PIÙ CHE FRATELLI.

Notizie come quella che vi riporto lasciano, comunque vadano a finire, un senso di tragica impotenza. In bilico tra orrore e cinica ironia. Spagna, 1977: un ragazzo ed una ragazza si incontrano per caso in un bar. Bevono qualcosa. Si scambiano i numeri di telefono. Si rincontrano. Si fidanzano. Si sposano. Ed hanno due figli, Cristina (che oggi ha 20 anni) ed Ivan (che ne ha 13). Fino a qui sembra la storia di ognuno di noi, se non fosse che Daniel e Rosa (questi i loro nomi) sono fratelli. Non lo sapevano quando si sono conosciuti (poiché i genitori si erano separati senza mai più incontrarsi nel lontano 1959 dividendosi i 5 figli avuti) ma lo sapevano quando, già sposati hanno deciso di diventare genitori anch’essi. Oggi escono allo scoperto e chiedono di potersi sposare vista anche la diffusione dei pacs, che stanno “regolarizzando” decine di coppie di omosessuali. Per ottenere il loro scopo vanno in tv ed accettano di diventare protagonisti di uno sceneggiato, intitolato “Più che fratelli”. Ma il loro scopo è anche un altro. In questo caso, mi permetto di dire, meno personale e più pericoloso: ottenere una sorta di legittimazione dell’incesto, che in Spagna è stato depenalizzato (sì avete letto bene depenalizzato, ovvero NON è più reato) dal 1978  (due anni dopo la nascita della loro primogenita).

Auguriamoci che

la Spagna del 2000 non voglia arrivare anche lì……

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