Pedofilia: a Rignano Flaminio spunta un’altra villetta degli orrori
Sarebbe al confine con la provincia di Viterbo Individuato e ispezionato dal nucleo di Pg della procura della Repubblica di Tivoli, il quarto presunto luogo in cui sarebbero avvenuti gli episodi di pedofilia che avrebbero avuto per vittime oltre 20 alunni della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio.
Si tratta di una villetta nelle campagne del paese al confine tra le province di Roma e Viterbo. Salgono a quattro i luoghi in cui, secondo l’accusa, potrebbero essere avvenuti gli episodi di pedofilia, per i quali sono indagate tre maestre, una bidella e il marito di una delle insegnanti. I primi tre luoghi non sarebbero stati riconosciuti dai bambini. Nei giorni scorsi, il pm Marco Manzi, della procura di Tivoli, ha fatto notificare ai difensori degli indagati l’ennesima chiusura delle indagini preliminari, che erano state prorogate proprio per compiere accertamenti sulla quarta villetta.
Secondo indiscrezioni, anche in questo caso, non sarebbero emersi elementi significativi e nessun bambino avrebbe riconosciuto il luogo.

2 Commenti a “”

  • In questo articolo c’è un’imprecisione: le abitazioni delle maestre e l’ultimo casolare ritrovato sono state riconosciute dai bambini, come specificato anche in questo articolo del Corriere della Sera:

    «Trovato a Rignano il casolare usato per gli abusi sui bimbi»

    I pm: prove su tre maestre e l’ autore tv Un gruppo di bambini accompagnato dai carabinieri nell’ edificio: «Sì, le maestre ci avevano portato qui»

    ROMA – Per ora sono soltanto indiscrezioni, perché gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari non sono ancora arrivati a destinazione. Ma sembra che a riceverli saranno le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio e il marito di quest’ ultima, l’ autore televisivo Gianfranco Scancarello. Nei provvedimenti sarebbero contestati nuovi elementi d’ accusa: fra questi, il riconoscimento da parte di alcuni bambini di un casolare in cui sarebbero avvenuti degli abusi. La Procura di Tivoli, diretta dal procuratore Luigi De Ficchy, ha inviato gli avvisi prima di Natale: la notifica, affidata agli ufficiali giudiziari, è attesa a giorni. I reati dovrebbero rimanere gli stessi contestati agli indagati fin dall’ inizio dell’ inchiesta: violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, sequestro di persona, sottrazione di minori. Invece per l’ insegnante di sostegno Assunta Pisani, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum De Silva la Procura sarebbe pronta a chiedere l’ archiviazione. «Nonostante tutto, non mi sembra che ci siano novità» osserva Scancarello, che per il resto rinvia ogni commento a quando avrà ricevuto il provvedimento. Da quel momento, gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati e depositare memorie. «Certo non attenderemo con le mani in mano la richiesta di rinvio a giudizio» annuncia l’ avvocato Roberto Borgogno, che difende l’ autore tv e la moglie assieme al professor Franco Coppi. Il passaggio successivo, se la Procura resterà convinta delle accuse, sarà l’ udienza preliminare, che si terrà in primavera davanti a Pier Luigi Balestrieri, l’ unico gip di Tivoli che non si è ancora occupato del caso. Poiché gli ordini di custodia cautelare sono stati annullati, il pm Marco Mansi, nei mesi scorsi, ha dovuto concentrarsi nella ricerca di nuovi indizi. Alla fine di luglio i carabinieri hanno accompagnato una dozzina di bambini in un casolare vicino a Rignano che alcuni hanno riconosciuto come la «terza casa» degli abusi, dopo quelle della «maestra Patrizia» e della «maestra Marisa». Le due insegnanti sono state nominate spesso dai piccoli durante l’ incidente probatorio, a differenza della Magalotti e di Scancarello. D’ altra parte, sugli oggetti sequestrati alla Del Meglio e alla Pucci il Ris non ha rilevato nessuna traccia del Dna dei bimbi. «Mi lascia interdetto che non si tenga in nessun conto l’ esito delle perizie biologiche – attacca l’ avvocato Giosuè Bruno Naso, che difende la Magalotti -. Ci sarebbe voluta un po’ d’ umiltà, la Procura avrebbe dovuto ammettere di aver sbagliato. Ma l’ umiltà è la caratteristica che più manca ai magistrati italiani». E neppure per l’ avvocato Luna Sciamanna, che assiste la Pucci, «ci sono elementi per il processo». Ribatte l’ associazione dei genitori di Rignano Flaminio: «È certo che alcuni alunni dell’ asilo Olga Rovere hanno subito traumi di natura sessuale. Per questo è indispensabile arrivare al dibattimento». «Le famiglie hanno diritto ad avere giustizia» aggiunge l’ ex coordinatrice dell’ associazione, Roberta Lerici. Ma uno dei legali di parte civile, Roberto Ruggiero, che assiste parecchi genitori assieme al collega Antonio Cardamone, sottolinea l’ aspetto più drammatico: «La mostruosità di questa vicenda è che comunque vada a finire sia i presunti colpevoli sia i presunti bimbi abusati sono tutti vittime dell’ orgia mediatica che si è scatenata». Lavinia Di Gianvito *** Le tappe La denuncia Nel luglio 2006 tre famiglie di Rignano Flaminio (Roma) denunciano ai carabinieri presunte violenze sessuali fatte subire ai figli da alcune maestre della scuola materna «Olga Rovere» Gli arresti Ai primi genitori se ne aggiungono altri, il 12 ottobre 2006 nella scuola viene effettuata una perquisizione e il 24 aprile 2007 sono arrestate le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti (nella foto) e Patrizia Del Meglio col marito Gianfranco Scancarello, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio Kelum De Silva Le scarcerazioni Il 10 maggio 2007 il Tribunale del riesame rimette in libertà gli arrestati e il gip di Tivoli ordina che i bimbi della «Olga Rovere» vengano riascoltati da una commissione di esperti, registrando le deposizioni. Nel corso di questi incontri con gli psicologi alcuni bambini hanno ribadito le accuse Gli indagati Sono sette: oltre agli arrestati, la maestra Assunta Pisani I bambini Sono 21 quelli che potrebbero aver subito degli abusi: alcuni hanno testimoniato in sede di incidente probatorio, per altri è stata eseguita una perizia. Sono stati i loro racconti a costituire l’ elemento per supportare l’ eventuale richiesta di rinvio a giudizio di quattro indagati

    Di Gianvito Lavinia

    Pagina 20

    (7 gennaio 2009) – Corriere della Sera

  • ciao Sally, grazie. il mio l’avevo preso da Il Tirreno.

    un abbraccio

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