AGO & FILO.

“Cuciti la bocca”: alzi la mano chi non l’ha mai detto/pensato almeno una volta nella vita.

Visto?! Nessuno.

Purtroppo “nessuno” non è la risposta valida anche per chi quella frase anziché sentirsela dire se l’è vista “applicare alla lettera”i i fatti: un’educatrice di una comunità manda a chiamare la madre di un bimbo (quasi tredicenne) che sta seguendo e che pare essere molto vivace.

La madre si arrabbia e lo minaccia: “vuoi che torni ad usare lo spillone?”.

Il bimbo piange disperato e si rannicchia in un angolo. E così emerge un fatto accadutogli quando aveva 8 anni (alla faccia di quei coglioni che dicono che un bimbo può essere suggestionato e non essere credibile),fatto che ha visto la madre (quanto mi costa chiamarla così) punirlo proprio….cucendogli la bocca.

Leggo la notizia sul giornale Libero (di nome e di fatto), giornale da sempre intollerante (anche) verso le ingiustizie nei confronti dei minori e da quel giornale trascrivo il modo n cui l’articolo viene chiuso. Perché mi pace molto e perché qua ci sta bene:
”L’assistente sociale denuncia il caso. Da qui l’inchiesta della Procura, la constatazione che per calmare quel bambino bastava un piccolo accenno all’ago per cucire. Poi la richiesta di archiviazione del pm Alessandra Liverani, la risposta negativa del gip Marco La Ganga. Che dire? Bravo giudice. Cazzo”.

Quando ce vole ce vole………

Canzone: U2, One step closer.

Lascia un Commento

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe