IL BAMBINO NEL CARRELLO.
L’hanno chiamato Giorgio. Ha due anni. E’ sveglio, simpatico, con due grandi occhioni che sembrano chiedersi in continuazione “cosa sta accadendo” o meglio “perché è accaduto a me?”.
Giorgio è stato abbandonato in un supermercato alle porte di Torino, dentro ad un carrello della spesa.
Mentre scrivo queste poche righe di lui non si sa ancora nulla. Probabilmente originario dell’est Europa capisce però l’italiano, è sano ed è stato cresciuto ed accudito fino a quando, appunto, non è stato lasciato lì, come un acquisto per il quale avevamo cambiato idea, un prodotto fallato, una scatoletta di troppo.
Sono diventati circa tremila i bambini che ogni anno vengono abbandonato, con una media di 8 al giorno. Il carrello è la prima volta che viene utilizzato per “ospitarne” uno. Solitamente si preferiscono i cassonetti della spazzatura……..

5 Commenti a “”

  • Solitamente si tratta di bambini appena nati. Questa volta è ancora più inquietante. Come fa una mamma ad abbandonare suo figlio dopo averlo cresciuto e accudito per un anno e mezzo? Da mamma credo che un gesto simile non può essere “volontario”. Una mamma non abbandona suo figlio nemmeno nella solitudine o nella disperazione più assoluta.

  • Io sono sbalordita dal fatto in se…c’è qualcosa che non mi torna…

  • ancora non ho capito bene il perchè…sono un po’ reticente ad esprimermi….e se fosse stata portata via la mamma? Magari lui avrebbe iniziato a piangere prima, e se non avesse visto?….

  • concordo con te cara sally

    buon week end a tutti

  • Otto al giorno? Spero proprio che la percentuale non sia così alta…

    (comunque per la piaga dei bambini abbandonati spesso poche ore dopo il parto andrebbe estesa su larga scala la culla termica sperimentata a Roma. Funziona. Salva vite)

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