Archivio di maggio 2019

Truffa on line col nostro nome: Prometeo.

Ne abbiamo già parlato, sia qua che su Facebook e noi stessi abbiamo fatto un esposto. Ma urge ripeterlo, dato che la cosa prosegue.

Se venite contattai, dopo essere entrati in certi siti (…) e vi ricattano dicendo di avervi ripreso, e vi chiedono di versare dei soldi altrimenti parte la denuncia da parte nostra, ricordatevi che:

a) OVVIAMENTE, visto anche l’italiano con cui vi scrivono (che fa molto Google traduttore) che non siamo noi

b) NON versate soldi. Finiscono in conti all’estero e non li riavrete più. ma nemmeno un euro! E’ un ricatto e non vi capiterà nulla se non pagate. Mettete il cuore in pace e non pensate di vedere vostri filmati in giro per la rete.

c) rivolgetevi a noi ma soprattutto  alla Polizia Postale (che già segue la cosa!) . Ricordate che c’è già più di un fascicolo aperto e speriamo che si arrivi a bloccare sta assurdità.
Per qualsiasi  info.: Tel.  0364 880593.

 

Momo: pericolo reale o bufala?

Momo pericolo reale o bufala
Nella sola giornata di ieri ho inviato due famiglie dalla Polizia Postale, per denunciare il fatto che le proprie bimbe fossero state adescate in internet, in due popolari social.
Sono anni che facendo prevenzione inseriamo questo aspetto, e i due adescamenti di ieri rientrano in quello che andiamo a spiegare: questa abilità incredibile che i predatori hanno di entrare nelle vite dei nostri figli, far sì che si fidino e poi arrivare alle loro subdole richieste, col fine ultimo (ed unico) di incontrarli ed abusarli.
Se davvero i genitori capissero quanto possono essere pericolosi i telefonini credo che forse aprirebbero un po’ di più gli occhi ed alzerebbero il livello di guardia (non dico toglierebbero i telefoni o i tablet, non è la soluzione, anche se…).
Invece nulla. Salvo quando arrivano da chissà quali iperspazio i veri pericoli. Quelli che percepiscono come tali e che li fanno sobbalzare.
Prima era la Balena Blu, esplosa dopo un servizio televisivo particolarmente allarmistico, ma subito spiaggiata nell’oblio, oggi è lei…che a ben guardarla sembra lui, ma su lui abbiamo già dato quindi meglio andare oltre. Lei, dicevo: Momo.
E già sento i brividi scendere lungo la schiena dei genitori. Qualche mamma starà urlando qualche padre avrà staccato la spina del computer per allontanare questa immagine. Che è repellente sì (ma almeno questa non canta, ops scherzavo) ma appunto nulla di più…
Chi è Momo? Facciamo un passo indietro.
Ricordate il film The Ring? Ebbe successo alcuni anni fa (con una serie di sequel più o meno fortunati). In tale film bastava inserire una videocassetta (ecco perché dicevo alcuni anno fa…) e vedendo un filmato con un demone che usciva dal pozzo, tale entità entrava davvero nella vita della gente, uccidendola.
Samara, si chiamava e aveva il viso coperto da lunghi capelli neri. Un po’ come uno degli Addams, solo più spaventosa.
Ecco Momo è la figlia in chiave 2.0. . Niente videocassetta (obsoleta) ma video su You Tube. Momo avrebbe, secondo chi ne è terrorizzato, la capacità di spingere i bambini a seguire delle istruzioni che li portino a suicidarsi. Che se non fosse che è una cosa grave, meriterebbe una battuta su quanto siamo stolti. E quindi a metà di Peppa Pig o Masha e Orso, eccola arrivare e colpire!
Con quali tecniche e parole, ancora non è dato saperlo.
Apriti cielo. In America, un gruppo elevatissimo di mamme capitanate (sic e contro sic) da Kim Kardashan hanno lanciato il pericolo Momo. In Italia aspettiamo che a farlo sai, per pari livello, una tronista di Maria. Intanto grazie ai gruppi di whatsapp delle mamme è subito scattato l’allarme anche da noi. E la gente ci chiama. Chiedendo come proteggersi da Momo….
Che vediamo come pericolo, ma una volta debellato ci darà la certezza di essere genitori attenti. Nel frattempo però lasciamo i bambini per ore a chattare con gli sconosciuti che rispetto a Momo hanno sicuramente volti più rassicuranti.
Ps riporto uno stralcio da un articolo molto bello del New York Times:
“A clip that puts children into a trance and seems to program them to do or say things? That’s not a clip in the middle of a Peppa Pig video — that’s the Peppa Pig video itself. A third party contacting a wide-eyed viewer with instructions to do something in the real world? That’s not a killer pretending to be Momo. That’s how advertising works on YouTube.”
“Una clip che mette i bambini in trance e sembra programmarli a fare o dire cose? Questo non è un clip nel bel mezzo di un video di Peppa Pig – questo è il video di Peppa Pig stesso. Una terza persona contatta un osservatore con gli occhi spalancati con le istruzioni per fare qualcosa nel mondo reale? Quello non è un assassino che finge di essere Momo. E’ come funziona la pubblicità su You Tube.”

 

 

DALLA PAGINA FACEBOOK DI MASSIMILIANO FRASSI.

Il cambio culturale passa dalle parole che usiamo.

Il primo a riportare la notizia con questo titolo è stato il Resto del Carlino (contatti redazione: segreteria.redazione.bologna@monrif.net    ).

Da lì è stata ripresa, senza la benché minima verifica o ritraduzione del titolo, da tutti. Questo, a dimostrazione di quanto ho detto, lo stesso articolo sul Tg Com (solitamente molto più serio), ma se digitate in Google tale titolo, troverete praticamente la stessa cosa riportata da più fonti. Oramai non ci si prende più il tempo per verificare nulla. Vale tutto e il contrario di tutto. Peccato che sei si legge l’articolo andando oltre il titolo, non si parla di una moglie, passatemi l’agghiacciante termine, “meno focosa del marito”. Né si parla di un uomo appunto, come in tanti che hanno commentato nel web, “che ha le sue esigenze”, verso una moglie che “ne ha di meno non capendo cosa si perde (sic e doppio sic)”. Qua si tratta di un soggetto che si masturba nudo davanti alla figlia minorenne (e questo è quello che si chiama con un nome ben diverso dall’essere “focosi”), e che costringe con la forza la moglie ad avere ripetuti rapporti sessuali (e pure questo , nel codice penale, ha un nome preciso). Sopra ho riportato la mail del Resto del Carlino. Due righe, non volgari (la volgarità non serve e non ci rende migliori!), ma decise di sdegno andrebbero fatte. Da voi tutti. Che siete tanti, qua ogni giorno, e quindi sarebbe un bel segnale forte. Perché anche le parole possono ferire. A volte più dell’abuso medesimo.
https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/rimini-marito-malato-di-sesso-la-moglie-lo-denuncia-indagato-per-maltrattamenti-in-famiglia_3209852-201902a.shtml

SOLIDARIETA’

La storia l’avete già sentita su tutti i tg. Una ragazza difende madre, sorella e nonna (disabile) dalle vessazioni del padre. Un pugile, violento. Che picchiava pure la madre cieca. Figuriamoci loro….
Come sempre tutti sapevano, nessuno faceva nulla.
Dopo l’ennesima violenza la ragazza, per proteggere la famiglia, si è difesa. Nella colluttazione lui è rimasto gravemente ferito, salvo morire poi in ospedale.
Questa la sintesi.
Oggi, pur ricordando che NON si risponde alla violenza con la violenza come associazione Prometeo esprimiamo piena solidarietà alla ragazza. E auspichiamo, la tanto sbandierata “legittima difesa”. Quella per cui se spari ad un extracomunitario che sta nel tuo giardino diventi un eroe, ma se ti difendi da anni di soprusi, senza il desiderio di uccidere, magari sconti l’ergastolo….

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/20/monterotondo-19enne-uccide-il-padre-violento-dopo-ennesima-aggressione-a-lei-e-alla-madre-pm-valuta-legittima-difesa/5192804/?fbclid=IwAR1jjuIi_NamU3ZlUHAFyfHZkLixX__HoKRHJCI7tGouUB6QjetYhF5uoH8

 

Due pesi due misure

Due pesi. Due misure.

CASO 1: Maschio 50 anni. Un passato, e presente da tossicodipendente. Violento. Se ha in tasca un soldo lo spende in cocaina e slot. O prostitute. Perde il lavoro. Viene sbattutto fuori casa dalla moglie. Va a vivere con una prostituta sua amante e per mantenere i vizi delinque. Svuota appartamenti. Sfasciando tutto ciò che trova e non gli serve. E, ultimo ma non ultimo, aggredisce alcune anziane, fuori dal supermercato. La più giovane ha 78 anni, la più anziana 86. Lui è alto due metri. Fa palestra. Conosce le arti marziali. E quindi fa loro molto male. Quella che finisce in rianimazione ci va per la modica cifra di 9 euro sottrattele.

Arrestato finisce in carcere. Si disintossica (dice la responsabile del suo progetto che tanto lo adora…ops dimenticavo è un narcisista manipolatore, perfetto per certi soggetti). E da qua comincia il bello:

Scarcerato ottiene un lavoro immediato ed un (bellissimo) mini appartamento. Tutto spesato per due anni. Grazie a quei progetti che di caritatevole hanno solo il nome. Ora non voglio fare una critica al reinserimento sociale dei detenuti, ma come sempre preferirei che prima si reinserissero…. le vittime.

Caso 2: donna, 50 anni. Una vita di violenze. Da quando era bambina ha conosciuto solo abusi. Vive con un marito che non le passa nulla, ma proprio nulla. Fa lui la spesa, decide lui cosa si mangia in casa e soprattutto se lei deve o meno mangiare. E’ terrorizzata, non denuncia anche per paura di non sapere dove andare. Non avrà di certo subito casa e lavoro. A meno che non lo uccida, dico io, passando quindi dal carcere. Ma anche qua mi sbaglierei: sarebbe trattata da assassina e butterebbe la seconda parte della sua vita dietro le sbarre dove la “direttrice” di cui sopra, di soggetti come lei non avrebbe certo la stessa pietà e la stessa empatia. Ecco, si avvicinano le elezioni, mi piacerebbe che la parola “vittima” e sua tutela entrasse nelle campagne elettorali. Ma temo di essere fuori tempo con la mia richiesta…

ps oggi “lui” va a comprare dei nuovi mobili e una nuova Tv, “più moderna”. Gli danno un micro prestito anche per quello. …

 

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

Prevenire gli abusi: la campagna di Prometeo

Solo nell’ultimo mese e mezzo abbiamo tenuto 4 conferenze e tre corsi per i bambini e gli adulti.
Più di mille le persone incontrate, tra grandi e piccoli appunto.
Quest’estate faremo degli incontri in alcuni posti di villeggiatura e poi da settembre partiremo con un nuovo ciclo di conferenze in tutta Italia, molte legate anche ai miei nuovi libri.
Grazie a tutti di cuore per il sempre prezioso supporto E grazie a noi per un instancabile impegno!

 

conferenza prometeo a curnasco treviglio 2019 conferenza pedoflia masimiliano frassi 5conferenza i pericoli di internet massimiliano frassi Massimiliano Frassi corso pe ri bambini sulla pedolfia Hikikomori Bergamo Associazione Prometeo

 

(Queste alcune locandine, tra cui quella dell’incontro di giovedì prossimo).

Da Facebook.

“La nostra famiglia è stata distrutta…lui, insieme a chi lo difende, vive libero, sereno. Lo incontri e ti sorride guardandoti in faccia”.

Vorrei tanto mostrarvi le lacrime che hanno appena bagnato la mia scrivania. Quel dolore che non passa, perché è ancora fresco. Quell’irritazione nell’incontrare ogni giorno chi ha tolto serenità a tua figlia e cammina per strada a testa alta.
C’è tanta strada da fare miei nuovi amici, e ce la faremo. Relegando all’oblio chi sorride fiero del proprio male. Un male che non vincerà. Che vi ha già rubato tanto. E che come diciamo spesso da ‘ste parti, non può, né deve, essere per sempre.

Alabama anno zero. E In Italia?

60284782_10156463640621713_1085642551311990784_o

 

La notizia già la conoscete, nel caso così non fosse riporto a seguire uno stralcio dal sito del Sole 24 Ore.
Qua commento solo una cosa:
guardare la foto. Guardateli tutti. Senza scomodare il Lombroso, guardateli negli occhi. L’età media. Il colore della pelle. I vestiti che si vedono. Poi fate una analisi. La mia è questa:
25 uomini bianchi, 25 maschi, della classe sociale medio alta (poco medio molto alta) decidono per migliaia di donne. Le stesse per le quali loro non concedono un posto nelle sale di potere, poiché le donne si sa, è a casa che devono stare.
25 uomini bianchi vanno contro la Legge. 25 uomini bianchi.
Una cosa però a loro favore voglio dirla: oggi si sono “evoluti” e non hanno bisogno di un cappuccio, bianco anch’esso, per coprire le loro facce.

“Montgomery (Alabama), qui, al Senato dell’Alabama, nella notte italiana la maggioranza repubblicana ha approvato una legge che vieta l’aborto praticamente in tutti i casi, anche per le vittime di stupro e incesto: lo Stato del Sud ha mandato il testo alla governatrice repubblicana Kay Ivey. Include una pena fino a 99 anni di carcere per i medici che praticano interruzioni di gravidanza.
E’ solo l’ultima anche se la più restrittiva delle leggi che in vari Stati dell’Unione dominati dai conservatori cercano di mettere fine all’aborto; ben sedici degli Stati Uniti hanno già passato o stanno lavorando a un testo che impedisca l’aborto quando il medico può percepire il battito cardiaco del feto, cioè a circa sei settimane dal concepimento.
L’aborto negli Stati Uniti è protetto da una sentenza del 1973 della Corte Suprema, la celebre Roe contro Wade, che garantisce alla donna la libera scelta. Le leggi dei singoli stati sono quindi incostituzionali, ma lo scopo è proprio riportare la questione aborto alla Corte di Washington, ora a orientamento conservatore.”

Aggiornamenti quotidiani

Ricordiamo che gli aggiornamenti quotidiani, che una volta avevamo col blog, oggi li trovate su Facebook. Grazie.

Blog Staff.

Nuovi libri in arrivo

Periodo proficuo per la scrittura. Tanti stimoli e tante idee ora si rincorrono e non vedono l’ora di restare impresse su quel foglio bianco.
Il mio nuovo libro sta per terminare. Anzi i miei nuovi due libri. Poiché saranno due. A breve vi diró di più. Sceglieremo insieme i titoli e dove presentarli. Intanto scrivo gli ultimi capitoli. Correggo. Faccio sedimentare. Rileggo. Ma una cosa posso dirla : sono molto soddisfatto. E spero lo sarete anche voi.

57597683_2255636581314689_8776229163536220160_n

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe