SONNO DELLA RAGIONE O PIU’ SEMPLICEMENTE COMPLICITA’?

Quello che segue è uno stralcio di un’intervista, apparsa su La Repubblica, alla figlia di Totò Riina.
Perché la metto? Leggetela e capirete.
 
D: Per lo Stato italiano è un assassino, per lei chi è suo padre?
R: "Sembrerà strano… mio padre viene presentato come un sanguinario, crudele, quasi un animale, uno che addirittura avrebbe fatto uccidere anche i bambini. Ma a me, come figlia, tutto questo non risulta. So io quello che mi ha trasmesso. Educazione. Moralità. Rispetto. E quando parlo di rispetto non parlo in quel senso, in senso omertoso. La persona che io sono ora, è quella che mio padre e mia madre hanno lasciato".
D: Si rende naturalmente conto che c’è un contrasto nettissimo tra come suo padre è descritto in centinaia di sentenze e come lo sta descrivendo lei adesso. Come può parlare di moralità e di rispetto una persona che ha fatto uccidere tanti uomini?
R: "Ecco perché ho detto che vi sembrerà strano, ma mio padre per me è così. E io così l’ho vissuto e così lo vivo ancora".
D: In casa Riina non ci sono più figli maschi. Gianni è all’ergastolo per tre omicidi. Suo zio Leoluca Bagarella è in carcere dal 1995. Suo fratello Salvo è tornato dentro qualche giorno fa per scontare una pena residua. Lei parlava delle "sofferenze" del carcere, ma ha mai letto gli atti che accusano suo padre e suo fratello Gianni, le carte che raccontano i loro delitti?
R: "Loro devono scontare quello che devono e io non voglio giudicare i processi o sentenze. Dico solo che ho sofferenza, soprattutto per Gianni che è un ragazzo, ha vissuto troppo poco la sua adolescenza. E dico anche che, secondo me, si potrebbe evitare con lui un certo accanimento. Potrebbero farlo studiare in carcere, insegnargli un mestiere".

8 Commenti a “”

  • come esempio andrebbe bene anche Mario Alessi che in Tv lanciava appelli per liberare Tommaso. tenendo mano nella mano la sua dolce mogliettina.

  • poveri stinchi di santo, vi sembra il caso di cacciare in galera tali esempi di moralità e grandezza d’animo?!

  • Che si vergognasse anche solo di pensarle le cose che dice.

    Dignità zero, come pure il buon senso e la coscienza.

  • Ma perchè no… iniziamo pure il Processo di Beatificazione, no? visto che ci siamo…..!

    :-)))

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  • a44a:

    Cosa dire, io metterei anche lei in galera a fare compagnia alla sua famiglia altrimenti credo che ci dovremo preparare al peggio se nel futuro permetteranno a persone come queste di circolare liberamente, oppure potremmo creare una seconda Santa Maria Goretti? (pace all’anima sua)

  • Scusate, ma che cosa ci aspettavamo? Una persona che cresce in un certo tipo di ambiente, cresce in quel modo. In fondo da bambina è vissuta in una situazione poco ideale, per colpa del padre. Lei ora ha i valori tutti sballati e non si rende conto di non essere più una bambina. Ma il ragionamento è distorto come solo una situazione così può creare. Cioè è “normale” che lei parli così, perchè i valori che le sono stati insegnati sono quelli e non sono i valori nostri. Vorrei vedere i nostri figli come verrebbero fuori se li facessimo crescere in una situazione del genere. In fondo anche i cani di Pavlov, sbavavano quando sentivano la campanella anche se non c’era il cibo. Allora anche una figlia può crescere amando suo padre, pure se lui era un mostro, perchè i figli, fin da piccoli, amano i genitori. Quando diventano grandi dovrebbero essere in grado di pensare per se stessi, ma la vita che hanno vissuto fino a quel momento influenza sempre il loro modo di agire e pensare. Non sempre sono in grado di sganciarsi. Lei vive nel diniego della realtà, un mondo di sogni. Ma non è colpa sua.

  • vedi dolcesperanza, l’obbiettivo di questo post era di far capire come si possano difendere ad oltranza con manifestazioni che sfociano nel ridicolo dei pedoifli accertati.

    se addirittura al figlia di riina, che ha vissuto in prim apersona anni di clandestinità ed ha mezza famiglia in carcere, nega sfacciatametne l’evidenza dei fatti, cosa possiamo pretendere dai vari pesudo comitati pro indagati?!

    questo era lo scopo del post. una amara realistica riflessione.

  • Max, una cosa che accade spesso alle vittime dei pedofili, i quali come tutti sappiamo, nella maggior parte dei casi non sono estranei, ma persone con cui c’è un legame di affetto, è che negano a se stessi ciò che è accaduto (che sia un singolo episodio o anni di abusi). Il diniego è una fase importante nella vita del bambino abusato: si tratta di un meccanismo di difesa che gli permette di sopravvivere. E’ una fase che può prendere la forma di amnesia o addirittura di frammentazione della personalità, negarsi i ricordi di ciò che è accaduto oppure negarsi i sentimenti legati ad essi- Il lavoro duro di chi cresce in una realtà simile è quello di rimettere insieme le schegge della propria anima. Lavoro durissimo come tu ben sai, ma non impossibile, come io vorrei dire urlandolo ai quattro venti.

    La gente normale non vorrebbe mai credere possibile certe cose, specialmente quando la persona accusata è un amico/a. Ecco perchè si formano i gruppi di difesa, e credo che lo facciano in buona fede. Credo che sia normale, in quanto, se ti senti toccato negli affetti, cerchi di difendere quell’affetto. E’ una forma di pubblico diniego della realtà.

    La figlia di Riina vorrebbe difendere l’idea che si è fatta del padre, come una moglie molto spesso cerca di difendere il mondo dei sogni che si è creata, anche a spese della propria figlia che accusa il papà di abusi incestuosi. La nostra televisione ci propone i programmi “reality”, che non sono altro che una serie di finzioni. Io credo che la gente trovi grande difficoltà a capire dove sta la verità perchè accogliamo solo ciò che ci piace, e se non ci piace, cambiamo canale o cambiamo vestito, o cambiamo gruppo di amici o colore politico. In questo siamo un pò schizzofrenici. Credo che il grande pubblico, pur esprimendo orrore di fronte a storie di ordinaria pedofilia, in cuor proprio preferirebbe non crederci- e fa di tutto per dare spazio al dubbio, inificiando l’affermazione della verità. Penso alle interviste che ho visto su Repubblica, della gente per strada che diceva che non poteva crederci (mi riferisco a Verona).

    Quindi per “formazione culturale”, si cerca di creare e affermare la propria verità. Ecco perchè è doppiamente difficile per le vittime e le loro famiglie avere la forza di portare tutto alla luce del sole, e di continuare a farlo nonostante il clima di diniego della realtà.

    La verità però deve essere rigorosamente la verità, non solo la pubblica opinione, poichè la pubblica opinione molto raramente riesce ad affermare e difendere la verità vera. L’opinione pubblica può cambiare rotta da un momento all’altro, a seconda di chi la usa a proprio piacimento. Ecco dove entra la necessità di istruire, informare…come si fa qui, d’altronde. Se si conosce bene una realtà, la verità può regnare.

    Questo significa conoscere bene anche i meccanismi e le dinamiche di certe realtà come la Mafia, il mondo della pedofilia, la psicologia delle vittime e anche dei carnefici come per esempio tramite il libro di cui hai scritto pochi post fa.

    Scusa se sono stata troppo lunga, Max…tu sai quanto sia importante per me questo discorso.

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