C’è sempre il rischio di ripetersi, quando come nel mio caso, l’appuntamento con la scrittura è pressoché quotidiano. Eppure ad un certo punto le parole finiscono, le emozioni pure e davanti a notizie così subentra quell’arrendevole disincanto che ci fa sentire tutti più soli e meno protetti.

Scatta quindi il “già detto”, “il nulla di nuovo”e la ripetizione diventa l’unica risposta plausibile.

Una risposta che ci fa tornare a dire che “pensavamo di averle viste tutte ma ogni volta c’è qualcosa di peggio”.

A Terni due fratelli gemelli di 27 anni non hanno condiviso l’aspetto, i gesti, le sensazioni, i pensieri come tutti i gemelli del mondo. Hanno diviso anche il loro essere pedofili ed insieme hanno agito, dal 2003 al 2005, andando a caccia di bambini.

Sono 4 le vittime che fino ad oggi hanno sporto denuncia ma la polizia sta cercando di risalire a molti altri piccoli che, nel più classico dei copioni, venivano avvicinati soprattutto nei parchi e poi invitati con delle scuse a casa propria e lì obbligati a vedere films pornografici.

Come ho già detto facile indignarsi ma anche ripetersi nel commento di notizie così:

un suggerimento mi permetto di dare. Perché, dopo averli rinchiusi, non ce li fate incontrare e studiare?
Non è una triste battuta di chiusura, ma una sincera e necessaria richiesta, davanti al peggio che, ripeto, non ha più un argine.

2 Commenti a “”

  • La cosa orribile è che spesso al male più bieco non c’è spiegazione.

    E le cose senza spiegazione possono essere davvero letali, forti di una forza inspiegabile.

    Il male non ha mai una spiegazione valida.

    Per questo fa già paura anche solo nell’intento.

    Bel Blog.

    Ciao

    Letizia.

  • utente anonimo:

    io spero vivamente che il padre di tommaso sia arrestato e che sia complice..tanto il povero piccolo è morto..scoprirlo piu implicato servirebbe solo per una lezione piu sonora che sia d’avvertimento a tutti i pedofili che guarderanno la cosa!

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