<<COSI’ COMBATTIAMO GLI ORCHI>>
 Incontro con Massimiliano Frassi, presidente dell’Associazione Prometeo onlus.
Ha sede in Pisogne la segreteria dell’Associazione Prometeo onlus, fondata circa 10 anni fa da Massimiliano Frassi, da tempo impegnato in prima linea nella lotta ad uno dei peggiori crimini che questa società possa sopportare: i crimini sui bambini.
L’abbiamo incontrato per una breve chiacchierata.
D: Frassi come nasce la Prometeo e quali sono i suoi principali interventi:
R: Prometeo nasce circa una decina d’anni fa ed è diventata, senza presunzione, una delle associazioni più attive nel campo della lotta alla pedofilia. Basti dire che è l’unica associazione italiana a collaborare direttamente con Scotland Yard, per riconoscerne l’operato. Per spiegare come è nata ma soprattutto perché, uso una frase del giudice Borsellino. Quando gli chiesero perché si occupasse di mafia disse, “vedo la gente intorno a me morire ed è un dovere morale occuparmene”. Togli mafia metti pedofilia e trovi il modo in cui Prometeo è nato. Ci occupiamo di bambini con due interventi: uno operativo, di contatto con le vittime e di supporto, ed uno informativo con corsi di formazione, convegni e pubblicazioni.
D: Da anni vi occupate anche di infanzia violata in Romania. Tu hai scritto anche un libro di grande successo (“I bambini delle fogne di Bucarest”più di 100mila copie vendute) sull’argomento, libro che a dicembre esce in una nuova versione aggiornata. Mi tracci al riguardo una fotografia di com’è la situazione oggi e di cosa state facendo?
R: …Bambini di pochi anni abbandonati in strada. Bimbi di strada portati via dalla polizia e rinchiusi in cliniche che ospitano malati di mente adulti. Pedofili che vanno liberamente a caccia. Che abusano, fotografano e spesso uccidono. Tasso di hiv pediatrico ancora al primo posto tra i paesi europei….Poche istantanee per una fotografia che denuncia il fatto che in questi anni siano cambiate poche cose.
Noi attualmente stiamo aiutando con delle adozioni a distanza i piccoli ospiti di un reparto di oncologia pediatrica di un ospedale di Bucarest. Ancora una volta abbiamo proposto alla gente la via più difficile. I “nostri” bimbi non sono forse “piacevoli” alla vista, anche se per noi sono i bimbi più belli del mondo. Sono soli. Malati. Spesso di un male che non dà scampo. Eppure grazie all’amore ed al sostegno delle famiglie, molte della Valle, che li hanno aiutati, abbiamo dimostrato che si può riaccendere la speranza anche nei posti più bui.
D: Parliamo del caso delle scuole materne di Brescia. Da quando è esploso siete stati travolti da un ciclone di infamie e di attacchi. Una condanna confermata a 13 anni ed un processo in corso. È stata restituita la credibilità ai bambini, ma sarà veramente così a Brescia se continua a esistere un Comitato e un sito internet che cercano di negare questa credibilità. Otterranno mai giustizia sociale questi bambini e le loro famiglie?
R: E’ il paradosso di questa società. I criminali, anche solo presunti, sfilano in strada e danno interviste difendendosi nelle piazze prima che nei tribunali. Infangando a destra ed a manca. Attaccando chiunque faccia della legalità ed in questo specifico caso, della tutela dei bambini, la propria bandiera.
Di Brescia non parlo. Ne ho la nausea. Prego solo ogni giorno per quei bambini, che a distanza di tempo dagli abusi stano malissimo. E auguro loro una vita migliore, lontano da dove stanno. D’altro canto basta veramente svoltare l’angolo, per trovare chi ti crede, ti appoggia e ti protegge.
Ogni qual volta sotto casa ti fanno una marcia a favore di stupratori di bambini o ti riempiono la cassetta della posta di volantini a dir poco deliranti non potrai mai avere una giustizia sociale. Né tantomeno potrai crescere serenamente e superare il trauma dell’abuso.
D: Però quello che la gente non sa è che tu da due anni vieni seguito passo dopo passo dal comitato di sostenitori dei pedofili che blocca le tue conferenze e manda ovunque lettere di insulti e di minacce a chi ti appoggia…
R: E’ vero sono un sorvegliato speciale. Ma peggio sarebbe se questa gente mi coprisse di complimenti. Finché mi insultano significa che il lavoro che stiamo facendo, sempre più difficile e delicato, è sulla strada giusta.
D: Ultima domanda: cosa serve per diventare operatori di Prometeo e perché, visto che la tua associazione opera a livello nazionale, mantieni la base operativa in un piccolo paese di provincia:
R: Serve quella che papa Giovanni XXIIII definiva l’intelligenza del cuore. E tanta, tantissima motivazione.
Quanto alla sede è un omaggio alle nostre radici, ai nostri figli, alla realtà dove abbiamo iniziato e dove è giusto rimanere. Oggi poi i confini geografici sono ridotti. Posso lavorare in contatto con Londra anche da Pisogne. Non devo spostarmi per forza in una grande città.

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