torino pedofilia

Buon lunedì a tutti, come state?
Chiedo scusa se in questi giorni sono un po’ latitante, ma abbiamo una media di una conferenza al giorno, senza contare i processi in corso e le varie attività dell’Associazione (tra cui un forte impegno sulla Romania di cui a breve vi parlerò).
Domani ci sarà quasi sicuramente la sentenza sul caso Brescia (seconda scuola), sentenza che in parte abbiamo già….anticipato in un nostro precedente post e che già sappiamo come andrà a finire…..
Ed a proposito di “falsi abusi” oggi vorrei tornare sul caso allucinante di Torino, con un lungo doloroso elenco di dichiarazioni al riguardo. Ed una foto. Altrettanto dolorosa quanto, a mio avviso, disgustosa.
Quella apparsa sui giornali dove il figlio/fratello dei 2 abusanti si è fatto tatuare sul braccio, ad uso e consumo della stampa, la foto del padre……..
Riassumiamo però in due righe la storia:
”Quartiere Falchera, periferia di Torino, Maria “ (nome inventato) oggi ha 34 anni. Dall’età di 9 è stata segregata in casa dal padre, in una stanza buia (senza luce elettrica) ed abusata, spesso a cadenza quotidiana. Il suo lettino è addirittura in camera da letto dei genitori, vicino al lettone del papà.
In questa torbida storia c’è di mezzo pure il fratello, quarantenne pure lui (come il padre) finito in carcere, poiché grazie allo stesso dna probabilmente, ha abusato delle sue 4 figlie femmine.
Ad incastrare entrambe le bestie, dettagliatissime intercettazioni ambientali. Dove, per essere estremamente chiari, si sente tutto: le grida di pietà, le implorazioni ed i pianti delle vittime. Ma anche la brutalità ed il “piacere” che provavano i carnefici.
Un errore però (che forse ho commesso anche io) potrebbe essere quello di paragonare il caso di Torino a quello austriaco.
Perché? Presto detto. Per due grandi divergenze.
Prima: qua i parenti e pure i figli (comprese alcune vittime) stanno difendendo pubblicamente il padre mostro (mentre hanno tutti preso le distanze dal fratello!), cosa che per fortuna non mi risulta sia accaduta in Austria, dove tutti hanno optato per un più dignitoso silenzio!
La foto sopra riportata ne è la dimostrazione più plateale.
“Mio padre è un uomo buono….questa è la sua faccia”, ma anche “ma se mio marito non riesce a fare certe cose neanche se ti impegni per 4 ore”, dichiara ad un giornalista la sensibilissima mamma di casa…….
Seconda divergenza: a differenza delle vittime austriache, qua la bambina (oggi donna) non ha vissuto chiusa a chiave per 24 ore al giorno senza contatti col mondo esterno!!!!!!!
È andata a scuola (scuola che ha poi lasciato a 12 anni senza prendere la licenza media ma soprattutto senza che nessuno intervenisse!!!!), in oratorio, da parenti. E nessuno, NESSUNO, ha visto, sentito, denunciato nulla.
Anzi, il suo fu pure classificato (l’unica volta in cui riuscì a chiedere aiuto) come un caso di “falso abuso”.
Queste le dichiarazioni, in ordine sparso, del mondo adulto cieco, e causa cecità appunto, ci permettiamo di dire, complice:
– Parroco del quartiere: “non mi sono mai accorto di nulla: gli dicevo (al padre) solo di non rubare”.
– Vicini di casa: (che a cadenza settimanale chiamavano i vigili perché il padre faceva rumore): avevamo sospetti, ma chi poteva immaginare una simile brutalità?”
– lo Psichiatra che dietro richiesta del magistrato “periziò” la ragazza:
”nel 1994 la sua testimonianza non era attendibile” (e per questo il magistrato archiviò)
– l’assistente sociale che entrava in quella casa a cadenza settimanale per seguire il fratello audioleso: “andavo in quella casa per il fratello, non per occuparmi di lei” (…..)
– l’assessore ai servizi sociali: “l’assistente sociale svolge un compito specifico, molto circoscritto….quindi non poteva conoscere le condizioni della ragazza, a meno che , ovviamente non avesse ricevuto una richiesta di aiuto”.
Potrei continuare ancora per molto ma credo che basti così.
Una domanda facile (quanto retorica) chiude il mio pezzo di oggi: in questo caso la pedofilia è tornata nell’ambiente che le è più congeniale, quello del degrado urbano e sociale, delle periferie povere, emarginate, fatte di palazzoni grigi tutti uguali, tutti miseri.
Invisibili alla società che si considera civile e che, visto il tasso di omertà e silenzi, civile proprio non è.
Resta da chiedersi quante altre ragazze come “Maria” vivano oggi una situazione simile. E cosa si possa realmente fare per raggiungerle, dare loro voce, ma soprattutto toglierle da un simile mondo di orrori e malvagità. Che toglie ogni speranza di un futuro migliore.

8 Commenti a “”

  • a44a:

    Tutti sapevano ma tutti hanno taciuto……..l’omertà è quella piaga che insieme alla pedofilia non si riuscirà mai a debellare, purtroppo. Ciao Max buon lavoro.

  • Sicuramente quell’ignorante stupida della madre dice la verita’: il marito non riusciva a fare certe cosi’ nemmeno se ti impegni per 4 ore CON LEI! Non certo con la figlia.

    Scusate ma io comincio a sputare veleno.

  • Quella foto disgustosa da far venire il vomito la dice lunga sulla storia di questa bella famigliola.

    Io sbatterei tutti in galera nessuno escluso.

    La madre è quella che mi fa venire più il voltastomaco e non credo che sia una questione d’ignoranza il suo atteggiamento omertoso che come sempre fà rima con merdoso.

    Temo comunque che in Italia non avrà un grande spessore mediatico insieme allo sdegno e il disgusto che ci dovrebbe essere in ognuno di noi!!!

  • Una società complice in uno stretto silenzio di questi schifosi bastardi.

    Che schifo,siamo diventati vuoti, mostri senza anima e coscienza.

  • Anche i miei familiari hanno visto con i loro occhi che mio nonno abusava di me eppure sono stati complici, in silenzio… ho subito dai 2 anni ai 15 anni ! eppure la mia famiglia non è degradata ma colta e affermata… a conferma del fatto che la pedofilia non è una questione di soldi o cultura… La pedofilia è una criminale perversione sessuale e andrebbe punita molto più severamente !!

    La lobotomia al cervello è l’unica soluzione…

  • è sempre, ogni volta, una pugnalata allo stomaco. Forse, fanno più incazzare questi pezzi di merda vestiti da uomini che non sentono, non vedono, non capiscono, perchè ti convinci di essere tu a sbagliare. è atroce. non riesco a dire niente altro. La vita restituirà. Spero.

  • xFedericaChicca

    non so quanto le parole possano servire, ti vorrei dire tante cose, ma riesco solo a dire che mi dispiace tanto, veramente, per tutto quello che hai passato e che non avresti mai dovuto passare.

  • Già, il problema è QUANTE. Dio mio Max….cosa possiamo fare? Lça gente è cieca e sorda, le vittime hanno paura o ono talmente soggiogate da non capire più quale sia la normalità. Mi sento inutile.

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