MEGLIO TARDI CHE MAI…..
Parroco 90enne condannato per pedofilia
LIPARI – Al bar Tano l’hanno visto fino a pochi giorni fa seduto al suo solito tavolo con la sigaretta in bocca, la tazza di caffè fumante e le consuete ciabatte. Da oltre dieci anni infatti don Alessandro Restuccia, condannato a 15 anni per violenza sessuale su un minore dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, conduce una vita riservata, trascorrendo buona parte della giornata in compagnia di qualche compaesano in quel bar che si trova vicino alla casa in cui vive da solo, a pochi metri dal mare. Nella frazione di Canneto, chi lo conosce lo descrive come un vecchietto un po’ stralunato, che dimostra tutti i suoi 88 anni (vista l’età non andrà in carcere), poco lucido e con problemi alla vista e all’udito. Ha smesso l’abito talare circa dieci anni fa, in coincidenza con l’inchiesta da parte della Procura che lo ha indagato per violenza sessuale nei confronti del figlio della donna che per anni lo ha accudito. La perpetua, anche lei condannata a cinque anni di carcere per concorso nella violenza sessuale, è una donna francese, travolta da questa triste e torbida storia di abusi e degrado. Per i giudici ha consentito al parroco di abusare del figlio. La condanna nei confronti del prete, ora sospeso, è giunta dopo otto anni di indagini coordinate dal pm Francesco Massara.
QUI SCRIVERE “MEGLIO TARDI CHE MAI” SAREBBE ASSOLUTAMENTE ANACRONISTICO…..
Indagati per pedofilia a scuola ma nessuno viene sospeso
Accuse a tre insegnanti. Non vengono presi provvedimenti e molti genitori ritirano i figli dall’istituto – di Alessia Marani
Sott’inchiesta per pedofilia, tre maestre di Roma restano a insegnare nella stessa scuola e nelle stesse classi dei piccoli alunni di cui avrebbero abusato. Un caso paradossale: nonostante il blitz dei carabinieri nell’istituto a ottobre, le perquisizioni nell’edificio, nelle aule e nelle abitazioni private delle docenti, di una bidella e di due uomini, un carrozziere e un regista televisivo marito di una delle tre insegnanti, le maestre sono ancora al loro posto. Con la solidarietà della preside, Loredana Cascelli, e delle colleghe di elementari e medie dell’istituto che «per dimostrare ai bambini – scrivono in una lettera – il significato delle parole falsità e calunnia» hanno persino messo in atto una sorta di «sciopero bianco»: d’ora in poi niente più gite, recite natalizie e di fine anno. Un’inchiesta giudiziaria partita a luglio dopo la denuncia di un gruppetto di genitori e che da oltre un mese squarcia come un terremoto la vita di Rignano Flaminio, centro di settemila anime a nord della Capitale. Alla «Olga Verere», la scuola finita sotto accusa – l’unica nel paese – i bimbi iscritti alla materna erano 220, oggi ne sono rimasti appena 160. «Solo due giorni fa – racconta Simone Rocchini, presidente dell’Associazione dei genitori di Rignano – è arrivato l’ispettore del ministero della Pubblica Istruzione per verificare come stanno le cose. È piombato qua martedì pomeriggio dopo che una mamma e non la scuola si è preoccupata di avvisare il Provveditorato. Ma ancora non è stata presa alcuna decisione». I militari di Bracciano, mandato della Procura di Tivoli alla mano, hanno fatto irruzione nell’istituto di via San Rocco la mattina del 12 ottobre. «Li abbiamo visti tutti entrare – aggiunge Rocchini -. Ma la preside ha negato di avere ricevuto qualsiasi atto legale. Da allora è iniziato un muro contro muro. Al consiglio scolastico straordinario convocato per il 14 successivo si è rifiutata di parlare dell’argomento. Chi ha potuto ha tolto da scuola i propri figli, ma per il personale il calo delle frequenze continua a essere “colpa dell’influenza”». Secondo le accuse, (alle cinque denunce iniziali se ne sono aggiunte altre sette) i bimbi, tutti di età tra i 3 e i 4 anni, avrebbero subito «attenzioni» particolari dalle loro maestre e dai due uomini con la complicità di una bidella. In alcuni casi i piccoli sarebbero stati portati anche fuori dalla scuola, in abitazioni private. Perizie mediche e psichiatriche avvalorerebbero l’ipotesi di violenza. «L’inchiesta prosegue – afferma il capitano Emanuele De Ciuceis, della compagnia di Bracciano – stiamo raccogliendo tutti gli elementi utili. Il nostro lavoro va avanti al di là delle polemiche e dell’opinione pubblica». Presto il dossier corredato da testimonianze, referti, pc e file audiovisivi sequestrati sarà al vaglio del pm che deciderà se chiedere o meno l’apertura del processo. «Non si tratta di essere innocentisti o colpevolisti – spiega Roberta Di Mauro, appena dimessa dal ruolo di Presidente del consiglio d’Istituto, mamma di una bambina di 4 anni -, ma di buon senso. Pretendiamo che sia rispettato l’interesse dei nostri bambini innanzitutto. Ci siamo rivolti alla preside, al sindaco, al ministero. Possibile che nessuno abbia o voglia esercitare l’autorità per sospendere o destinare ad altro incarico queste insegnanti? Il clima a scuola è rovente, la tensione è alle stelle. E non è facile spiegare a dei bambini così piccoli quanto sta accadendo. Molti di loro fanno domande, capiscono che c’è qualcosa che non va. Alla fine, mia figlia l’ho trasferita a Civita Castellana. Con sacrifici enormi perché lavoro a Roma e raggiungere un altro centro è ancora più dispendioso. Prima la mia piccola l’ho tenuta a casa con una scusa, poi le ho detto che nella sua scuola devono fare dei lavori. Davvero solo questo è l’unico sistema per tutelare questi bambini?».

8 Commenti a “”

  • ancora una volta ….non ci posso credere max, ma come è possibile che dei genitori continuino a mandare in quella scuola i propri figli nonstante sappiano cosa è seuccesso….è da pazzi, non capisco

  • Sarà da pazzi ma purtroppo succede e spesso. Piuttosto che salvaguardare i propri bambini ( anche solo nel dubbio che sia davvero accaduto qualcosa) preferiscono far finta di niente e non solo, non mostrano neanche rispetto davanti al malessere di chi purtroppo ci si trova dentro. E’ successo anche a noi pochi genitori di un asilo di Brescia, abbiamo creduto ai nostri bimbi e comunque abbiamo letto tra le terribili righe del loro star male, li abbiamo subito allontanati da li e aiutati pian piano a stare meglio. Non abbiamo ma saputo cosa fosse successo, i nostri bimbi avevano solo tre anni,sta di fatto che erano terrorizzati ogni volta che varcavano la soglia dell’asilo e tengo a precisare che non erano capricci. Non potevamo far finta di niente qualsiasi motivo avesse generato tutto questo. Quanta indifferenza abbiamo trovato! Se andava bene altrimenti erano calunnie e chi più ne ha più ne metta. Sono passati tre anni e per fortuna ora i nostri bambini stanno bene, non è sempre stato facile, Max ci ha aiutato tanto a dar voce ai nostri bambini anche se a Brescia non era una compito semplice tutt’altro! Quante ne ha sopportato per tutti noi e per i nostri bambini! Ora guardo il mio bambino che ha sei anni e lo rivedo come era prima di allora birichino e vivace, ora nei suoi occhi leggo la furbizia e la voglia di vivere, ogni traccia di dolore e paura non esiste più.

  • Patri69 il tuo commento lascia l’amaro in bocca. Non posso immaginare cosa sia trovarsi in una situazione così delicata e avere anche il peso delle critiche dell’indifferenza. Ho una bambina di quasi tre anni e tra un anno andrà all’asilo anche lei per stare coi bambini della sua età e “uno pensa” stare al sicuro protetto da un’istituto che dovrebbe tutelarli, con maestre che dovrebbero amarli come se fossero loro. Non ti nego la paura che ho di lasciarla andare in questo mondo di violenza e menefreghismo…ma è la vita… è giusto che cominci a volare, dal canto mio e di mio marito terremo sempre gli occhi bene aperti e tutti gli altri sensi in allarme…certo che vivere nell’angoscia che possa accadere qualcosa di brutto è tutt’altro che una piacevole realtà. Un abbraccio al tuo ometto e sono felice tu abbia trovato l’appoggio di cui necessitavi.

    Sono tante ormai le scuole dove sorgono mille dubbi, dove vengono interrogati maestre e presidi che sembrano cadere dal nulla quando si mette loro in evidenza l’eventuale denuncia…anche dalle mie parti ho saputo che qualcosa è stato nascosto dalla preside di una scuola elementare…qualcosa che sempre a sentire voci riguardava la presenza di un pedofilo nelle vicinanze della scuola. E’ successo quasi tre anni fa…ma se fossi stata io uno di quei genitori giuro che non avrei fatto tacere niente, avrei chiesto chiarezza e divulgazione…per proteggere i bambini…non li capisco i grandi, proprio non li capisco.

  • Cara patri conosco per via di max la lunga agonia di brescia e mi immagino cosa voi genitori abbiate provato, mi conforta il tuo racconto della ripresa dei piccoli, ne sono piu’ che felice, sai il fatto che erano cosi’ piccoli li ha salvati dal doversi portare per sempre un magigno cosi’ grande, quello che forse porterete voi, bene almeno una volta la serenita’ a vinto, auguro lo stesso anche a tutti voi genitori di queste piccole e innocenti vittime, un gosso abbraccio da chi da brescia a dovuto..scappare.

  • Grazie per la vostra solidarietà. Allora pensavo davvero di essere sola, ora sono certa che non è cosi’. Ognuno di noi ha la propria storia ma è bello sapere che dalle diverse esperienze può nascere un obiettivo comune.

  • meglio tardi che mai è un’ingiustizia grande quanto la violenza commessa … tardi non è giusto!

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