DONEGANI – IL GIALLO DELL’ESTATE.

Non serviva un master in criminologia per capire chi fosse in realtà il soggetto che ha massacrato i coniugi bresciani in quello che banalmente è stato battezzato come il giallo dell’estate. Completamente apatico, freddo e controllato, lanciava senza alcuna emozione il suo appello ai media, invitando chi avesse notizie sui coniugi scomparsi a farsi avanti. Ed a ruota ecco schiere di parenti e conoscenti fare l’ennesimo ritratto del bravo ragazzo, certo un po’ taciturno e solitario, ma non per questo sinonimo di assassino.

In realtà, il “lucido criminale” (secondo le parole del procuratore capo di Brescia) con la “faccia da pirla” (secondo le parole del sottoscritto) aveva appena fatto a pezzi i suoi parenti e li aveva divisi in tanti sacchetti manco fossero cibo per il congelatore, disperdendone poi i resti in un bellissimo e fino ad allora incontaminato luogo di montagna.

Per farla breve, insomma, la solita storia che vuole i più efferati criminali, “normalissimi vicini di casa”. Magari solo un po’ taciturni……

Nota: avete notato chi è stato uno dei testimoni chiave delle vicenda? Un bambino, già un piccolo, di quelli che gi stupratori e la loro stirpe si illudono con sempre meno forza intellettiva di far passare per non credibili. Fingendo di non sapere che di fronte ad un trauma i sensi si amplificano, immagazzinando tutto, anche i più insignificanti particolari.

 

 

 

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