LA MONICA, DURO SCONTRO TRA ACCUSA E DIFESA NELL’UDIENZA DI IERI.

LA MONICA, DURO SCONTRO TRA ACCUSA E DIFESA NELL’UDIENZA DI IERI.
Pino ha la cagarella e quindi non si presenta in aula, rinunciando a farsi interrogare da avvocati e Pm……
Si riassume così l’udienza di ieri del processo Pino La Monica.
Assente (per fortuna dell’imputato) il teatrante finto criminologo  cacciato dal Giudice la volta scorsa, ma assente pure lui, l’imputato. Il giorno precedente infatti, “in gita a Firenze, è andato al Pronto Soccorso dove in seguito ad un malore da lui dichiarato gli sono stati fatti tutti gli accertamenti del caso”. Alla fine le analisi (ottime) non hanno riscontrato nulla ed il soggetto non è ovviamente stato ricoverato.
Così facendo l’unica cosa che potrà fare in futuro è quindi una dichiarazione spontanea, mentre verranno tenuti in considerazione i precedenti interrogatori da parte della Pm Maria Rita Pantani.
Pm che ieri è stata nuovamente attaccata, in modo estremamente duro, dall’avvocato dell’imputato, il quale secondo quanto riportato oggi dai giornali ritiene la dr.ssa Pantani “una persecutrice acerrima del suo assistito”e l’ha accusata di avere minacciato una giovane test.
Sempre sui giornali leggiamo:
”Ieri (l’avvocato di Pino) però si è spinto oltre. La minaccia, secondo
Miraglia, è avvenuta nel corso di un interrogatorio dell’anno scorso,
durante il quale la tredicenne, alla Pantani e al maresciallo
Roberto Cesi, dice: «Ditemi voi cosa devo dire…». Miraglia ha
detto che valuterà se trasmettere il video, e la sua trascrizione,
alla procura, ravvisandovi una possibile coercizione del testimone,
anche perché alla fine la ragazzina scoppia a piangere.
«Se le associazioni di tutela dei minori ce lo consentiranno,
siamo pronti a rendere pubblico il video».
Quando questa ipotesi è stata riferita a Scarpati, che di tutela
dei minori si occupa non soltanto come avvocato, la risposta è
stata un “No” che, per usare un eufemismo, è stato molto deciso.
Scarpati ha raccontato in modo che la ragazzina aveva reso poco
prima in aula. Innanzitutto, per ben tre volte, ha confermato le
sue accuse. Quanto a quella frase nel video, «ditemi voi quel che
devo dire», è stata lei stessa a spiegare che, trovandosi in uno
stato di tensione, di fronte alla pm che la incalzava e al maresciallo,
lei non aveva altro da aggiungere. «E’ vero – spiega
Scarpati – che il pm l’ha ammonita a dire la verità, ma questo
non può essere assolutamente inteso come una minaccia: i
testimoni devono dire il vero, anche se minorenni, e se è necessario
bisogna ricordarlo anche ai testi giovanissimi». Ammonizione,
quindi, non minaccia. In ogni caso la ragazzina ha
confermato le sue accuse. Foto di questa giovanissima, in atteggiamento
affettuoso con Pino La Monica, erano state trovate sul
computer dell’educatore. E sulle memorie di questo computer, nel
primo pomeriggio, l’udienza è ripresa con il suo unico momento
a porte aperte, con l’ascolto del professor Donato Caccavella,
docente di informatica forense all’Università di Bologna.
Caccavella, in sintesi, ha sostenuto che la presenza di oltre 400
file di tipo pedopornografico trovati sul computer dell’imputato
può anche essere spiegata come una raccolta casuale, e non voluta,
e che la loro successiva cancellazione può dipendere da
diversi motivi, come il fatto che al “navigatore” in rete non interessassero.
Ha sottolineato come sia possibile, digitando anche
parole generiche, imbattersi in siti pornografici. La Pantani ha
obiettato che nel computer di La Monica c’era solo materiale
pedopornografico, e nulla di “semplicemente” pornografico.
Il perito ha risposto di non essere in grado di stabilire questo.
Ha piuttosto sottolineato che non ha trovato prove di una ricerca
specifica, da parte di La Monica, di tale materiale. Esistono infatti
acronimi che fanno entrare direttamente in questi siti. L’avvocato
Scarpati è insorto: si è alzato in piedi e si è messo a leggere una
ventina dei titoli dei siti trovati nel computer dell’educatore:
sigle inglesi, dove sono però ricorrenti parole come “child”,
“pedo” e “lolita”. Il processo riprenderà il 6 novembre, quando dovrebbe
essere ascoltato Pino La Monica. Per la sentenza si andrà all’anno
prossimo.”
Giusto per concludere, gira una voce…quella che all’interno del Comitato ci siano molti malumori. E che la credibilità data da alcuni membri a la Monica sia messa da più parti in discussione, grazie anche alla lettera apparsa qua e da noi commentata….dicono che qualcuno se ne sia già andato sbattendo la porta e che altri a breve abbiano intenzione di farlo…dicono…e senza confermare o smentire qua ci limitiamo a riportare questa voce di corridoio…..

3 Commenti a “LA MONICA, DURO SCONTRO TRA ACCUSA E DIFESA NELL’UDIENZA DI IERI.”

  • max, solo una curiosità: se lo trovassero colpevole di tutte le accuse quanto gli darebbero? diccelo così finisco di vomitare….

  • ma si sa già da un pezzo che tutti ‘sti files erano sul suo pc a scopo di studio e denuncia e che erano comparsi per caso.

    (ormai è una scusa tanto nota e stupida che non mi stupisco più della faccia di bronzo che manifestano tirandola fuori…)

  • ma com’è possibile che ci siano persone che si prendono la briga di difendere tali personaggi ?? sono indignata….

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