Maestro elementare indagato per atti di pedofilia su suoi alunni non può insegnare ma contemporaneamente è entrato in ruolo e percepisce comunque anche il cosiddetto assegno alimentare che è di poco inferiore alla metà dello stipendio.
Succede a Bolzano ed il maestro ha 37 anni. Su segnalazione di alcuni genitori che avevano parlato di giochi strani e palpeggiamenti sui loro figli durate le ore di lezione, la magistratura aprì una inchiesta controllando il comportamento a scuola dell’uomo anche con telecamere. L’1 febbraio scorso venne arrestato ed in parte poi ammise comportamenti non congrui e ritenuti morbosi. Con ogni probabilità entro settembre la procura ne chiederà il rinvio a giudizio mentre l’insegnante è stato ovviamente sospeso dall’attività didattica.
Messo agli arresti domiciliari, ora vive con i genitori. Ma intanto la sua carriera professionale, sino ad allora ineccepibile, è andata avanti regolarmente e così ora è entrato di ruolo ottenendo, dopo anni di supplenza, un incarico a tempo indeterminato e scegliendo come sede di insegnamento una scuola elementare di Bressanone.

6 Commenti a “”

  • questa è la dimostrazione di quanto schifo ci sia in giro, si spera solo che i genitori dei suoi futuri alunni, se mai ne avrà, ne siano informati e agiscano di conseguenza. E pensare che ci sono tantissimi bravi insegnanti che non riesono ad andare di ruolo e una bestia così ci riesce, vorrei saper come lo spiegano quei capoccioni del ministero

  • siamo in Italia,dove gli indagati vengono sempre protetti,insieme ai carnefici mentre le vittime abbandonate e mai tutelate

  • piccoli mentecatti crescono:l’organizzazione all’italiana colpisce con un’altra dimostrazione di grandezza d’animo e sensatezza.

    POTREMMO CONFERIRE UN PREMIO NOBEL PER LA STRONZATA AL MINISTERO.

  • ARABIA SAUDITA: 8 ANNI, SPOSATA A SUA INSAPUTA A 50ENNE

    RIAD – Un tribunale saudita esaminerà a settembre una domanda di divorzio per una bambina di otto anni data dal padre in moglie a un uomo di 50 anni, senza che lei ne sapesse niente. Lo ha scritto oggi il quotidiano saudita Al Watan.

    La causa di divorzio è stata intentata dalla madre della bambina nel tribunale di Unayzah, 220 km a nord di Riad, dove il contratto di matrimonio era stato stipulato dal padre senza dire nulla alla figlia, ha detto l’avvocato difensore Abdallah Jtili, citato dal giornale.

    La bambina, che tra poco inizia la quarta elementare, ancora non sa di essere sposata”, ha detto l’avvocato. Alcuni parenti della bambina hanno denunciato il caso a una associazione di diritti umani saudita, chiedendone l’intervento per annullare le nozze.

    Ma lo sposo, secondo il giornale, si è rifiutato di annullare il contratto matrimoniale, affermando “di non commettere nessun illecito”. Casi di bambine date in sposa a uomini sono di tanto in tanto denunciati in Arabia Saudita, regno ultraconservatore che applica rigidamente l’islam fondamentalista wahabita, che consente la poligamia. Nel vicino Yemen, lo scorso aprile, una bambina di otto anni aveva ottenuto il divorzio dopo aver intentato causa in tribunale contro suo padre che l’aveva forzata a sposare un uomo di 28 anni.

  • La prima notizia che leggo al rientro dal lavoro e già sono schifata. Potrei ritrovarmelo un domani che insegna al mio bambino….è inaccettabile e è un’ offesa per tutti gli alunni che hanno dovuto subire i suoi giochetti schifosi…

  • cara capucci, pensa a chi le vacanze non le ha (ancora) fatte 😉

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