La contabilità del dolore – abusi

 La contabilità del dolore.
lacrime blog PEDOFILIA
Sono dieci milioni le donne italiane che negli ultimi 5 anni hanno subito una grave forma di maltrattamento o di abuso.
Una cifra abnorme. Impensabile. Così grande da apparire irrreale, malgrado la sua tragica verità.
Dieci milioni di donne su una popolazione di poco più di 60 milioni significa che se camminiamo per strada, ogni sei persone una, di sesso femminile però, è stata maltrattata. In molti casi porterà quei segni per tutta l’intera sua esistenza. E la sua infelicità ricadrà su quella di chi le sta intorno, tranne, purtroppo, di quelli che l’hanno ferita.
Dieci milioni di donne maltrattate significa, almeno quasi altrettanti aguzzini. La maggior parte dei quali impuniti. Liberi nella libertà di abusare.
Arroganti e spavaldi. Pronti a reiterare quanto già hanno fatto.
Mai stati meglio in una società come questa. Sempre così accondiscendente verso i carnefici, sempre così sorda verso le vittime.
In provincia di Imperia un prete ha patteggiato la condanna per abusi su una quarantina di ragazzini pagando 4.000 euro di multa. Come dire, cento euro a bambino.
Davanti a queste cifre, io che con la matematica ho sempre fatto a pugni, mi arrendo. E vi chiedo, per quanto ancora potremo tollerarle? Fino a quando sceglieremo di stare in passivo silenzio?
Poiché se non saremo in grado di azzerare questo debito verso la parola civiltà, tutti quanti noi avremo perso. E gli unici ad uscirne indenni saranno quelli che hanno oltraggiato il corpo e l’anima di vostra madre, vostra sorella, vostra figlia.

5 Commenti a “La contabilità del dolore – abusi”

  • RICEVO E RIPORTO CON PIACERE:

    > in relazione a quanto hai scritto nel tuo blog sulla violenza contro le donne, vorrei segnalarti queste due iniziative:

    > > 25 novembre a Roma Fuori dalla famiglia

    > > Il pericolo non è la notte. Non è la strada. La prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne europee, tra i 16 e i 40, è la violenza da parte di mariti, compagni, fidanzati, padri, fratelli. E’ in casa che avvengono il 90% di stupri, maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche. In Italia. Nel mondo. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza maschile contro le donne, saremo in piazza, di giorno. Sfileremo con tante case – di cartone, di carta, di stoffa, di marzapane – per sottolineare e denunciare quello che è sotto gli occhi di tutte e di tutti, ma che spesso si finge di non vedere o ci si dimentica volentieri: il luogo di maggiore rischio è per noi la famiglia, sono le mura domestiche. Sfileremo per dire che il cambiamento non si costruisce con le politiche repressive o con l’inasprimento delle pene ma mettendo in discussione le relazioni tra i generi per come sono state storicamente costruite dal patriarcato. La violenza maschile parla anche di noi, delle nostre relazioni, della società in cui viviamo.

    > >

    > > Appuntamento sabato 25 novembre

    > > ore 12, largo Argentina, Roma

    > > ognuna con la sua casetta

    > > L’assemblea delle donne di Roma

    > >

    > > http://www.casainternazionaledelledonne.org/

    > >

    > >

    > > un libro. un regalo da fare a tutti.

    > >

    > > “Il silenzio dell’innocenza” di Somaly Mam.

    > >

    > > Per farla finita con la violenza sulle donne e la pedofilia.

    > >

    > > http://www.wuz.it/Articolo/tabid/77/id/481/Default.aspx

    > >

    > > per la seconda, questa del libro, con un’associazione di donne romane stiamo preparando in una libreria di roma una presentazione del libro (ho letto sul tuo blog che avevi citato questa triste storia), i cui ricavati andranno per la costruzione di una casa che accolga queste bambine.

    > > se sei interessato te la segnalo.

    > > un abbraccio

    > > laura

  • Hai ragione Max! Le tue parole sono vere quanto vero è il silenzio di questo mondo che tace e lascia che l’acqua continui a scorrere sotto i ponti. Mio marito ed io non riusciamo a finire un telegiornale, ci mette un’incazzatura addosso specialmente quando dopo aver detto “bimbo strangolato dalla madre a Vicenza” la giornalista sorride e dice andiamo avanti con blablablabla. Ma dico io l’intensità della notizia, la gravità della situazione…dov’è il tempo per tutto questo! Mi dispiace che Flipper oggi sia triste, ma la storia del cagnolino ha rattristato anche me che da 15 anni combatto contro l’indifferenza del mondo nei confronti di quelli per i quali dovremmo essere i migliori amici. Ne ho raccolti tanti Max e per due di loro non sono riuscita a fare niente per la gravità delle condizioni fisiche…ancora tornano a farmi visita nella notte, quando dormo e la loro sofferenza diventa palpabile e fa male. Non sopporto la violenza in ogni sua forma, non la sopporto nei confronti dei più deboli e indifesi esseri viventi in toto! Ma sono capace di esserlo, prendo a pedate senza rimorsi, lancio calci là dove non batte il sole e ne dico tante che dall’inferno mi si spalancano i cancelli dell’oblìo, ma non me ne frega niente. Ci sono giorni che vincono loro perchè mi sento impotente, ma altri giorni si salvi chi può perchè se m’incontrano non ne risparmio nessuna. Ti dico l’ultima…ieri mentre distribuivo dei volantini per Voi/ Noi di Prometeo uno, un padre di 45 anni mi ha risposto” Pedofilia? no non per carità, non m’interessa…che ci posso fare io? Mio figlio sta bene! Non mi scocci!” Ho risposto: Ma neanche a titolo informativo le interessa sapere? E lui: a nessuno interessa sapere! Mi lasci in pace!

    Ora lo so che bisogna essere calmi ma ti assicuro che gli sarei saltata al collo e l’avrei morso alla giugolare…ti rendi conto? Fortuna che succede agli altri! Suo figlio sta bene! Buon per suo figlio! Ma gli altri bambini? I loro incubi? A loro perchè non si pensa? Però va a messa…questo sì…è un devoto…lui come tutti quelli che riempiono la chiesa d’ipocrisia e falsità! Ops meglio che la finisca qui…scusa lo sfogo!

  • Come ti do ragione!

    Questo è un mondo egoista, dove ognuno pensa per se. Il figlio di quel tipo sta bene e allora perchè dovrebbe “interessarsi” di pedofilia?

    Chissenefrega se il bimbo della porta accanto viene abusato, e si porterà le sue ferite nell’anima per tutta la vita?

    Che schifo!

  • Ciao cucciolina..c’è un mess per te su splinder!Ciao besos

  • purtroppo è vero…oltre a dover convivere con questi dolori bisogna tener conto che gli interessi più alti vengono pagati dalle persone che ti stanno vicino. Dai figli ad esempio che percepiscono qualcosa di strano ma non si sanno bene spiegare perchè la loro mamma a volte è triste, distante e magari pensano che lei non li ami abbastanza. E allora la rabbia aumenta e si vorrebbe cancellare tutto e si rimpiange il fatto che ci si poteva far giustizia da sole. Si va avanti cosi’ per anni senza riuscire a pagare il debito di quello che è successo (come se fosse colpa tua), ci si fa aiutare da qualche dottore nei momenti più difficili poi magari ci si rende conto che il passato è passato. Allora si recuperano i rapporti più importanti, si conoscono persone che ti danno tanta forza per capire che non finisce qui, che ci si può riscattare da tutto. Ultimamente lo penso e lo dico spesso che è nelle situazioni peggiori che si conoscono le persone migliori!

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