Questo blog è sempre più vostro. Nel senso che proprio grazie al vostro lavoro “silenzioso” si nutre di segnalazioni (e richieste di aiuto). Diventando la voce delle vittime. Per questo ringrazio chi ci ha segnalato i due articoli che posto. E per questo vi invito da oggi a far parte di un nuovo spazio. Che affianca quello collaudato (no non parlo del Flipper Show 😉 ) chiamato La Vostra Voce, e dove voi stessi diveniate redattori di articoli che nel tempo andremo qua a riportare.
L’indirizzo lo sapete a memoria (“rintracciarci non è un problema”): blogfrassi@yahoo.it
Tornando ai post di cui sopra ve li anticipo fin d’ora. Leggerete di una (giusta) polemica (era ora che qualcuno si facesse sentire) per una possibile cittadinanza ad un vescovo che a quanto apre non la merita ed una “lezioncina di vita” da parte del pedofilo arrestato alcuni giorni fa.
Buona lettura.
 
BLOG COPIAeINCOLLA:
AVERSA. Il centro-studi Carlo Rosselli dice ‘No’ alla cittadinanza onoraria all’Arcivescovo Mario Milano, che sarà conferita giovedì 27 marzo dal Consiglio Comunale di Aversa.
In una nota stampa, il centro Rosselli spiega i motivi del proprio dissenso, ritenendo che “il riconoscimento al vescovo Milano da parte delle autorità civili e laiche sia solo un gesto di pura ruffianeria para e pre-elettorale assolutamente ingiustificato dai fatti”. E di “fatti” il centro Rosselli ne elenca qualcuno. A cominciare “dall’unico e insufficiente” motivo individuato nella presenza dell’Arcivescovo alla guidata della Diocesi di Aversa dal 28 febbraio 1998. “Questa sarebbe la principale e dovremmo dire unica motivazione per la quale il consiglio comunale ha deciso di riconoscere al prelato la massima onorificenza cittadina. Motivazione unica ed insufficiente, perché in questi dieci anni il vescovo Milano, oltre ad essere stato completamente assente dalla vita cittadina, limitandosi a rare e spesso discutibili sortite, si è distinto soprattutto per essersi prodotto in offensivi, reiterati, discriminatori ed illegittimi attacchi ai danni dei cittadini omosessuali della sua diocesi, in particolare contro la comunità gay della vicina Caivano, assurgendo per questo anche ai (dis)onori della cronaca nazionale”. Per il centro-studi, altra “colpa” dell’Arcivescovo sarebbe quella di “aver chiuso colpevolmente occhi, orecchie e bocca nei confronti dell’opinione pubblica allorquando un sacerdote della sua diocesi fu accusato dell’odioso reato di violenza carnale pedofila ai danni di un bambino di 12 anni, e tutto ciò senza rivolgere pubblicamente una parola di conforto alla vittima ed ai suoi genitori. Lo stesso sacerdote accusato vive oggi in una comunità per sottrarsi all’ira dei detenuti che non perdonano questo tipo di reato”. Inoltre, avrebbe “lasciato che un centro di preghiera a Casapesenna fosse dedicato ad un inquisito per camorra come Dante Passarelli. Tale intitolazione è stata poi rimossa ma non certo per merito e volontà del vescovo Milano”. I soci del centro Rosselli fanno poi notare che “la nostra città non si è comportata allo stesso modo nei confronti di vescovi come Giovanni Gazza e Lorenzo Chiarinelli che, pur rimanendo pochi anni ad Aversa, hanno comunque lasciato un segno molto più vivo e positivo nella comunità aversana, e non solo in quella dei credenti”.
pino la monica 22) Ma che bei pensieri:
CREDIAMO IN UN MONDO FATTO DI PERSONE!
"Il compito della vera arte è creare una persona viva, autentica" sosteneva Toporkov.
E noi ripartiamo da qui…da ciò che siamo!
In un mondo sempre più segnato dall’omologazione di razze e generazioni,
dalla perdita di valori ed ideali che pure le caratterizzano,
noi crediamo nelle persone!
Sentiamo l’esigenza di riaffermare concetti quali
il dialogo, la comunicazione,
il "sentire dentro" che prevale sul "vedere fuori",
la storia come divenire,
la cultura eterna del dubbio, e quella più immediata della certezza,
la cultura planetaria dell’esserci e quella più locale del fare,
dell’immaginazione e della creazione appunto.
Per compiere un passo in questa direzione,
teatro, musica e le arti espressive in genere diventano strumenti preziosi
che permettono, accanto al gioco, alla narrazione, al sogno, alla poesia,
di aprirsi, nello stesso tempo, sulla realtà e le sue contraddizioni.
Una sintesi di linguaggi che mette l’accento sulla pluralità della cultura;
fa leva sullo spirito di gruppo, sul riconoscimento del legame tra individuo-collettività-territorio, per avvicinare ogni singolo alla sua identità di cittadino e di "essere sociale".
Per costruire, insieme, un mondo più giusto, più vero…più nostro!
Pino La Monica
 
L’ARTICOLO CON TANTO DI FOTO (FINO A QUANDO NON LO FARANNO SPARIRE) LO TROVATE QUA:

6 Commenti a “”

  • questo articolo è l’ennesima conferma che questi bastardi non sono”malati”,hanno la lucida consapevolezza di ciò che compiono.quindi non bisogna mai giustificarli anzi per loro carcere a vita.se fosse per me la condanna sarebbe ben altro..magari..impalarli!!!

  • un grande supporter di questo blog mi segnala che all’omino qua stanno già dedicando……delle poesie.

    assurdo.

    dopo ve ne riporto una.

  • poesie? ma siamo invasi di pedofili e imbecilli.a questi “poeti”:affidate i vostri figli a questo porco.sono certa che molti si rifiuterebbero.nonostante tutto io credo che vinceremo la nostra battaglia a costo di uscirne a pezzi ce la faremo!altrimenti verrà un giorno in cui nell’incontrare i bambini gli dovremo chiedere scusa per essere degli adulti….

  • io invece vorrei contraccambiarli anch’io con una poesia.renato zero mi perdonerà,visto che è l’unico poeta contemporaneo

  • ve la ricordate la grande maria montessori? fondò la 1 casa dei bambini nel 1907 a roma.sosteneva che l!adulto tende a reprimere la personalità del bambino che spesso lo costringe a vivere in un ambiente di altra misura con ritmi di vita innaturali. per oltre 40 anni fu presente nella ricerca scientifica in vista della liberazione dell’infanzia. sosteneva che il bambino è il padre dell’uomo. grande! se sapesse di tutto questo schifo si rivolterebbe nella tomba

  • mercoledì 15 ottobre 2008

    “Le ragazze sono attendibili”

    Tutte attendibili e idonee a testimoniare: così il consulente tecnico ha definito le 11 ragazze che accusano l’educatore Pino La Monica di abusi sessuali. Gli atti oggetto dell’inchiesta sarebbero stati commessi su ragazzine tra gli 11 e i 13 anni, nel periodo tra fra novembre 2007 e marzo 2008, durante i laboratori teatrali organizzati da La Monica in diverse scuole della provincia. Per l’animatore 33enne, residente a Codemondo, la prima tegola del castello accusatorio era arrivata proprio dalle denunce presentate ai carabinieri da giovani studentesse delle medie di Correggio.Nei mesi scorsi il professor Umberto Nizzoli, incaricato dal tribunale, ha esaminato le parole e gli atteggiamenti delle accusatrici, e il responso del medico è stato ‘ben dettagliato’ secondo l’avvocato di parte civile Marco Scarpati, che non è sorpreso del risultato della perizia: “E’ quello che noi andiamo dicendo da mesi”. Non così, naturalmente, per la difesa, che ha effettuato un cambio in corsa negli ultimi giorni: Mario di Frenna, infatti, ha rinunciato all’incarico. Ora è il modenese Francesco Miraglia ad affiancare Vainer Burani. Il quale, in aula, ha contestato il tipo di test psicologici effettuati sulle ragazze dal consulente tecnico, secondo lui non del tutto completi. La Monica è agli arresti domiciliari da circa 5 mesi, dopo i primi 60 giorni passati tra il carcere di Reggio e quello di Modena. All’uscita dall’aula del tribunale l’animatore è apparso sereno. Ad attenderlo, una cinquantina tra genitori, insegnanti e colleghi educatori che hanno voluto manifestare la loro solidarietà. Il comitato ‘Insieme per Pino’ si è costituito il 21 di marzo, 24 ore dopo l’arresto dell’educatore.

    di MARGHERITA GRASSI

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