"Nessun colpevole può essere assolto dal tribunale della sua coscienza"
Giovenale

10 Commenti a “”

  • il problema è che questi individui non hanno coscienza………

  • a44a:

    Magari l’avessero, oggi forse non si sentirebbero più notizie del genere.

  • La coscenza non è per loror….questi sono feccia umana…e la peggiore.

  • PURTROPPO IN QUESTI ESSERI IMMONDI LA COSCIENZA HA TROVATO LA PORTA SERRATA..

  • se avessero una coscienza non farebbero quello che fanno

  • Frase bellissima ma sono purtroppo d’accordo con Checco…

  • Infatti, mi tocca concordare con quanti sopra, questi di coscienza non ne hanno, o quanto meno sanno conviverci troppo bene…

  • …circa le coscienze…vorrei chiedervi di leggere il seguente articolo e….magari spiegarmelo! non ho compreso bene a quale coscienza hanno dato ascolto tutti questi signori….e, se magari hanno ascoltato le “coscienze” dei sei ragazzini e rispettive famiglie…grazie.

    In primo grado la pena era stata calcolata male. Ha pesato anche per il risarcimento

    Pedofilia, c’è un supersconto in appello

    (ma.be.)

    La condanna scende da 6 a 4 anni Già concessi gli arresti domiciliari. Tra gli abusati c’era pure un adulto affetto da sindrome di Down. Avvocati soddisfatti BOLZANO. Da sei a quattro anni di reclusione. La corte d’appello di Bolzano ha ridotto notevolmente la condanna inflitta al pedofilo altoatesino arrestato un paio di anni fa dopo la denuncia di alcuni genitori nella zona del Burgraviato. L’uomo, che si trovava rinchiuso nel carcere di Verona (in custodia cautelare), ha dunque ottenuto la riduzione di un terzo della condanna con contestuale concessione degli arresti domiciliari presso la «fondazione Odos» (costituita proprio per il recupero dei carcerati) di Bolzano. L’uomo ha dunque potuto lasciare il carcere di Verona già nella giornata di ieri.

    Soddisfatti gli avvocati difensori Flavio Moccia e Nicola Canestrini che avevano sempre considerato eccessiva la condanna.

    Una considerazione che i giudici d’appello hanno fatto propria. In sentenza hanno rilevato un presunto errore materiale nel calcolo matematico che aveva indotto il giudice delle indagini preliminari, in primo grado, ad infliggere all’imputato sei anni di reclusione. Per giungere ad una riduzione di un terzo della condanna, l’imputato ha potuto far leva sull’ottimo comportamento processuale, sull’avvenuta rifusione del danno morale liquidato alle famiglie di sei ragazzini vittime degli abusi e sulle condizioni psico-fisiche critiche rilevate in fase di perizia. I giudici hanno anche tenuto conto delle cure di carattere psicologico cui l’imputato si sarebbe sottoposto nel corso della detenzione subìta a Verona. Come noto l’uomo ha dovuto rispondere degli abusi sessuali messi in atto oltre che ai danni di alcuni ragazzini anche di un uomo adulto, affetto da sindrome di Down. Per quest’ultimo caso l’imputato avrebbe approfittato delle condizioni di inferiorità psichica della sua vittima. L’imputato, un altoatesino di 55 anni (al tempo dei fatti titolare di un locale pubblico) in primo grado fu condannato con rito abbreviato, a sei anni di reclusione. La scorsa settimana la sua posizione era finita al vaglio della corte d’appello (presidente Renzo Pacher). Ieri i giudici hanno sciolto la riserva e hanno deciso di accogliere la richiesta degli avvocati difensori per una sensibile riduzione di pena. A chiedere meno severità nella quantificazione della condanna era stato (oltre agli avvocati difensori) anche il pubblico ministero Alois Klammer. A dare una mano agli avvocati c’è stata anche la deposizione in aula del dottor Fabio Bonadiman (psichiatra dell’ospedale di Bolzano) secondo il quale l’uomo non può essere considerato socialmente pericoloso. Ad accusarlo per la prima volta era stato un uomo di 29 anni, affetto da sindrome di Down. Raccontò la sua terribile disavventura ad alcuni amici di paese che segnalarono la vicenda ai carabinieri. Dato che non si trattava di un bambino, l’uomo avrebbe anche deciso di intontire la sua vittima con alcuni farmaci. Il portatore di handicap era stato invitato dall’indagato a fargli visita in casa con la scusa della cura di alcuni uccellini in gabbia.(29 ottobre 2008)Torna indietro

  • Hanno ascoltato la coscienza di cui parlano i commenti precedenti..NESSUNA. E come al solito a rimetterci sono i bambini..

  • ma quale coscienza ?????ne avessero una mannaggia

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