NEI GIARDINI CHE NESSUNO SA –
VIAGGIO AL BUDIMEX 2007
La solidarietà di Prometeo per i bambini malati di cancro della Romania.
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C’è il bimbo di 5 anni che stringe a sé il bianco orso di peluche, ricevendo così per la prima volta in vita sua un regalo e c’è l’albero, alto, altissimo, il più grande d’Europa, che svetta nella piazza centrale creata da Ceausescu, maestosa ed arrogante come solo lui riuscì ad essere.
Il bimbo non ha mai ricevuto prima un regalo di Natale, dicevamo, ed ha gli occhi di chi trasmette tutte le emozioni del mondo, promettendo al suo cuore di non dimenticare mai per il resto dei suoi giorni un giorno così.
Anche l’albero è la prima volta che si vede, con i suoi 3 milioni di euro di costo, ha surclassato ogni altro albero del mondo. Pure lui non sarà mai più scordato, dalla gente che a malapena arriva alla fine del mese.
Sono queste le due facce della Romania del terzo millennio, sempre in bilico tra passato e modernità. I poveri da una parte, la facciata ed i soliti beneficiari dall’altra. La Casta, la chiamiamo in Italia, anche se i termini si perdono tra le strade dove ancora oggi i bimbi chiedono l’elemosina col sacchetto di colla in mano e sono facile preda dei turisti sessuali pedofili, parassiti dell’infanzia violata.
HPIM2595Torna a Bucarest l’Associazione Prometeo e lo fa per festeggiare la ricorrenza di San Nicolaus, l’antenato di Babbo Natale in chiave rumena, che la mattina del 6 dicembre fa trovare ai bambini doni e dolci. Qua forse è meno magnanimo che altrove, dato che i salari mensili spesso non superano per un’intera famiglia i duecento euro, con un costo della vita che invece non è egualmente equiparabile e quindi tutto ciò che appare superfluo viene irrimediabilmente tagliato. Oggi la visita di San Nicolaus tocca, per il secondo anno consecutivo, i piccoli ospiti del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest. Molti di loro sono stati abbandonati qui, dalle famiglie, dopo che i medici hanno pronunciato l’infausta diagnosi. Che può essere inappellabile, soprattutto in un paese con un sistema sanitario che non garantisce, se non a pagamento, le cure necessarie. E comunque anche  quando le stesse ci sono, spesso sono inutili e surclassate dal tempo.
Irina ha appena ricevuto un pacco stracolmo di giochi ma è la vestina con le rose che la colpisce più di tutto. La indossa sopra il pigiamino e non se la vuole più togliere, malgrado l’etichetta ancora attaccata penzoli simpaticamente dalle maniche. Si guarda allo specchio e si vede finalmente bambina, bella, elegante, una principessa, ignara dei danni che la chemioterapia le ha arrecato, di quei capelli persi in fretta, di quel male che le si è sviluppato dentro e che all’età di 3 anni ha cominciato a farla stare male, allontanandola dagli altri bimbi. E dalla vita.IMG_0043
La recidività del male è uno dei principali problemi. Spesso non appena i genitori vedono che il piccolo sta meglio cessano di portarlo alle visite di controllo, il cancro beffardo lo sa, e si limita ad aspettare paziente, per poter assestare il suo colpo migliore.
Robert invece è davvero guarito. I test danno risultati più che ottimisti ed il ragazzino oggi si è buttato a capofitto nella scuola. Aspira ad andare all’università, per ripagare così i nonni che in questi anni gli sono stati accanto.
Anni difficili, dolorosi. Ancora di più se vissuti da un bimbo. Ne sa qualcosa Larisa “sopravvissuta per miracolo al primo ciclo del trattamento” che ci raggiunge appena dopo aver finito la chemio. Stremata, in lacrime, trova un lieve sorriso solo per una bambola di pezza che la guarda e promette di darle tutti gli abbracci di cui ha bisogno. Anche Andreea sta male. Sua madre, l’unica che lavorava in famiglia, ha dovuto lasciare il posto di lavoro per starle accanto poiché la piccola continuava a piangere Come farà la famiglia ad andare avanti per ora non si sa, certo è che la presenza della donna ha dato alla piccola quella forza che le serviva.
Fuori piove forte. Chi può si rifugia nei canali delle fogne. Chi è sfruttato aspetta sui marciapiedi l’insospettabile padre di famiglia con l’accento straniero.HPIM2620
Mai come quest’anno il reparto è pieno di bimbi piccolissimi, uno massimo due anni d’età. Arrivano periodicamente dalla stessa zona, in massa. Ennesimo mistero, insondabile.  All’ingresso del reparto abbiamo messo una foto di Tommaso Onofri, consegnando a questo piccolo angioletto sfortunato il compito di vegliare  su chi per certi versi ha avuto un destino simile al suo.AldesLucien1
In albergo una comitiva di italiani festeggia non si sa cosa. L’età media delle ragazze invitate potrebbe essere quella delle coetanee dei loro figli. Impossibile pensare di migliorare definitivamente le cose quando l’esempio che offriamo è proprio questo. Il giorno dopo il HPIM2601reparto di ospedale è ancora pieno di fiocchi e pacchi regalo. Schiere di Ferrari si rincorrono in improvvisati circuiti, mentre bambole e peluches si fanno coccolare come mai prima in vita loro. HPIM2594Guardi i bimbi negli occhi, feriti dal dolore ma bramosi di amore e prometti che nel limite del possibile, farai tutto quello che puoi, per non scordarli mai più.
BOX:
Per aiutare i piccoli ospiti del reparto di oncologia pediatrica del Budimex di Bucarest, l’unico dell’intera Romania, si può contattare l’Associazione Prometeo onlus “lotta alla pedofilia” presso la sede di Gorle, Tel.:0364 880593. Sito internet: www.associazioneprometeo.org .
Con poco meno di 9 euro al mese si dà assistenza ai bambini malati ed alle loro famiglie. Dai medici dell’ospedale inoltre è arrivata la richiesta di comprare delle macchine moderne per fare il dosaggio della chemioterapia ai bambini.

11 Commenti a “”

  • Vorrei tanto venire con voi un giorno e abbracciare i piccoli… mi si stringe il cuore…

  • ..i bambini non si toccano…non si toccano cancro bastardo, che sia tu a morire!!!!!!!!

  • E’ terrificante…

    Che disgrazia l’uomo e le sue maledettissime malattie.

  • MarziaVicenza:

    le parole scritte in questo post vanno dritte dritte al cuore.

    Vorrei che ci fosse un natale al mese per questi cuccioli, nessuno meglio di loro se lo merita!

  • nelle sere in cui ti chiedi se le tue scelte, a volte pese come un macigno, sono giuste, e quando temi di avere rimpianti…pensa a loro, e guardati le foto!

    Ily

  • Poveri piccoli,

    non è giusto che quando non sia l’uomo a distruggerli ci sia questo mostro ad ucciderli!

    Un bacio piccoli e che sia più generosa con voi la vita.

  • Non ho parole, solo lacrime e preghiere.

    Che Dio abbia misericordia di questi bimbi e li protegga sotto la sua luce.

  • La cosa peggiore non è il cancro (che è già brutto di per sè), ma il fatto che molti di loro siano stati abbandonati, abbandonati in balia di questa terribile malattia.

    Renato

  • Ily un bacio grande

  • E’ una grande brutta bestia il cancro,ed orrendo vedere questi malati terminali in condizioni pietose,se poi sono bimbi ti si spezza il cuore,perchè indifese,piccoli e con una vita davanti. La cosa che più mi ha fatto male leggere è stato l’abbandono da parte dei genitori. Io ho assistito fino alla sua morte mio padre,non avrei mai potuto abbandonarlo,ero lì quando ha fatto gli ultimi 3 respiri,non capisco come si possa lasciare solo 1 bimbo con questo orco devastante.Con il dolore atroce che ti dilania piano,senza nessuno che ti abbracci che ti faccia una carezza,uno sguardo,un sorriso o un bacio.I bambini in particolar modo ,hanno bisogno di tutto questo e per nessuna ragione si deve negarglielo.

  • 88apetta88:

    “Arrivano periodicamente dalla stessa zona, in massa. Ennesimo mistero, insondabile.”

    questa è la frase che più mi ha colpito…

    alla fine è sempre colpa di chi sta in alto e ,forse,un po’ nostra che gli permettiamo tutto questo…

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