto male. Il nostro “progetto” migliore. Cresciuto nel tempo. Modificatosi nel tempo. Migliorato nel tempo. E soprattutto che con quel tempo ha intrapreso una lotta agguerrita: per non sprecarne altro, da sacrificare in favore  del  dolore. Mentre preparo il nostro piano di lavoro e scorro l’elenco delle amiche e degli amici che onoreranno la nostra sede con la loro presenza, ritrovo la storia di quella bambina, abusata per anni e mai creduta. O meglio, una volta sì, possiamo dire che  le credettero. Credettero a quel male…e chiamarono un esorcista…..era piccola…ma credetemi, se lo ricorda ancora molto bene…

  • dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

A cura di Blog Staff.

St. Francis Borgia (1510-72) Helping a Dying Impenitent, 1795 (oil on canvas)

St. Francis Borgia (1510-72) Helping a Dying Impenitent, 1795 (oil on canvas)

Ripasso. Bestiario della follia.

Credo ogni tanto serva un ripasso. E mentre sistemo alcuni appunti per il mio prossimo libro, condivido con voi un po’ del bestiario che ho qua. Ricordate solo una cosa. Che dietro ad ogni frase c’è un mondo di dolore ed orrore. Spesso impunito. E che l’unica arma oggi che abbiamo, è gridarlo forte, ogni giorno. Perché diventi così assordante da farlo finire…per implosione…. E lasciamo  il garantismo, il finto buonismo, a chi non ha idea di quanto enorme sia quel male.

  1. Mi ha puntato un coltello alla gola e poi…. Bastava vedere com’era vestita per capire che era lei a volerlo. E poi il coltello era un gioco, mica facevo per davvero.
  2. Ma se è lei che voleva le mie coccole, mica si ribellava” Per la cronaca, non posso riportare le parole di lei, dato che era la nipote…di mesi 4…e non parliamo ovviamente di coccole.
  3. Dovresti provarlo. Altro che massaggio, chiamarlo così è riduttivo. Se solo ci penso….. E poi lì mica è come da noi, a 10 anni quelle sono già donne fatte e finite. In Thailandia quelle “donne lì” difficilmente raggiungono la maggiore età. Spesso muoiono prima. Per abusi, violenze, droga, AIDS.
  4. Mi segue. Ovunque io vada, me lo trovo lì. A qualsiasi ora. Non so più cosa fare. Ho paura. E lui non dà segno di smettere. Seguirla? Io?? No adesso uno non è più nemmeno libero di andare a fare la spesa dove vuole? (…) E comunque lei mica mi manda via. Io lo so che è ancora innamorata di me. Ma se non matura mica posso rimettermi con lei….

    bestiario pedofilia

 

Evento – Conferenza a Roma. Venerdì 19 maggio presso la prestigiosa sede del Ceis.

roma 19 maggio

Non vergognatevi di ciò che vi è capitato!

Robusto-o-antifragile-perchè-conviene-essere-resilienti
Capita. Ad un certo punto capita che, ripulite (quasi) totalmente dell’abuso subito, finalmente arriva la persona giusta. Tornate a fidarvi, ad aprire le porte del  <3 e finalmente lo vedete. Ma…ecco puntuale quel ma, che vi lascia nuovamente con le spalle al muro: “Ma, come faccio a dirgli quello che ho vissuto? Come faccio a dirgli che ho un ex violento ed oggi stalker? Che mio padre mi abusava? Che per mio fratello o mio nonno ero un gioco sessuale? Come faccio a….ma soprattutto, poi cosa penserà di me? Sìì, cono no, mica sono tutti come Max Frassi, quello scapperà a gambe levate…”. Mamma mia, quante volte queste frasi me le avete dette. L’ultima 15 minuti fa. E, perdonate l’ego a mille, quante volte invece (sempre!) avevo ragione io. Perché poi avete trovato le parole per dirlo, partendo da un presupposto base: NON c’è nulla di che vergognarsi. Non si vergogna chi abusa, dovreste farlo voi? Gliel’avete detto e se lui era davvero quello giusto, ha capito. Dando magari anche un senso a certi comportamenti ancora da riaggiustare. Prendendovi per mano, abbracciandovi, amandovi con una nuova tenerezza. Libera da ogni preconcetto. Figlia del solo amore che esista: quello pulito. Forza, non c’è più tempo da perdere nel dolore. Non siate vittime per sempre!
#soloamore

Il cuore di un pedofilo.

IL CUORE DEL PEDOFILO.

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Ieri sera mentre rientravo  a casa mi telefona un’amica. Il figlio è stato abusato dal migliore  amico di famiglia, che avrebbe dovuto occuparsi di lui quando i genitori erano al lavoro  e che invece ha “approfittato” dello stesso. L’abusante, messo alle strette, ha confessato. Non prima  di aver fatto passare il bimbo per non attendibile (“quello lì mica capisce come tutti gli altri”, riferendosi con grande classe, alla disabilità dello stesso). Ora, la moglie del pedofilo chiede alla mamma del bimbo di “non rovinarli, di non denunciarlo, che lo faranno curare”. E consegna così alla mamma dell’unica vittima, un gigantesco senso di colpa: “se denunci, sei tu che rovini”. Aggiungendo poi un tocco finale: “è malato di cuore, ha già avuto tre infarti, non vorrai che…”. Ora la donna è doppiamente sotto shock. Qua dico a voi quello che ho detto a lei. Ovvero, di impacchettare tutti i sensi di colpa e mandarli all’unico legittimo proprietario. Chi abusa deve mettersi in testa che potrebbe anche essere scoperto. E la propria facciata cadere. Tutto quello che accade, quindi, è conseguenza SOLO dell’abuso attuato, Non di chi si oppone a quell’abuso. Aggiungo infine, che quando abusano, quando si abbassano i pantaloni davanti ad un bambino, l’infarto NON ce l’hanno mai. MAI: ce l’hanno solo quando l’autorità giudiziaria bussa alla loro porta… Infartati a comando. E poi c’è chi li chiama ancora malati….

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

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