I PICCOLI SCHIAVI RUMENI.
L’investimento iniziale può raggiungere anche la cifra di mille euro, ma solitamente ne bastano poco più della metà.
Trecento servono per il viaggio, due pezzi da cinquanta come mancia alla frontiera e poi l’equivalente del costo di un paio di cene in centro a Bergamo. Oppure il più classico dei pagamenti: quello in natura.
Un maiale, del granoturco, ma anche un lettore mp3 o un televisore.
I soldi spesi comunque rientreranno, visto che l’introito medio di quell’investimento è di circa 800 euro al giorno.
Sto parlando, qualora non l’aveste già capito, del traffico degli argati, parola rumena che in italiano si traduce con piccoli schiavi.
Bambini, spesso piccolissimi, venduti, o rapiti, nel loro paese d’origine che solo in Italia raggiungono il numero di tremila nuove presenze all’anno.
Tremila anime sfruttate per i più turpi mercati. I più piccoli e le bambine, insieme agli adolescenti “di bell’aspetto” finiscono nel giro della pedofilia. Gli altri, meglio se malati o storpi, sono costretti a chiedere l’elemosina. Quelli più “forti”, a rubare.
In cambio: sevizie, pane raffermo, solitudine.
Chi scappa muore. E viene subito rimpiazzato. Tanta la domanda, ma assai superiore l’offerta. Quando nelle nostre città si avvicina il Natale lo capiamo non tanto dalle luminarie, che già vengono esposte dopo ferragosto per andarsene a febbraio, né tantomeno dalle vetrine dei negozi addobbati a festa. Ma dalla presenza, indiscreta, di queste anime. Che sui marciapiedi, fuori dalle chiese, nelle stazioni cercano di attirare la nostra scelta distrazione, auspicando che mettiamo mano almeno al portafogli.
Per loro niente scuola. Niente famiglia. Di affetto poi non se ne parla proprio. L’unico tipo di carezze, o di baci, che conoscono sono quelle dei pedofili.
E se alla sera non consegnano almeno mille euro ai loro sfruttatori sono altre botte, altre sevizie, altri dolori.
Li osservo dal finestrino della mia macchina mentre sotto l’acqua trascinano i loro corpi sudici ed affamati mettendosi in tasca i pochi spiccioli dono della signora sprofondata dentro alla gigantesca Suv davanti a me.
Li osservo e mentre il semaforo ci restituisce il rosso, facendoci guadagnare oltre alla strada, anche una pittoresca veduta di Città Alta, penso a che futuro, se mai sopravvivranno, questi esseri umani potranno mai avere.
Ci penso e per un lungo, doloroso attimo, rabbrividisco.

5 Commenti a “”

  • MarziaVicenza:

    quello che mi chiedo è: cosa posso fare io, davanti a queste creature? se dò loro dei soldi alla fine vanno nelle tasche dei loro aguzzini, e allora? cosa si fa?

    a parte restare male, tanto e tanto male.

  • anche io me lo chiedo….se li vedo…cosa devo fare?..chiamo la polizia?..chiamo te?…

    fuori dai centri commerciali ce ne sono se mpe tanti che chiedono l’elemosina….e ogni volta non so che fare…

    la pdofilia ci sarà sicuramente anche dalle mie parti ma io non la vedo…o forse non so dove guardare…..dicci cosa fare max!

  • Provo anch’io lo stesso sgomento, e veramente si sta tanto male e delle volte penso di non dargli niente perchè se lo intascano i BASTARDI ma poi dico che se non gliene do le botte che gli daranno saranno dovute anche a me! Un giorno ho chiamato i carabinieri ma nel giro di 20 secondi mi hanno liquidata con un “non possiamo intervenire! Non è di nostra competenza!” Non so cosa fare nemmeno io davanti a questo dilagare di bambini soli e non protetti!

  • è una piaga… anche a me spezano il cuore.. fare l’elemosina non fa altro che incrementare il giro, ma ti ammazzano vederli.. ti fanno sentire una merda .. come la società di cui facciamo parte.. che li tratta da schiavi.

  • Poco da dire…..siamo ritornati nella prestoria….forse anche peggio.

    Saluti a tutti Marianna

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