satanismo house

Sta per arrivare il nuovo sito di Prometeo. Ed anche se alcune cose sono da sistemare (ad esempio l’archivio dello spazio pedofilia) è più bello, più ricco, più multimediale di prima.
Tra le novità un articolo, la cui prima parte vi anticipo qui e che pubblichiamo in esclusiva assoluta.
L’ha scritto la nota giornalista Gabriella Simoni, di Studio aperto (che ringrazio di vero cuore), nel …..1990.
Buona ……riflessione:
 
 
ABUSI RITUALI…..1990.
Parlare di abuso rituale significa prima di tutto scontrarsi con l’incredulità della gente, con lo scetticismo del mondo scientifico, con la diffidenza di molti degli addetti ai lavori.
Perlomeno di quelli che non hanno mai avuto a che fare con casi di abuso sessuale a scopo rituale.
Ed è proprio questa incredulità, accompagnata dalla necessità di riscontrare nei racconti una logica ferrea che impedisce una seria presa di coscienza del problema.
Per anni l’impossibilità di credere alla violenza sui minori, la resistenza ad ammettere che la mente umana possa nascondere tali orribili violenze ha messo un muro invalicabile tra noi e la realtà.
Lo stesso che oggi ci impedisce di affondare con il dovuto rigore il problema dell’abuso rituale.
Ma qualunque cosa dica non può rendere l’idea del clima di terrore, angoscia e omertà che si respira durante un’inchiesta di questo tipo. Le porte si chiudono una dietro l’altra e finiscono per sotterrare l’orrore e le sue conseguenze sulla psiche dei bambini.
Ma perché i bambini? Perché innocenti, puri e quindi più plagiabili, condizionabili, ma soprattutto perché un bambino è meno capace di ricordare gli eventi in un giusto ordine cronologico, di ricordare un episodio in modo spontaneo, e di addebitare agli adulti comportamenti e motivazioni che la sua ingenuità non può ancora concepire.
Se a questo aggiungete che i bambini non si ascoltano, che i loro racconti sono spesso attribuiti alla fantasia, che siamo abituati a leggere tutto attraverso la nostra griglia di esperienze si può capire come può essere accaduto che autorità, mondo scientifico e opinione pubblica abbiano potuto negare e lasciare impuniti i responsabili di uno dei casi più incredibili di abuso rituale avvenuto nei nostri giorni.
La storia si svolge a Oude-Pekela un paese di poco meno di ottomila abitanti nel nord dell’Olanda. Ha inizio un giorno di maggio del 1987.
Fred e Ietji Jonker sono due medici, abitano sul canale in quella che da più di cento anni è la casa del medico condotto di Oude.
Siam stati a trovarli e ci hanno raccontato come questa terribile storia venne a galla:
“ Si presentò nel nostro ambulatorio una mamma con un bambino di 4 anni che inspiegabilmente sanguinava dall’ano. Non riuscimmo a trovare nessuna spiegazione per quella emorragia. Dopo alcuni giorni tornò e ci disse che aveva scoperto la causa.
La donna raccontò che alcuni adulti avevano infilato dei bastoncini nell’ano di suo figlio e che questo gli aveva provocato l’emorragia. Ma la cosa più strana è stata che suo figlio aveva dato il nome di altri due tre amici presenti…poi qualcun altro aveva detto “c’ero anch’io” e un altro “c’era anche lui” e così una settimana dopo erano già venuti fuori i nomi di 25 bambini coinvolti in questo affare”
Ietji Joncher: “In un primo momento pensammo si trattasse di abuso sessuale, ma sentivo che c’era qualcosa di più grosso. Dopo due mese avevamo già trovato 90 bambini che avevano subito abusi e violenze di ogni tipo.”
 
Perché nessuno aveva parlato di sua spontanea volontà?  
Fred Jonker: “I bambini venivano intimoriti a non dire niente ai loro genitori. “Se lo dici alla tua mamma o al tuo papà , verremo ad appiccare il fuoco alla tua casa, ti porteremo via la sorellina, uccideremo i tuoi genitori”.
Ma come facevano a portare via i bambini senza che nessuno se ne accorgesse?    
Ietji Jonker: “Li portavano via per un’ora o due. In una casa che poi i bambini hanno riconosciuto, proprio alle porte del villaggio.
Per noi madri i bambini erano a giocare da qualche parte…poi c’è sempre un fratellino maggiore che ha il compito di sorvegliare i più piccoli. E i bambini più grandi venivano coinvolti di più, perché la vergogna giocasse un ruolo importante… Tutto accadeva come in un grande gioco.
Arrivavano dei pagliacci e li invitavano ad una festa “Vieni con noi, la mamma è già lì, anche papà. Ti divertirai”. Così i bambini andavano . All’inizio c’era una grande festa davvero,   c’era la musica, delle streghe, dei pagliacci e degli animali…e dal gioco gli aggressori passavano agli orribili abusi che poi i bambini ci hanno raccontato.
Alcuni venivano caricati a forza su una macchina e portati via a gran velocità. Ricordo un giorno in macchina in cui guidavo velocemente e il mio bambino piccolo mi ha detto: ”Mamma corri come quel giorno che mi portarono alla festa” e mi raccontò che lo avevano chiuso nel bagagliaio insieme alla bicicletta”.
Poi alla festa cosa succedeva?      
Fred Jonker: ”Di solito i bambini più piccoli venivano tenuti in gruppo. I più grandi invece venivano separati dagli altri e tenuti soli. Questo perché i più piccoli fanno racconti più confusi e quindi più difficili da confrontare. Ed è difficile credere ad un bambino che parla di croci rovesciate, di 666. Dicevano che erano stati legati mani e piedi, picchiati, frustati, presi a pugni nello stomaco. Poi dopo che avevano bevuto una limonata i racconti si confondevano…c’erano pagliacci e uno, il più piccolo, lanciava coltelli, coltelli come quelli d Rambo, verso di loro. Dovevano bere urina e sperma, mangiare feci…Un bambino di tre anni raccontò di un organo piccolo che diventava grande e faceva pipì bianca…Alcuni descrissero i rapporti con gli adulti…Poi i primi terribili racconti di uccisioni di neonati…”
Naturalmente fu aperta un’indagine, chiusa quasi subito con la convinzione che si trattasse di un caso d’isteria di massa.
Nessuno si era posto una domanda forse banale. Come facevano 90 bambini ad inventarsi delle storie tanto incredibili e coincidenti fra loro? E comunque come spiegare abusi sessuali e violenze fisiche di ogni tipo? Per capirne di più siamo andati a ricercare lo psichiatra che fu chiamato a dare il suo parere sulle dichiarazioni rilasciate dai bambini.
Il professor Gerard Mik fu incaricato dalla polizia di Oude Pekela di fare delle indagini per capire se quello che dicevano i bambini era vero. “Avevo letto questa storia sui giornali e pensavo si trattasse di un caso di isterismo di massa, ma quando arrivai lì capii che i bambini dicevano la verità. C’erano però degli strani eventi, delle cose che non riuscivo a collocare nel quadro di riferimento delle mie conoscenze. Qualcosa mi sfuggiva. Per esempio che bisogno c’era di inventare una festa di carnevale per abusare di un bambino. Raccontavano di adulti che gli urinavano addosso, dicevano che erano stati avvolti nelle feci, che dovevano indossare abiti lunghi e bianchi, ogni tanto si ricordavano di cose orribili fatte ai neonati. Non riuscii a crederci e pensai si trattasse di frutti della fantasia. Vede, all’epoca ero assolutamente convinto che tutti quei bambini avessero subito abuso sessuale ma non sapevano niente di satanismo e abuso rituale”.
L’inchiesta fu chiusa, il professor Mik fu invitato ad un congresso medico nel quale sentì la relazione di un medico americano che parlava di un fatto assolutamente identico che si era svolto a Los Angeles.
“Mi colpì perché i particolari erano del tutto uguali a quelli che avevo sentito raccontare ai bambini di Onde Pekela”.
 
E i racconti dei bambini erano uguali tra di loro?
 
…….CONTINUA……….

9 Commenti a “”

  • IL vero problema sta soprattutto nel fatto che i genitori spesso no credono ai racconti dei loro figli…la disattenzione della famiglia lascia i bimbi in uno stato di tale solitudine, che li porta ad accettare attenzioni da parte di adulti pedofili…ciao

  • Si leggono questi fatti e ci lasciano senza parole. E allora ti chiedi, di fronte a tanto orrore a cosa servono le parole. E invece servono, per svegliare tutte le belle addormentate del mondo. Perché il principe azzurro non è sempre il principe azzurro.

    grazie per il tuo blog, per queste testimonianze anche se è il dolore che accompagna sempre la lettura.

  • L’ultimo grido disperato….

    Video Bbc, la Sir contro Santoro

    “Trasmetterlo è sciacallaggio mediatico”

    http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/rai-cda/accuse-sir-santoro/accuse-sir-santoro.html

    Solo la verità vede la verità? e allora perchè arrabbattarsi tanto se si è innocenti e nel giusto.

    Lasciate che noi stolti spergìuri possiamo un giorno venirvi a chiedere scusa.

    (Cosa che purtroppo non accadrà mai)

  • x loredana 14

    raccapricciante, ma ‘educativo’ e molto chiaro. un altro documento consigliato a tutti quelli che non possono far meno del paraocchi. grazie loredana

  • E le storie continuano ad assomigliarsi tutte, delle volte con qualche differenza, ma alla fine dei conti la ruota che gira è sempre dipinta nello stesso modo…eppure ancora non si crede ai bambini nè a coloro che tentano disperatamente di aiutarli. Sono veramente senza parole…c’è solo un enorme senso d’impotenza…e un atteggiamento sempre più “stanco” perchè ogni giorno veniamo scoraggiati dalla giustizia che dovrebbe tutelarli e da quelle persone che antepongono tutto il resto al dolore dei piccoli organizzando fiaccolate sciocche e vergognose. Ma naturalmente non è possibile mollare…non lo è! Possibile che sia così impossibile proteggere i bambini? E cosa sta succedendo a queste madri che continuano a uccidere i propri figli? Basta…chiudo così…

  • guardando il documentario pensavo anche io la stessa cosa. E’ solo da poco che sto approfondendo l’argomento pedofilia, mi vergogno a dirolo ma è solo dall’esplodere del caso di Rignano. Una volta varcata la porta però come si fa a tornare indietro.

    Durante il programma di stasera, in particolare mi venivano continuamente in mente le mamme che non vogliono vedere, che credono di schirarsi contro gli ‘allarmisti’. Quelle che ai genitori dei bambini di Rignano si limiterebbero a dire ‘ma questi bimbi hanno così tanto bisogno di tranquillità!

    Che tristezza ragazzi….

  • sto recuperando l’assenza dei giorni passati leggendo tutto.

    sono sempre più disgustata dalla cattiveria nei confronti dei bambini, e della stupidità di coloro che pensano che i bambini si inventino tutto.

    Come fanno alcuni a sostenere che questi piccoli vengano “istruiti” da adulti a dire certe cose?? Non uscirebbero dalle loro bocche, particolari così viscidi e schifosi e descrizioni così dettagliate…

    Un bacio a Flipperino mio e uno a Max, buon lavoro! ;o)

  • Trovare tante storie che si sovrappongono è impossibile non pensare a quanto possa essere immensa e organizzata questa trama il cui orrore non si può quantificare !!!

Lascia un Commento

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe