eroiSimone e Martin. Due bimbi. Uno piccolo piccolo, uno più grandicello.
Due immagini, che negli ultimi giorni hanno riunito l’Italia tutta sotto ad un tricolore macchiato di sangue.
Due innocenze, a cui tutti abbiamo rivolto lo sguardo, commuovendoci e pure arrabattando un sorriso quando il più piccolino si metteva il basco in testa. Quel basco così grande per lui…..eppure così “suo”…
A loro oggi vorrei dedicare questo blog. Il suo spirito. A loro e solo a loro.
Perché in un mondo di mediocri, di aguzzini protetti o poveri Cristi che pensano di dare un senso alla loro inutile esistenza difendendoli, in un mondo di tronisti e di escort (figlio di escort! Sì, suona decisamente meglio?!), di politici sempre più distanti dalla gente e mille chiese “ed un cielo sempre più assente”, loro hanno brillato di una luce speciale.
Cari piccoli, restate così. Con quella ferita che non si rimarginerà mai, ma paradossalmente per voi sarà forza viva, impegno, l’esempio. Il faro a cui rifarvi quando tutto vi sembrerà più buio. Crescete e portatevi con voi il meglio dei vostri padri. Quell’ombra che vi seguirà e sarà per voi, e per noi, forza viva. L’esempio, come ho già detto.
Mantenete il vostro sorriso, le vostre lacrime, quella forza spesa per aiutare gli altri, i più deboli, mettendo la propria vita a favore degli altri.
Per questo probabilmente vi attaccheranno, vi faranno cadere, anche, ma avrete fatto la differenza e permesso ad altri di continuare a battere quel sentiero. La cui destinazione è sinonimo di VITA.
Vi abbraccio forte piccoli cari……
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8 Commenti a “”

  • anxhe io ritengo che il piccolo martin sia il simbolo dell’eroismo del padre… ci ha dato una bella lezione.. anche io ho postato la stessa immagine perché ritengo debba farci riflettere.. saluti

    ethan lesath

  • onore ai caduti e all’ amore dei rimasti….

  • a44a:

    Loro saranno la proiezione dei padri…..il futuro………..

  • 88apetta88:

    caro Max,mi permetto di dissentire dal tuo pensiero…

    premetto che mi dispiace infinitamente per la morte di questi ragazzi e per i loro familiari che hanno perso un padre,un marito,un figlio,un amico, una persona cara…

    C’è però da dire che questi militari non li considero eroi:

    1)non erano lì per difendere ma per occupare

    2)quando sono partiti sapevano che nei 5000 euro al mese che gli davano c’era la possibilità di morire come è successo a Nassirya

    3)nessuno lo ha obbligati a partire,anzi hanno litigato per andare là

    Io quindi rispetto la loro morte come rispetto quella di chiunque,anche quella dell’imbecille che guida ubriaco e si va a schiantare ma non posso fare a meno di pensare che se amava tanto i suoi cari poteva non partire e accontentarsi dei 1200 euro al mese che gli danno in italia…

    Spero di non aver offeso la sensibilità di nessuno,se l’ho fatto non era mia intenzione…

  • Queste foto hanno fatto il giro del mondo,commuovendolo…………..

    Un forte abbraccio a questi bimbi meravigliosi.

  • Concordo in pieno con 88apetta88. Mi dispiace per questi ragazzi, davvero tanto, per le loro famiglie, per i loro figli, ancora di più per i loro figli; ma nella stessa maniera per cui mi dispiace per i morti sul lavoro. Io sono contraria alla “missione di pace” (pace coi carrarmati?), lo sono stata dall’inizio e lo sono ancora, se si va a fare i soldati si sanno i rischi che si corrono. Se avessi avuto da scegliere chissà, forse per 5000 euro al mese sarei partita anche io, avrei avuto più soldi per crescere i miei figli. Mi dispiace, ma per me non sono eroi. Sono ragazzi morti sul lavoro.

  • mi associo a lottoperunsogno e 88apetta88. è stato straziante vedere il bambino accasciato sulla bara del padre, ma non riesco a definire eroi i dipendenti delle PMC, è più forte di me.forse perchè da quando l’uomo esiste le armi hanno sempre e solo condotto alle armi o almeno così credo. forse anche perchè credo che l’eroe sia una persona che si getta disinteressatamente a una causa e la difende, magari rischiando la sua vita, senza tirare in ballo giri di soldi.

  • io personalmente piango per tutti, a prescindere dal colore della pelle, dalla nazionalità o quant’altro.

    e ne conosegue che sono dispiaciuto per questi due bambini (e non solo: soffrono pure gli adulti! anzi, in genere soffrono di più gli adulti, avendo consapevolezza dei fatti e della perdita…), ma al contempo sono dispiaciuto anche per tutti i civili afghani morti in questi mesi… anni… (e spesso morti pure sotto il fuoco amico, come è successo non molto tempo fa per un errore dei caccia americani)

    sono tanti questi morti. tanti. TANTI!

    tanto che a volte mi domando come mai la coscienza di molte persone si smuova solo dinnanzi ad eventi che riguardano il nostro paese, e mai nei confronti degli altri. o solo per pochi istanti.

    come mai tanta indignazione per sei militari italiani morti, e poco o niente per le migliaia di civili afghani?

    giusto poche settimane fa ne erano morti 80 per i bombardamenti americani… quanti familiari ed amici doloranti? quanti bambini senza un genitore?

    un morto italiano ha un peso specifico maggiore rispetto ad un morto afghano, o tibetano, o cambogiano?

    il senso di solidarietà ed indignazione è vincolato e limitato dalla nazionalità? (un po’ come se giocassimo a risiko ed ognuno pensasse solo ai carrarmatini del proprio colore?)

    davvero, non capisco!

    nella mia mente c’è un solo principio: siamo tutti uguali! e in rapporto a questo principio le lacrime e l’indignazione non hanno una bandiera, ne un qualsiasi punto di riferimento culturale.

    mi spiace per questi due bambini… ma mi spiace anche per i bambini afghani rimasti orfani (e non solo x loro), … in condizioni esistenziali, sociali, economiche e politiche ben più grevi e problematiche.

    (ps: sul fatto poi che gli americani siano in afghanistan per esportare la democrazia, legittimando così una presenza militare anche italiana, ci sarebbe da discutere in eterno. in ogni caso la storia è abbastanza chiara rispetto ad alcune situazioni… ed il vietnam docet! anche se personalmente ho la netta impressione che il 99% delle persone non abbia la minima idea di cosa successe laggiù e di chi siano state realmente le responsabilità che portarono a quella strage: ciò però, paradossalmente, non impedisce alla gente di avere una opinione ben salda ed incrollabile)

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