SCUOLE 1.
La Cassazione ha deciso ieri, in tarda serata (peraltro lo sapeva prima la tv della Curia che i genitori interessati,….potenza delle reti informative….) che anche il processo al bidello della scuola materna Abba di Brescia deve essere rifatto (purtroppo a Brescia, ma questo è un altro discorso….).
Il bidello già condannato a 15 anni in primo grado, ridotti a 13 in appello quindi si prenderà un altro anno di libera uscita prima che gli elefantiaci tempi della (mala) giustizia italiana si facciano vedere.
Mi spiace per i genitori dei bimbi coinvolti, ma da parte mia in tutta sincerità sono felice della cosa, che peraltro mi aspettavo.
Felice perché, ripeto senza sminuire il loro disagio e il protrarsi della loro sofferenza, un nuovo appello ed un processo rifatto permetterà che tutti quegli elementi (vecchi e nuovi, diretti ed indiretti, non ultima la sentenza di cui si parlava ieri qui) vengano acquisiti, permettendo finalmente alla verità, di avere Giustizia.
Siete stati forti. Continuate ad esserlo. Ancora per un po’.
SCUOLE 2.
 “Quel micronido era un lager”, “una struttura così brutta ed inadatta il Comune non avrebbe mai dovuto adibirla ad asilo”: sono queste alcune delle frasi della dura requisitoria del pm Marco Ghezzi, che durante il processo svoltosi nel tribunale di Milano ha chiesto una condanna di 3 anni di reclusione per le due maestre (?) d’asilo accusate di aver maltrattato una mezza dozzina di bambini fra gli 8 ed i 13 mesi.
I piccoli venivano chiusi nello sgabuzzino, picchiati ed ingozzati con la forza (e “se vomitavano il cibo lo stesso veniva rimesso loro in bocca, minacciandoli”).
Il fatto che le vittime fossero dei piccoli è, per il pubblico ministero, una aggravante, “dato che non parlando, non avevano la possibilità di difendersi al momento né di raccontare ai genitori quello che erano costretti a subire”.
Test chiave del processo una bidella che ha più volte ripreso le scene sopra riportate col videofonino.
In aula le due maestre hanno cercato di minimizzare: “sì l’ho chiuso nello sgabuzzino, ma solo perché stavo spostando un carrello e non volevo fargli male…..sì l’ho colpito, ma era solo perché si stava ingozzando e non volevo che soffocasse con un boccone”.
Tra un po’ sentiremo anche le frasi, sì l’ho stuprato, ma era solo perché magari l’avrebbe fatto qualcuno altro meno delicatamente di me…..
A tal riguardo il pm ha anche sottolineato che in aula le due maestre non hanno “nemmeno chiesto scusa”
La sentenza è attesa per il prossimo 28 settembre, quando le due maestre torneranno sul banco degli imputati.
Il PM sottolinea che data “la gravità dei fatti la condanna è necessaria e diventa una questione di principio”.
Già, perché anche se condannate, grazie all’indulto le due resteranno comunque libere. Liberissime. 

13 Commenti a “”

  • ciao, questo blog è molto bello xk si occupa di un argomento importante…io ne ho creato un altro k si occupa di un altro importante argomento…se t va vieni a farmi visita…ciao 🙂

  • Ho pochi ma nitidi ricordi della mia infanzia,ricordo bene la sensazione di abbandono e totale vulnerabilità quando mia mamma mi lasciava all’asilo,alla mattina, e ricordo bene anche le violenze e le umiliazioni…quando ho cercato di parlarne con i miei genitori mi sono sentita rispondere che non era vero,che ero io che mi immaginavo le cose,che non era possibile,non mi hanno creduto,io ho perso fiducia in loro e per qualche strana ragione ho iniziato apensare di meritare le loro punizioni.All’inizio delle elementari ebbi la fortuna di ritrovarmi in classe quella che per molti anni sarebbe stata la mia migliore amica,sua madre era una collega delle mie due “tate” e un giorno parlando con i miei genitori saltò fuori la mia storia.Lei confermò tutto,le due aguzzine erano note per i loro metodi e alcuni membri del corpo insegnanti avevano segnalato la cosa a chi di dovere ma tutto quello che avevano ottenuto era il trasferimento di una delle due.

    Un paio d’anni fa ne riconobbi una in un negozio…una bella signora,ben curata e dall’aria serena,avrei voluto affrontarla e chiederle il perchè di tutta quella cattiveria.

  • Cara nuance noir, la tua testimonianza è toccante anche perchè mi porta a riflettere su diverse cose:

    1. la perdita di fiducia nei genitori che non ci credono, quindi il vedere crollare il castello nel quale ci sentivamo sicuri;

    2. il dolore che si protrae nel tempo, e che nessuno riuscirà a sanare;

    3. l’impotenza comunque anche dopo anni di fronte a chi ti ha fatto tanto male

    Il tuo commento dovrebbe far riflettere molte persone che continuano a credere che tutto si possa dimenticare… non sarà mai così, la ferita rimarrà sempre.

    Grazie.

  • Purtroppo come dice Cinzia le ferite restano, è impossibile dimenticare. Quando poi sono proprio i genitori gli artefici ………..

    Un bacio. Cri

  • Che ne dici di un V-DAY contro i pedofili e chi li difende? Penso che sia meglio a volte farsi giustizia da soli visto che è così difficile credere ai bambini. Che ne so …ci mettiamo un casolare, alcune catene, srumenti di tortura e poi la morte così sti dannati pedofili (e chi li difende e protegge) non possono nuocere più a nessuno

  • Speriamo che con questo processo si arrivi finalmente alla verità.

    Quella vera!

    Un abbraccio a tutti i genitori coinvolti.

  • @biba: i pedofili fanno schifo (e andrebbero chiusi a chiave e lasciati a marcire in galera), ma guarda che l’avvocato (quantomeno quello d’ufficio) è tenuto a difenderli. La difesa tecnica nel processo è obbligatoria e nemmeno l’imputato può rifiutarla (perché da noi l’autodifesa nei processi penali non esiste).

  • @ Klaus dieter

    Nessuno nega il diritto alla difesa ma, permettimi, esiste anche la libertà di pensiero.

    @ Biba 1972

    Concordo con te.

    Soprattutto per chi difende i pedofili gratuitamente!

    Gli avvocati ci mettono la faccia ma almeno sono pagati profumatamente per farlo.

    Quelli che a me fanno più schifo sono i tanti “giustizieri” che prendono le loro difese chissà per quale oscuro motivo…

  • @Sally: più un caso è chiacchierato e squallido, più attira clamore e pubblicità… Che è per gli avvocati ciò che il miele è per le mosche… Molti principi del foro dicono di difendere questo o quell’imputato gratis et amore dei (così si fanno ulteriore pubblicità), ma poi non credo sia così, soprattutto in caso di condanna, perché lì lo stimato professionista rischia di andare sotto con le spese. E di fronte ai soldi, si sa…

    L’avv. Taormina, per esempio, dichiarò varie volte che non avrebbe chesto una lira alla Franzoni, ma poi, dopo aver sbattuto la porta in faccia allla sua assistita (in odor di seconda condanna) pare abbia presentato una parcella da capogiro oltre alle spese di non so quanti atti!

  • scusa mario gin ma devo cancellare il tuo post

  • “Chi difende i pedofili e li protegge”… Gli avvocati fanno il proprio lavoro questo è indiscutibile e su questo non ho nulla da dire. Mi riferisco a chi li difende e protegge “gratuitamente”…chi sfila per loro, chi “abusa” dei bambini una seconda volta non credendo loro…

  • Il fatto è che ricevere le testimonianze dei bambini, specie se piccoli, è complesso…. Nel senso che occorre metterli il più possibile a proprio agio e nello stesso tempo rivolgere loro le domande appropriate, senza spaventarli, senza condizionarli… Un lavoro, credo, tra i più ingrati e duri del mondo. Ci sono infatti certi protocolli da seguire. tipo la Carta di Noto, per far sì che la testimonianza (possibilmente raccolta in incidente probatorio, così almeno si evita al bambino il trauma e lo stress del processo, che è già pesantissimo per i testi adulti) sia cristallizzata, formalmente corretta e quindi non “discutibile”.

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