L’ho già detto, probabilmente, ma mai come in questo caso ripetersi non fa male.

Trovo inconcepibile che un bimbo abbia la vita segnata per sempre, mentre l’esistenza di un predatore non sia per nulla turbata. Al massimo un transitorio temporale su di una grigia e dannosa esistenza. Lo dico dopo la lettura del nuovo rapporto di Save the children, riassunto nel comunicato che vado a riportare. Rapporto che ancora una volta presenta il reale stato della bilancia:

piatto predatori in libertà pieno, piatto di bambini aiutati, creduti, salvati, vuoto. O quasi.

<<In tutto il mondo, soltanto 350 bambini vittime di pedopornografia sul web sono stati individuati e protetti. Pochissimi, dunque, se si pensa che solamente nel database dell’Interpool sono contenute foto di oltre 20mila minori. A lanciare l’allarme è un nuovo rapporto di Save the Children, alla vigilia della scadenza, in Italia, della presentazione degli emendamenti al Senato al ddl sulla lotta alla pedopornografia su Internet che l’associazione chiede di cambiare.>>

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