RICEVO E RIPORTO:

«Violentata per anni da mio padre in casa»
«Sono stata violentata da mio padre per alcuni anni. Mi aveva eletta a sua amante e, periodicamente, quando la mamma si allontanava, lui pretendeva che stessi con lui». È la drammatica denuncia di incesto che una ragazza, oggi diciassettenne, ha presentato qualche tempo fa dopo avere preso coscienza a scuola del cammino perverso e violento al quale il genitore l’aveva costretta.
L’uomo, un operaio africano di 49 anni, è finito sotto inchiesta per violenza sessuale continuata e aggravata. Rischia una pena pesantissima. Per contro, dopo l’iniziale segnalazione alla procura, la minore aveva ritrattato, salvo poi confermare di nuovo il contenuto della prima querela, una volta informata dei rischi cui andava incontro.
È l’angosciante vicenda di cui una studentessa delle superiori della zona di Thiene aveva parlato agli insegnanti. Il trauma psicologico che stava vivendo era diventato un peso ingestibile per lei perché era odiosa l’esperienza alla quale sarebbe stata sottopost a per anni. Dopo essersi messa in contatto con i servizi sociali, si era liberata e aveva finalmente raccontato la presunta verità: cioè che il genitore per alcuni anni l’aveva indotta ad assecondare i suoi desideri sessuali facendola diventare la sua amante. «È il nostro segreto, non dovrai dire niente a nessuno», le avrebbe più volte ripetuto.
L’indagato è difeso dall’avvocato Massimo Thiella e respinge le accuse. Sostiene che sono invenzioni della figlia, ma le indagini fin qui svolte dai carabinieri e coordinate dal pm Giorgio Falcone sono giunte a conclusione che la versione accusatoria è attendibile. Solo a distanza di anni la ragazza aveva compreso che quel presunto rapporto col padre non era normale. Decisiva era stata la scuola perché dal confronto con le compagne di classe e con i docenti, la vittima aveva tratto la convinzione che doveva uscire allo scoperto e denunciare il comportamento paterno. Fu così che ne parlò con un’insegnante e da lì scaturì la segnalazione che ha innescato il procedimento. Si è trattato di un cammino investigativo tutt’altro che agevole, perché data la gravità delle accuse, l’adulto avrebbe compiuto un’azione psicologica per convincere la figliola a ritrattare. Non a caso la ragazza, assistita dall’avv. Caterina Evange listi, a distanza di tempo si presentò agli investigatori per sostenere di essersi inventata la storia. Una versione che non era stata creduta. Del resto, la querela che aveva dato l’avvio all’inchiesta era stata dettagliata e non poteva essere inventata perché aveva una sua intrinseca coerenza. Al contrario, la ritrattazione pareva il classico frutto di una pressione psicologica familiare per non far correre i rischi del carcere al genitore. Anche se in questo caso sarebbe stata la ragazza ad andare incontro al processo per calunnia. Le ulteriori indagini hanno invece messo in luce la ipotetica genuinità della denuncia iniziale e la procura è pronta a chiudere le indagini e chiedere il rinvio a giudizio. «Sì, è vero, mio padre mi ha stuprata quando mia madre usciva di casa», ha ripetuto in lacrime.

6 Commenti a “”

  • E’ abominevole che un genitori violenti fisicamente e psicologicamente un figlio, è contro natura, un crimine orrendo contro la vita quella che creiamo. Per fortuna la ragazza ha capito il male che stava subendo da chi doveva proteggerla e ha rotto il silenzio. Spero che ora persone competenti la aiutino a vivere.

  • per quanto possa considerarsi pesante la condanna,non lo sarà mai abbastanza………………….ammesso che venga condannato

  • una cosa simile era successa a una mia amica, che aveva denunciato il fatto quando era poco più che una bambina. Ha messo quattro cose in una borsa ed è andata al tribunale dei minori. Non l’hanno creduta e l’hanno rimandata a casa. Solo anni dopo la verità è venuta fuori, e lei è stata affidata ad un istituto per l’infanzia in difficoltà di cui non faccio il nome, ma è un lager.

    Se è così che si tutela l’infanzia….

  • come si può fare una cosa del genere al propio figlio, che si fida di te, che corre nelle tue braccia quando ha paura ed invece proprio il padre che avrebbe dovuto difenderla era l’orco cattivo…non ci sono parole solo lacrime

  • sono sempre più schifata da questo stramaledetto mondo ipocrita.

    non capisco come sia possibile che una schiera di imbecilli (pardon, avvocati) accettino di difendere questi scherzi della natura sulla base di moralismi di quarta categoria.

    ELIMINIAMOLI TUTTI!

  • Caro PuffolaPigmea hai raccontato di una tua amica finita in un Istituto per l’infanzia che sarebbe un Lager. Ti prego di segnalare il tutto alla polizia così da poter salvare la tua amica e tutte le persone che stanno la dentro.

    Su queste cose non si può soprassedere!

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