DUE “BUONI” PRECEDENTI.
A Milano sono stati chiesti 16 anni per l’ennesimo caso di pedofilia all’interno delle scuole. 16 anni per un insegnante (di cui purtroppo ci manca nome e foto) che il Pm Marco Ghezzi, nella dura arringa, ha definito “un Lucifero, che Dante avrebbe messo nel buco più basso dell’Inferno”. “È nefando a tutto tondo, un museo degli orrori di tutto quello che un maestro non dovrebbe fare”. Il pedofilo 42enne è per l’accusa reo di aver abusato 8 bambini di una scuola elementare (tra cui una bimba disabile), a Quarto Oggiaro, “storico” quartiere della periferia di Milano.
Ma al di là del fatto di per sé, la cosa importante è che a giudizio viene chiamato anche il Preside della scuola medesima, tale Fausto Caielli, imputato dello stesso reato per omessa denuncia.
“È la quintessenza dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia” ha dichiarato il Pm, chiedendo per lui 8 anni di carcere.
Alla maestra ed agli insegnati che gli chiedevano di intervenire urgentemente, pare avesse chiesto “una documentazione scritta per denunciare i sospetti”. La cosa era poi esplosa quando tutti i genitori (tranne una famiglia….) prima di Natale avevano tenuto i bambini a casa da scuola.
Sono curioso di vedere come andrà a finire, perché crea un importante precedente. Poiché se si dovessero chiamare a giudizio tutte le persone che sanno e che non impediscono che un abuso venga attuato, credo che i Tribunali si ingolferebbero ulteriormente con un mare di nuovi casi.
Ma a proposito di importanti precedenti, segnalo anche una notizia di alcuni giorni fa.
La corte dei conti ha chiesto a quell’insegnante della Valle d’Aosta (di cui parlammo mesi fa) che malgrado la denuncia per possesso di materiale pedopornografico non voleva “mollare” il posto di lavoro, la modica cifra di 15mila euro per danno d’immagine. “Secondo l’accusa, l’insegnante, utilizzando il computer della scuola in cui all’epoca lavorava, scambiava materiale pedopornografico via chat. Il professore è in attesa che venga fissata la data per il processo d’appello. Secondo la procura contabile, l’imputato con la sua condotta avrebbe procurato un grave danno d’immagine alla scuola valdostana”. Forse che poco per volta le cose stanno cambiando?

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