PREDATORI DI BAMBINI / una storia in pillole.
Oggi una storia di ordinaria pedofollia, che molti di voi conoscono anche se solo alla fine svelerò alcuni dettagli.
Un piccolo viaggio, scritto in modo schematico, per farvi capire quanta cecità, ma soprattutto quanti danni tale cecità può creare, laddove ci si occupa di pedofilia:
luigi chiatti
Questa è la storia di un bimbo, che nasce il 27 maggio 1968.
La madre, nubile, decide di non riconoscerlo e gli viene affibbiato il nome di Antonio Rossi.
Viene quindi affidato ad un istituto gestito da religiose.
In tale realtà, per colpa del suo aspetto (“è un bellissimo bambino”) viene abusato a cadenza quotidiana dal sacerdote, direttore dell’istituto.
All’età di 4 anni incomincia a manifestare comportamenti che verranno definiti “aggressivi e ribelli” e si richiede una valutazione psicologica finalizzata ad una adozione.
La famiglia che lo adotterà, si legge nella relazione, dovrà poter offrire:
“la massima disponibilità affettiva con molta dolcezza e pazienza”.
Ed ancora, la famiglia non dovrà “isolarlo, ma dovrà curare il rapporto con i coetanei, per non staccarlo troppo dal sistema di vita a cui era abituato in orfanotrofio”.
Passa un anno ed il 24 marzo 1974 Antonio viene affidato alla sua famiglia affidataria che lo adotterà ufficialmente un anno dopo, quando il bimbo prenderà quindi il nuovo nome.
Il bambino mostra subito ostilità.
Non lega coi nuovi genitori che pensano addirittura “di ridarlo indietro”.
Sono su di età e non vogliono però fallire come genitori.
Soprattutto col padre, un noto ed affermato medico, Antonio non lega.
Il padre è sempre al lavoro e quando è a casa sta attaccato alla tv (durante la cena rigoroso silenzio con 2 televisori accesi per non perdere i tg).
Il bimbo cresce, ma ai genitori appare sempre molto strano.
Non ha amici, non lega con nessuno, picchia spesso la nonna paterna ed all’età di 14 anni entra in terapia che però interrompe subito non legando col terapista.
Il ragazzo soffre di masturbazione ossessiva che lo porta ad avere frequenti perdite di sangue, che sporcano la sua biancheria intima.
Per vergogna non ne parlerà mai col padre medico ma lascerà sparsi per la casa gli indumenti sporchi facendoli trovare da sua madre.
Madre che però non ne parlerà mai con nessuno.
Nel frattempo lui non lega con nessuna ragazza ed ha una frequente fantasia:
“quella di fare la lotta con un uomo più grande di lui, di soccombere e di venire immobilizzato, diventando schiavo del vincitore”.
Non sogna però un rapporto omosessuale, sogna di amare i bambini, perché sono “puri e puliti” mentre sarebbe “disgustoso” avere rapporti con adulti.
A 19anni ha il suo primo rapporto:
il partner ha tre anni ed è figlio della famiglia che trascorre le vacanze con i suoi genitori.
Antonio ricorda ancora oggi con nostalgia quell’estate.
Nessuno, benché il rapporto si consumasse in casa ed alla luce del sole, si è mai accorto di nulla.
Nel 1989 i genitori trovano nella sua camera sempre chiusa a chiave vestiti e giochi per bimbi piccoli.
La psicologa da cui nel frattempo aveva ripreso ad andare dirà che quegli oggetti erano un”tentativo di recuperare un’infanzia perduta”.
Nel frattempo svolge funzioni di catechista in oratorio.
Ha un carattere molto mite, dolce, a tratti palesemente effeminato e si conquista facilmente l’amicizia da parte dei bambini, a cui spesso regala caramelle.
Più di una volta viene scoperto, dal parroco, mentre si fa masturbare da bambini. Scoperta questa che non porta però a nessuna denuncia
Nel ’92 nasce in lui ufficialmente l’idea di rapire dei bambini ed a questo punto avete capito che parliamo di Luigi Chiatti, mostro di Foligno.
In realtà la sua fantasia consiste nel rapire dei bimbi piccoli, portarli nella casa di montagna dei suoi genitori, vivere con loro finché non raggiungono l’età della adolescenza e poi riportarli in paese e sostituirli con altri bambini (sic!).
Luigi va in giro in auto a cercarli ed incontra così casualmente Simone Allegretti: Simone ha 4 anni ed accetta di buon grado di salire in auto con lui, per andare a giocare……
Il resto è storia………o forse cronaca nera.
Dopo l’arresto in seguito al secondo omicidio (quello di Lorenzo, 13 anni, molto timido, con cui lega facilmente), gli verranno fatte tutte le analisi possibili:
“Luigi non è affetto da alcuna malformazione cerebrale né soffre di disturbi fisiologici o neurologici; fisicamente e fisiologicamente è un uomo assolutamente normale”, si leggerà nella perizia fatta dal Tribunale.
“Si poteva evitare?” è la domanda che dopo questo breve e sintetico viaggio nella storia di Chiatti, ci poniamo.
“Sì, si poteva evitare” la risposta a cui giungiamo.
Bastava che tutti gli adulti che lo hanno frequentato facessero qualche cosa di diverso, dal voltare le spalle all’evidenza.
Quegli adulti, in un certo senso, colpevoli di quello che poi lui è diventato, di quello che lui ha fatto. Adulti che troviamo in questo elenco:
i genitori, i servizi sociali, la gente del paese dove viveva, le persone che frequentava, il parroco (“Luigi è un catechista perfetto” disse, quando molte madri si lamentavano del fatto che si masturbasse davanti ai loro figli!), ed ovviamente chi per primo ha abusato lui da bambino……….
 
CONTINUA – DOMANI LA SECONDA ED ULTIMA PARTE…..

4 Commenti a “”

  • Si qui si coglie nel segno…

  • il mio disgusto relativo al silenzio degli adulti che hanno avuto contatti col Chiatti si punta in particolare sulla casta sacerdotale della nostra buona Chiesa Cristiana, Cattolica ed Apostolica. Nelle provincie italiane si sanno dimoltissimi sacerdoti implicati in faccende torbide ed indecenti come questa. La chiesa rimane ferma su alcuni princìpi fondamentali su cui è innamovibile: aborto, preservativo, pillola anticoncezionale, unioni omosessuali, ecc..

    Ma, come nel caso di qualche anno fa dei sacerdoti americani impegnati inpratiche sessuali su bambini, tende ad insabbiare, senza nemmeno spogliare degli abiti talari i sacerdoti implicati. Questa vergogna dovrebbe far pensare a quanto di inumano esiste dentro le regole morali di chi si erge a detentore dei segreti delle dottrine religiose. Facciamo sposare i preti e facciamo in modo che cali il velo di maya che copre quella società bigotta che rispetta regole di facciata, ma che intimamente le rigetta!

  • Tutto tremendamente doloroso…una storia che fa rabbrividire.Un saluto a tutti gli amici di prometeo Marianna

  • Certo che si sarebbe potuto evitare tutto questo. Tutto questo dolore e questo orrore si sarebbe DOVUTO evitare.

    P.S.

    I nostri pelosi angeli contraccambiano il bacione per Flipper e per te, Max. E’ sempre un grande piacere ritrovarti. Ciao

    Grazia

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