Due storie arrivano da Milano.
Per entrambe, dovendo garantire la privacy delle vittime non mettiamo né nomi propri né foto.
Partiamo dalla prima.
È finito in carcere l’ennesimo predatore di bambini mascherato da padre.
Il quale ha stuprato per anni la propria bimba e non contento l’ha poi…..”prestata” ad un branco di giovani di una baby-gang affinché pure loro si “servissero” di lei.
Quando i carabinieri di Trezzo sull’Adda hanno interrogato la ragazzina per capire qualcosa di più sul branco (segnalato alle forze dell’ordine per numerosissimi casi di maltrattamenti ed atti di vandalismo) la giovane ha trovato il coraggio anche di raccontare cosa da tempo il padre le faceva.
Tra perizie, sentenze e il solito lungo iter sono passati anni.
Oggi la bimba è una giovane adulta, serena, che si è rifatta una vita con la sua nuova famiglia dopo aver passato molti anni in una casa famiglia.
Quanto all’orco, la Giustizia ha finalmente presentato il conto. Da sabato scorso è in carcere, a San Vittore, dove passerà i prossimi dodici anni della sua malata vita.
La seconda storia ha invece ancora alcune ombre ed è solo all’inizio del lungo iter processuale.
Sarebbe stata una storia da libro Cuore (e lo diciamo senza stupida ironia), se non fosse per laconclusione assolutamente folle.
Una donna di 38 anni, psicologa affermata, ritrova suo padre che l’aveva abbandonata alla nascita.
Lui ha 73 anni ed è un noto imprenditore.
La donna si è presentata a lui alcuni mesi fa e lui le ah chiesto di sottoporsi all’esame del Dna. Cosa che lei ha fatto confermando appunto la parentela.
I due cominciano a frequentarsi, ma lui le fa dei regali “inusuali”:
cene a lume di candela, biancheria sexy…..finchè non la aggredisce e tenta di violentarla. “Come sei bella….che belle gambe hai…sei uguale a tua madre, mi ricordi lei…vorrei averti come amante…”.
La donna, in lacrime, lo ha denunciato per violenza sessuale aggravata. Oggi è distrutta, perché allo shock della violenza si è unita la definitiva perdita del padre tanto cercato. Tra le prove che porterà a processo il nastro della segreteria telefonica dove lui, affranto, dice “mi spiace per quello che ti ho fatto…”.

4 Commenti a “”

  • a44a:

    Non ho parole in tuti e due i casi. A volte si dice meglio perderli che trovarli………….ed è proprio vero, povera illusa, credere di aver ritrovato il (bravo) padre.

  • Sarebbe meglio essere orfani anzichè avere delle m..come genitori

  • 2 storie agghiaccianti. La 1 x fortuna ha un lieto fine, la bambina è riuscita a diventare una ragazza serena. La seconda………..un sogno che diventa un incubo assurdo. Ho sentito la notizia al tg ieri e i media mi hanno fatto veramente schifo, perchè dicevano che questa donna potrebbe aver cercato il padre solo x i soldi. Non aggiungo altro, non serve……………sciacalli ecc ce ne sono sempre troppi.

  • Che sollievo passare da te a rilassarsi…eh?!

    :-)))

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