Archivio di ottobre 2017

IT: e quel mondo senza adulti positivi.

Sono andato a vedere It, tratto dal romanzo di Stephen King. Ho amato tantissimo King negli anni’80 e conservo ancora le prime edizioni di quei capolavori. Le aspettative sul film erano tante e a mio avviso ben riposte. Il film mi è piaciuto tantissimo. Ma non per la parte horror, che c’è, indiscutibilmente, ma per il numero di  messaggi che il film contiene. It è un film contro il bullismo, le discriminazioni razziali, la pedofilia. E’ un mondo, quello rappresentato, dove gli adulti sono assenti e se ci sono non fanno certo una bella figura, dal padre padrone a quello pedofilo, dal padre che si addormenta sempre ubriaco alla madre ipocondriaca che proietta le sue paranoie sul figlio, alla signora che non vede un bambino sparire in un tombino o al farmacista che flirta con una ragazzina, ripeto non ce n’è uno che si salvi.

Non c’è un adulto positivo nel film, così come nel libro. Segno che già 30 anni fa King aveva capito due cose fondamentali, che spesso mi avete sentito gridare: “non è un paese (mondo) per bambini” e che soprattutto, se questi si vogliono salvare, lo devono fare da soli! p.s. guardate con attenzione la scena iniziale. Quella oramai nota, del bimbo che perde la barchetta di carta nel tombino e lì vi compare il clown che lo rapirà.  Il bimbo NON scappa, ma si ferma e dialoga con lui. E la sua voce, quella del clown, è delicata, dolce, suadente. Quando mostrerà il suo vero volto, con tanto di fauci, sarà troppo tardi. E chi deve vedere, proteggere, intervenire, si volta dall’altra parte. Due minuti di scena che contengono tutto un mondo! p.p.s. non vi dico nella scena medesima chi mi ricorda il clown…..

 

https://www.youtube.com/watch?v=A1x1s__vlKU

Conferenza pedofilia e Cyberbullismo.

verdello 2017

Incontro per famiglie adottive

Sabato prossimo in sede da noi a Prometeo, terremo una conferenza particolare. ve ne parlo qualora in futuro, altre famiglie fossero interessate.

Questa estate mi hanno contattato, alla fine della presentazione di un mio libro, alcuni genitori che stanno facendo un percorso di adozioni, i quali, insieme ad altri, erano stati avvisati dai servizi sociali, che con molta probabilità i bimbi da adottare avrebbero potuto avere, alle spalle, pesanti storie di abuso. Gli stessi volevano quindi sapere come potersi comportare, per offrire al meglio, la loro…vita, a questi piccoli.

Paure legittime, che io avrei spazzato via con una sola risposta: amateli come mi state dimostrando di volerli amare.

Ma dato che a loro non basta, questo sabato ho pensato ad una conferenza particolare. Oltre al sottoscritto ci saranno alcuni ex bimbi che da piccoli, in quanto vittima di abusi, avrebbero voluto tanto una famiglia adottiva. Questi oltre a raccontarsi (grazie !!!! Per il coraggio, in primis!!!) toccheranno proprio il tasto del “e se una famiglia mi avesse salvato, cosa mi sarei aspettato” . Vi terrò informati in tempo reale su come andrà e ripeto, se altre famiglie in futuro volessero farlo, siamo disponibili.

adozioni abusi

La mia storia di bambina abusata in festini organizzati da pedofili.

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Ricevo e riporto.
Post adattissimo ai commenti di questi giorni.

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<<Sai Max la mia ischemia si mangia tanti ricordi e ne fa riaffiorare altri. e stanotte leggevo persone che auguravano la castrazione al violentatore di turno e i ricordi mi hanno sepolta. sai Max i pedofili spesso sono impotenti e la gente è convinta che se rendi impotente un violentatore questo non avrà più motivo di fare del male. non è così. anzi. gli impotenti sono i peggiori. la violenza sessuale NON è PENETRAZIONE. se ti ricordi la mia storia ricorderai che sono una “bambina usata come torta in festini organizzati”. potrei anche dirti una “prostituta bambina” ma rifiuto di essere definita prostituta o bambina dedita alla prostituzione in quanto non consenziente (questo vale per chiunque). sono passati molti corpi e molte mani su di me e credimi se ti dico che mi ha sempre colpito la facilità nel trovare clienti in un’era dove non esisteva alcun mezzo, anni 70/80, informatico/informativo se non il passaparola e le chiacchiere da bar. perché pensare di offrire una bambina di 8/9/10/11/12/13 anni e trovare con facilità compratori è qualcosa che va oltre la mia immaginazione. e sai Max ricordo che non erano i sessualmente attivi i peggiori. loro usavano, toccavano ma il tutto era concentrato sulla penetrazione e il piacere. era doloroso ma era veloce. ma gli impotenti… leccavano, penetravano con dita e unghie, a volte oggetti, strizzavano, e pretendevano rapporti orali e il tempo passava e il loro coso era morto e loro si sentivano umiliati e diventavano bruschi e violenti e magari smettevano di torturarti dopo 4 ore. e finalmente anche chi mi vendeva mi lasciava i polsi. e dire che mi sentivo sporca è dire poco. e il dolore non era trattenibile e le lacrime accusate di togliere l eccitazione e tutto ricominciava. ma eccitava l’uomo di mia madre, il magnaccia di mia madre, il pappone, che mi stuprava ancora e ancora davanti al cliente con la scusa di riaccendere quella eccitazione che prendeva solo la testa e mi colpevolizzava di non avvenuta erezione. quindi… prima di augurare la castrazione a qualcuno bisognerebbe capire che un bastardo violentatore può diventare anche molto, ma molto peggio.>>

 

Bambini di strada in Romania: il reportage del Daily Mail.

A proposito di bimbi di strada della Romania: I cronisti del Daily Mail sono riusciti a fare ciò che da tempo nessuno più faceva. Scendere nei tombini della città e intervistare non i bambini ma i ragazzi, grandi, dei canali vicino alla Stazione. Io andai lì quasi 20 anni fa e già allora la situazione era molto pericolosa. Lì stavano quelli più “malati”, i tossicodipendenti, gli schizofrenici. Era pericoloso andarci, poiché potevano essere molto violenti. La realtà è oggi la stessa. Cambiano i volti (quelli che conobbi sono tutti morti) , non le storie. Decine di ex bimbi di strada, cresciuti, tutti malati di Aids, tutti tossicodipendenti. Guardate questo link e scorrete le foto:
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2632858/The-ultimate-living-How-poor-carve-living-SEWERS-Eastern-European-city.html

Romania Anno Zero.

Romania, anno zero.

Quante volte ho usato questa frase negli ultimi anni, oramai non lo ricordo nemmeno io. Ogni volta infatti si torna al punto di partenza, che rende attualissimo il mio libro di tanto anni fa, quello su “I bambini delle fogne di Bucarest” . Secondo  uno studio realizzato dall’Autorità nazionale per la protezione dei diritti dell’infanzia e l’adozione, insieme ad altri enti e di cui ora sono stati presentati i risultati, nell’ultimo anno più di 10mila bambini sono stati abbandonato in strada dai genitori. Causa principale ancora una  volta la povertà. “Economica”, dice lo studio. Morale, mi permetto di aggiungere io. Irina la conobbi che viveva in una sorta di campagna fuori Bucarest. Era incinta. Aveva sì e no 24 / 25 anni. Il bimbo che aspettava era il sesto. Gli altri cinque però in casa non c’erano, lei me lo disse molto decisa “non voglio c@@@@di bambini intorno”. “E allora cosa ne sarà del nascituro? Ma cosa è stato degli altri?”. “Mi guardò e rise forte, in faccia al mio stupore, al mio shock. “Li vuoi tu? – risata – finisce anche questo in strada, non li voglio io i bambini, e poi cosa gli do da mangiare?”. Un altro ricordo mi si ripresenta. Da qualche parte devo avere pure un video che realizzai con una mini telecamera che tenevo accesa sotto al giubbotto. Sono in stazione. Sto distribuendo una minestra calda. Per molti di loro sarà l’unico pasto della giornata. Arrivano, a gruppi. In mano il sacchetto di aurolac, un solvente potente che stordisce ed uccide, l’odore è quello acre della candeggina. Sporchi, ammalati, affamati, infreddoliti. A pochi metri da noi i taxy scaricano obesi predatori in cerca di bambini. I più spavaldi girano in mezzo a noi, ci sfidano,m sano che non possiamo fare nulla. Sento piangere, un pianto più forte degli altri. Benché provenga da uno scricciolo d’uomo. Il bimbo ha, se ben ricordo, non più di 4 anni. L’ho visto uscire dalla metropolitana mano nella mano con quello che pensavo fosse il padre, ma l’uomo non c’è. Lo cerchiamo. I testimoni diranno che è arrivato, ha lasciato lì il bimbo e se n’è andato. Da quel momento la strada sarà casa sua.

Fu proprio una di quelle sere che approdai al Budimex. Da allora come sapete aiutiamo i bambini  ricoverati presso il reparto di oncologia. A breve lanciamo la nuova raccolta di giochi ed  abiti (NUOVI!), materiale per l’igiene e cibo. Stamani non aggiungo altro. La mente rincorre mille altre episodi, che ora devo rimettere a tacere… Per oggi basta così.
 

bambini di strada romania

Foto: fonte web.

– dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

A cura di Blog Staff

 

 

La vostra voce: “da bambina subii abusi, chiesi aiuto, mi portarono dall’esorcista!”

LA VOSTRA VOCE.
Dedicata a tutti i leoni da tastiera (conigli nella vita). A quelli che in questi giorni, dal caso eclatante di pedofilia a quello del produttore di Hollywood, sanno tutto, giudicano tutte (le vittime) e meritano solo una cosa: l’estinzione.

<<Ho subito abusi da mio nonno dall’età di 4 anni fino ai 9 anni circa. Ho dimenticato tutto fino ai 15 anni e quando ho ricordato l’ho detto a mia madre che mi ha portata da un prete x farmi esorcizzare. X anni ho subito esorcismi perché mi avevano convinta che fossi io quella sporca e malata. Ho avuto problemi di dipendenza da droghe x 5 anni. Disturbi alimentari ed attacchi di panico. Poi ho detto tutto a mio fratello e da lì la svolta. Sono andata in terapia ed ho poi incontrato Prometeo. Una luce in fondo al tunnel. Oggi sto abbastanza bene. Soffro del disturbo ossessivo compulsivo ma ci sto lavorando. Adesso non mi sento più sola e sto dando nuova vita alla bimba che è dentro di me. Bisognerebbe parlare di più in generale e specialmente nelle scuole. Spiegare la differenza fra amore ed abuso perché spesso il pedofilo gioca molto su questo aspetto. Io avrei voluto che qualcuno lo avesse spiegato a me. E che mi avessero creduta…>>

n.b.: la foto tratta dal film “L’esorcista”, non vuole essere ironica, bensì critica. Questo (in una forma, diciamo, meno scenografica ma altrettanto violenta!) è quello a cui una bimba (più di una guardando la nostra casistica) è stata sottoposta, dopo aver parlato degli abusi subiti.

bambina abusata viene esorcizzata

Post pubblicato sulla pagina Facebook.
A cura di Blog Staff.

 

La gente finge di non vedere…

it_background1Riporto uno stralcio di un articolo, legato all’uscita in Italia del film It tratto dal romanzo di Stephen King:

<< Tra i messaggi che il clown legge nel film, cita quello che riguarda “la gente che finge di non vedere, che non interviene quando vede scomparire, risucchiare da un tombino, un ragazzino.
A volte ci sono cose che scegliamo di cancellare perché non vogliamo prenderci responsabilità” >>.

Credo solo io, che calzi alla perfezione, al caso nostro?

it stephen king child abuse

“Era in cerca di affetto”: allenatore arrestato per pedofilia.

Il copione è quello oramai consolidato. Diventare per il minore un esempio, un punto di riferimento. Far scaturire quella fiducia necessaria a che poi lo si possa, facilmente, obbligare al silenzio. Far scattare le proprie violenze ma camuffarle, confondendo la vittima, con attenzioni e cure amorevoli, anche se di amorevole appunto non c’è nulla. Succede spesso ed il mondo dello sport non ne è immune, anzi. Lì dove un allenatore è per il bambino una sorta di “Dio in terra”, è forse ancora più facile. L’ultimo caso arriva dalla Toscana. Un sessantaseienne (allenatore di volley, del quale per ora non sono state comunicate le generalità) è finito in carcere dopo una indagine lampo di soli 8 giorni (un plauso alla Questura), che ha raccolto un importante apparato accusatorio. Lui davanti al Pm ha ammesso tutto, o quasi. Aggiungendo poi una frase disturbante, tipica di questi soggetti: “era in cerca d’affetto”. A tal riguardo urge chiarire una cosa: può capitare che un minore si”innamori “ di un adulto, è un fatto “naturale”. Ma quella parola, “innamorarsi” non va vista come la si intenderebbe per una normale relazione tra adulti. Va vista con le dovute e specifiche differenze. Altrimenti, passerà l’idea (tipica della cultura pedofila) per la quale sono i bambini a “sedurre” gli adulti,. Aggiungiamo comunque una provocazione: se anche fosse così, ovvero, se anche fossero davvero i bambini degli esseri seduttivi, che vogliono corrompere gli adulti, questi ultimi in quanto tali, hanno il dovere di far ragionare quei minori ed aiutarli. Se al contrario abbassano i pantaloni, allora ecco che ogni tipo di colpa passa a loro, senza se e senza ma. Tornando al caso apprendiamo che oggi la bimba sta male. Si sente in colpa poiché lui è in carcere. Le serve ancora un periodo di aiuto, di terapia e poi, ne siamo certi tornerà a riprendersi la sua serenità. Chi non cambierà mai è chi invece ha abusato e chi quel abusante difende, poiché “bravo allenatore”, aggiungendo “ e poi comunque a mia figlia non è accaduto nulla”: è grazie a questa cultura se certi soggetti la fanno franca per una vita intera…
allenatore di pallavolo arrestato per abusi

Nota: Questa la lettera della madre, diffusa a tutte le agenzie di stampa:

<<Come madre mi sento in obbligo di informare le persone dell’esperienza della mia famiglia, anche per poter aiutare altri che potrebbero trovarsi nella stessa situazione. Allertata da un rapporto particolarmente conflittuale con mia figlia mi sono rivolta a una psicoterapeuta, la dottoressa Maria Erminia Mazza, al fine di cercare di capire cosa stesse accadendo. Raccontando che mia figlia aveva una corrispondenza molto fitta con il suo allenatore, la dottoressa mi ha subito messa in guardia dicendomi che era un rapporto, anche se all’apparenza innocente, in qualche modo squilibrato, in quanto, in qualità di educatore, l’allenatore avrebbe dovuto parlare con noi genitori e non direttamente con la bimba. In un primo momento ho svolto una verifica, che non mi ha fornito elementi probanti, ma che ha alimentato i dubbi miei e di mio marito. A quel punto ci siamo rivolti all’avvocato Claudio Del Rosso, il quale immediatamente ha svolto una prima fase di investigazioni difensive sui supporti tecnologici della mia bambina, e lì purtroppo è uscito un quadro veramente pesante. A quel punto veniva coinvolta la Squadra mobile della polizia di stato, in particolare con l ispettrice Severina Romano, massima esperta di queste problematiche, che ha provveduto ad attivare la procura, con i risultati che sono a conoscenza di tutti. Invito tutti i genitori a vigilare attentamente, spesso il “lupo” è a noi molto vicino, ha la nostra completa fiducia ed è assolutamente insospettabile. Vorrei ringraziare l’ispettrice Romano, il dottor Boccia, la dottoressa Mazza e l’avvocato Del Rosso.>> Link – Fonte della lettera:

La recidività dei pedofili.

Tutti i pedofili sono recidivi. basta leggere gli studi americani al riguardo. Oppure fare attenzione alle cronache, legate agli arresti di predatori “anziani”.
Questo caso arriva dalla Sicilia. Lui ha 89 anni. E’ ai domiciliari, proprio per abusi. ma malgrado questo non si ferma e torna ad adescare….
Quando le Istituzioni capiranno questa cosa, forse, faremo un passo in avanti nella lotta a questo crimine:

link (se non si apre, copiatelo):
http://ragusa.gds.it/2017/10/08/ai-domiciliari-per-pedofilia-ottantenne-continua-ad-adescare-bambini-a-modica_737879/#.Wds_zVQXuyo.Facebook

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