LA STONATURA DI GINO PAOLI.
Quello che segue è parte del testo della canzone di Gino Paoli che tanto clamore ha creato in questi giorni. Mentre una notizia ben più eclatante (quella del collegio per bimbi sordo muti di Verona) rischia di passare inosservata.
Vorrei sapere, dopo che l’avete letto, voi cosa ne pensate:
 "Aveva gli occhi come un pettirosso/era una donna di undici anni e mezzo – recita il testo – si alzò la gonna per saltare il fosso/aveva addosso un vestitino rosso. Mentre passava in mezzo a quel giardino/di settant’anni incontrò un bambino/voleva ancora afferrare tutto/e non sapeva cos’é bello e cos’é brutto/e l’afferrò con cattiveria/lei si trovò le gambe in aria/lui che cercava cosa fare/c’era paura e c’era male". Il testo prosegue così: "E il male lo afferrò proprio nel cuore/come succede con il primo amore/e lei allora lo prese tra le braccia/con le manine gli accarezzò la faccia/così per sempre si addormentò per riposare/come un bambino stanco di giocare".

12 Commenti a “”

  • che dire? Fa semplicemente schifo come chi la canta e chi l’ascolta.

    Questa ennesima vergogna a danno dei bambini è apparsa anche su un quotidiano,qualche giorno fa e non ho potuto fare a meno di rimanere indignata e schifata…..

  • che schifo!

    Fermiamo ‘sto mondo, va alla rovescia!

  • E’ disgustosa, un inno alla pedofilia, una violenza alle vittime, una presa per il culo alle vittime, una mancanza di rispetto. Sembra che voglia togliere il giusto peso, dolore ad un bimbo abusato, al crimine più orrendo e disumano che si possa fare. E’ come se togliesse la vittima, come se non esistesse perchè non è tale. Un bambino violato non perdona una cosa così mostruosa che non capisce perchè innocente, sono azioni troppo devastanti per lui.

    E poi basta…..il bambino è la vittima, il pedofilo una grande…..

    Magari il male li afferrasse tutti nel cuore o altrove

  • La musica a volte può arrivare dove le parole non si sognano neppure.

    Può arrivare al cuore.

    E’ una musica amara che esprime tutta l’amarezza che inevitabilmente si prova ascoltandola.

    Descrive l’orrore di quel momento, e la morte, che come fosse l’epilogo del gioco crudele, arriva per far riposare un corpicino e un cuore che troppo ha sofferto e che mai avrebbe comunque più saputo giocare e vivere.

  • yzy:

    il pedofilo paragonato ad un “bambino di settantantaani che non sà cosa è bene e cosa e male” e alla fine morendo viene paragonato ad “un bambino stanco di giocare”… bell’insulto ai bambini che di questo scempio sono le vittime. pessima, vermamente pessima, come le stentate giustificazioni con cui ha provato a difendere questo testo.

  • Io non riesco a capire se il quadro che dipinge sia una metafora del cammino di guarigione che fanno molte vittime, dove alla fine dei conti, può accadere che la donna-che una volta era una bambina, riesca a perdonare nel proprio cuore il suo aguzzino. –No, non sto bestemmiando, sto parlando di una cosa che permette alla vittima di andare avanti con una vita più serena, ma è una cosa che richiede molto tempo e un cammino serio.

    Chi mi ha seguito in quest’ultimo anno ha capito la differenza tra perdono e riconciliazione. Lo scopo del perdono- che è un elemento fondamentale della guarigione (spirituale ed emotiva in particolare), è quello di non più “sopravvivere”, ma finalmente vivere una vita serena. Una cosa possibile ed auspicabile, per quanto incredibile. Non ci sono limiti alle risorse umane. Allora,forse la visione di Gino Paoli è questa, ma c’è un grande problema.Un’artista può cercare di racchiudere in poche righe la storia di un dramma, ma deve stare attento a come lo fa, poichè la maggior parte degli ascoltatori non ha fatto l’esperienza degli abusi sessuali. Nemmeno lui, credo, spero…Il giudizio generale e anche mio è che il suo sforzo non è ben riuscito. Troppe ambiguità. Lui cosa dice in proposito? Forse mi tocca fare un giro in Internet per vedere. Vi faccio sapere!

  • Si, è più o meno come dicevo io, come scritto in quest’articolo. Boh…non so…

  • DISGUSTATA è IL TERMINE PIù ESATTO!QUESTO NON SA PIù COSA INVENTARE PER FAR SOLDI E BLATERA A CASO SUI DRAMMI PIù PROFONDI.

    QUALCUNO MI SPIEGHI DOVE STA ANDANDO IL MONDO, NEL MIO GIOVANILE IDEALISMO NON VOGLIO CAPIRLO DA SOLA…

  • Ma la censura non esiste più ?

  • Non ci posso credere, non avevo ancora letto il testo e credo francamente che il buon Gino abbia toppato alla grande.

    Per vedere un pedofilo come un vecchio bambino che non sa distinguere il bene dal male, ci fa capire che oltre a non avere mai subìto abusi è anche poco e male informato a riguardo, male, malissimo !!

    Quel che mi chiedo è cosa mai gli sia passato per la testa !! Non poteva continuare a cantare di gatte e soffitte invece di addentrarsi in argomenti che non gli competono, dando peraltro una visione distorta ed edulcorata di quello che sono i pedofili?

    C’è bisogno di gente che descriva questi esseri in tutta la loro mostruosità, perchè tutti sappiano che esistono e sono fra noi, non di cantautori che li dipingono come innocui vecchietti che vanno accarezzati sul viso!!

    Francamente… la sto rileggendo perchè, ancora basita, ho paura di non avere inteso bene il testo, ma no… per quanto cerchi di trovarci del buono, mi suona sempre allo stesso modo, quindi non ho frainteso proprio niente.

    Sembra proprio che, fino a che queste cose non ci toccano da vicino, preferiamo tutti far finta di non vedere e non credere

  • In un intervista su Avvenire, Gino Paoli dice così: la canzone parla di umanità, una parola importante da capire, la scopre solo il bambino, che non ha sovrastrutture: la bambina, davanti al vecchio pazzo che dopo la violenza le muore sotto gli occhi, esercita quella pietas cristiana di cui invece la società nella sua spasmodica ricerca del mostro ha perso traccia”.

    Invece, Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori e consulente della commissione, ritiene “singolare che in poche righe ci si possa inoltrare in percorsi talmente intimi e soggettivi, come la pietas cristiana, prefigurando un’indulgenza tutt’al più spettante alle professioni religiose”. Il Moige, Movimento italiano genitori, giudica “positiva e dovuta” la richiesta della commissione e dice che la canzone “tratta la piaga delle pedofilia in maniera ambigua: un testo del genere non può essere diffuso senza pensare alle eventuali conseguenze”.

    Gino Paoli dice che i bambini sono più in grado di perdonare perchè non hanno sovrastrutture: questo mi dice che lui non capisce nulla di quest’argomento e non conosce i bambini. Il bambino tende a mantenere il segreto degli abusi perchè si sente in qualche modo legato a chi ne ha abusato, specialmente se è un parente ma anche se è una persona conosciuta. Se è un parente potrebbe esserci un desiderio interiore di annullare il ricordo, di “perdonare” perchè vorrebbe cancellare quello che è successo. Sarebbe un meccanismo di difesa e di sopravvivenza, non pietas cristiana.

    Crescendo, proprio a causa di quell’evento o quegli eventi, il bambino viene caricato di sovrastrutture che non esisterebbero nella sua mente se non avesse vissuto quegli episodi.

    Solo quando è grande, se desidera guarire o si trova ad un’impasse nella sua vita: vivere o morire di dolore, può darsi che sarebbe in grado di fare il percorso a ritroso per ritrovare il suo bambino interiore, che è rimasto lì,bloccato in quel momento o in tanti momenti, amarlo, ascoltarlo e rassicurarlo per tutto il tempo necessario. Poi, solo dopo aver riallacciato il contatto con il suo bambino interiore, potrebbe prendere in esame la possibilità di un perdono del suo aguzzino, ma con lo scopo di ristabilire la propria pace interiore e rientrare in possesso della propria vita, scoprire i propri doni e realizzare i propri sogni. Non tutti ci riescono, dipende da molti fattori, ma è una sfida che vale la pena di affrontare.

    Quanto all’interpretazione di Gino Paoli, lui sbaglia grossolanamente perchè tutto ciò che ho scritto non si può ridurre a poche parole di una canzone. Si tratta di un percorso che può durare per un tempo indefinito (anni, o anche una vita intera). La sua tesi è fantascienza riduttiva perchè il perdono che è frutto del percorso di cui parlo io non riguarda tanto la pietas cristiana, quanto il ripristino di un certo equilibrio in un cuore che ha sofferto troppo, troppo presto.

  • è disgustoso

    ma una volta per cose meno importanti non c’era la censura?

    che schifo

    e lui come fa a nschifarsi e non cantarla

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