Notizie come quella che riporto testimoniano, ancora una volta, l’attività “predatoria” di certi soggetti. Che non possono essere chiamati in nessun altro modo, appunto, che non sia quello di “predatori”.
Là fuori c’è gente che ogni giorno si sveglia cercando di inventarsi un modo su come adescare (cacciare) un bambino. Possiamo chiamarli deviati, considerarli malati, cercare impossibili giustificazioni che ci permettano di capirne la portata, ma non cambia nulla: restano la peggiore feccia che il genere umano abbia mai potuto generare e per loro (e chi li difende) mai come oggi invochiamo la tolleranza zero…..
 
Adescava i bambini fuori dalle scuole e nei parchi del Tuscolano e di Piazza Vittorio con la promessa di ricariche telefoniche e cellulari e, una volta guadagnata la loro fiducia, cercava di abusarne e si faceva regalare la loro biancheria intima. Per questa ragione è finito in manette un uomo di 65 anni, pregiudicato per reati simili, arrestato con l’accusa di induzione alla prostituzione minorile e di tentata violenza sessuale. È questo il risultato di un operazione condotta dalla polizia di Stato del commissariato Prenestino, diretto da Antonio Franco, in collaborazione con la squadra mobile diretta da Vincenzo Rizzi, presentata oggi alla stampa nel corso di una conferenza organizzata in Questura. "La prima segnalazione ci è arrivata da un uomo di nazionalità rumena – ha spiegato Franco – padre di due ragazzi di 12 e 14 anni, preoccupato dal fatto che i due figli avevano un cellulare nuovo del quale non si sapeva la provenienza e sul quale c’erano degli sms dell’uomo che poi avremmo arrestato. Una volta iniziate le indagini siamo risaliti a questo 65enne, residente nel frusinate, e al suo ‘modus operandi’: l’uomo adescava le sue vittime, tutte di sesso maschile e di età compresa tra i 12 e i 16 anni e in larga maggioranza di origine straniere, promettendo loro regali come ricariche telefoniche, telefonini, e varie altre cose. Una volta ottenuta la loro fiducia, iniziava a mandar loro messaggi nei quali si dichiarava ‘innamorato’ di loro e cercava di abusarne. Spesso, nel primo sms, si spacciava per una fantomatica ragazza pronta a fare sesso. Inoltre abbiamo riscontrato che gli scambi di regali e biancheria intima tra l’uomo e le sue vittime, avvenivano nella maggioranza dei casi in un negozio di proprietà cinese". Le indagini sono partite dopo che i due figli dell’uomo che ha denunciato per primo il fatto sono stati ascoltati in audizione protetta con l’ausilio di psicologi ed interpreti rumeni dal personale della sezione minori della squadra mobile, diretto da Silvia Franzè.

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