tommy immagine
02 MARZO 2006 / 02 MARZO 2007
Un Anno dopo il rapimento di Tommaso Onofri.
NOI NON DIMENTICHIAMO!!!!!
 
Casalbaroncolo è una piccola frazione alle porte di Parma.
Poche case, di quelle “di una volta”, con l’aia polverosa e gli animali da cortile che razzolano liberi.
La strada che attraversa questa frazione passa attraverso la campagna, inseguendo rigagnoli e fossati ed obbligando così le auto, malgrado lo spazio disponibile, ad una percorrenza a senso alterno.
Lungo il fiume Enza il bosco si infittisce, coprendo la luce del sole in quelle giornate in cui la nebbia se n’è stata generosamente assente.
Ad ogni spiazzo sciatte prostitute di colore richiamano fin dalle prime ore del mattino clienti in cerca di facili contagi. Pochi metri dopo una stradina sterrata accompagna ad una radura che un gruppo di volontari sta cercando di ripulire, restituendo alla sacralità acquisita del posto anche una parvenza decorosa. Pulita. Rispettosa.
L’uomo alla mia sinistra si porta alla bocca l’ennesima sigaretta, quindi indicando un paletto conficcato nel terreno e coperto dal nastro della polizia scientifica dice: “quello è il posto esatto dove hanno trovato mio figlio Tommy, sepolto dal letame e dalle foglie marce”.
Accadde tutto un anno fa ma a pensarci bene sembra solo ieri.
Una normale, normalissima famiglia, padre, madre e due bellissimi bimbi ancora piccoli, insieme a due cani ed un gatto, una famiglia qualunque, da poco trasferita nella casa di campagna, da ristrutturare col tempo, arrabattandosi con le rate del mutuo ed i sacrifici che le stesse comportano, la famiglia Onofri, venne sorteggiata dal destino, dal fato, chiamatelo come volete. E’ quel qualcosa a cui bastano pochi istanti per cambiare per sempre il registro della tua vita. Toglierti dai binari e spedirti altrove, senza biglietto di ritorno, senza che tu abbia anche solo il tempo per chiedere una motivazione. Mario Alessi e Salvatore Raimondi, con la complicità di Pasquale Barbera e della moglie di Alessi, Antonella Conserva, progettano e realizzano il rapimento del figlio più piccolo degli Onofri, Tommaso. Dagli occhi azzurro cielo ed i capelli ricci e biondi, quasi un putto, già un angelo forse.
La storia la sappiamo tutti. Perché tutti l’abbiamo seguita da vicino. Con un espediente Alessi e Raimondi entrano in casa, immobilizzano i genitori e rapiscono il bimbo. Una delle due persone oltre al passamontagna ha un casco e non parla, forse perché è identificabile e non vuole farsi riconoscere. E’ la stessa persona che con una mano punta la pistola alle tempie del bimbo e con l’altra lo accarezza in volto.
Vicino al palo della polizia scientifica un totem di peluches, carico di pupazzi e disegni. La sua ombra dona la parola infanzia alla terra pregna del sangue di un innocente. Qui tra qualche giorno verrà inaugurata un grande stele, di marmo, “così pesante” dice il padre “che nessuno potrà mai toglierla”, con sopra un’immagine di Tommy e dei versi a lui dedicati.
Lo stesso posto verrà bonificato, magari per farci un giardino, portarci i bimbi per fare delle passeggiate, incontrarsi ed incontrare, permettendo così alla vita di riguadagnarsi lo spazio sottrattole un anno fa con l’atto peggiore che mente umana potesse concepire.
La zia di Tommy lì, vuole una panchina “per parlare col suo adorato angioletto” ogni volta che ne sente il bisogno……
“Uno lo teneva fermo da dietro, mentre un altro con una pala lo colpiva violentemente in volto”.
Non si può ascoltare il racconto del padre senza pensare ancora alle immagini di Tommy entrate nelle nostre case. Tommy sul passeggino, mentre mangia la pappa, col costume di carnevale, con lo sguardo di chi ha fatto una birichinata. Sempre sorridente, sempre allegro. La violenza con cui il piccolo è stato ucciso non ha eguali ed i dettagli vanno rispettosamente omessi. E poi non aggiungerebbero nulla a questo orrore.
Casa Onofri è un porto di mare, a dimostrazione che vi sono tante persone cattive ma molte di più sono quelle buone. La volante della polizia che staziona perennemente fuori da qui, tiene alla larga curiosi e sciacalli, anche se ogni tanto qualcuno la fa franca, come quel noto prete assiduo frequentatore della Tv più che delle Chiese, il quale in piena emergenza si fece vivo non prima di aver convocato i fotografi. Purtroppo per noi per gente così c’è sempre un’isola dei famosi su cui approdare. 
Dentro casa invece è un via vai di amici, molti dei quali incontrati a causa di questa tragedia ma per questo forza viva.
Paola Onofri ha una maglia bianca con un grande cuore rosso e la scritta Tommy nel cuore. Ogni gesto, ogni parola, ogni ricordo è per quel suo figlio che in quella dannata notte sedeva dove ora siedo io.
Sorride Paola e per tutti ha parole di forza e di aiuto. Quanto ai fantasmi ed al dolore solo lei sa fino in fondo quanto male facciano e quanto difficile sia tenerli a bada. E’ il dolore di una madre a cui hanno strappato il dono più grande.
Tutti noi dobbiamo a questa famiglia delle scuse. Li abbiamo sviscerati, passati ai raggi X, giudicati.
Partendo dal padre Paolo. Gli confesso di averlo odiato, “e pure tanto” perché quando la notizia del ritrovamento di un Pc con immagini pedopornografiche emerse, in un certo qual modo mi sentii tradito. Tradito e ferito. Sembrava un ulteriore oltraggio verso quel bimbo rapito e facile quindi fu pensare che le cose fossero pure collegate.
Oggi quell’inchiesta è chiusa. Paolo ha patteggiato sei mesi, ribadendo però che le immagini non avevano come protagonisti dei bimbi seviziati ma delle modelle minorenni ma consenzienti, ed ha pagato per quello che definisce “un grandissimo errore”.
Chi ancora deve essere “sezionato” sono gli aguzzini di Tommy, in un’inchiesta che non ha ancora svelato quei lati oscuri che la attanagliano.
E mentre ogni singolo membro della famiglia ha subito più ore di interrogatorio di quante fino ad oggi non ne abbia sostenute Provenzano, lo stesso, forse, non si può dire degli aguzzini i cui ruoli sono ancora tutti da chiarire. In primis quello della moglie di Alessi, Antonella, la stessa che tenendogli la mano giurava davanti alle telecamere di pregare per Tommy e che suo marito ovviamente “non c’entrava nulla”. Seduta nei salotti bene della tv, con i capelli di fresco pettinati, invitava i rapitori a liberare il bambino, mentre probabilmente da qualche parte del suo corpo ancora riecheggiavano le grida di Tommaso. Catturato, spaventato, seviziato, ucciso.
Penso a cosa può avere provato. Me lo immagino caricato a forza su di uno scooter con due individui dal viso coperto, mentre nel buio si allontana.
Sullo sfondo sempre più piccola la luce di casa. Mente il cuore dei genitori e del fratellino battono all’impazzata, tra paura e dolore.
Vorrei avere la macchina del tempo, catapultarmi lì, toglierlo dalle sgrinfie degli aguzzini e scusarmi con lui. Per l’inutile turbamento. Ora torniamo a casa piccolo, finiamo la pappa e giochiamo con la spada che ti piace tanto ed il tuo fratellino, calmando anche lui che starà ancora tremando per l brutto spavento. Mentre gli uomini cattivi resteranno chiusi per sempre, là fuori dalla porta, buio col buio.
“Al funerale di Tommy vennero quasi 60mila persone, da non crederci come sia tanto amato” dice commosso Paolo, mentre organizza per il 01 aprile una grande marcia che riempirà Casalbaroncolo di gente da tutta Italia. Ma che Tommy non se ne sia realmente mai andato non lo dimostrano solo i ricordi, le fotografie, i suoi giochi, sparsi per la casa. Lo dimostrano i risultati che grazie al suo sacrificio oggi vengono raggiunti.
Con la neonata Associazione Tommy nel Cuore (www.tommynelcuore.it ) gestita direttamente dai genitori dato che durante i giorni del rapimento e della successiva scomparsa chi la creò pensò bene di farsi più i propri che gli altrui affari, oggi vengono aiutati tanti bambini. “Si sceglie di volta in volta un singolo progetto, portandolo poi a compimento. Ora è la volta di Roberta, 12 anni, affetta da una malattia rara che in quanto tale le impedisce di avere l’aiuto necessario. Roberta è nata con una patologia che le ha bloccato lo sviluppo del ventricolo sinistro. Servono tantissimi soldi per l’operazione che si terrà prima dell’estate negli Stati Uniti e sul sito di Tommy c’è direttamente il conto corrente della mamma di Roberta che ogni euro che riceve spedisce subito ai medici negli Usa, ultima speranza di vita per la sua piccola”. A giorni inizierà anche il processo. Davanti ai coniugi Onofri sfileranno non solo gli ultimi dodici dolorosi mesi, ma anche i demoni che hanno cancellato il loro futuro. “Per loro non proviamo odio, ma solo indifferenza” dicono all’unisono, “perché l’odio è un sentimento mutevole e potrebbe trasformarsi, l’indifferenza no”, è forte come il granito che ricorda Tommaso in una squallida piazzola.
Col processo torneranno le telecamere. E certi folli paradossi. “Scoprimmo del ritrovamento del cadavere di mio figlio dalla Tv. Quando il magistrato venne a darci la notizia, mia moglie era già sotto valium”.
Anche per questo dovremmo loro delle scuse.
E promettergli che non li lasceremo soli. Mai. Aiutandoli a dare un senso al sacrificio del proprio piccolo, il cui cuore, se bene ascoltiamo, ancora batte dentro le mura di questa casa. Come nelle case di milioni di italiani, dove altrettanti Tommy ora ricevono il bacio della buona notte e vanno a letto.
La nebbia che scende su Parma avvolge tutto. Strade e coscienze.
La radura è ancora più tetra, mentre una coppia di pervertiti, cacciati subito dai vigili, cerca di trastullarsi proprio a pochi passi dal posto dove l’anima di Tommy ha lasciato il suo corpo. L’orrore, come l’imbecillità, si sa non avere mai limiti.
Dallo stereo dell’auto Renato Zero canta: “oltre il tempo, l’amore ha vinto…per questa notte oltre la vita, per ogni lacrima che scenderà…” (“Pura luce” da La curva dell’Angelo) e chiude così un incontro con una famiglia che mai dimenticherò.
Massimiliano
 
 tommy retro
 
 
CRONISTORIA:
 
Il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo, alle porte di Parma, due uomini incappucciati rapiscono il piccolo Tommaso Onofri di 18 mesi. Il bimbo si trovava in cucina con i propri genitori ed il fratellino Sebastiano.
01 aprile: per il sequestro vengono fermati due muratori siciliani, Salvatore Raimondi e Mario Alessi e la moglie di quest’ultimo, Antonella Conserva.
I coniugi Alessi pochi giorni prima erano apparsi in diversi programmi tv, tenendosi per mano e dicendo di pregare per il bimbo scomparso ma anche di essere assolutamente estranei all’omicidio.
Raimondi confessa ed il corpo di Tommaso viene ritrovato in una discarica sugli argini del torrente Enza, sotto uno strato di foglie marce e di letame.
La gente scende in piazza e cerca di bloccare le auto della polizia che portano via i colpevoli, per poterli linciare.
L’ondata di commozione colpisce l’Italia tutta. Al funerale del piccolo parteciperanno persone provenienti da ogni parte del paese e persino dall’estero. Il Vescovo di Parma, ricoverato per gravi problemi di salute, chiede di essere dimesso per poter presenziare alla messa e dal pulpito tuona contro i rapitori assassini invocando “una macina d’asino da mettere al collo di chi scandalizza i più piccoli”.
Il 14 giugno vengono depositati i risultati dell’autopsia. Tommy è morto per strangolamento ed a causa delle botte subite, tra cui dei colpi di badile datigli con forza sul viso.
Il 30 ottobre vengono rinviati a giudizio Alessi, Conserva, Raimondi ed un altro muratore, Pasquale Barbera. Alessi viene accusato anche di omicidio oltre che di sequestro, ma restano ancora molti lati oscuri, soprattutto sui moventi del rapimento, sulla figura della donna e sul suo effettivo ruolo nell’uccisione di Tommaso.
Il 06 marzo 2007 si terrà l’udienza preliminare.
I legali di Alessi preannunciano una battaglia senza esclusione di colpi.

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

14 Commenti a “”

  • Questo articolo è stato ripreso dai quotidiani Epolis e rielaborato sotto forma di intervista e distribuito in tutta Italia proprio nella giornata di oggi.

    Sul sito di Tommy potete acquistare due libri che vi consiglio ed i cui ricavati vanno per in beneficenza. Sempre lì trovate al storia di Roberta ed il modo concreto in cui aiutarla. So che anche stavolta mi seguirete in questa segnalazione, per me importante:

    http://www.tommynelcuore.org

  • P.S.: avrei voluto inserirlo tra le 19 e le 20 ma essendo fuori sede ho dovuto farlo ora. peccato, avrebbe avuto più valore, dato che è l’orario in cui il piccolo tommy è stato rapito ….

  • Caro Massimiliano ti giunga il nostro abbraccio per questo tuo gesto sincero e commovente…così tanto che le lacrime non si frenano e il dolore brucia dentro. Besos Kary Paolo Jimy Sonia Michela Rosetta Donaldo Liliane… Natalie e molti altri ancora, molti altri ancora.

  • hai scritto un bellissimo post

    grazie

    daisi

  • l’orario non fa perdere valore a questo post.

  • da conservare e stringere sul cuore… grazie per avercelo donato… un abbraccio amico mio… Marco…

  • Ho cercato di far passare dei giorni per tentare di plasmare, calmare, dare un senso, a quella rabbia che mi porto dentro e che non accenna minimante a placarsi.

    Mi sento così piccolo ed inutile davanti a tanta violenza da non credere che questo mondo sia anche il mio. Che questa vita è mia come quella delle persone che mi circondano, di quei bimbi che ogni settimana vado a far giocare nelle corsie di un ospedale, dove la sofferenza è vera e non un modo di passare il tempo. Che anche io cammino sulla stessa terra dove camminano loro, respiro la stessa aria, ma che per fortuna non provo gli stessi sentimenti.

    Dove sta andando a finire questa umanità?

    In quale deriva?

    Questa brutalità sta così dilagando da non riuscire quasi a credere che esista davvero.

    Ci si uccide per niente, per aver salutato la ragazza di un altro, per non aver rispettato un semaforo, perché mi stai semplicemente sui coglioni.

    E le bestie di satana, e le bestie di qualcos’altro uccidono genitori, zii, nonni e fratelli solo perché qualche esaltato ci ha detto di farlo.

    Ma la lista si allunga sempre di più.

    Ogni volta speriamo che certi fatti non succedano più e poi, subito dopo, ci ritroviamo proiettati e testimoni di una brutalità ben peggiore. Aspettandoci che prima o poi non tocchi anche a noi.

    Così ci muoviamo tra la gente con diffidenza e paura. Non puoi permetterti un osservazione che magari ti ritrovi con il sangue che ti cola dallo stomaco.

    Più sentiamo parlare di pace, di fratellanza, tolleranza, rispetto, diritti, ecc. e più certe cose vengono a mancare per mano di qualcuno che si trova su questo pianeta per caso, nato per sbaglio, da un errore genetico, da una sega mancata.

    Non un briciolo di pietà per chi ti ha tolto la gioia di sorridere, di fare oh, di piangere liberamente.

    Il tuo calvario lo avevi già visto che le convulsioni facevano parte di te e quello sciroppo era la tua ancora di salvezza.

    Ma questi mostri hanno deciso per te, per la tua famiglia, facendogli così risparmiare sulle spese della farmacia. Quella gabbia angusta che ti avevano preparato e che per fortuna non hai visto e neppure vissuto, dove l’aria era davvero un optional, il buio quasi tutto il giorno.

    Davanti ad un sorriso così e a degli occhi così, come si può arrivare a tanto?

    Per questo io li chiamo mostri perché sono come quelli dei film o dei fumetti, non persone reali, non uomini, non essere umani. Non hanno il diritto di essere chiamati tali e quindi nemmeno quello di essere trattati come tali.

    La gabbia spetta a loro, per sempre, affinché il loro respiro diventi un rantolo e quindi, quando arriverà l’ultimo, per noi, un grido di libertà.

    Adesso tu, piccolo angelo, sarai sempre nei cuori di chi amore vivrà.

    Ciao Tommaso e anche se non lo meritiamo, perdonaci da lassù, se puoi.

    Noi quaggiù, a coloro che ti hanno fatto questo, non lo faremo mai.

    Non ti dimenticherò.

  • Semplicemente grazie

  • Un abbraccio sincero alla famiglia di Tommy, una famiglia speciale, e non potrebbe essere diversamente…la luce che emana dal sorriso del nostro piccolo angelo è il riflesso dell’amore che regna tra di voi.

    Con il cuore, con la mente , con voi sempre.

    Patrizia

  • grazie Max a non aver fatto cadere tutto nell’oblio…E grazie del santino… grazie delle foto, grazie del link e della lettera :*

  • …ci sono stati uomini che hanno continuato

    nonostante intorno ci fosse tutto bruciato

    perchè in fondo questa vita non ha significato

    se hai paura di una bomba o di un fucile puntato

    gli uomini passano e passa una canzone

    ma nessuno potrà mai fermare la convinzione

    CHE LA GIUSTIZIA NO

    NON E’ UN ILLUSIONE.. -F.Moro-

    …Ti regalerò una rosa

    Una rosa rossa per dipingere ogni cosa

    Una rosa per ogni tua lacrima da consolare

    E una rosa per poterti amare

    Ti regalerò una rosa

    Una rosa bianca come fossi la mia sposa

    Una rosa bianca che ti serva per dimenticare

    Ogni piccolo dolore… -S. Cristicchi-

    Baci a tutti 🙂

  • Un ricordo meraviglioso che si perde nell’azzurro di questi occhi così belli che non potranno essere mai cancellati dal buio pesto del cervello di chi lo ha ucciso.

    grazie

  • mi vengono i brividi..è già passato un anno ma tutto è vivo come se fosse stato ieri..la speranza di sentire qualche notizia positiva..poi la rabbia per la morte di un piccolo innocente..

  • grazie a tuttie ocntinuate pure a commentare.

    questo è diventato uno degli articoli più letti e scaricati dal blog (oltre che riportati, in vario modo, sui giornali italiani, da Vicenza a Cagliari), segno di quanto Tommy , il piccolo Tommy, sia veramente ancora nel cuore di tutti.

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