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PINO TALKS…..
Oggi doppia lettura del testo.
Partiamo dal post di ieri con le ultime esternazioni di Pino La Monica e poi commenteremo delle dichiarazioni allucinanti in arrivo da Rignano.
Ma partiamo da Pinuccio. Come ho già scritto avevo pensato di ignorare le sue frasi. Poi vista la gravità delle stesse, ho pensato di dar loro visibilità e soprattutto di tradurle, svelandone, secondo la mia personale interpretazione, i veri significati. Ma anche andando a rispondere a certi quesiti ed a certe “malvagie” richieste che da lì emergono. D’altro canto il signor Pino ha scelto fin dall’inizio la via della visibilità e quindi trovo coerente assecondarlo…..
Partiamo quindi dalle sue parole:
TITOLO DELL’ARTICOLO
“Pino si sfoga: “Le ragazzine mi dicano perché”.
(…) “Comunque si concluderà questo processo” – ha detto (Pino) – “che io sia assolto o che sia dichiarato colpevole, vorrei incontrare la famiglia delle ragazzine che mi accusano e anche le ragazzine stesse: voglio guardarle negli occhi, perché sarebbe bello chiarirsi su questa vicenda, su cosa è successo, su quello che hanno effettivamente dichiarato e perché”.
Pino parte in quarta ma come fa chi parte così velocemente si schianta alla prima curva. E se la mossa ha l’effetto di una bomba mediatica, quel effetto dura lo spazio di un minuto ed il rischio di implosione, tra le mani dello stesso, è elevato quanto reale.
Pinuccio sa benissimo che non incontrerà mai le bambine (bambine, meglio di ragazzine….) ma è pure giusto ricordargli che sono i processi a chiarire (il più delle volte) come sono andate le cose. Guardare le bambine negli occhi ed aspettarsi che reggano lo sguardo è, per ora troppo presto. Già…poiché molte di quelle bimbe ancora oggi stanno male. Molte di quelle bimbe, purtroppo, hanno ancora paura di lei signor Pino.
Fare in modo che lei entri a casa loro, col suo ghigno prestampato sul volto, mi consenta (sic) è quanto di più folle e malvagio si possa pensare
di far loro. Significherebbe riportarle indietro e catapultarle dritte in un incubo irrisolto.
Però….c’è sempre un però…però queste bimbe cresceranno. Diventeranno delle adulte forti, sensibili e responsabili. Ed allora, se lo vorranno, potranno venire loro da lei. Guardarla negli occhi. E chiederle: perché?
Interviene la sorella Elena:
“una ragazzina che non c’entra in questo processo e che conosco molto bene, aveva fatto anche lei delle accuse. Avendo un buon rapporto con lei, le ho chiesto spiegazioni sulle sue affermazioni: mi ha spiegato di aver raccontato certe cose perché voleva attirare l’attenzione di suo padre…”.
Domanda: che c’azzecca? (sic). Se come dice lei signora Elena la bambina “non c’entra in questo processo” cosa cavolo c’entra col discorso medesimo? Nulla. Assolutamente nulla.
Ma aggiungo, se anche fosse vero che la bambina in questione le ha detto che ha fatto le medesime affermazioni per attirare l’attenzione del padre
Bene è un ulteriore punto alla tesi per la quale i bambini che mentono vengono immediatamente smascherati. E che a processo ci vanno solo quelli veramente feriti.
Mi permetto di dire, e lo dico contro l’interesse dille vittime, che se fossi nei vostri legali vi obbligherei ad evitare il contatto con i giornalisti ed a trincerarvi dietro un intelligente silenzio.
Riprende la parola Pinuccio:
“Ecco, rendiamoci conto… non sono parole che restino (abuso di congiuntivo!!!!! – nota mia) senza effetto: si è costruito un capro espiatorio, che sono io. Ho tappezzato la mia stanza con le pagine della perizia che è stata fatta sulle dichiarazioni delle ragazzine che mi accusano: le guardo spesso e le trovo assurde ed incredibili.
Sia che io sia assolto sia che venga condannato, ho intenzione di farmi fare una maglietta con stampato, davanti e dietro, “sono stato accusato di pedofilia”. Capite, pedofilia una cosa grave. Ora i casi sono due. O io sono un malato mentale, uno che nel corso della sua attività ogni tanto ha dei momenti di blackout che gli fa partire la mano ( e qui mima il gesto – sic!)
ma allora ci vorrebbe una perizia psichiatrica su di me, dalla quale risulti che ho questi momenti di vuoto. Oppure sono un criminale.
Qua ci sarebbe da commentare per giorni. Lei che si considera attore sta recitando la sua parte migliore, o peggiore, dipende da che punto la si guarda. Cercando di mantenere ordine e controllo, doti che si perdono davanti a simili parole, le dico:
a) la Cassazione (ed il mondo scientifico) ha sancito che il pedofilo non è un malato. Non ha dei “blackout” momentanei che lo portano a far male ai bambini (tra l’altro trovo volgarissimo quel suo gesto, mimato ad uso e consumo dei giornalisti. La prossima volta per meglio spiegare non dovremo mica assistere al gioco della formichina, spero). Lei quindi stia tranquillo, non è un malato mentale nel senso più tecnico del termine.
E penso che qualsiasi perizia la riterrebbe normalissimo. Perfettamente in grado di intendere e di volere. Come dimostra questa sua ennesima conferenza stampa.
Queste frasi a me personalmente sembrano più messaggi subliminali per la sua famiglia (che suppongo stia soffrendo ed ha quindi tutta la mia solidarietà), quasi a mettere le mani avanti, lanciando l’ennesima scialuppa su cui aggrapparsi quando il Titanic è un po’ che è scomparso….
Se il Tribunale la riterrà colpevole lei non sarà considerato un malato. Sarà un criminale. Reo del peggiore dei crimini, la pedofilia, già, la PEDOFILIA.
E la maglietta che le verrà data avrà una scritta leggermente diversa da quella da lei auspicata. Non sarà quindi “sono stato accusato di….”, bensì, “SONO UN PEDOFILO”, che è ben diverso……
 “Tra l’altro sono accusato di aver detto, a una ragazza, “tu sei una bella gn…”. Non è questo il mio modo di esprimermi, non mi appartiene, non dicevo le parolacce neppure da giovanissimo, quando per tutti è normale farlo. Pensate che non apprezzo Beppe Grillo perché le dice…”.
Ricordo le intercettazioni telefoniche del caso di un prete pedofilo. Uno che faceva turismo sessuale e cercava nelle stazioni italiane dei bambini per poterli abbordare e stuprare. Uno che aveva materiale pedopornografico in grande quantità. Uno per cui testimoniarono centinaia di parrocchiani descrivendolo come un Santo. Parrocchiani che restarono ammutoliti quando fu fatta ascoltare la sua voce. Lui, così duro contro chi diceva anche solo una piccola parolaccia, bestemmiava come un indemoniato. Peggio, la bestemmia era un suo intercalare normale, nelle comunicazioni con i suoi compagni di merenda.
Questo per dirle che la sua spiegazione fa acqua da tutte le parti.
Aggiungo, ma seguendo un migliaio di casi all’anno senza quelli che si leggono, la memoria sicuramente fa qualche scherzo, che se ben ricordo dal suo blog (oscurato poi dalla Polizia), lei partecipò al Vaffa Day di Beppe Grillo e riempì di VAFFANCULO il suo blog…..ripeto, forse ricordo male io….forse no…….
Ultima considerazione: quel bella “gn…” è una forma di pudore suo, o una censura giornalistica? Se sua “gn” sta per cosa? Gnoma?
La sorella:
”molti suoi amici ed amiche ci hanno contattato per manifestare il loro stupore sottolineando che non lo avevano mai sentito dire le parolacce”.
L’ho già detto e lo ripeto. Questo si chiama “boomerang”: ha presente quel attrezzo usato soprattutto dagli aborigeni, che lanciato in aria a tutta velocità torna tra le mani del lanciatore? Capisco che abbiate bisogno di mantenere alta la facciata, benché oramai rosa dalle fondamenta. Capisco che sia un bisogno vostro quello di illudervi che la gente vi creda, altrimenti uscireste pazzi (sic). Capisco anche che la scuola dei
Falsi Abusi vi abbia istruito in tal senso. Capisco…ma non accetto.
Cosa vuol dire che gli amici sono stupiti di non averlo mai sentito dire parolacce? E allora???? Io fossi in loro mi stupirei di ben altro.
Cosa, glielo dico alla fine.
E per finire ancora Pino:
”Gli avvocati mi hanno detto di lasciar perdere questa frase che avrei detto, che ho delle accuse ben più gravi. Invece io vorrei partire dal piccolo, da questo particolare che è rivelatore di come le accuse non si reggano. Perché è impossibile che io abbia usato certe parole….Spero che il processo faccia chiarezza: non soltanto per me, ma per tutti: anche per chi mi accusa, per le loro famiglie”.
Che il processo faccia chiarezza è necessità di tutti. Lei, i suoi familiari, le bambine, i loro familiari, la società civile e pure quella, minoritaria, che civile non lo è.
La pedofilia come ho già detto è il peggiore dei crimini. Poiché il criminale indossa sempre le vesti dell’agnello pur comportandosi con alcuni bambini da lupo. Si è fatta circolare in Italia l’idea che basta che un bimbo punti il dito contro qualcuno che quello finisce subito in galera. PER FORTUNA non è così. Non basta un dito puntato. Serve molto di più. Ed a volte quel molto manco basta. Cosa sia, lei lo sa bene, e lo sanno bene le persone che leggono questo blog, quindi inutile ripeterlo.
Dato che lei signor Pinuccio parla di chiarezza però che chiarezza sia. Nella conferenza stampa manca un punto che non è irrilevante e che lei non ha mica risolto:
LA PEDOPORNOGRAFIA. Ovvero fotografare/filmare bambini (spesso piccolissimi, molti i neonati!) mentre stanno subendo abusi sessuali o torture.
Altro crimine. Gravissimo. Perché spesso quei bimbi abusati nelle fotografie sono bimbi rapiti, che poi verranno uccisi quando allo stremo delle forze non reggeranno più gli abusi. In Italia come nel resto del mondo, dalla Finlandia al Perù per capirci.
Nessun educatore, nessuna persona che lavori a contatto con i bambini (sia dal nostro punto di vista che dal suo) guarderebbe mai anche solo per curiosità una fotografia. Una sola.
Solo un criminale pedofilo, secondo me, scaricherebbe invece quelle fotografie e le terrebbe nel suo computer.
Lei da quello che leggo ne aveva poco meno di 400 QUATTROCENTO.
Ora ribadendo che sarà il Tribunale a stampare o meno la maglietta di cui abbiamo parlato prima, le faccio una richiesta:
è disposto ad incontrare e guardare negli occhi, magari con a fianco la sua dolce sorellina, anche i 400 bambini stuprati in quelle fotografie? Passino le dieci bambine matte, gelose, contagiate dai genitori, etc. etc., lasciamo perdere loro, ma gli altri 400 (ma forse sono di più se magari nella stessa foto compaiono più piccoli!!!!!) le va di incontrarli?
E se la risposta è sì, cosa chiederà loro? Di dirle il perché si sono fatti fotografare mentre uno o più luridi maiali li stupravano, raggiungendo il loro misero malato orgasmo sul loro corpicino?
Chiudiamo così. Coerentemente con tutta questa follia:

4 Commenti a “”

  • semplicemente perchè gli permettono di aprire bocca? e chi pubblica articoli del genere cosa si aspetta? a me pare un ennesima enorme cafonata nei confronti delle bambine…

  • a44a:

    Credo che nemmeno Dio guarderà nei suoi occhi un domani……………….

  • Noto inquietanti somiglianze tra la grammatica di mr. Pinuccio e quella di Federico Moccia. Entrambi ce l’hanno a morte con la lingua italiana…

    Molto comoda la sua giustificazione. In pratica dice: io non sono malato, sono una vittima. Ma se pure avessi commesso ciò di cui mi accusano, non sarebbe colpia mia perchè si tratta di "momenti di vuoto" di cui non ho coscienza. Ma chi vuol darla a bere?

    Poi sono d’accordo, sarebbe più adeguato se la maglietta che dice di voler indossare dicesse "SONO UN PEDOFILO E COLLEZIONO PEDOPORNOGRAFIA" (magari imposta dal tribunale). Chissà se poi avrebbe ancora il coraggio di voler guardare negli occhi la gente.

  • GRAZIE MAX.  Ottima analisi del testo. Come sempre dai voce a chi non può
    rispondere.  ..Se propio deve guardare qualcuno negli occhi e chiedere perchè…consiglio l’uso dello specchio. Trovo strana l’urgenza degli amici
    a garantire di non averlo mai sentito dire parolacce. FORSE pedofilo ma SICURAMENTE Educato. Questo ci tranquillizza. Aspettiamo la fine del processo e speriamo che le uniche parole che avrà il coraggio di pronunciare
    siano quelle scritte sulla maglietta.(meglio quelle suggerite da te)

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