GLI ORCHI DELLA PORTA ACCANTO.
Due storie. Di una, da ieri, non si fa che parlare. In Austria, in una tranquilla cittadina a 12 km da Vienna si è scoperta l’ennesima casa degli orrori. Popolata dall’insospettabile di turno, Joseph Fritzl, certo forse un po’ burbero (ma chi non ha un vicino meno simpatico e cordiale di altri, suvvia….), vicino che in realtà era una bestia allo stato puro.
austria

In uno cantinato blindato aveva segregato la propria figlia femmina da quando questa aveva 24 anni (1984) e da lì non l’aveva fatta più uscire. Nel frattempo però era diventata il suo giocattolo. La cosa da usare, stuprare, addirittura mettendola incinta e facendo nascere 7 bambini, tre dei quali mai fatti uscire da lì, tre quindi che non sanno cosa sia il cielo, il sole, la luce…….Uno morì poco dopo il parto e fu facile sbarazzarsene bruciandolo nel caminetto di casa……ap_12816689_39110
L’inchiesta non ha ancora accertato le responsabilità della moglie, che per l’uomo (che invece ieri ha confessato) non “sapeva nulla”. Per i vicini “sono dei buoni nonni, li conosciamo bene, sbagliato farli finir sui giornali”. Ed altro è meglio non aggiungere.
Una donna che invece sapeva, e sapeva benissimo, è Monique Olivier, “strega dai capelli bianchi”, citando la definizione della stampa, che nella vicina Francia, è protagonista di un’altra storia piena di follia. Che ci regala nuovamente due persone inserite in questa società, ma dalla doppia vita, una vita fatta di sangue ed abusi. Da alcuni giorni è iniziato nelle Ardenne il processo contro di lei e contro suo marito, Michel Fourniret, “un criminale simile più ad Hannibal Lecter, vista la grande intelligenza, che ad un orco”.6-3-Michel-Fourniret-in-cus
Uomo che la donna conosce quando lui sta in carcere, per abusi sessuali, e mette un annuncio su una rivista dove cerca corrispondenza con un’anima gemella.
L’anima gemella è proprio lei,  Monique, segnata da un matrimonio sbagliato, con un uomo che se n’è andato lasciandola con due figli. Di lavoro la donna fa ….l’assistente in una comunità per bambini disabili, è catechista, e resta “incantata” dalla prosa del suo nuovo amore, disegnatore industriale, amante di Dostojevsky, in carcere dove sta scontando 7 anni per abusi sui minori ma questi sono dettagli, al massimo interverrà qualche associazione pro falsi abusi a dimostrare che è innocente.michel
L’uomo una volta uscito dal carcere uccide il capo di una banda criminale conosciuto dietro le sbarre e si impossessa del bottino di una rapina, in lingotti d’oro, con la quale compra un castello in un bosco (sì lo so siamo già in pieno b-movie da horror degli anni’60).
E da qui inizia la parte della storia che ci riguarda.
Il predatore è ossessionato “da ragazzine vergini” e la donna lo aiuta a soddisfare tale ossessione.
I due hanno un figlio che spesso portano in auto con loro. Individuano una ragazzina, l’auto si affianca con la scusa di chiedere un’indicazione, la ragazza che vede una famiglia si fida, e poco dopo si trova legata e drogata in una stanza del castello. Da cui non ne uscirà più viva.
Per ora sono 7 i corpi ritrovati, ma la polizia pensa possano essere molti di più, visti anche i numeri delle minori scomparse.
castello
Oggi la Francia sotto shock prende per mano l’Austria. Entrambi i paesi s’interrogano sul “come sia potuto accadere”, sugli errori fatti in fase investigativa, sul perché non sia mai stato interrogato il predatore francese quando nella sua zona sparivano minorenni, lui che era pedofilo recidivo, mentre in Austria ci si chiede come mai nessuno era mai entrato in quella casa quando i genitori avevano denunciato la scomparsa della ragazza.
L’antropologo Lévi Strauss diceva che la fine dell’incesto ha segnato nella storia dell’umanità il passaggio dalla natura alla cultura. In questi due paesi che pensiamo essere già da tempo nella fase della cultura, esistono sacche protette, invisibili, camaleonticamente mimetizzate di normalità, che appartengono alla preistoria più pura.
Quella degli insospettabili vicini della porta accanto. Di professione. Predatori.

14 Commenti a “”

  • Per quanto riguarda la storia della Francia è l’ennesima dimostrazione che gli abusi sui minori vanno puniti con l’ergastolo (almeno nei paesi in cui questo è il massimo della condanna). Se questa bestia feroce fosse rimasta in gabbia anzichè uscire dopo 7 anni, quante ragazzine sarebbero ancora vive???

    Sulla storia dell’Austria non credo che la madre della sfortunata ragazza non sapesse nulla, a meno che non fosse vittima a sua volta del marito che magari potrebbe averla stordita con farmaci e/o droghe. Rimane il fatto che, a parte l’indifferenza dei vicini (altro male sociale dilagante), quando scompare inspiegabilmente una persona mi aspetterei che la sua casa venisse rivoltata come un calzino al fine di ricercare anche il più piccolo indizio che possa fornire una traccia!!!

  • Non credo sia possibile che la moglie dello stronzo pedofilo non sapesse nulla. E’ come dire che in casa mia c’è una botola nella quale entro ed esco senza che mia moglie ne sappia nulla. E non per un paio di volte ma per più di 20 anni.

    Assurdo. La moglie è molto probabilmente complice e vittima di un mostro da eliminare subito dalla faccia della terra, senza processo alcuno. Il mio pensiero va a quella figlia abusata e imprigionata per 20 anni, e a quei tre bambini nati da una storia orribile e assolutamente incommentabile.

    La storia francese, ribadisce il concetto:

    facciamoli fuori subito. Tutti. Salviamo i nostri figli, e soprattutto i loro.

  • un’ennesima e purtroppo non ultima dimostrazione che a questi scarti umani una volta arrestati bisogna buttare via la chiave se non proprio la pena di morte.dopo tanto clamore per queste tristi vicende e indignazioni purtroppo le leggi,a mio parere non leggi rimarranno tali e tutto finirà nel dimenticatoio

  • la tristezza che mi pervade ora…l’orrore che provo….l’amore per i miei figli…..tutto si mescola in queste letture…

    Brutti bastardi pedofili!

    Fanculo

  • Ancona: Violentava le tre figlie minorenni

    Ad accusare l’uomo, 48 anni, peruviano malato di Aids, sono state direttamente le ragazzine – di cui due adottive – che hanno confessato le angherie subite dal 2002 ad oggi. E’ finito agli arresti domiciliari…

    Leggi:

    http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/2008/04/28/84250-violentava_figlie_minorenni.shtml

  • a44a:

    A volte penso: ma esisterà un giorno in cui ci sveglieremo senza sentire più queste notizie? Non lo so però ogni giorno resta la realtà di queste povere vittime e per quanto riguarda l’omertà dei conviventi io non la considererei vittimismo perchè a costo di dormire sotto i ponti scapperei da una casa abitata da un mostro che possa far del male a mio figlio e se sapessi che lui fosse in grado di vivere bene senza di me, sarei anche pronta a farmi giustizia da sola ed a finire in galera. Maledetti per sempre.

  • Storie come queste mi ricordano che tutto e’ possibile nella vita nel bene e nel male. Non ho parole…

    La madre doveva per forza sapere perche’ gli altri 3 figli , quelli che hanno visto la luce del sole, hanno vissuto con loro, almeno per un po’ se ho ben capito.

  • Austria: incesto; pensava di liberare famiglia segreta

    L’austriaco di 73 anni che ha messo al mondo sette figli con la propria figlia, rinchiusa per 24 anni in una cantina ad Amstetten, stava preparando il ritorno nella vita reale della sua famiglia segreta. Lo fa intuire una lettera che una figlia e nipote aveva con sé quando alcuni giorni fa era stata ricoverata all’ospedale.

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    La ragazza, di 19 anni, che tutt’ora è in pericolo di morte per una grave malattia, probabilmente causata dall’incesto, era stata portata in extremis dal padre fuori dalla cantina, all’ospedale di Amstetten.

    L’uomo – hanno spiegato gli inquirenti in un’affollatissima conferenza stampa – aveva costretto la figlia di 42 anni, e madre della giovane ricoverata, a scrivere una lettera nella quale spiegava la malattia e i disturbi della ragazza. Nella lettera – è stato detto – la donna accennava anche alla possibilità di tornare alla vita normale “entro un anno con altri due figli”. Il padre aveva sempre raccontato che sua figlia era finita in una setta satanica. L’uomo. probabilmente si era reso conto che, dopo il ricovero della figlia e nipote di 19 anni, sarebbe stato difficile proseguire la sua doppia vita.

    Il suo piano è comunque fallito quando la figlia di 42 anni ha visto alla televisione un appello delle autorità diretto proprio a lei, in cui le si chiedeva di farsi viva perché sua figlia era in gravi condizioni. La donna ha quindi convinto il padre ad accompagnarla all’ospedale a visitare la figlia, e qui i sanitari hanno scoperto tutto.

    L’uomo aveva in passato costretto sua figlia a scrivere altre lettere per motivare l’abbandono di tre dei suoi figli, che il nonno-padre aveva finto di avere ritrovato e che poi aveva cresciuto con sé e la moglie.

  • Che mente diabolica!!! Sarei curiosa di sapere cosa risponderebbero ora quelli che sostengono la “malattia” dei pedofili, considerandoli come “persone da curare”. Questo, non solo ha rovinato l’esistenza della figlia e dei bambini frutto dell’incesto, ma ha anche progettato in maniera diabolica il modo in cui perseverare nei suoi fini senza destare sospetti. Certo l’idea della setta satanica poteva essere concepita solo dal demonio in persona!!!

  • E se il bastardo fosse morto…….. quelle 3 povere VITTIME sarebbero morte di fame di sete con un’agonia atroce. Deve pagare per tutto il male che ha fatto, per la vita tolta ai suoi figli, deve pagare finendo i suoi anni (spero gliene restino ancora 24) nel bunker da lui costruito. Deve vivere l’orrore della sua miserabile vita. Ora tocca a lui vivere all’inferno l’inferno.

  • l’ennesima prova che questi bastardi sono mossi da una lucida follia,con capacità di intendere e volere.non bisogna MAI pensare a reintegrarli nella società.Scontata la condanna (SEMPRE MITE) escono più affamati di prima.Se proprio dobbiamo trincerarci dietro un buonismo che io personalmente non ho verso questi esseri immondi, anzi l’odio,il disprezzo lo schifo è tutto per loro;anzichè condannarli a morte,ogni nazione dovrebbe costruire un grande bunker ,rinchiudere i bastardi,lasciarli senza cibo e senz’acqua con una telecamera vederli morire lentamente.

  • Mostro Amstetten, “altri sapevano”

    Fratello Elisabeth aveva chiavi cantina

    “Qualcun altro nella famiglia Fritzl sapeva” della doppia vita di Joseph e dell’esistenza di una “famiglia” nello scantinato. A rivelarlo è la Bild online che cita come fonte il responsabile delle indagini, Franz Polzer. Gli inquirenti non rivelano l’identità di questa persona, la stessa che avrebbe fatto la soffiata alla polizia al momento della visita di Joseph con la figlia Elisabeth all’ospedale. Sarebbe uno dei fratelli di Elisabeth.

    Secondo la testimonianza di alcuni locatari delle stanze in affitto della famiglia Fritzl, proprio il fratello della povera ragazza era in possesso della chiave della cantina. L’uomo era spesso ubriaco, “aveva sempre in mano una bottiglia di birra o di vino”.

    Anche il settimanale tedesco “Der Spiegel” riposta la notizia. “Si comportava come se fosse l’amministratore del palazzo, ma non ha mai fatto molto”, ha detto allo Spiegel Christian B., un uomo che ha abitato nella palazzina all’inizio del 2000, riferendosi a uno dei due figli legittimi di Fritzl, fratelli di Elisabeth. “E solo perché aveva le chiavi della cantina, non significa che fosse a conoscenza di ciò che succedeva in quel nascondiglio segreto”.

    Su questo punto, riporta il settimanale tedesco, le autorità austriache non hanno voluto rilasciare commenti. Joseph Fritzl, riporta la stampa tedesca, ha avuto dalla moglie Rosemarie sette figli in tutto, cinque femmine (tra cui Elisabeth) e due maschi, Harald e Sepp.

    Come è noto, uno dei principali obiettivi degli inquirenti austriaci è, a questo punto, proprio quello di capire se Fritzl abbia agito da solo nel lungo periodo in cui ha tenuto segregati in cantina la figlia Elisabeth e tre dei figli avuti con lei, oppure se sia stato aiutato da qualcuno per assicurarsi che il suo segreto non fosse scoperto.

    Intanto in Austria è emerso che la caldaia della “casa degli orrori” di Amstetten, sistemata in una stanza della cantina dell’edificio, era stata sottoposta a controlli di routine nel 1999, senza che nessuno si accorgesse di nulla. Lo ha dichiarato Hermann Gruber, portavoce del sindaco di Amstetten, Herbert Katzengruber, aggiungendo che la stanza contenente la stufa si appena trova fuori dello scantinato-carcere.

    fonte tg com.

  • dedico il mio schifo,disprezzo,indignazione,rabbia e odio atutti gli omertosi che fanno parte della stessa specie dei predatori.L?OMERTà SI SPOSA CON COMPLICITà. VERGOGNA!! Il porco in questione si recava anche in Thailandia,sicura mente per rubare l’anima ai bambini.Tutti a morte compresi gli omertosi che fanno rima con MERDOSI

  • Padre-mostro, nuove rivelazioni

    Austria,violenze anche su nipote-figlia

    Josef Fritzl, il mostro di Amstetten, avrebbe violentato anche Kerstin, la nipote-figlia di 19 anni in fin di vita in ospedale. E’ quanto scrive il tabloid britannico ‘Sun’ sulla base di indiscrezioni raccolte dalla polizia austriaca. Le forze dell’ordine hanno ufficialmente rivelato che Fritzl aveva già ideato nel 1978 di costruire una cella segreta, dove sei anni dopo avrebbe segregato la figlia Elisabeth.

    Una prigione con otto porte

    Gli inquirenti hanno accertato che mentre la parte originale della struttura è del 1890, i disegni per la nuova porzione della palazzina (realizzata tra il 1978 e il 1983) sono stati presentati alla commissione edilizia nel 1978, senza però alcun accenno al bunker sotterraneo di circa 40 metri quadri dove l’uomo segregò la sua seconda famiglia. In totale l’accesso alla prigione era sbarrato da otto porte con serrature, oltre che da un sistema elettronico di protezione.

    Cantina ampliata negli anni

    Gli esperti hanno trovato solo ora l’ingresso originario allo spazio dove Elisabeth trascorse i primi anni della sua prigionia. Questa accesso divenne poi inutilizzato perché si era bloccata una porta in cemento che lo chiudeva e Fritzl dovette costruirne un altro. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Fritzl aveva unito tramite un passaggio questa prima prigione, diventata troppo angusta dopo la nascita nel bunker del quarto figlio frutto del suo incesto, ad altre parti della cantina già esistenti.

    Turismo macabro

    La Casa degli Orrori – una palazzina composta da una parte vecchia del fine ‘800 e una parte nuova – sta intanto diventando meta di appassionati del turismo del macabro, secondo quanto ha denunciato la vicesindaca di Amstetten, Ursula Pucebner, citata dal quotidiano britannico “The Independent” nella sua edizione online.

    Fritzl voleva ricreare una seconda famiglia più giovane

    Il responsabile dell’inchiesta Franz Polzer ha evocato anche uno scenario da ‘second life’ da incubo: Fritzl avrebbe voluto ricreare una famiglia uguale a quella ufficiale formata con la moglie Rosemarie, e ci sarebbe riuscito. Con la figlia Elisabeth ha avuto sette figli, di cui due gemelli: esattamente come con la moglie. Uno dei gemelli di Elisabeth è morto nella prigione sotterranea poco dopo la nascita, nel 1996. Josef Fritzl ha confessato di averne bruciato il cadavere nella caldaia della casa. Lui e la moglie ignara – le aveva raccontato che Elisabeth era fuggita per unirsi a una setta – avevano adottato tre degli altri sei figli, mentre gli altri tre non erano mai usciti dalla cantina e non avevano mai visto la luce del sole fino alla loro liberazione il 26 aprile.

    La difesa punta all’infermità mentale

    L’avvocato di Fritzl Rudolf Mayer punterà la strategia difensiva sull’incapacità di intendere e di volere del padre-orco che dovrebbe finire in una clinica psichiatrica chiusa e non in prigione. “Fritzl è psichicamente malato”, ha detto Mayer al quotidiano “Oesterreich”. Una tesi che si scontrera’ con quella di diversi psichiatri e psicologi, intervenuti sulla vicenda nei giorni passati, che hanno parlato di Fritzl come di un psicopatico e non di un malato mentale in senso stretto. Se i periti psichiatrici incaricati dalla corte giungeranno alla stessa diagnosi, si svolgerebbe un normale processo penale.

    Migliorano le condizioni della famiglia

    Intanto migliorano “gradualmente” le condizioni di salute dei membri della famiglia. Elisabeth i figli e la madre Rosemarie si comportano come una famiglia nella clinica dove sono ricoverati. Kerstin, la figlia primogenita nata dall’incesto e che oggi ha 19 anni, “non si trova più in pericolo di morte”, ha annunciato Albert Reiter, direttore dell’ospedale locale. “Il suo stato rimane preoccupante e dovrà rimanere per una durata indeterminata in coma indotto con assistenza respiratoria”, ha precisato Reiter, secondo il quale la vittima soffre di “spasmofilia acuta”, una patologia molto complessa. Intanto Elisabeth, oggi 42enne, la madre Rosemarie, 69, e i cinque figli, di età compresa tra i cinque e i diciotto anni curati nella clinica psichiatrica di Amstetten-Mauer, cominciano a trovare un ritmo di vita familiare nei locali messi loro a disposizione, ha indicato il responsabile dell’istituto, Berthold Kepplinger. I medici hanno precisato che Rosemarie, rimasta sconvolta dalla scoperta della diabolica doppia vita del marito, e anche Elisabeth “stanno meglio”.

    fonte tg com

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