Archivio di settembre 2017

Addio a Barbara Blaine, voce delle vittime di abusi, fondatrice di Snap.

Bello lo slogan della Carrefour: “ho scelto di essere un eroe”.

Non è facile essere eroi, anzi, spesso sono i primi a cadere. Ma aprono così la strada a chi poi seguirà, il loro impegno, il loro tracciato.

Oggi, tra una telefonata ed un post su Facebook, mi arriva la notizia della scomparsa di una cara amica, si chiamava Barbara Blaine, fu lei a fondare Snap Usa. La invitai in Italia una vita fa, quando a parlare di pedofilia (specialmente nella chiesa) qua c’ero solo io. Lei per me era (è) un mito. Ho sempre invidiato agli americani la cultura del “sopravvivo e aiuto gli altri”. Il loro sapersi esporre. Combattere. E vincere. Lo dico sempre. Se rinasco, ti prego signore, fammi rinascere là. Dove farei il triplo di quello che faccio con la metà della fatica. Che qua è tanta. Barbara si è spenta ieri per un infarto, aveva 61 anni, ma il suo impegno continua, in ogni parte del MONDO. Lei aveva subito abusi da un sacerdote. E non si stancava mai di raccontarlo. Facendo sì che a lei si unisse il mondo intero. Lei ha scelto di essere un eroe. Ma si può anche scegliere il contrario. Sta ad ognuno di noi fare i conti con quello che si vuole o non vuole fare nella vita. Ogni scelta è rispettata. Ogni scelta, se sa di vita, va bene! Quando incontro gli studenti che vogliono lavorare “nel sociale” la prima regola che dico loro è : preparatevi a due cose. Spalare tanta tantissima merda (sic) e non aspettatevi MAI un grazie o un aiuto, quando vi serve.

Ma nutritevi di esempi a cui attingere”.

Ecco Barbara era il mio esempio. Uno dei tanti….

Papa Francesco: mea culpa . Ma ora servono azioni.

“Sul problema pedofilia la Chiesa è arrivata tardi, mai perdonerò preti pedofili”. Papa Francesco, 2017

“Non c’è spazio nella Chiesa per chi abusa. Un prete pedofilo è una bestemmi a Dio e per questo non dovrebbe nemmeno essere chiamato prete. (…) Deve essere denunciato e fermato, non spostato”. Massimiliano Frassi, Prometeo, 1999.

 

Vorrei dire che il tempo ci ha dato ragione. Ma prima di festeggiare aspettiamo i fatti. Caro papa Francesco, sai, anni fa per avere detto quello che ho riportato qua sopra e per aver difeso giovani vittime di preti e suore ricevetti la prima fatwa cattolica italiana. Ancora oggi da certi ambienti siamo ostracizzati. In certo oratori non possiamo entrare. E, diciamolo una volta per tutte, grazie all’intervento di santa madre chiesa allora molti criminali la fecero franca. Per fortuna la pulizia del nostro impegno e della nostra fede, furono più forti degli ostracismi. Delle suore che facevano volantinaggio mentre io tenevo una conferenza. Dei balordi reclutati per farci del male o diffamarci. Dei parenti dei pedofili convinti di essere nel gisuto, per assolvere certi criminali. Ma i  tempi sono cambiati. Oggi sono le cronache a parlare. Noi poi non abbiamo mai mollato. E forse, oggi, le cose stanno cambiando anche grazie a quel impegno costante. Ora però aspettiamo i fatti. Reali, veri. Quelli che si consumano oggi giorno sulla pelle di tanti bambini, lontani dai riflettori e dai comunicati stampa. E preghiamo Dio a che davvero ci sia giustizia. Anche per Emanuela Orlandi, sperando che queste belle parole non arrivino guarda caso dopo la (prima) bomba mediatica sulla sua storia. Di bambina…. p.s. se serve aiuto, conta su di noi caro Francesco….

 

 

chiesa e pedofilia

Parole contro l’abuso

Dalla pagina Facebook:

Non si “muore per amore”, si muore per eccesso, possesso, senso di superiorità, violenza, odio, invidia. Non esistono “fidanzatini”, se si parla di omicidio esistono “assassini” e “criminali”. “E’ buono”, “lo conosco bene”, “è un bravo ragazzo”: sono frasi fatte che hanno fatto il loro tempo. E non si possono più sentire. Tutti i pedofili sono brave persone. Tutti i padri abusanti sul lavoro sono splendidi. Ed anche “l’uomo” nella foto adorava gli animali. Ma chiedete un po’ alle loro vittime come li si deve definire…dovrebbero essere le uniche autorizzate a parlare di loro. Le parole sono importanti. Ed una rivoluzione culturale, oggi più che mai necessaria, passa anche da queste. Orientate dalla parte della vittima, senza se e senza ma. Orientate contro chi delinque, senza alibi né fioriture varie.

Emergenza Stupri 2/2

EMERGENZA STUPRI 2/2.

Lo stupro non ha colore. Né sesso. Né età.
Lo stupro deve inorridire sempre. Che a commetterlo sia un bianco, un nero, un azzurro, un giallo.
Un maschio o una femmina.
Un ragazzino minorenne, o un anziano.
Lo stesso dicasi della vittima.
Non importa il sesso. Che sia giovane o 81enne. Bianca o non.
Ma fino a quando davanti ad una violenza non sentiremo una condanna inappellabile, decisa e netta, senza se e senza ma, senza valutazioni sullo status sociale dell’abusante, sulla sua religione, sul colore della sua pelle. Quando sarà l’azione ad essere condannata, a prescindere dall’agente, allora sì, avremo creato una cultura dove lo stupro è un abominio inaccettabile.
Ma temo siamo lontani anni luce da tutto questo!
Poiché prevalgono strumentalizzazioni, che con la condanna della violenza non hanno proprio nulla a che fare, anzi…

 

Emergenza stupri 1/2

Dalla pagina Facebook:

EMERGENZA STUPRI ½. Discussione da Bar. “Ma non si può andare avanti così, ma è solo una ragazzina. Fossi io glielo taglierei. Troppo buoni siamo. E poi via tutti a casa…” “Perché a casa? Ma sei matto, è il suo vicino di casa, se lo rimandi lì lei lo ri vede e magari lui la minaccia”. “Ma no che hai capito, a casaaaaa lorooooo, giù in Africaaaaaa, babaluba”. “Ma guarda che lui non è africano, è italiano, bresciano, è il xx non lo conosci? La domenica  sta sempre in prima fila in chiesa”.

-silenzio –

“Se comunque poi bisogna vedere come stanno le cose. E quella lì, se è come sua madre, le piace darla via. Poi si rovinano le famiglie. Dai tu (alla barista) qua un altro calice che c’ho sete”.

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