DEVASTATO IL PRESEPE DEI BAMBINI.

Non so che facce abbiano. Ma conosco quelle dei loro genitori.
Padri coglioni cresciuti a birra e Gazzetta dello sport. Madri frustrate, rimaste incinte sul sedile di un auto usata quando ancora nella loro stanzetta sognavano di sposare Simon Le Bon. 

Mi riferisco a quei vandali che nei giorni scorsi hanno distrutto un presepe fatto da alcuni bambini delle scuole medie di un paese in provincia di Bergamo. Fanno male le immagini degli animali di cartapesta senza la testa o dei pastori sporcati ed oltraggiati.

Fano male al di là del valore reale del presepe (domanda: si può perseguirli per aver offeso un luogo “sacro”?). fa male perché ancora una volta si è dato ai più giovani un esempio osceno: quello di un mondo adulto (?) che dovrebbe ripartire da capo. Riscriversi ad una scuola materna e reimparare a vivere. Nel nome del padre del figlio e della buona educazione.

Nota: per la cronaca: 4 anni fa il presepe fu bruciato, a dimostrazione che la mamma dei cretini è sempre incinta.

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