Archivio di giugno 2019

La mamma di Robertino.

Dalla pagina Facebook di Massimiliano.

A cura di Blog Staff.
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Post lungo ma che vi chiedo di leggere e commentare ( da evitare però nei commenti elogi personali. Sono banditi “bravi, angeli, etc. , etc., state sulla storia e su cosa si deve e può fare. Ve lo chiedo per favore).

Sabato con due operatori di Prometeo ho vissuto uno dei momenti più intensi , e se così posso definirlo, belli della mia carriera lavorativa e del mio percorso umano. Sono andato a Milano per incontrare mamma Francesca. La mamma di Robertino. Chi ha seguito almeno due mie conferenze conosce la storia a memoria. Chi ha letto il mio libro “Favole di bambini e dei loro orchi” la trova raccontata nel primo capitolo. Anni fa partecipai a Mattino 5 condotto da Federica Panicucci come ospite fisso per un certo periodo. Ogni volta dopo la messa in onda arrivavano in Redazione decine di telefonate. Di gente che si fidava e voleva incontrarmi. Una di queste fu quella di mamma Francesca. Andai ad incontrarla alcune volte a Milano e poi dietro sua richiesta decisi e promisi che avrei raccontato la sua storia. Promessa poi mantenuta e ripetuta credo almeno un migliaio di volte. Suo figlio fu ucciso, dopo essere stato abusato, da un pedofilo nel 1977. Pedofilo che non fu condannato, anzi. Lei fu ritenuta una mamma visionaria. E il pedofilo tornò a colpire. Abusare ed uccidere. Un secondo bimbo. Dopodiché, per fortuna, lo fermarono. Da allora lei è sola. Senza parenti né amici. SOLA! Il pedofilo invece, credetemi, solo non ha vissuto nemmeno un giorno. Dopo la trasmissione di cui vi dicevo restammo in contatto. Ci sentivamo spesso. Le lasciai il mio cellulare. Poi scomparve: a volte la chiamavo e non mi riconosceva ma poi mi richiamava poche ore dopo lei come se nulla fosse. Altre volte il telefono era spento. Fino a quando il telefono non fu disattivato. Vi confesso che pensai fosse morta o finita in qualche casa di riposo. Fino a quando non ho ricevuto un messaggio. Alcuni giorni fa. Da una commessa che leggendo la storia l’aveva riconosciuta, poiché ogni giorno accoglieva questa donna nel suo negozio. Facendole compagnia. E grazie a Facebook mi ha contattato. Per farla breve sabato appunto siamo andati a Milano (e riesco a scrivere solo ora perché il momento è stato così intenso che mi sono trovato completamente senza forze) e l’abbiamo incontrata presso il negozio dove lei ogni giorno va. Una grande catena dove le commesse oramai da un anno a questa parte si prendono cura di lei. Le fanno fare colazione. Le portano delle fette di torta che lei si porta a casa e le danno il permesso di circolare e guardare i vestiti ma soprattutto tra un cliente l’altro, stare con loro. Le fanno compagnia. Ho trovato una donna sola, minuta, ai limiti del barbonismo. Abbiamo fatto subito come regalo un buono dove poter comprare in quel negozio degli abiti nuovi. Ma ora urge che facciamo molto di più. Non lasciarla MAI più innanzitutto. Poiché sono convinto che questa consegna arrivi direttamente dal cielo. Cielo che oggi ha bisogno di prendersi cura della sua mamma che da quel lontano 1977 (dopo aver perso il figlio abusato e ucciso da un pedofilo in quel di Milano è rimasta completamente sola. Senza amici né parenti. Al gruppo di auto aiuto di Prometeo ho scritto questo messaggio: “Robertino poteva essere uno di voi e mamma Francesca la vostra mamma. Al contrario mamma Francesca poteva essere la mamma che voi siete e Robertino vostro figlio. Per questo credo che voi che ce l’avete fatta o che ce la state facendo oggi abbiate il dovere di occuparvi di lei. Di prendervene cura. Questo darà un ulteriore senso al vostro percorso”. Mamma Francesca mi ha preso la mano e non me l’ha lasciata fino a quando non siamo andati via salvo staccarla per dare costantemente un bacio a me a chi stava con me ed alle ragazze del negozio. Una frase mi è rimasta dentro ieri : ho perso un figlio oggi sarebbe grande come voi, ma stamattina di figli ne ho trovati due. Indicando noi. Ho un sacco di idee per la testa. Tante cose da fare. Semmai devo solo filtrarle e darmi il tempo necessario, poiché se fosse con me inizierei già stamattina. Lei è in debito con la vita e noi tutti credo potremo fare per lei tanto. Oggi già mi attivo con le istituzioni. Poi mancherò per una settimana (me ne vado finalmente in ferie pure io qualche giorno!), ma al mio rientro vi chiamerò all’appello. Perché insieme possiamo fare la differenza. So che anche stavolta ci sarete.

#nessundoloreèpersempre #maipiùdasoli

Corso di Prometeo

Dicono di noi:
a cura di blog staff

https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/pedofilia-1.4627301?fbclid=IwAR3F7gigoqHp9VqvV3Kbbg1aaf6Kc7eBPocVOzLS_HoLREX1UkLuQHedOXo

 

 

Tenta di rapire una bambina.

Può accadere, ogni giorno. Sotto ai nostri occhi. Ecco perché dobbiamo parlarne ai bambini e tenere alta l’attenzione. La cosa che mi sconvolge (o meglio che ancora una volta mi indigna) è che il soggetto ha una denuncia a piede libero. mentre uno così è pericoloso, al pari di una bomba innescata che non sappiamo quando scoppierà e per questo dovrebbe stare blindata….dentro 4 mura, strette strette.

 

 

https://www.leggo.it/italia/roma/albano_bambina_rapita_parco-4534253.html?fbclid=IwAR0Cid7ARy6Ovgqz1fOn1gbk8yx5Bhpq1juT0MyLm5AO4I7l4-slPryq3Jk

My name is Mark, anzi Max Caltagirone :-(

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My name is Caltagirone, Max Caltagirone. Ridiamo per non piangere. Leggete qua.

Ebbene sì, ti svegli una mattina e scopri che pure tu sei Caltagirone Mark. Anzi Max. Andiamo in ordine. Alcuni mesi fa cominciamo a ricevere varie telefonate, il più delle volte a tarda ora e quindi restano registrate in segreteria telefonica. Sono persone, giovani ma anche anziane, che dicono di essere state ricattate. Il ricatto in sintesi è questo: “se non versate dei soldi, da 30 euro a 300, il vostro video mentre vi…insomma, mentre giocate con i gioielli di famiglia, verrà messo online e fatto vedere a tutti”. Panico. Molti sono sposati…. La frase suona così ma è scritta diversamente. A metà tra una qualche lingua dell’est Europa e un traduzione fatta con google. Il problema è che a questi soggetti, che si sono collegati quindi a dei siti porno ed hanno “video chattato”con qualche ragazza dell’est Europa (o di Bergamo alta, questo è da stabilire ancora), viene mandato anche l’indirizzo della mia associazione, la Prometeo, preso pari pari (per grafica ed impostazione) dal nostro sito. Con un banale copia e incolla. E la minaccia è: se non paghi,oltre che sputtanarti, ti denunciamo. Facciamo un esposto alla Polizia Postale di Bergamo, un avvocato di Napoli ed un altro di Trieste si uniscono per la causa e ora siamo in attesa di capire chi abbia fatto tale truffa (con il timore che essendo probabilmente l’origine del tutto…in Africa,…si arrivi a ben poco). Cosa ci insegna questo? Non solo che c’è un gran numero di soggetti che si trastullano in rete (e la cosa, perdonate il giudizio, è molto ma molto triste) ma davvero che oramai in rete ognuno può fare o dire qualsiasi cosa. Ma non finisce qua. Oggi riscopro (già me l’avevano segnalato ma poi era subito sparito) che dopo il mio finto profilo Facebook (clonato pure quello in Africa) e fatto subito chiudere, dopo il mio finto profilo Instagram (idem come prima) ora ho pure un profilo Skype (peraltro mai avuto in vita mia). Con tanto di mia foto (presa qua dal profilo di Facebook), dove in un italiano stentato, o sdentato visto come lo si pronuncia, si legge più o meno che “sono in tournée teatrale in Africa (sic e doppio triplo sic…ora dico, se mi mandate in tournée, ma partire da Broadway no???? Dico, bufala per bufala, fate sì che me la possa tirare. Chi c###o va a Teatro in Africa?????) )…ho la carta di credito bloccata…e mi servono 200mila euro che poi a breve sbloccherò…”. Ora non mi resta di attendere di scoprire che ad essere sposato con Pamela Prati, ero io…..

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi

a cura di Blog Staff

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